Manzo: Kcal e Valori Nutrizionali per 100g

Le calorie sono misurate in kcal (kilocalorie), unità di misura generalmente usata in riferimento al contenuto energetico di cibi e bevande (di norma rispettivamente a 100g di prodotto). Come è ovvio, una caloria corrisponde a 1 kcal. Ogni persona ha un fabbisogno energetico diverso, ovvero una diversa quantità giornaliera di calorie che dovrebbe idealmente assimilare per poter raggiungere il proprio peso forma.

Calorie nella Bistecca di Manzo

Una buona bistecca di manzo cotta al barbecue fa subito venire l’acquolina in bocca, soprattutto se parliamo di manzo di ottima qualità. Innanzitutto dobbiamo precisare che non esiste un numero univoco di calorie contenute in una bistecca da 100g, possiamo solo dare valori approssimativi. Rispetto agli altri tagli di manzo, la bistecca ha generalmente un basso contenuto di grassi ed è, di conseguenza, meno calorica.

Insomma, bastano pochi esempi per dimostrare come, pur trattandosi della stessa carne, il numero di calorie sia estremamente variabile, sia in riferimento al taglio che al quantitativo di lipidi.

Come Cucinare un'Ottima Bistecca

Per cuocere un’ottima bistecca di manzo alla griglia, cercate di preferirne una che non sia troppo magra, ovviamente senza nemmeno esagerare in senso opposto. Se volete andare sul sicuro salate la bistecca dopo cottura; altrimenti, potrete salarla un’oretta prima utilizzando il sale grosso. Infine, ricordiamo di non maneggiare eccessivamente la bistecca durante la sua cottura. Se possibile giratela una sola volta e non fatela cuocere troppo.

Definizione e Classificazione del Manzo

Il nome comune del Bos taurus è bue domestico, mentre il termine manzo si riferisce SOLO a esemplari di sesso maschile, sottoposti a castrazione, di età compresa tra 1 e 4 anni. Maschio castrato con un peso vivo superiore ai 350 Kg. vitellone. Il manzo viene allevato esclusivamente per la carne; al contrario, la femmina è destinata principalmente alla riproduzione e alla produzione di latte, mentre il maschio fertile (toro) viene impiegato per la riproduzione.

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La carne di manzo è generalmente più grassa di quella del vitello; la castrazione, infatti, favorisce l’accumulo di grasso, con un conseguente vantaggio produttivo ed economico. La carne di bue, poco commercializzata (come anche quella di toro e di vacca), è la più grassa dell'intera categoria.

Tagli della Carne di Manzo

La carne di manzo viene divisa in tagli, a loro volta scorporati dai quarti ottenuti dalle due mezzene. Probabilmente, quelli più famosi sono: il filetto, la lombata e la bistecca "Fiorentina" (o lombata con il filetto); tuttavia, nel complesso la carne di manzo viene differenziata in circa 20 tagli che (per grassezza e consistenza) si prestano a cotture e ricette anche parecchio differenti.

Le parti definite come frattaglie, assieme alle ossa, costituiscono il ben noto "quinto quarto"; di questo gruppo, i tipi più commercializzati sono: ossobuco, cuore, fegato, lingua e cervello.

Manzo vs Maiale: un Confronto

Contrariamente a quanto si possa credere, la carne di manzo NON è molto più magra rispetto a quella del maiale leggero allevato; anzi, per dirla tutta, considerando i tagli più "commerciali" della carne di manzo, spesso risulta ben più grassa rispetto ad un comune lombo di maiale sgrassato.

Metodi di Cottura e Tagli Consigliati

La carne di manzo può essere impiegata nella formulazione di varie ricette, molte delle quali parecchio differenti l'una dall'altra. Prima tra tutte per fama e diffusione, la carne di manzo alla griglia. I tagli che si prestano maggiormente sono di certo: lombata, filetto e bistecca fiorentina (lombo + filetto); non deludono anche noce e fesa (con pezzature più sottili).

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Quella di manzo alla griglia è senz'altro il tipo di carne che si presta maggiormente alla cottura "al sangue", in quanto vanta un sapore più gradevole e, per quel che concerne l'aspetto igienico, l'animale è meno soggetto a parassitosi.

Per le cotture al forno, invece, i tagli che abbiamo menzionato sopra non sono certamente la soluzione più corretta. In generale, la carne di manzo non si presta molto a questo scopo, eccezion fatta per i tagli della pancia. Si tratta di ricette dal sapore molto forte e che spesso non soddisfano il palato di chi ama le carni magre e delicate. La cottura è molto lunga e, a differenza di quella alla griglia, deve essere TOTALE.

La carne di manzo fritta non è tra le ricette più diffuse; a differenza dei prodotti aviari o degli animali più giovani, questo genere di alimento si presta all'utilizzo di un olio deciso, con un sapore forte e corposo. E' necessario scegliere accuratamente i tagli, che devono essere magri, privi di guaine muscolari e sminuzzati in dimensioni tali da consentire una cottura rapida fino al cuore del prodotto. Può essere sufficiente un'infarinatura superficiale ma i risultati più gradevoli si ottengono con la panatura aromatizzata al rosmarino.

Giungiamo poi alla cottura in acqua; la carne di manzo si presta moltissimo sia alla strutturazione del brodo, sia alla formulazione del bollito. I tagli prediletti sono: lo scamone, la punta di petto e il collo (l'importante è che siano abbastanza gelatinosi). Ricordiamo che il brodo e la carne bollita NON si ottengono mediante lo stesso procedimento; per il primo, le pezzature vanno tuffate in acqua fredda, al contrario, la carne bollita va cotta immergendola nell'acqua bollente. Entrambe le cotture sono molto lunghe e per la lingua è necessario applicare un procedimento leggermente differente (si legga l'articolo dedicato).

Per concludere, citiamo anche le stracotture. Che si tratti di brasatura, cottura in casseruola o stufatura, la carne di manzo rende sempre ottimi risultati. I tagli indicati sono più tenaci rispetto a quelli da impiegare nelle cotture rapide, ma meno duri rispetto quelli per la carne bollita.

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Caratteristiche Nutrizionali

La carne di manzo ha un apporto nutrizionale differente in base al taglio specifico. Mediamente, si tratta di cibi dall'apporto lipidico medio, più elevato rispetto a quello del vitello ma più contenuto rispetto alla carne di bue. La prevalenza energetica è quasi sempre a carico delle proteine (che sono ad alto valore biologico), con qualche piccola eccezione inerente alle pezzature più grasse, come la pancia e la punta di petto. I carboidrati e le fibre sono assenti.

La ripartizione degli acidi grassi non è pessima, ma nemmeno eccezionale; la quantità dei saturi equivale (pressappoco) a quella dei monoinsaturi, mentre i polinsaturi risultano in minoranza. Il colesterolo è presente e non trascurabile. Per quel che concerne i sali minerali, si evidenzia un ottimo contenuto in ferro e potassio; sotto il profilo vitaminico, la carne di manzo contiene soprattutto vitamina PP (Niacina) ed è un'ottima fonte di vitamina B12 (cobalamina).

La carne di manzo è da consumare in porzioni differenti in base al taglio specifico, ma sempre e comunque oscillanti tra i 150-250g. La frequenza di consumo varia in base al contesto dietetico globale e sarebbe meglio che non superasse le 2-3 volte a settimana. La carne di manzo può essere inserita in qualunque regime alimentare, facendo attenzione al bilancio lipidico, all'apporto totale di colesterolo e - in caso di ipersensibilità - all'apporto di purine.

I soggetti che devono prestare maggior attenzione all'idoneità delle porzioni di carne di manzo sono: gli ipercolesterolemici e gli iperuricemici. Ad ogni modo, ricordiamo che l'abuso di carne (soprattutto grassa), associata alla carenza di fibre alimentari e di altre componenti nutrizionali vegetali, predispone l'organismo al rischio di ipercolesterolemia, aterosclerosi e tumori del colon.

Valori Nutrizionali Dettagliati (per 100g)

Di seguito una tabella riassuntiva dei valori nutrizionali per 100g di carne di manzo, considerando vari tagli:

Taglio Acqua (g) Proteine (g) Lipidi Totali (g)
Costata 71.6 21.3 6.1
Fesa 75.2 21.8 1.8
Filetto 72.7 20.5 5.0
Geretto 75.0 20.9 3.2
Girello 74.9 21.3 2.8
Lombata 72.3 21.8 5.2
Noce 75.4 21.3 2.3
Pancia e P. petto 69.0 19.7 10.2
Scamone 73.8 21.4 3.7
Sottofesa 74.6 22.0 2.6

Interazioni e Benefici

Non risultano condizioni in cui il consumo di carne di manzo potrebbe interferire con l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. La carne di manzo è una fonte di proteine di qualità elevata, di vitamine alleate del buon funzionamento del metabolismo e dello sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, di ferro e di molecole dalle proprietà antiossidanti. Inoltre apporta calcio, fosforo e magnesio, importanti per la salute di ossa e denti.

Purtroppo però è una fonte di grassi saturi; la loro quantità varia molto a seconda di fattori come l’origine della carne e il taglio, ma non bisogna mai dimenticare che secondo le attuali raccomandazioni il loro consumo non dovrebbe superare il 10% delle calorie introdotte quotidianamente con il cibo. Inoltre la carne di manzo è fonte di dosi significative di colesterolo, il cui apporto quotidiano non dovrebbe superare i 300 mg.

Aspetti Nutrizionali Generali della Carne Rossa

La composizione chimica della carne varia in funzione della specie e del tipo taglio. Tuttavia è possibile tracciare un profilo comune. Sicuramente sono un’ottima fonte di proteine. Il loro valore biologico, vale a dire la presenza di aminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni, è alto. Ciò non giustifica il grande consumo di carne, registrato soprattutto tra le popolazioni occidentali.

Per soddisfare il fabbisogno proteico non è necessario introdurre la carne quotidianamente, sono infatti numerose le fonti da cui attingere. Legumi, pesce, frutta secca, uova e formaggi ne sono un esempio. Uno dei principali motivi che deve spingere a limitarne il consumo è il contenuto di grassi. La composizione è prevalentemente satura. Pertanto la carne rossa, quando introdotta nella dieta in eccesso, può rappresentare un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Per di più, tanto maggiore è la componente lipidica e tanto maggiore sarà il potere calorico dell’alimento.

Una porzione di manzo apporta circa la metà delle calorie rispetto ad una di agnello, carne più grassa. Tuttavia anche diversi tagli della stessa specie contribuiscono diversamente all’apporto energetico. Che sia di manzo, di maiale o agnello la carne è fonte di ferro, per il 40% nella forma maggiormente biodisponibile (eme) per l’organismo. Pochi considerano la quota del 60% di ferro cosiddetto non-eme, poiché tipico degli alimenti vegetali. Questa forma ha un assorbimento ridotto rispetto al ferro eme. Per aumentarne la biodisponibilità è sufficiente condire con succo di limone, arancia o peperoncino fresco, o comunque consumare nello stesso pasto fonti di vitamina C.

Tra i minerali potassio, sodio, fosforo, zinco e selenio sono ben rappresentati. Mentre tra le vitamine, abbondano quelle del gruppo B. Una porzione, di alcuni tagli, può coprire quasi tutto il fabbisogno di vitamina B12, circa la metà di B6 e un terzo di niacina.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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