Il ciclo mestruale è un'esperienza unica per ogni donna. Per alcune, è un segno di femminilità e fertilità, mentre per altre può rappresentare una seccatura o una vera e propria maledizione a causa dei sintomi associati. Comprendere le cause dei disturbi legati al ciclo è fondamentale per vivere la propria femminilità con pienezza e in salute.
La Fisiologia della Mestruazione e l'Infiammazione
La fisiologia della mestruazione è precisa. Se non c’è stato concepimento, l’ovaio per quel ciclo non produce più estrogeni e progesterone. Questa caduta premestruale dei livelli ormonali attiva cambiamenti importanti di tipo infiammatorio, sia a livello dell’utero, sia di tutto il corpo, mediati dalle nostre cellule di difesa che si chiamano mastociti.
Sono loro i grandi direttori d’orchestra dell’ infiammazione. Se stimolati, anche dalla caduta degli ormoni sessuali, estrogeni e progesterone, rilasciano mediatori chimici per orchestrare l’infiammazione da cui dipende il distacco della mucosa (endometrio) che riveste la parte interna dell’utero, causando la mestruazione. L’obiettivo biologico è rinnovare ogni mese l’endometrio, ossia il “terreno” su cui potrebbe impiantarsi l’uovo fecondato del ciclo successivo.
Questa liberazione di sostanze dell’infiammazione da parte dei mastociti a livello dello strato basale dell’endometrio induce la morte (necrosi) controllata, nell’entità e nel tempo, di cellule endometriali che prelude al distacco “a stampo” dell’endometrio stesso. Questo processo infiammatorio è positivo, utile alla vita, ossia fisiologico quando è:
- sincrono, ossia quando coinvolge contemporaneamente tutta la parte più interna dell’endometrio che riveste la cavità uterina, con distacco “a stampo”, appunto;
- netto e limitato nel tempo, con un inizio e una fine precisi, senza piccole perdite di sangue (spotting, dall’inglese “to spot”, macchiare) antecedenti, premestruali, o successive al ciclo stesso, postmestruali.
Se questo processo non è ben coordinato, a causa sia di squilibri ormonali sia di disordini di tipo immunitario o infettivo, determina un processo infiammatorio eccessivo e/o persistente con distacco irregolare e prolungato dell’endometrio che si traduce in perdite di sangue irregolari prima o dopo il ciclo, di varia intensità, fino a una franca emorragia (menometrorragia).
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Maggiore è l’infiammazione, maggiore è il dolore mestruale (dismenorrea), che aumenta di quasi cinque volte quando il ciclo è abbondante. Ancor più se frammenti di endometrio si trovano fuori posto (ectopici), in altri organi: è questo endometrio fuori posto, che va incontro alle stesse trasformazioni e sfaldamento di quello in utero, il responsabile dell’endometriosi, dell’infiammazione e del dolore che la caratterizzano. Se poi l’endometrio si trova all’interno della parete muscolare dell’utero (miometrio) si parla di “adenomiosi”, responsabile di mestruazioni dolorosissime.
L’infiammazione associata al ciclo, può diventare patologica quando è persistente, severa e/o prolungata; quando causa sintomi quali sindrome premestruale, dismenorrea, dolore alla defecazione durante il ciclo (dischezia); quando causa dolore pelvico, mal di testa, dolori muscolari (mialgia), debolezza (astenia), peggioramento dei sintomi gastrointestinali o dell’asma, spesso associati a segni di ciclo irregolare (spotting pre e/o postmestruale, ciclo abbondante e/o prolungato).
Sintomi Lontani dall'Utero: Perché Compaiono?
La caduta premestruale di estrogeni e progesterone fa liberare ai mastociti sostanze infiammatorie in tutti gli organi e sistemi che siano già infiammati per ragioni di vulnerabilità genetica o per malattie intercorrenti. Ecco perché alcune donne sono più vulnerabili al mal di testa, altre ai sintomi gastrointestinali, o al peggioramento di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide.
Il Ruolo della Psiche
I fattori psichici, che causino stress, alterano la funzione dell’ovaio e, di conseguenza, la produzione di estrogeni e progesterone: questo può far ravvicinare il ciclo, farlo “saltare” (amenorrea), causare emorragie o bloccare l’ovulazione. Lo stress fa aumentare il cortisolo, che peggiora l’infiammazione.
Come Ridurre l'Infiammazione e i Sintomi Mestruali
Per ridurre l’infiammazione associata al ciclo e i sintomi mestruali associati ci sono due linee di intervento, da integrare:
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- Stili di vita sani:
- un’ora di passeggiata veloce al giorno può ridurre le molecole dell’infiammazione fino al 30 per cento;
- otto ore di sonno riducono l’iperattività dei mastociti, la neuroinfiammazione e i livelli di cortisolo, riducendo il dolore;
- una dieta povera di zuccheri come il glucosio e il saccarosio, di lieviti e di glutine riduce l’infiammazione intestinale associata;
- evitare alcol e fumo, che peggiorano l’infiammazione sistemica;
- praticare yoga, meditazione o tecniche di mindfulness.
- Sostanze anti-infiammatorie naturali e integratori:
- palmitoiletanolamide (PEA), che riduce il rilascio di sostanze infiammatorie da parte dei mastociti;
- acido alfa lipoico, che riduce il dolore;
- agnocasto, attivo soprattutto sui sintomi premestruali;
- triptofano, aminoacido che entra nella sintesi della serotonina, mediatore principe dell’umore;
- ferro, per ridurre anemia, astenia e sintomi associati;
- magnesio, utile per ridurre ansia e irritabilità.
- Farmaci appropriati, su valutazione e prescrizione medica:
- progestinici, dal 5° al 26° giorno del ciclo, per ridurre la quantità del flusso, l’infiammazione e i dolori associati;
- pillole contraccettive (qui usate a scopo curativo): la migliore è quella con estradiolo (estrogeno naturale bioidentico) e dienogest, che riduce a due il numero di giorni senza ormoni, in quanto si basa su 26 giorni attivi e due placebo (26+2). Studi internazionali hanno dimostrato che è la più efficace nel ridurre il mal di testa mestruale e il dolore pelvico mestruale. Altri studi hanno dimostrato che è la più efficace nel ridurre quantità e durata del ciclo, e il dolore e l’anemia associati. L’esperienza clinica dimostra la sua efficacia anche in tutti gli altri sintomi mestruali;
- modulatori della neuroinfiammazione: amitriptilina, antico antidepressivo, di cui oggi si è capita l’azione di riduzione dell’infiammazione nel cervello; paroxetina, per ridurre infiammazione, dolore e depressione associati.
Dismenorrea e Altri Disturbi: Come Affrontarli
Le mestruazioni non sono uguali per tutte: c’è chi non si accorge nemmeno di averle e chi, invece, soffre di disturbi fastidiosi, e alle volte invalidanti, proprio legati al ciclo. La dismenorrea, rappresentata da mestruazioni molto dolorose, è tipica dell’età adolescenziale e favorita in condizioni di stress.
Nei primi tre o quattro anni dal menarca, infatti, la regolazione ormonale da parte delle ovaie non è ancora matura. Una mancata ovulazione con conseguente eccesso relativo di estrogeni rispetto al progesterone, può portare a edema dei tessuti, cefalea e gonfiore che può poi collegarsi al dolore in sede lombare. Il dolore può essere ulteriormente aumentato dalla contrazione dell’utero e dei muscoli pelvici e addominali che avviene in risposta al sanguinamento e alla liberazione delle prostacicline, agenti pro-infiammatori, per cercare di contenere le perdite.
Nell’età fertile, ma più avanzata, possono subentrare delle sindromi organiche come miomi uterini - neoformazioni solide benigne che originano dal tessuto muscolare dell'utero, il miometrio - endometriosi e adenomiosi, ovvero presenza di endometrio nel miometrio.
Rimedi per la Dismenorrea
- calore per lenire il dolore
- assunzione di magnesio che riduce la contrattilità del muscolo
Mestruazioni Abbondanti
Un altro disturbo è rappresentato da mestruazioni molto abbondanti con eventuale presenza di coaguli. Si definiscono tali secondo due parametri: quando si superano i sette assorbendi giornalieri oppure quando bisogna ricorrere al cambio ogni due ore. In età giovanile, un ciclo abbondante è legato a iperestrogenismo, mentre dopo i 35 anni, fino alla premenopausa, può indicare la presenza di problemi organici come fibromi o polipi uterini.
Il ciclo abbondante determina astenia e anemia a causa della grande perdita di ferro tramite il flusso. Si possono introdurre alimenti naturalmente ricchi di ferro - ad esempio carne, uova, verdure a foglia verde, legumi frutta a guscio, semi, barbabietola, radicchio verde e cereali integrali - ,oppure utilizzare integratori.
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Sindrome Premestruale
La sindrome premestruale crea un disagio più prolungato: può presentarsi dall'ovulazione alla mestruazione, o solamente la settimana precedente alla comparsa del ciclo. Si verifica nel 5% delle giovani donne e può essere accentuata in situazioni di stress e tensione emotiva. È caratterizzata da gonfiore addominale, presenza di crampi, irritabilità, tachicardia, sudorazioni, difficoltà nella concentrazione, insonnia e depressione del tono dell'umore.
Tutti questi sintomi sono causati dal crollo di estrogeni e progesterone alla fine del ciclo ovarico.
Rimedi per la Sindrome Premestruale
- progesterone naturale per riequilibrare la situazione ormonale
- integratori di vitamina C, B6, agnocasto o triptofano, sostanze di derivazione naturale che agiscono sul tono dell'umore
- attività fisica moderata che, oltre a ridurre il dolore, è utile per liberare le endorfine a livello cerebrale con miglioramento del tono dell’umore
Sintomi Preciclo: Cosa Sono e Come Affrontarli
Il termine medico corretto per i sintomi pre ciclo è Sindrome Premestruale (SPM) e si riferisce a un insieme di sintomi che iniziano generalmente da 5 a 10 giorni prima delle mestruazioni e si risolvono poco dopo l’inizio del flusso. In letteratura sono stati attribuiti alla sindrome premestruale più di 150 tra sintomi fisici, comportamentali, emotivi e cognitivi. Il sintomo che interessa il tono dell’umore o il comportamento più comune della sindrome premestruale è rappresentato dagli sbalzi d’umore.
Sintomi Fisici Comuni
- Dolore al seno (mastodinia)
- Gonfiore addominale
- Aumento di peso temporaneo
- Mal di testa o emicrania
- Stanchezza cronica
- Crampi pelvici
- Disturbi del sonno
- Acne o pelle impura
Sintomi Emotivi e Comportamentali Comuni
- Irritabilità e cambiamenti di umore
- Ansia e tensione
- Tristezza o sintomi depressivi
- Difficoltà di concentrazione
- Perdita di interesse per attività quotidiane
- Desiderio di cibi specifici (soprattutto zuccheri)
Cause dei Sintomi Premestruali
Sebbene la scienza non abbia ancora individuato una causa unica e definitiva, è ormai chiaro che la comparsa dei sintomi premestruali sia legata a una combinazione di fattori ormonali, neurochimici, genetici e comportamentali.
- Le variazioni cicliche nei livelli di estrogeni e progesterone rappresentano il principale fattore scatenante dei sintomi premestruali.
- Uno dei principali mediatori dei sintomi premestruali a livello emotivo è la serotonina, un neurotrasmettitore fondamentale per la regolazione dell’umore, del sonno e dell’appetito.
- Numerosi studi suggeriscono una componente ereditaria nella comparsa dei sintomi premestruali.
Come Prevenire i Sintomi Premestruali
Affrontare efficacemente i sintomi premestruali significa adottare un approccio integrato che tenga conto del benessere fisico, mentale ed emotivo della donna.
- Cambiamenti nello stile di vita: apportare modifiche alle abitudini quotidiane può avere un impatto significativo sulla frequenza e sull’intensità dei sintomi.
- Alimentazione equilibrata: una dieta bilanciata può prevenire o ridurre i sintomi premestruali in modo naturale.
- Riduzione dello stress: lo stress cronico può aggravare in modo significativo la sindrome premestruale.
Disturbo Disforico Premestruale (PMDD)
Le donne in età riproduttiva possono soffrire di una variante grave della sindrome premestruale, che potrebbe portare a una drastica riduzione della qualità della vita e probabilmente a un maggior rischio di sviluppare altri disturbi dell’umore. Questa forma di sindrome premestruale è chiamata disturbo disforico premestruale (PMDD) e costituisce una condizione seria che non deve essere né banalizzata né trascurata. Il termine “disturbo disforico premestruale” (PMDD) è equivalente a PMD, ma si dovrebbe usare solo quando la condizione viene diagnosticata facendo riferimento ai criteri elencati nel DSM-5.
Sintomi del PMDD
L’elenco dei potenziali segni e sintomi per la sindrome premestruale è lungo, ma la maggior parte delle donne sperimenta solo alcuni di questi problemi. Vediamo quali.
Segni e sintomi emotivi e comportamentali
- Tensione o ansia
- Umore depresso
- Crisi di pianto
- Sbalzi d’umore e irritabilità o rabbia
- Cambiamenti di appetito e voglie di cibo
- Difficoltà ad addormentarsi (insonnia)
- Ritiro sociale
- Poca concentrazione
- Cambiamento della libido
Segni e sintomi fisici
- Dolore alle articolazioni o ai muscoli
- Mal di testa
- Fatica
- Aumento di peso correlato alla ritenzione di liquidi
- Gonfiore addominale
- Tensione al seno
- Riacutizzazioni dell’acne
- Costipazione o diarrea
- Intolleranza all’alcool
Diagnosi del PMDD
Secondo il DSM-5 per fare diagnosi di disturbo disforico premestruale devono essere soddisfatti i seguenti criteri: Nella maggior parte dei cicli mestruali, almeno cinque sintomi devono essere presenti nella settimana precedente le mestruazioni, iniziare a migliorare entro pochi giorni dall’insorgenza delle mestruazioni e ridursi al minimo o scomparire nella settimana successiva alle mestruazioni.
Trattamenti per il PMDD
Un gran numero di trattamenti è stato sperimentato per il disturbo disforico premestruale (PMDD). Questi includono trattamenti ormonali, trattamenti psicologici (dalla gestione dello stress alla psicoterapia, prevalentemente di orientamento cognitivo-comportamentale), trattamenti fisici (ad es. Yoga, Mindfulness, esercizio aerobico), integratori minerali (ad es. Calcio), integratori alimentari (ad es. Vitamine, acidi grassi omega-3), integratori a base di erbe (ad es. Ginkgo biloba, Crocus sativus) e, ultimo ma non meno importante, i farmaci antidepressivi (AD). Altri interventi hanno incluso la restrizione del sale, la restrizione della caffeina, gli agenti diuretici e i farmaci antinfiammatori.
Alla luce di numerose ricerche, i risultati suggeriscono che gli esercizi basati sulla consapevolezza e la terapia cognitivo-comportamentale basata sull’accettazione possono essere utili per ridurre i sintomi.
Farmaci
Il trattamento di PMS e PMDD si concentra sulla riduzione dei sintomi fisici e psichiatrici. Molti dei farmaci utilizzati mirano a regolare l’attività ormonale del corpo attraverso la soppressione dell’ovulazione, mentre altri influenzano la concentrazione di neurotrasmettitori come la serotonina, la noradrenalina o la dopamina nel cervello. Viene anche utilizzato un terzo gruppo di agenti complementari o alternativi con vari meccanismi di azione.
Negli Stati Uniti, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono approvati per il trattamento primario. Sebbene gli SSRI siano considerati farmaci psichiatrici, quando vengono usati per trattare disturbi premestruali, migliorano i sintomi fisici e psichiatrici nella maggior parte dei pazienti.
Premenopausa: Cosa Accade al Ciclo
Durante la premenopausa, le fluttuazioni ormonali tipiche del ciclo mestruale diventano meno regolari. Questo periodo, chiamato anche “fertipausa”, è caratterizzato da un rapido calo della fertilità e conseguente difficoltà ad avere una gravidanza spontanea.
Alterazioni del Ciclo Mestruale
- Oligomenorrea: cicli mestruali più distanti, oltre i 30 giorni, fino al punto di “saltare” uno o più mesi.
- Menorragia: flussi mestruali abbondanti e prolungati (fino a 10/15 giorni). La causa più frequente è il ciclo anovulatorio (cioè senza ovulazione).
- Amenorrea: assenza del ciclo mestruale per almeno 3 mesi che, in premenopausa, non sempre indica la fine delle ovulazioni.
Altri Sintomi della Premenopausa
- Mal di testa, difficoltà di concentrazione e di memoria
- Perdita di tono della pelle e capelli sottili
- Aumento di peso
Diagnosi e Gestione della Premenopausa
La diagnosi di premenopausa si basa principalmente sui sintomi riportati e sull’anamnesi medica, oltre alla visita ginecologica e l’ecografia. È importante mantenere anche uno stile di vita sano che comprende un attenzione alla dieta, povera di zuccheri e ricca di fibre, proteine, calcio e vitamina D per preservare il benessere delle ossa, abbondante idratazione, regolare attività fisica.