Emanuela Caorsi: Nutrizionista Olistica e la Rivoluzione nella Ricomposizione Corporea

Un certo revisionismo sul tema della forma fisica ha portato a considerare lo specchio come uno strumento più affidabile rispetto alla bilancia. Il numero indicato dall'ago è solo una delle tante variabili e non l'indicatore assoluto della condizione fisica. Questo è quanto sostengono i nutrizionisti, supportati dai personal trainer, promotori di una rivoluzione che ha trasformato gli strumenti di misurazione del corpo e le modalità per raggiungere la silhouette ideale.

Il boom di vendite su Amazon di bilance impedenziometriche a uso domestico, simili a quelle professionali dei dietologi, dimostra il cambiamento in atto, anche nella semantica di settore: l’espressione «perdita di peso» è stata sostituita da «ricomposizione corporea», ovvero dalla «trasformazione alchemica del piombo in oro».

Il Processo di Ricomposizione Corporea

Il processo comincia con un esame impedenziometrico di pochi secondi. Si sale su una pedana dotata di sensori e manipoli che crea assieme al corpo un circuito chiuso attraverso il quale scorre un’impercettibile frequenza elettrica che esamina tutti i tessuti. «Grazie a questa valutazione è possibile misurare la percentuale di muscoli, grasso, acqua, sali minerali e proteine per capire dove e come agire per tornare in forma», spiega Gianluca Bonomi, osteopata e personal trainer di Audace Palestre di Milano.

«Al momento è l’esame più accurato per programmare una ricomposizione corporea “sartoriale”, ovvero una strategia alimentare e di allenamento che converta la massa grassa in muscolo. Non è detto che si debba perdere peso, anzi: può accadere, infatti, che il numero sulla bilancia aumenti, ma che lo specchio restituisca un’immagine più asciutta», dice Bonomi.

Più Forza, Meno Cardio

Secondo uno studio condotto dalla University of New South Wales di Sydney, in Australia, i polmoni sarebbero l’organo escretore primario del grasso. Conti alla mano, dieci chili di grasso possono essere trasformati in 8,4 chili di anidride carbonica, espulsa dal corpo espirando.

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«L’allenamento ideale per bruciare i grassi deve essere personalizzato ed eseguito in sala pesi, dove si andrà a potenziare tutti i distretti muscolari. Questo perché un muscolo sviluppato brucia molte calorie anche a riposo, innalzando il metabolismo basale. La classica corsetta non serve, a meno che non si sia molto in sovrappeso. Perché, se fatta con l’intensità sbagliata, può portare a bruciare le proteine del muscolo anziché il grasso», spiega Beatrice Galeazzi, personal trainer di Audace Palestre.

«Di solito le donne evitano la sala pesi perché temono di gonfiarsi. Niente di più sbagliato: l’ormone responsabile dell’ipertrofia muscolare è il testosterone, che le donne hanno in piccolissima parte. L’importante è allenarsi non meno di due volte a settimana e per 45 minuti».

La Dieta Giusta per il Training

Ai due poli di un’ipotetica linea c’è da un lato la dieta iperproteica di Alain Dukan e dall’altro quella del minestrone di Beyoncé. Estreme, ma con spunti interessanti. «Fondamentale è la qualità del cibo, che deve essere il meno raffinato possibile. Quante convinzioni da rivedere o, almeno, da contestualizzare con attenzione.

Prova a rispondere Emanuela Caorsi, nutrizionista olistica che ha appunto affrontato alcuni miti da sfatare in tema di dieta e nutrizione. Lasciata la precedente vita da ingegnere strutturista, Caorsi ha preferito seguire quella che chiama una «missione»: insegnare alle persone la stretta connessione tra alimentazione e salute.

Lo ha fatto grazie a un percorso di studi svolto alla Canadian School of Natural Nutrition, con sedi in diverse città nordamericane, che l’ha condotta a promuovere e diffondere informazioni magari scomode ma vere, e controcorrente, su alimentazione e salute. Secondo l’esperta il conteggio di calorie e«macros» è ormai anacronistico: quello che conta sono la qualità e la provenienza del cibo che si mangia.

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Inoltre, vale la pena ricordarlo, non esistono tabelle o indicazioni standardizzate valide per tutti: ogni persona ha la sua storia medica e la sua unicità, sotto tutti i punti di vista.

Miti Alimentari Sfatati da Emanuela Caorsi

Vediamo alcuni di questi falsi miti.

Il Burro Fa Male

Falso, secondo la nutrizionista: fa male solo se ottenuto da latte di mucche allevate in modo intensivo e pertanto ricco di antibiotici, ormoni e pesticidi. Il burro vero, quello di malga, giallo, ottenuto da latte di mucche allevate al pascolo non fa male. Anzi. «Il burro contiene un acido grasso a catena corta, chiamato acido butirrico, che nutre le nostre cellule intestinali mantenendole in salute e inibisce il proliferare di agenti patogeni» spiega Caorsi.

Chi negli ultimi anni ha scelto la margarina, ottenuta da oli vegetali trans altamente tossici, al posto del burro avrebbe dunque sbagliato. Il consiglio per chi non tollera il lattosio è il ghi, una sorta di burro chiarificato ottenuto secondo una ricetta ayurvedica, che contiene solo la parte grassa del burro, eliminando caseina, lattosio e proteine del siero del latte.

Le Uova Fanno Impennare il Colesterolo

Falso anche questo, secondo l’esperta. Il colesterolo misurato durante gli esami del sangue è per lo più endogeno, prodotto dal fegato. Quello esogeno, generato dall’alimentazione, è solo una percentuale molto bassa. «Il colesterolo è importantissimo per la produzione di ormoni e per un corretto funzionamento del sistema nervoso, se però il colesterolo 'cattivo' (Ldl) supera una certa soglia può mettere a rischio il sistema cardiovascolare. Bisogna quindi fare attenzione agli alimenti che stimolano la produzione di colesterolo Ldl», spiega la nutrizionista.

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Tuttavia non sono le uova ma gli zuccheri raffinati e i carboidrati semplici, come quelli di biscotti, cracker e merendine a fare da booster al colesterolo. E non fanno eccezione i prodotti integrali. Le uova sono un alimento completo e nutriente: per l'esperta se ne possono consumare senza paura fino anche a sei a settimana, cuocendo bene l’albume e mantenendo liquido il tuorlo per preservare i preziosi acidi grassi che contiene. Ovviamente scegliendo uova biologiche.

Fette Biscottate e Marmellata: Formula Ideale per la Colazione Perfetta

Falso anche questo. Si tratta di un incontro solo in apparenza salutare, anche se le fette sono integrali e la marmellata o confettura sostiene di essere senza zuccheri aggiunti. Per Caorsi si tratta di una bomba di zuccheri che alza la glicemia, facendoci poi ritrovare a metà della mattinata con una voragine nello stomaco e un calo di energia.

La glicemia altalenante non porta solo a immagazzinare grasso a livello soprattutto addominale ma stressa moltissimo il pancreas e i surreni, creando le basi per patologie come il diabete e la sindrome metabolica. Come fare, dunque? Meglio prepararsi una fetta di pane integrale o di farro a lievitazione naturale tostato con crema pura di mandorle o di nocciole così come un porridge di fiocchi di avena con frutta e frutta a guscio sono due ottime idee per una colazione a basso indice glicemico.

È Meglio Utilizzare Oli Vegetali

«Se la sono presa tutti con l’olio di palma, che fa male - prosegue la nutrizionista - nessuno, però, ci ha detto quanto facciano male l’olio di girasole, di arachidi, di soia e in generale gli oli vegetali, che nel momento in cui vengono portati ad alte temperature come avviene nella preparazione dei prodotti preconfezionati, vengono ossidati, creando radicali liberi che possono danneggiare le nostre cellule». La verità «scomoda» è che gli oli vegetali che si trovano nei prodotti raffinati e sugli scaffali dei supermercati sono ricchi di omega 6 ossidati che danno origine a sostanze pro-infiammatorie nel nostro organismo, creando terreno fertile per qualunque patologia.

Quindi chi per preparare dolci «più sani» sceglie questi oli, fa una scelta sbagliata. L’olio di cocco è l’unico olio vegetale che andrebbe usato nella preparazione dei dolci perché è un olio saturo e come tale non si denatura durante la cottura. Di nuovo, il ghi è un’ottima alternativa. L’olio di oliva è meno peggio degli olii vegetali ma soffre comunque le alte temperature: meglio gustarlo a crudo.

La Soia Come Elisir di Salute

«Non siamo stati 'programmati' per digerire la soia e pertanto un consumo sistematico può creare problemi digestivi. Non sarà certo un cappuccino o uno yogurt di soia una tantum a fare danni, sia chiaro, ma un consumo sistematico». La verità, conclude l’esperta, è che la soia contiene fitoestrogeni, simili agli estrogeni del nostro corpo, che quando assimilati in eccesso possono causare malattie dell’apparato riproduttivo, sia femminile che maschile.

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