Nuove Linee Guida sulla Dieta Mediterranea: Un Approccio Olistico per la Salute e la Prevenzione

La Dieta Mediterranea è riconosciuta come un modello alimentare e uno stile di vita salutare e sostenibile. Il 10 marzo 2025, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato ufficialmente le prime linee guida sulla Dieta Mediterranea, riconoscendola come uno strumento fondamentale di prevenzione e intervento nutrizionale. Queste linee guida si fondano su un’analisi approfondita di ben 3.839 studi scientifici, che hanno coinvolto quasi 2 milioni di partecipanti, con un follow-up medio di 13 anni.

Le Linee Guida nascono da una approfondita analisi della letteratura scientifica e del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti, di più di 20 società scientifiche nazionali e stakeholder. Il documento si rivolge in prevalenza a tutti i professionisti sanitari e sociali coinvolti nella promozione e nell’applicazione della DM - Medici di Medicina Generale, Specialisti, ma anche a farmacisti e a tutti coloro con un ruolo di tutoraggio e monitoraggio del viver sano, anche dal punto di vista nutrizionale - quale strumento di prevenzione in qualsiasi setting di cura e presa in carico, così come nei vari contesti di intervento.

«Obiettivo delle nuove linee guida - dichiara Nicola Veronese della Saint Camillus International University of Health Sciences, Roma -è rafforzare il ruolo della DM nella prevenzione a diversi livelli e nella promozione della salute pubblica». Le Linee Guida raccolgono oltre 50 raccomandazioni che traghettano nella comprensione e definizione degli standard di applicazione della Dieta Mediterranea (DM) per favorire il benefico impatto su mortalità, malattie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, metaboliche, muscolo-scheletriche, fragilità e disabilità nell’anziano, malattie autoimmuni, malattie della gravidanza. Ambiti nei quali la DM ha dato prove di efficacia, in un contesto di stili di vita sani.

Cos'è la Dieta Mediterranea?

La DM rappresenta un modello alimentare riconosciuto come bene immateriale dell’umanità. Dal punto di vista di ciò che si porta a tavola, la dieta mediterranea si contraddistingue per l’abbondanza di alimenti di origine vegetale (pane, pasta, orzo, farro, riso e altri cereali, verdure, legumi, frutta fresca e secca), il modesto consumo di alimenti di origine animale (pesce, carne bianca, latticini e uova), quello occasionale di dolci e il ricorso all’olio extravergine di oliva come fonte primaria di grassi.

Nel rispetto di un concetto di One Health, il documento presenta un modello di DM che va ben oltre il regime alimentare: si qualifica, infatti come vero e proprio stile di vita salutare e sostenibile che si basa sull’alto consumo di alimenti di origine vegetale (verdure, frutta fresca, legumi, cereali integrali, frutta a guscio ad esempio), di olio d’oliva come fonte principale di grassi monoinsaturi, a fronte di un consumo moderato di pesce, frutti di mare, uova, carni bianche, latte e derivati, limitando carne rossa e dolci, e non ultimo di scelte che fanno bene anche al pianeta. Come l’acquisto di prodotti alimentari a chilometro zero e provenienti da filiera corta e stagionali, inserite in un contesto di vita sana e attiva, che preveda la pratica regolare dell’esercizio fisico, adeguato riposo, convivialità e socialità.

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Quest’ultima promuove valori come ospitalità, vicinato, dialogo interculturale e rispetto della diversità, incarnando il concetto di “vivere mediterraneo”. Nel documento si sottolinea però anche l’importanza di ciò che ruota intorno al cibo: fare attività fisica regolarmente, mantenere un peso sano, dormire a sufficienza, evitare il fumo e consumare pasti in un contesto conviviale. Tutti questi elementi concorrono a ridurre il rischio di sviluppare molte malattie croniche.

Benefici della Dieta Mediterranea

«Le raccomandazioni alimentari - spiega Marco Silano, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrinometaboliche e dell’invecchiamento dell’Iss - sono state elaborate alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, con particolare attenzione agli effetti benefici che svolge nella prevenzione e trattamento delle malattie cronico-degenerative, nel rispetto anche della salute ambientale e del pianeta». Benefici che si traducono in ricadute positive per il sistema e le risorse economiche.

La dieta mediterranea ha una storia lunga diversi secoli, ma mai come in questo momento è necessario riscoprirla, poiché la adottiamo sempre meno, nonostante sempre più studi ne mostrino gli effetti benefici per la salute. La dieta mediterranea, ricca di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva e pesce, è da anni al centro di studi scientifici per il suo ruolo nella promozione della salute e nella prevenzione di numerose patologie. Il suo modello alimentare, riconosciuto anche dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, si è dimostrato efficace non solo nel ridurre il rischio di malattie croniche, ma anche nell’ambito della prevenzione oncologica.

Riduzione della Mortalità e dell'Incidenza delle Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e Tumori

Uno dei principali messaggi emersi dalle nuove linee guida riguarda l’efficacia della Dieta Mediterranea nel ridurre significativamente l’incidenza e la mortalità associata a patologie cardiovascolari, endocrino-metaboliche (come il diabete di tipo 2) e a tumori in numerosi distretti anatomici. Questi dati sono confermati da ampi studi osservazionali, che suggeriscono che un’alimentazione basata su frutta, verdura, cereali integrali, pesce e grassi sani - tipica della Dieta Mediterranea - possa avere un impatto preventivo straordinario su una serie di condizioni croniche.

Nicola Veronese, docente e membro del Comitato Scientifico di Sinpe, ha osservato che «una crescente mole di evidenze scientifiche dimostra come un’adesione rigorosa alla dieta mediterranea si associ a un significativo miglioramento dello stato di salute generale, con una riduzione della mortalità complessiva (9%), della mortalità per malattie cardiovascolari (9%), dell’incidenza e della mortalità per tumori (6%). Ciononostante, a livello nazionale e internazionale mancavano linee guida specifiche su come sfruttare questi benefici.

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Miglioramento del Profilo Lipidico nei Pazienti con Obesità

Un altro aspetto cruciale riguarda il miglioramento del profilo lipidico dei pazienti con obesità. La Dieta Mediterranea ha mostrato di essere più efficace rispetto a diete a basso contenuto di carboidrati nel migliorare i parametri lipidici, come il colesterolo LDL e i trigliceridi. Questo conferma l'importanza di una dieta equilibrata, che non solo favorisce il benessere generale, ma si rivela anche determinante nel contrastare patologie metabolicamente correlate, come l’obesità.

Effetti Benefici sulle Malattie Autoimmuni e le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

Un focus interessante delle nuove linee guida riguarda le malattie autoimmuni, in particolare le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. La Dieta Mediterranea sembra avere effetti positivi anche su queste patologie, migliorando la qualità della vita dei pazienti e riducendo l’intensità dei sintomi. Una nostra meta-analisi ha rivelato che la dieta mediterranea è inversamente associata ad ansia e depressione nelle persone con obesità.

Impatto Economico e Sostenibilità

Diversi studi suggeriscono che l'adozione di questo modello alimentare potrebbe ridurre significativamente i costi sanitari associati al trattamento delle malattie croniche, grazie alla sua capacità di prevenire o rallentare l'insorgenza di patologie ad alta incidenza, come quelle cardiovascolari e metaboliche. Inoltre, la Dieta Mediterranea si rivela più sostenibile rispetto ad altri modelli alimentari, ad eccezione del modello vegano, per quanto riguarda il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale.

Dieta Mediterranea e Prevenzione Oncologica

In ambito strettamente oncologico, le conclusioni di 126 studi (osservazionali e di intervento) mostrano che la dieta mediterranea è efficace nella prevenzione di diversi tipi di tumore, anche se spesso con impatto modesto. L’adesione alla dieta mediterranea è fortemente caldeggiata fin dalla prevenzione primaria per ridurre l’incidenza dei tumori in tutte le sedi, di quelli del distretto testa-collo, del cavo orale, del polmone, dello stomaco, del fegato e della colecisti, del colon-retto e della mammella (in particolare nelle donne dopo la menopausa).

Effetti positivi anche nei pazienti oncologici

Non meno rilevante è il contributo che abitudini alimentari di tipo mediterraneo possono offrire ai pazienti oncologici nel ridurre la mortalità dovuta in particolare ai tumori del colon-retto, dello stomaco, del distretto testa-collo, dell’ovaio, della prostata e del seno.

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Meccanismi anti-cancro della dieta mediterranea

Nel caso della prevenzione oncologica, la dieta mediterranea sembra poter agire su più fronti:

  • Antiossidanti: contenuti in frutta, verdura e olio extravergine di oliva, contrastano lo stress ossidativo, uno dei fattori alla base della cancerogenesi.
  • Fibre: migliorano la funzionalità dell’intestino, promuovono un microbiota salutare e riducono l’infiammazione cronica.
  • Grassi “buoni”: quelli monoinsaturi contenuti nell’olio extravergine d’oliva e quelli omega-3 comuni in alcuni tipi di pesce combattono i processi infiammatori.
  • Indice glicemico controllato: la dieta mediterranea agisce anche sul metabolismo ormonale e su alcune vie molecolari, contribuendo così alla prevenzione di alcuni tipi di cancro.
  • Attività fisica: contribuisce al mantenimento di un adeguato peso corporeo e alla prevenzione dell’obesità, un noto fattore di rischio per almeno 13 forme di cancro.

Secondo i ricercatori, l’impatto di questo stile alimentare è comunque “di rilevanza clinica e socioeconomica: la dieta mediterranea può rappresentare una strategia efficace nella prevenzione primaria”.

Vino e Alcolici: Un'Occasione da Affrontare con Moderazione

Un punto che merita attenzione è il trattamento degli alcolici, come il vino, nella Dieta Mediterranea. Sebbene il vino sia spesso associato alla cultura mediterranea, le linee guida ufficiali sottolineano che l’alcol non è incluso come parte essenziale del modello alimentare di riferimento. L’accento è posto, infatti, su un consumo moderato e consapevole, evidenziando che l'alcol non deve essere considerato un componente imprescindibile della dieta, ma piuttosto una scelta facoltativa e da consumare con prudenza.

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