Ultrasuoni per Dimagrire: Controindicazioni e Rischi

Gli ultrasuoni sono onde acustiche con una frequenza superiore ai 20 kHz (20.000 Hertz), non udibili all'orecchio umano. Li conosciamo come tecnica diagnostica, pensiamo per esempio all'ecografia. Ma non tutti sanno cosa sono gli ultrasuoni con esattezza, perché siano tanto utili e, soprattutto, se esistano o meno conseguenze potenzialmente dannose per la salute umana.

L'uso degli ultrasuoni sul corpo umano è possibile perché l'ultrasuono penetra nel sistema biologico (a una profondità inversamente proporzionale rispetto alla frequenza delle onde) e lì viene rilasciata l'onda. Questo "rilascio" ha diversi effetti sull'organismo ed è usato non solo in diagnostica ma anche per curare patologie ortopediche e muscolari, in fisioterapia e addirittura in medicina estetica.

Ultrasuoni in Diagnostica: L'Ecografia

Uno degli usi più conosciuti degli ultrasuoni è l'impiego nelle indagini ecografiche. L'ecografia è appunto una tecnica di diagnostica che si fonda sugli "echi" generati dagli ultrasuoni che attraversano un campo biologico (dunque, un organo o un tessuto). La tecnica ecografica è usata in radiologia, in ostetricia e in chirurgia.

Questa tecnica diagnostica permette, infatti, di indagare quelli che vengono definiti "tessuti molli". Per esempio, in seguito a un problema agli arti, il medico può richiedere sia una radiografia (che non permette di vedere le parti molli) sia un'ecografia, che riesce a evidenziare una "fotografia" anche del tessuto.

L'ecografia si può definire innocua, anche perché si presume non se ne abusi, ed è anche relativamente economica. C'è però da precisare che l'ecografia dipende molto dalla professionalità e dalla capacità dell'operatore ecografico: per semplificare potremmo dire che la radiografia è oggettiva, mentre una buona riuscita dell'ecografia è legata in modo molto stretto alla manualità e, soprattutto, all'interpretazione corretta di chi la esegue.

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Ultrasuonoterapia: Applicazioni Terapeutiche

Gli ultrasuoni vengono usati anche come vera e propria terapia, soprattutto in ambito ortopedico. Ma non solo, con l'ultrasuonoterapia si ottengono ottimi risultati anche in medicina estetica.

L'ultrasuonoterapia è, dunque, una tecnica terapeutica che usa proprio l’azione delle onde sonore (ultrasuoni) su un campo biologico (corpo). La potenza dell'onda è nella sua capacità di penetrare nei tessuti in profondità. Le onde usate in ultrasuonoterapia hanno una frequenza compresa tra i 750 KHz e i 3 MHz: più è elevata la frequenza, meno in profondità penetra l'onda. Dunque, la scelta del tipo di frequenza cambia a seconda dell'organo e del tessuto trattati, e a seconda del tipo di terapia richiesta.

Ma perché l'onda, ovvero l'ultrasuono, è così benefica? Perché una volta penetrata nel campo biologico, esercita diverse azioni: un'azione chimica, un'azione termica e anche un'azione importante sulla circolazione. Ecco perché l'ultrasuonoterapia viene impiegata per il trattamento di: artrosi, artriti, contratture muscolare, slogature, tendiniti, distorsioni, strappi muscolari, borsite e anche cellulite.

Ultrasuoni in Fisioterapia

Dunque, l'ultrasuonoterapia è una tecnica di elezione anche in fisioterapia. L’irradiazione ultrasonora, infatti, genera un effetto simile a un micro massaggio (pulsante meccanico) e anche un effetto termico, scaldando in profondità.

Questo mix di azioni fa sì che vengano agevolati gli scambi cellulari e intracellulari. Il trattamento con ultrasuoni può essere effettuato in due modi diversi: in modo diretto e in modo indiretto. Il metodo più usato è quello per contatto diretto: si applica un gel conduttivo sulla testina dell'apparecchio e sulla zona da trattare. Quindi, si sposta la testina con movimento di tipo rotatorio lento (pulsato se l'area in questione è ridotta).

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Il trattamento a contatto indiretto, invece, si esegue in acqua. Si immerge la zona da trattare in una specie di bacinella e la testina rimane staccata dalla cute per 1 cm circa. Si tratta di un metodo meno comune ma molto utile nel caso in cui si debbano trattare zone irregolari e difficili da trattare direttamente: per esempio, gomiti, mani e malleoli.

I benefici degli ultrasuoni, dunque, si possono riscontrare a diversi livelli. La terapia è antalgica (per combattere il dolore), anti-gonfiori, anti-aderenze dei tessuti, biostimolante a livello cellulare e miorilassante (decontratturante sui muscoli).

Cavitazione: Un Approfondimento sul Fenomeno

In molti casi, il fenomeno di cavitazione è considerato uno svantaggio, poiché quando le microbolle di vapore implodono a contatto con superfici solide, sono in grado di danneggiarle, provocandone l'erosione. In altri casi, invece, la cavitazione viene sfruttata per ottenere un vantaggio.

Tuttavia, attualmente la cavitazione viene sfruttata soprattutto dalla medicina estetica per eliminare adiposità localizzate e inestetismi cutanei, come la cellulite e la pelle a buccia d'arancia. Quando la cavitazione viene impiegata per il trattamento delle adiposità localizzate, questi strumenti generano ultrasuoni a frequenze ben definite che raggiungono il tessuto adiposo sottocutaneo.

Gli ultrasuoni così erogati sono in grado di provocare variazioni di pressione e di temperatura nel fluido interstiziale presente fra gli adipociti. Queste variazioni fanno sì che avvenga la rapida formazione di microbolle di vapore. Le implosioni delle microbolle generano energia meccanica e pressioni molto elevate e localizzate, che causano la rottura delle membrane cellulari degli adipociti circostanti, con conseguente fuoriuscita dei grassi in essi contenuti.

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Le microbolle che si formano nei liquidi interstiziali con gli ultrasuoni ad alta frequenza vengono generate in quantità inferiore e con volumi minori rispetto a quelle che si formano con gli ultrasuoni a bassa frequenza. Inoltre, gli ultrasuoni ad alta frequenza non riescono a penetrare in profondità come quelli a bassa frequenza e, per tale ragione, non sono in grado di raggiungere gli accumuli adiposi sottocutanei. Tali apparecchi sono dotati di manipoli che trasmettono gli ultrasuoni alle frequenze desiderate. Gli ultrasuoni possono essere emessi in maniera convergente o divergente. L'emissione degli ultrasuoni in maniera convergente li convoglia tutti in una piccola area localizzata.

In qualsiasi caso, gli ultrasuoni emessi devono essere sufficientemente penetranti e potenti da provocare la lisi delle cellule adipose, ma non tanto potenti da compromettere l'integrità di altri organi o tessuti, vasi sanguigni o muscoli. Proprio per questa ragione, i macchinari elettromedicali impiegati nella cavitazione medica sono dotati di sistemi in grado di regolare la frequenza degli ultrasuoni.

Cavitazione Medica: Preparazione e Procedura

Questo colloquio è necessario al medico per valutare quali aree devono essere trattate e la loro estensione, così com'è necessario per stabilire se la cavitazione è il trattamento che meglio si addice a quel determinato paziente. Normalmente, la cavitazione medica non richiede particolari preparazioni prima della sua esecuzione. Tuttavia, è molto importante che il paziente beva molti liquidi e si idrati abbondantemente nei due o tre giorni che precedono il trattamento.

L'idratazione deve essere effettuata allo scopo di far arricchire di liquidi interstiziali le zone che devono essere trattate. Nella maggioranza dei casi, la cavitazione medica viene effettuata senza anestesia, poiché il fastidio percepito dal paziente è generalmente sopportabile. Inoltre, la comunicazione delle sensazioni da esso provate può aiutare il medico a capire quando muovere il manipolo. La cavitazione medica non è considerata un trattamento invasivo, pertanto, al termine della seduta il paziente può riprendere le normali attività fin da subito.

Per ottenere risultati visibili, una singola seduta di cavitazione non è sufficiente. La cavitazione medica è considerata un trattamento non invasivo, efficace e sicuro. Se correttamente eseguita, infatti, gli effetti collaterali che può causare sono solitamente di lieve entità e tendono ad autorisolversi in tempi brevi.

HIFU (High-Intensity Focused Ultrasound)

Il cosiddetto SMAS (Sistema Muscolo-Aponeurotico Superficiale) si trova al di sotto della pelle del viso, tra il grasso sovrastante (ipoderma) e i muscoli mimici sottostanti. Lo SMAS è costituito da una rete fibrosa di tessuto connettivo, in cui abbondano fibre collagene ed elastiche, e con la sua azione "contenitiva" risulta importante per sostenere il contorno e la struttura del viso e del collo.

Proprio come visto per il derma, con l’avanzare dell’età anche lo SMAS perde la sua elasticità e compattezza. Il conseguente cedimento alimenta le lassità cutanee (la cosiddetta pelle flaccida), le rughe e altri segni dell’invecchiamento.

Il calore induce l’immediata contrazione delle fibre collagene, sollevando la pelle rilassata e facendola apparire più compatta. Inoltre, il danno termico dà il via a una serie processi riparativi che portano a un aumento della sintesi di collagene. Successivamente, le fibre collagene ed elastiche denaturate vengono gradualmente sostituite da fibre di di nuova formazione. Dopo il trattamento HIFU, nuove fibre collagene ed elastiche si sviluppano principalmente nel derma reticolare e profondo.

I fattori che distinguono i vari dispositivi possono riguardare la potenza della sorgente di ultrasuoni, l’estensione dell’area di trattamento, la densità dei punti focali, e le profondità raggiungibili modulando frequenza e potenza. Ultraformer, ad esempio, mette a disposizione vari trasduttori (da 1.5, 2, 3, 4.5, 6, 9 e 13 mm) che consentono un targeting preciso per estensione e profondità.

Occorre infatti considerare che lo spessore degli strati cutanei varia leggermente in base alla zona considerata, ma anche da un paziente all’altro. Alcuni dispositivi, come Ulthera System ®, forniscono immagini in tempo reale durante il trattamento, permettendo di visualizzare lo stato dei tessuti e colpire aree mirate in modo preciso e sicuro. In confronto, Ulthera è di gran lunga più studiato. Tale miglioramento è stato lieve nel 47% dei casi e moderato nel 36%.

Preparazione e Post-Trattamento con Ultrasuoni Focalizzati

La preparazione per la procedura è minima. Le abitudini alimentari, sportive e lavorative possono essere mantenute prima e immediatamente dopo la procedura. Se indicato dal medico, è possibile assumere farmaci antidolorifici o antinfiammatori il giorno del trattamento.

Prima di iniziare la seduta, è necessario rimuovere gioielli, trucco e altri prodotti per la cura della pelle dall’area interessata. Il medico può applicare un unguento anestetico topico. La pelle viene quindi lavata immediatamente prima del trattamento. È possibile iniziare a notare i primi risultati già dopo pochi giorni.

Controindicazioni e Rischi

Gli ultrasuoni sono piuttosto sicuri, ma esistono comunque controindicazioni. Per esempio, le onde sonore non possono essere impiegate in zone adiacenti al cuore se si soffre di miocardiopatie. Allo stesso modo, ne è controindicato l'uso vicino agli organi sessuali e al midollo osseo, in presenza di neoplasie e tromboflebiti.

Meglio evitare l'applicazione di ultrasuoni, inoltre, nei bambini e negli adolescenti così come in presenza di osteoporosi (possono peggiorare la decalcificazione dell'osso). Questi effetti si sono presto risolti dopo il trattamento e non sono durati più di 2 giorni. L’effetto avverso più comune riportato dai pazienti è un leggero disagio durante la procedura. L’applicazione topica di un anestetico locale prima del trattamento riduce significativamente questo disagio.

In letteratura sono stati segnalati anche effetti avversi come arrossamento transitorio, edema e lividi occasionali. Altri possibili effetti avversi rari includono disestesia (intorpidimento o ipersensibilità), bruciore, ustioni mandibolari, striature e dermatite da contatto.

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