Ogni anno, il 28 aprile, Castelvetere sul Calore si veste di devozione e tradizione per celebrare la Festa della Madonna delle Grazie, una delle manifestazioni religiose più sentite e suggestive dell’Irpinia. Questa antica celebrazione mariana, tramandata da secoli, richiede settimane di preparativi e coinvolge una larga parte della popolazione locale. Una festa che racconta l’anima di Castelvetere, tra memoria, comunità e bellezza.
Origini e Leggenda del Miracolo della Neve
Il particolare legame che lega la Madonna e il popolo nacque con il “miracolo della neve”. La leggenda narra che intorno all’anno Mille la Madonna apparve in sogno ad una anziana signora castelvetrese, chiedendole di recarsi dalle autorità locali affinché venisse eretta una chiesa a Lei dedicata. La donna così si rivolse al curato, alle autorità, al popolo, ma all’unanimità fu considerata pazza.
Tornata alla sua povera casa, riapparve di nuovo la Madonna che promise alla vecchierella che avrebbe fatto cadere della candida neve nel punto esatto in cui voleva fosse eretto il suo tempio. La vecchina tornò dal curato, dalle autorità, dal popolo che cercarono per il paese fino a quando, ai piedi del Castello, non trovarono una piazzetta coperta di neve. Subito ci si adoperò per far sorgere la chiesetta, ed è proprio in quel punto che oggi si erge il Santuario di Maria Santissima delle Grazie. Della vecchierella non si trovò più traccia, tanto che si disse che ella fosse proprio la Madonna.
I Preparativi e le Tradizioni
Preparata con settimane di anticipo, la festa coinvolge l’intera comunità: dalla raccolta della legna alla panificazione, fino alla decorazione degli altari con circa 45.000 tortani cotti nei forni tradizionali sotto la guida delle donne anziane del paese. I preparativi partono da mesi prima con una grande devozione da parte dei castelveteresi. Già in marzo si comincia con la raccolta della tanta legna che servirà poi per panificare.
Successivamente il Parroco, con un gruppo di volenterosi, batterà il paese e le sue campagne alla ricerca della materia prima: la farina (o il denaro per comprarne). La festa del 28 aprile richiede infatti la preparazione di circa quarantacinquemila forme di pane! Raccolte così legna e farina, si deve dare forma e vita ai tortani: le sagge vecchiette del paese si riuniscono, assieme alle future dispensatrici, in un piccolo locale al cui interno è presente un forno.
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C'è poi la raccolta dell'oro che adornerà le dispensatrici: i loro genitori chiedono in prestito i preziosi di famiglia a parenti e amici, catalogando ogni pezzo con un numero e il nome del proprietario. Pochi giorni prima della festa, la chiesa di San Lorenzo (dove aveva sede la Confraternita di S.
Intorno alla seconda metà di marzo, la comunità e in particolare le famiglie delle dispensatrici, si radunano “miezzo a lo prato”, ovvero nella mia piazza principale. Si raccoglie legna di diversa grandezza, i cosiddetti “tacchiri” e i “sarcinielli”. Quando le fascine sono pronte, vengono caricate sui mezzi per essere trasportate nel deposito adiacente al forno, adibito esclusivamente alla panificazione dei tortani. Qui una catena umana si prodiga alla sistemazione della legna, posta ad essiccare per il suo utilizzo l’anno successivo. Prima di scendere in paese, però, ecco che sui prati sbucano tovaglie da picnic e tanto cibo! Come dicevo, questa Festa parla di comunità, nel vero senso della parola.
Le "Spunzatrici": Simbolo di Generosità e Devozione
Durante la giornata del 28 aprile, al termine di un rito religioso molto suggestivo, le bambine tra gli 8 e i 12 anni percorrono a piedi le vie del paese, distribuendo taralli e pane benedetto alle famiglie. Vestite con abiti ampi e riccamente ornati da fili d’oro, le bambine dette "spunzatrici" rappresentano simbolicamente la Madonna e la sua generosità.
Ciò che colpisce, a primo impatto, vedendo una spunziatrice è il corpetto rivestito di monili d’oro. Tutto questo oro viene prestato da amici e parenti delle dispensatrici in nome della devozione per la Madonna. La tradizione legata all’oro cucito sugli abiti delle bambine potrebbe sembrare un segno di sfarzosità e di ricchezza, ma è, invece, simbolo della Regalità di Gesù e della preziosità del ruolo che ricoprono le dispensatrici. Loro, infatti, dispensano “grazia”, ovvero Gesù stesso, incarnatosi attraverso il pane, e dunque i tortani.
Originariamente si definiva “Madonna della Grazia”, proprio perché simboleggiava la “grazia” di Gesù, ma il nome è stato poi cambiato in “Madonna delle Grazie” in quanto molte persone affermano di aver ricevuto molti miracoli.Si racconta di una donna che aveva donato tutto il suo oro alla Madonna, chiedendole la grazia di far guarire il marito ammalato. Quest’ultimo, però.
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Il giorno seguente, il 29 di aprile, la festa continua per le campagne: le spunziatrici devono distribuire il pane anche nei piccoli agglomerati vicini.
Il Santuario di Maria Santissima delle Grazie
All'interno del Santuario è conservato un trittico quattrocentesco, raffigurante la Madonna che allatta il Bambino Gesù con entrambi i seni, mentre alcuni angeli le depongono la corona sul capo. Ai suoi lati si trovano S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista.
Cosa Vedere a Castelvetere sul Calore
Castelvetere, in tempi precedenti rispetto all’editto di Saint Cloud che ufficialmente imponeva l’edificazione del campo santo al di fuori del centro urbano, fu uno dei paesi precursori dei cimiteri extra moenia. Attira, infatti, l’attenzione di numerosi turisti la Cappella cimiteriale, la prima in assoluto commissionata da Ferdinando Napoleone, cugino del noto imperatore.
Percorrendo i tipici viottoli del borgo, è possibile ammirare la Fontana dello Zoppo, un tempo lavatoio pubblico e la Fontana del Mulinello. Per chi volesse godere appieno dell’incredibile panorama irpino, la chiesa di San Michele offre una vista suggestiva, data la sua altezza, così come il Castello Medievale, che rappresenta il punto più alto di Castelvetere sul Calore.
Eventi e Sagre
Oltre la celebre ricorrenza di Sant’Antonio festeggiata con una spettacolare accensione di falò al centro del paese, il mese di agosto vede Castelvetere sul Calore riempirsi di visitatori grazie alla tradizionale sagra della Maccaronara, pasta tipica del territorio irpino. Organizzata dal Comune, è una delle manifestazioni gastronomiche più famose dell’Irpinia.
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Come Arrivare a Castelvetere sul Calore
In auto, allo svincolo di Avellino Est verso Montella-Laceno-Lioni si procede fino alla SS 400 diretta a Castelvetere.