Castelvetere sul Calore: Storia e Origini di un Borgo Irpino

Castelvetere sul Calore, situato sulle pendici del monte Tuoro e bagnato dal fiume Calore Irpino, è un borgo ricco di storia e tradizioni. La sua posizione, a 750 metri sul livello del mare, offre una vista panoramica che si estende fino a comprendere 28 altri paesi, tanto da essere considerata “una terrazza sul paesaggio irpino”.

Dalle Origini al 1800

L’origine del paese risale alle prime invasioni barbariche e, forse, addirittura all’epoca romana, come si può ricavare dalle rovine inesplorate presso l’abitato e dalle antichità rinvenute. Nel 991 Siconolfo, Conte di Conza, donò il suo feudo al Monastero di S. Benedetto in Salerno insieme ai beni che possedeva a “Castelvetere”.

I Longobardi vi costruirono un castello intorno al quale sorse il paese che fu nominato “Castelvetere”. Giuseppe Passaro ritiene giustamente che Castelvetere prima, durante e dopo l’Anno Mille, fu denominata “Castrum Betere” e non Castello di S. Maria, come afferma l’Arciprete Mons. Maria Domenico de Matteis.

Il Prof. Rossi afferma che i Longobardi chiamarono tale feudo Castelvetere, per distinguerlo dal vicino Castelfranci e si disse: “Sul Calore” per la sua posizione. Tale denominazione deriva dalla purezza delle acque cristalline. Nel 1094 Ugone, Conte di Boiano, donò a Madelmo, abate di S. Sofia, la terra di Castelvetere insieme agli abitanti con atto sottoscritto dal Vescovo di Montemarano.

Tale donazione venne scritta dal Vescovo Oberto:

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“Nel nome del Signore Dio Salvatore nostro Gesù Cristo, Signore eterno e nel nome della Indivisibile Trinità. Nell’anno 1095 dall’incarnazione del Signore Onnipotente nostro Gesù, nel mese di gennaio, nella seconda indizione. Noi Ugo, per grazia del Signore Conte di Boiano e figlio Ruggiero e compagno del Conte Rodolfo, rendiamo noto a tutti i nostri fedeli, a quelli presenti e si intende ai futuri, che tramite questo scritto offriamo concediamo e sottofirmiamo per mano del Monsignore Oberto, Vescovo di Boiano, al Signore Madelmo, venerabile abate del Monastero di S. Sofia che sembra sia stato costruito nella città di Benevento e “Castrum” che è nominato “Vecclo” prima Betere (Castrum Vetere = Castelvetere), in quale modo il nostro padre Conte Rodolfo gli concesse di possedere insieme a tutti gli uomini abitanti e viventi nello stesso luogo il proprio Castro, così noi gli attribuiamo in eterno affinché d’ora in poi egli stesso nominato Abate i suoi successori e parte dello stesso soprannominato Monastero già detto Castrum insieme agli uomini interessati al suo Castello, lo abbiano e lo possiedono da quel momento in poi ed esercitino la propria autorità come a loro piace senza alcun fastidio o contrarietà deiprannominati Conte Ugo e figlio Ruggiero, del predetto Conte Rodolfo obblighiamo noi stessi e obblighiamo gli eredi dell’invocata assemblea sia a te Signore Abate Madelmo e ai tuoi successori le cose già dette per nostra concessione, d’ora in poi per sempre e sia in futuro (ci impegniamo) a difendere da tutti gli uomini, da tutte le parti e dai pericoli. Poiché se in verità qualche temerario presumesse di ostacolare questa nostra insigne concessione e saldo precetto in nessun altro modo e con ragione potrebbe presumere di distruggere o perdere o se anche tentasse, sarebbe ostacolato dalla legge e porti 150 once di purissimo oro nel suddetto Monastero: ed oltre a ciò sia dannato al vincolo dell’offerta INSIEME A Giuda falsissimo traditore del Signore nostro Gesù Cristo, finchè viva”.

Al tempo normanno il Conte Ugone fu coinvolto nelle guerre contro Ruggiero II, Raone di Fragnito, Barone di Castelvetere, il quale sosteneva le parti di Rainulfo, Conte di Avellino, contro il re normanno. Da un documento risalente al 1240 Castelvetere insieme ad altri paesi doveva concorrere alle riparazioni del Castello di Montefrusco. Nel 1320 fu tassato per tari 15 e grana 6, ciò denota la scarsità degli abitanti in tale epoca.

Alla famiglia Gesualdo successero i Del Balzo, che essendosi ribellati a Carlo di Durazzo, perdettero il feudo. Nel 1373 divenne signore di Castelvetere Giacomo Filangieri. Nel 1400 Niccolò; e poi la figlia Caterina, che nel 1426 lo portò in dote a Sergianni Caracciolo.

Questo re il 6 agosto del 1418 vendette Castelvetere, con Cassano, Fontanarosa e Taurasi, a Luigi Gesualdo Conte di Conza per il prezzo di ducati 12.000. I successori furono Fabrizio nel 1518; Luigi nel 1546; Fabrizio II nel 1584; Carlo nel 1613 infine Isabella, che divenne moglie di Niccolò Ludovisio, principe di Piombino e Venosa al quale portò il feudo nel 1636. Nel 1658 Niccolò Giuseppe de Beaumont pagò alla Regia Corte il prelievo del feudo di Castelvetere.

Costei ottenne nel regio cedolare l’intestazione delle terre di Montefredane, Castelvetere, S. Andrea, Montefusco, ecc.. Morì il 5 dicembre del 1734 lasciando erede la sua primogenita Maria Eleonora Buoncompagno Ludovisio, Duchessa di Sora e Principessa di Piombino e Venosa.

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Per questi motivi Gaetano Buoncompagno Ludovisio cedette i titoli di Principe di Venosa e Conte di Conza ad Antonio, suo primogenito, con l’istrumento del 14 luglio dell’anno 1746, stipulato dal notaio de Palma. Questa lite fu continuata da Domenico Maria de Beaumont, che fin dal 26 giugno del 1741 aveva ottenuto la rinuncia della terra Castelvetere da suo fratello Andrea, il quale si era consacrato a Dio. L’istrumento di questo accordo venne rogato dal notaio Servillo di Napoli il 16 maggio del 1747 e fu convalidato da Carlo III Re delle Due Sicilie con il consenso dato nel Palazzo Reale il 24 dello stesso mese.

Costui nacque il 15 febbraio del 1775, e sposò il 26 luglio del 1821 Teresa Zezza figlia di Michele, Barone di Zapponata, e di Vincenza Vivenzio.

Un Po' di Storia Recente

Un manoscritto dell’Arcivescovo Parroco Domenico de Matteis del 25 maggio 1915, ritrovato nell’Archivio Comunale, rivela che prima del 1065 Castelvetere sul Calore si denominava Castello di S. Maria, in seguito all’apparizione della Madonna ad una vecchia concittadina. Questo evento portò feudali e popolo a dare al castello la denominazione di Castello di S. Maria.

Feudatario e Università furono concordi nell’accrescere il culto verso la Patrona S. Maria. I Feudali costruirono la Chiesa Abbaziale parrocchiale detta appunto di santa Maria e l’Università edificò una piccola chiesa che chiamò pure di Santa Maria, donando alla Patrona fondi rustici e rendite e stabilì che si celebrasse ogni anno il giorno 28 Aprile una festività che ancora oggi è chiamata “Festa di Santa Maria”.

Infatti la prima fu denominata Santa Maria Assunta, la seconda Santa Maria delle Grazie. Comunque, nonostante la duplice denominazione, sia il feudatario che l’università e il clero furono concordi nell’esercitare le funzioni cristiane in entrambe le Chiese.

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Nel Consiglio di Stato risalente al 18 novembre 1853 Ferdinando II Re di Napoli fece erigere l’antica Chiesa di Santa Maria Assunta al grado di Ricettizia Numerata sotto il titolo della Visitazione di Maria Santissima delle Grazie.

Castelvetere Oggi

Castelvetere sul Calore ha una superficie di 17 Km2 e dista circa 75 km da Napoli. Sorge a 750 metri sul livello del mare, fa’ parte del Parco Regionale dei Monti Picentini ed è situato sulle pendici del monte Tuoro. A valle è percorso, invece, dal fiume Calore Irpino.

Lo sviluppo demografico del comune ha avuto un decremento a partire dagli anni 70 con una popolazione che è pari a 1532 abitanti al 31/12/2020.Patria di numerosi personaggi illustri quali Vincenzo Leone, Aurelio De Laurentiis, le famiglie Risi e Preziosi,terra di artisti, delizie,di artigiani, terra di contadini, ricco di cultura, storia e tradizioni, Torella dei Lombardi è uno dei borghi medioevali più suggestivi dell’Alta Irpinia.

Castelvetere viene considerata “una terrazza sul paesaggio irpino”, dal momento che dal paese la vista si estende nelle zone limitrofe fino a comprendere 28 altri paesi. Il territorio è di notevole interesse naturalistico e paesaggistico, l'abbondante vegetazione e le copiose acque consentono ai visitatori di godere di aria salubre e di effettuare delle passeggiate ossigenanti in assoluta tranquillità.

A valle rispetto al paese, interessante è l'area fluviale del Calore, affiancata da un bosco solcato dalla strada ferrata Avellino-Rocchetta S. Antonio (oggi una ferrovia storica ad uso turistico), che a Castelvetere sul Calore ha una stazione, questa zona è particolarmente vocata alla viticoltura, Castelvetere rientra nell’areale del Taurasi, dove si producono i vini: Irpinia DOC Aglianico, Irpinia DOC Rosso, Taurasi e Taurasi Riserva DOCG, uno dei quattro DOCG Campani.

Di non minore importanza le coltivazioni di olive da olio, di castagne, di pere ("spadoni") e di mele ("lemongelle"). Il monte Tuoro, la cui vetta misura 1424 metri, è attraversato dal Sentiero Cai n.144 ed è ricco di castagne, tartufi, funghi e fragole.

Da citare nel Borgo Antico, la sala Convegni dedicata al politico di origini castelveteresi: Fiorentino Sullo.

Eventi e Tradizioni

Numerose sono anche le iniziative religiose e folkloriche come i riti in onore di Sant’Antonio con i tradizionali falò (16 e 17 gennaio), la storica festa della Madonna il 28 Aprile: la splendida e suggestiva Festa delle Dispensatrici, oggetto anche di numerosi studi antropologici poi le sagre dei piatti locali (la Sagra della Maccaronara e la Festa dell’Ucciolo).

Ultimo, ma non meno importante è Il Carnevale Castelveterese che si narra è una tradizione che risale al 1683 e trovava espressione nelle rivalità artigianali dei due agglomerati del Castello e della Pianura che, dopo la seconda Guerra Mondiale, presero il nome di Piazza e via Roma.

Il comune di Castelvetere ha realizzato con la misura 313 nell’anno 2015 la struttura che ospita il Museo del Carnevale. L’edificio, risalente alla fine dell’Ottocento, è stato accuratamente restaurato, mantenendo, ove possibili, l’antico impianto e gli originari elementi: le antiche travi in legno e il pavimento in pietra locale.

Luoghi di Interesse

  • Castello Ruspoli - Candriano: Di origine longobarda, rinnovato in epoca normanno-sveva e trasformato in casa palaziata nel XVII secolo. Oggi sede del Municipio e di un Museo Antiquarium Archeologico.
  • Santuario della Madonna delle Grazie: Custodisce un trittico del ‘400 di grande valore.
  • Cappella Cimiteriale: Una delle più antiche d'Italia, costruita prima dell'Editto di Saint Cloud.
  • Chiesa di San Michele: Offre un panorama circostante grazie alla sua notevole altezza.
  • Chiesa Santa Maria Assunta: Con il campanile settecentesco.
  • Fontana dello Zoppo: Un tempo lavatoio pubblico, costruita in pietra locale agli inizi del 900.

Tabella Riassuntiva

Informazione Dettaglio
Altitudine 750 metri s.l.m.
Superficie 17 km²
Distanza da Napoli 75 km
Abitanti (2020) 1532
Vini DOCG Taurasi e Taurasi Riserva

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