Andrea Biagi: Nutrizionista, Sportivo e una Vita Dedicata al Benessere

Oggi il dottor Andrea Biagi (classe 1969), si occupa di “nutrizione diagnostica funzionale” e ha un buon seguito di pazienti che gli chiedono aiuto per essere in forma, ma soprattutto per imparare a mangiare sano.

Un Percorso Inaspettato Verso il Benessere

Lo studio non era la sua prima ragione di vita e, a parte la voglia di girare il mondo, da bambino non aveva grandi sogni per il futuro. Un’esperienza nella danza che lo ha portato in tv a “Ballando con le stelle”, amici, divertimento, molte ragazze ma nessun legame.

Poi l’improvviso cambio di rotta: personal trainer all’Officina del benessere di Riva degli Etruschi e studente in scienze del fitness all’università di Camerino e in biologia della nutrizione a Urbino.

L'Infortunio che Ha Cambiato Tutto

Quando e perché ha indirizzato la sua vita verso il benessere? «Sono sempre stato uno sportivo, ma la vera passione è arrivata a seguito di un serio infortunio alla schiena. L’ortopedico mi suggerì di frequentare una palestra. Da quel momento ho capito l’importanza dell’esercizio fisico e della nutrizione.

Ho iniziato a frequentare i corsi del Coni, prendendo vari brevetti e mi sono iscritto all’università di Camerino, laureandomi in “Scienze del fitness e prodotti per la salute” prima e in “Biologia della nutrizione” dell'università di Urbino poi.

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Però la vera svolta è stata l’incontro col dottor Di Tullio, docente dei corsi Aimes-Associazione italiana di medicina sistemica (caratterizzata da una visione olistica del corpo umano), perché dai suoi insegnamenti ho capito l’importanza del concetto sistemico del nostro organismo, fatto non solo di materia ma di pensieri ed emozioni».

L'Esperienza a "Ballando con le Stelle"

Prima di darsi alle “cose serie” ha avuto il suo momento di gloria come ballerino per la trasmissione di Raiuno “Ballando con le stelle”. Poi ha appeso le scarpe al chiodo. Pentito?

«No. Durante quel periodo mi si era aperta la possibilità di lavorare nel campo della danza. Però mi ero già iscritto all’università e data l’età (avevo già 36 anni), non me la sono sentita di rischiare. Le scarpe per il momento sono al chiodo, ma pronte a essere indossate in qualsiasi momento, perché le vere passioni non muoiono mai e la danza una passione lo è stata davvero».

Cosa ricorda del periodo “ballerino”? «E’ stato uno dei momenti più belli ed emozionanti della mia vita. Mi ha catapultato in un mondo fino ad allora solo immaginato o visto dalla poltrona... Ricordo con piacere l’adrenalina quando con la mia partner dovevo prepararmi per andare in scena in diretta. Per qualche mese, una volta finito tutto, ho sofferto di vere e proprie crisi di astinenza».

Radici e Famiglia

A chi le chiedeva da bambino cosa avrebbe voluto fare da grande cosa rispondeva? «Non ho mai avuto idee chiare sul mio futuro, se non quella di girare il mondo viaggiando. Cosa che poi in parte ho fatto davvero».

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Suo padre Piero, per gli amici “Pierone”, è stato un uomo molto amato. Allenatore di calcio a Venturina, a Donoratico e soprattutto a San Vincenzo, dove gli hanno dedicato il campo centrale dello stadio. Che ricordi ha di lui? «Pierone! Che grande uomo! Mi emoziono sempre quando parlo o mi parlano di babbo.

Spesso cerco persone che lo abbiano conosciuto per farmi raccontare qualche aneddoto e se mi dicono: “Che uomo era Pierone!” provo un grande orgoglio. Quando se n’è andato avevo 24 anni e mi sarebbe piaciuto che lui avesse assistito a tante cose che mi sono successe nella vita».

Qual è la cosa più importante che le ha insegnato? «Quella di contare prima di tutto su di me, e poi mi ha sempre detto di avere il massimo rispetto per le persone anziane».

La sua mamma dal giorno in cui babbo se n’è andato è vissuta all’ombra dei figli. Se dovesse descriverla in poche parole cosa direbbe di lei? «Donna Gabriella non ha bisogno di presentazioni. Chi la conosce se ne innamora subito, grazie alla sua disponibilità, al suo sorriso.

Credo che meritasse molto di più di quello che la vita le ha riservato e non basterebbe una nuova esistenza per ripagarla degli sforzi che ha fatto e sta facendo per noi figli e non solo».

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Suo fratello è stato sindaco per due legislature. Questo incarico politico ha influito negativamente o positivamente su di lei? «Per quanto mi riguarda dalla posizione di Michele non ho tratto nessun vantaggio, ma non ho avuto nemmeno svantaggi. O, perlomeno, se li ho avuti non me ne sono accorto».

Che rapporto avete? «Michele è maggiore di me di 2 anni e mezzo, ma in realtà è come se fossimo coetanei. Il nostro rapporto è sempre stato molto forte, soprattutto dopo la morte di nostro padre. Nonostante i chilometri che ci dividono, mio fratello adesso abita a Pietrasanta dove gestisce una libreria, il nostro legame resta indissolubile».

L'Approccio come Nutrizionista

Veniamo al suo ruolo di nutrizionista. Come si approccia a chi le si affida? «In questo settore la parola d’ordine è “dipende”. Tutto infatti è molto soggettivo per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare.

Io cerco di far capire alle persone quanto sia fondamentale e determinante acquisire nel tempo delle nuove abitudini alimentari e comportamentali, per impostare uno stile di vita migliore, lavorando molto su se stessi e non focalizzandosi esclusivamente sul cibo. Solo così si possono ottenere dei risultati duraturi nel tempo.

In caso contrario si rischia di cadere preda della dieta di turno, dell’integratore magico del momento, o del nutrizionista stregone che ha la formula vincente in tasca».

Chi si rivolge a lei? «Nella gara vincono le donne, ma ci sono anche molti uomini e pochissimi adolescenti. Cosa questa che non so se sia un bene o un male, nel senso che, per ciò che vedo in giro, ci sarebbe bisogno di fare prevenzione molto prima dell’adolescenza».

Ha avuto difficoltà a inserirsi nel suo territorio? «Difficoltà no. Anche se in zona c’è chi fa ancora un po’ fatica a vedermi come il dottor Biagi. Penso però che questo sia normale».

Lei è magrissimo. Costituzione o dieta ferrea? «No, via! Magrissimo no! Diciamo che sono, come si dice in gergo, un po' “tirato”. Su di me, non applico nessuna dieta ferrea e sfaterei il mito del nutrizionista che mangia solo gambi di sedano, insalata e pollo alla griglia. Anche io mi concedo qualche “sgarro”, solo che non è la regola ma l’eccezione. E, pur avendo poco tempo a disposizione, cerco di tenermi allenato».

Lavoro, sport, dieta, forma fisica. Per l’amore c’è posto nella sua vita? «Sono single, nel senso che non mi sono ancora sposato, ma accanto a me ho una donna, Rossella, anche lei sanvincenzina. Una compagna che mi ha supportato (forse sarebbe meglio dire “sopportato”) nel mio lungo cammino e ancora lo sta facendo.

Al contrario il prodotto artigianale è considerato sinonimo di qualità. Su questo non sono completamente d’accordo - dice il dottor Andrea Biagi - perché esistono delle realtà che cominciano a prestare più attenzione alla qualità dei prodotti. Per prima cosa però, dovremmo essere noi a stare attenti a ciò che comperiamo e per farlo dobbiamo conoscere ciò che è nocivo e ciò che invece è preferibile acquistare.

Nei miei progetti c’è anche quello di educare in tal senso. Chi abita nel nostro territorio poi, ha la fortuna di potersi avvalere di molte realtà locali che lavorano e producono prodotti alimentari di alta qualità. A tale proposito sono in contatto con alcune aziende e a breve organizzeremo degli incontri col pubblico, per illustrare le caratteristiche, le qualità e l’importanza del consumo di certi alimenti».

«In quanto alle tanto decantate diete vegane - prosegue Biagi - non le consiglierei, così come non consiglio altre tipologie di diete. Purtroppo la maggior parte di persone che leggo sui vari social si basano solo su opinioni e non su evidenze scientifiche.

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