L’obesità è una forma grave di sovrappeso, una patologia cronica con cause multiple, tuttora oggetto di ampie ricerche scientifiche. Si caratterizza per un accumulo eccessivo di sostanza grassa nel tessuto adiposo dell’organismo. Sovrappeso e obesità sono considerati fattori di rischio gravi: oltre a facilitare l’insorgenza di malattie croniche, sono spesso causa di morte prematura.
Il Ministero della Salute sottolinea che ogni anno muoiono in tutto il mondo circa 3 milioni di persone per le conseguenze dell’eccesso di peso. Nell’obesità ognuno di questi fattori è interconnesso, si può parlare infatti di patologia multifattoriale e questo rende ragione delle difficoltà terapeutiche e delle numerose associazioni con altre patologie.
Valutazione dell'Eccesso di Peso: l'Indice di Massa Corporea (IMC)
Per valutare l’eccesso di peso ed eventualmente definirne il grado, si ricorre all’Indice di Massa Corporea - IMC o Body Mass Index - BMI. Misura la massa corporea della persona e permette di stabilire se una sia in sovrappeso o obesa, ma anche normopeso o sottopeso. L’indice BMI si calcola con una semplice operazione matematica: si divide il peso corporeo espresso in kg per il quadrato dell’altezza (espresso in metri).
Obesità Infantile: Un'Epidemia in Crescita
Obesità e bambini sono purtroppo l’indice di una epidemia che si sta diffondendo a macchia d’olio: nel rapporto EUFIC si legge che i bambini al di sotto dei 5 anni in tutto il mondo affetti da sovrappeso o obesità sono 42 milioni. Il calcolo che si fa per determinare il sovrappeso o l’obesità nei bambini è lo stesso che si fa per gli adulti: a rendere più complicata la diagnosi è però il fatto che peso e altezza cambiano rapidamente e quindi tendono a modificare in fretta i parametri dell’BMI.
Cosa Fare se il Tuo Bambino Soffre di Obesità?
Cambiare il regime alimentare è importante: più che una dieta ristretta, il cibo deve diventare il giusto nutrimento che lo aiuti a crescere in maniera sana e il suo modo di alimentarsi correttamente per il resto della vita. Evitate di preparare pasti separati, ma adottate lo stesso tipo di alimentazione in famiglia, ricca di verdure di stagione, carne magra, legumi e frutta ma non zuccherina: farà bene anche a voi genitori.
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Evitate merendine, snack, gelati, patatine, bibite gasate fuori pasto che non apportano nutrimento ma fanno aumentare il peso. L’attività fisica è molto importante: se vostro figlio non ama fare sport, coinvolgetelo in una passeggiata fuori casa, bastano 30 minuti al giorno per avere già dei risultati.
Differenze di Genere nell'Accumulo di Grasso
La differenza è data dalle zone in cui il grasso tende a concentrarsi maggiormente. Nelle donne le zone più colpite sono quelle inferiori del corpo: addome inferiore, glutei e zona femorale. Nonostante le differenze, non cambiano i fattori di rischio a cui la donna obesa va incontro, aggravati dal fatto che nel corpo femminile il grasso è, sì fondamentale affinché l’organismo svolga le funzioni metaboliche, ma quando eccessivo può compromettere queste stesse funzioni fisiologiche, mettendo a rischio la funzione riproduttiva e metabolica.
Il grasso in eccesso tende a influire sull’aspetto ormonale ed enzimatico, determinando difficoltà nel concepimento. Il ciclo mestruale può subire delle modificazioni, divenendo irregolare e, nei casi più gravi di obesità, può interrompersi. L’obesità addominale è detta anche androide, ed è più tipicamente maschile. Questo tipo di obesità è ritenuta più pericolosa di quella ginoide, poiché il grasso tende ad accumularsi intorno agli organi addominali.
Il grasso intraddominale infatti ha un ruolo metabolico attivo rispetto a quello accumulato, ad esempio, su cosce o fianchi. L’indice di massa corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) misura l’obesità e ne definisce la gravità in base alla classe riscontrata.
Fattori Psicologici e Obesità
A portare la persona a un peso eccessivo c’è spesso un disagio emotivo che sfocia nel cibo. Per questo è molto importante che queste persone seguano un percorso psicologico che le possa aiutare a fare chiarezza sul disordine interiore, affrontando quelle emozioni o sentimenti che creano maggiore disagio. I sintomi dell’obesità sono legati all’eccesso di peso con cui la persona si trova a dover fare i conti e che modificano l’assetto e l’estetica corporea.
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Cause dell'Obesità
- Fattori genetici: può esistere una predisposizione famigliare all’obesità, come la sindrome di Prader Willi.
- Fattori ambientali e comportamentali: fra questi una delle più determinanti è la sedentarietà.
- Aspetti psicologici: se non gestiti correttamente, possono portare a sfogare nel cibo, non si mangia più per fame ma per “ansia”, e a mettere su peso.
Prevenzione dell'Obesità
Per far ciò è bene adottare un tipo di alimentazione più sana possibile, a base di verdure, legumi e cereali integrali in chicco. Le porzioni devono essere adeguate non abbondanti, ricordate che un adulto attivo ha bisogno di circa 2000 calorie. Anche inserire nel proprio stile di vita una sana attività fisica è un buon modo per prevenire l’obesità: bastano 30 minuti di camminata veloce almeno 3 volte a settimana per avere benefici.
Cure per l'Obesità
Poiché si tratta di una vera malattia, si può parlare a ragione, quando ci si riferisce all’obesità, di cure. Nei centri specializzati in cura dell’obesità oggi si cerca di approcciare la malattia da tutti gli aspetti che ne sono alla base, mettendo, accanto al nutrizionista (il cui compito è sì quello di prescrivere una dieta ipocalorica, ma è anche e soprattutto quello di educare al corretto stile alimentare), anche uno psicologo che aiuti a gestire quelle emozioni che, se non affrontate, spingono a cercare rifugio e consolazione nel cibo.
Quando l’indice BMI supera 35 la dieta e l’attività fisica potrebbero essere insufficienti per contrastare l’obesità. Molto importante è anche introdurre nella propria alimentazione vitamine, sali minerali e fibre alimentari: il modo migliore di farlo è abbondare di verdure, possibilmente fresche e di stagione e di legumi, che offrono anche una fonte proteica vegetale alternativa a quella animale. I grassi non vanno aboliti: quelli buoni, come l’olio di oliva o gli acidi grassi polinsaturi (o omega 3) vanno inseriti nella propria alimentazione ma senza esagerare.
Interventi Chirurgici per l'Obesità
- bendaggio gastrico: si inserisce un anello in silicone, regolabile, attorno alla porzione superiore dello stomaco.
- resezione gastrica verticale: lo stomaco viene rimodellato alle dimensioni di contenimento di circa 150 centimetri cubici.
- Bypass e gastrico: il chirurgo crea una tasca gastrica collegata con un tratto dell’intestino; il cibo non transita lungo tutto l’apparato digerente ma salta (bypass) parte dello stomaco e la prima parte del tenue.
Esiste anche una procedura non chirurgica usata in attesa dell’intervento vero e proprio o quando risulta impossibile adottare altre soluzioni. Consiste nell’applicazione di un palloncino nello stomaco per via endoscopica che, una volta che viene riempito e dilatato, si muove e ne limita la capacità. La persona si sente sazia anche dopo aver assunto una modesta quantità di cibo.
Consigli dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI)
L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) ha diffuso dieci norme di comportamento nell’ambito di una campagna per contrastare l’obesità, regole che ci aiutano ad orientarci. Preferire il loro uso da crudi e prendere l’abitudine di misurare l’olio tramite il cucchiaio (evitare di versarne ad occhio!).
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Di solito un cucchiaio (anche di sugo o salsa) basta per una persona. E’ sconsigliato arrivare ai pasti principali con molta fame, è meglio consumare una buona colazione al mattino e prendersi il momento per un spuntino sia mattutino che pomeridiano. La verdura, oltre che essere poco calorica, contribuisce al senso di sazietà e dovrebbe essere consumata ad ogni pasto. La frutta invece è sì indispensabile, ma bisogna fare attenzione alle calorie e agli zuccheri in essa contenuti.
E’ un buon metodo quello di regolarsi con i vestiti appena dismessi perché troppo stretti. La diminuzione di peso deve essere il più possibile graduale per non minare lo stato di salute. Innanzitutto la qualità degli alimenti è un fattore critico. La vita di oggi costringe la maggior parte di noi a pranzare fuori casa, di corsa, e la mancanza di tempo ci costringe anche a servirci di cibi surgelati e già pronti, quando in effetti ne potremmo fare a meno.
Gli additivi alimentari, alcuni di dubbia salubrità, e la contaminazione del terreno costituiscono un pericolo concreto per la salute, soprattutto per i più piccoli. E’ importantissimo prestare attenzione alla qualità dell’alimentazione dei bambini perché è in tenera età che bisogna educarli ad un’alimentazione sana ed equilibrata; la qualità infatti non dipende solo dagli alimenti, ma anche dall’equilibrio fra i nutrienti ingeriti ad ogni pasto.
Si dice che non è facile educare i bambini ai cibi, ma è da ricordare che almeno fino ai 6 anni sono i genitori che fungono da esempio, soprattutto la madre. Le preferenze di solito sono molto simili e comunque i genitori tendono a trasmetterle. Anche l’atteggiamento dei genitori verso il cibo (ossessione o avversione) è un esempio da imitare per il bambino. L’educazione quindi passa anche attraverso la comunicazione non verbale e perciò i genitori devono essere molto consapevoli del loro modo di alimentarsi.
Sempre riguardo i bambini, ma stavolta più piccoli, è importanti allattarli al seno, in quanto i bambini alimentati con latte artificiale sono esposti maggiormente al rischio di sovrappeso.
Disturbi dell'Alimentazione: Approccio Cognitivo Comportamentale
Secondo la teoria cognitivo comportamentale transdiagnostica le persone con disturbi dell’alimentazione giudicano il proprio valore in modo predominante, e a volte in modo esclusivo, in termini di peso, forma del corpo, alimentazione e capacità di controllarli. Questa forma di autovalutazione, chiamata eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del controllo dell’alimentazione, è considerata la psicopatologia centrale dei disturbi dell’alimentazione.
Le preoccupazioni sono strategie utili per risolvere i problemi e le emozioni negative associate, quando sono di breve durata e focalizzate su problemi appropriati, reali ed oggettivi. Se però il problema non è risolvibile e non può terminare (per es.
Percorso di Riabilitazione Nutrizionale
Il percorso di Riabilitazione nutrizionale di tipo residenziale presso la C.d.C. Solatrix si propone di aiutare le persone con obesità a modificare il proprio stile di vita, attraverso un programma condotto da un’equipe multidisciplinare composta da medici, dietiste, psicologi, preparatori motori e personale sanitario specializzato e formato per il trattamento dell’obesità.
Viene inserito in un percorso di presa in carico del paziente che presuppone una articolazione con una rete clinico-assistenziale (Medico di Medicina Generale, Centri Specialistici sul territorio, Rete dei centri SIO, Unità Operative di Chirurgia Bariatrica) che permette la continuità del trattamento in modo da garantirne una maggiore efficacia nel tempo.
Questo percorso è indicato per le persone con obesità grave e presenza di malattie associate (es. diabete mellito, ipertensione arteriosa, malattie dell’apparato cardiovascolare, dell’apparato respiratorio, delle articolazioni, ecc). Queste condizioni vengono valutate mediante un formulario compilato dal Medico Inviante per verificarne il setting più appropriato. Verrà data priorità - a parità di gravità - ai pazienti impegnati in un percorso di presa in carico.
Il percorso ha una durata programmata di circa dalle 2 all 3 settimane sulla base delle condizioni cliniche.
Aree di Intervento
- Area medica: il medico di riferimento esegue all’entrata un’accurata intervista con visione della documentazione clinica e un esame fisico in modo da poter chiarire lo stato di salute del paziente e individuare le necessità diagnostiche e terapeutiche.
- Area nutrizionale: i dietisti eseguono all’entrata e durante il percorso la raccolta delle misure antropometriche (peso, altezza, circonferenze), valutazione della composizione corporea (con Bioimpedenziometria), una valutazione della composizione dell’alimentazione e dei comportamenti alimentari attraverso colloqui individuali e realizzano con la supervisione del medico un piano alimentare, personalizzato e adeguato al singolo paziente.
- Area psicologica: le psicologhe eseguono all’entrata una valutazione psicologica tramite l’utilizzo di test psicodiagnostici e colloquio per valutare la motivazione al cambiamento, presenza di sintomi di disagio psicologico, disturbi del comportamento alimentare e la qualità della vita.
- Area motoria: all’ingresso e alla fine del percorso ogni paziente esegue con il Medico dello Sport una valutazione funzionale per la pianificazione dell’attività motoria tramite test incrementale su cicloergometro, test di inquadramento attitudinale motorio alle normali attività di vita quotidiana.
Durante il percorso sono previsti dei momenti di riunione e confronto tra equipe e pazienti (1-2 a settimana), per favorire e rafforzare “l’alleanza terapeutica” tra i membri del team di cura ed il gruppo di pazienti.
Alimentazione e Nutrizione nella Terza Età
Tra i fattori genetici, ambientali, individuali che influenzano questo processo, le abitudini alimentari salutari, l’attività fisica moderata e costante, il sonno adeguato e l’astensione dal fumo di sigaretta e dagli alcolici hanno un ruolo centrale nel condurre a un invecchiamento sano e attivo. In questo contesto l’alimentazione e la nutrizione sono due aspetti importanti in grado di influenzare lo stato di salute.
Perseguire scelte salutari e un’alimentazione adeguata contribuisce a contrastare la vulnerabilità a cui si va incontro col passare del tempo. Negli anziani è poi necessario prevenire le carenze nutrizionali che possono insorgere per la riduzione di appetito e altri problemi, con il rischio di malnutrizione.
Il Fabbisogno Nutrizionale nella Terza Età
L’attenzione all’alimentazione per le persone anziane è cresciuta negli ultimi 10-15 anni, in parallelo con l’aumentare di questa fascia di popolazione. In generale, la dieta degli anziani non differisce dal punto di vista qualitativo da quella degli adulti, sebbene sia il fabbisogno energetico sia l’appetito diminuiscano con il passare degli anni, a causa di alterazioni sensoriali, della comparsa di problemi masticatori e di modificazioni che coinvolgono l’apparato gastroenterico.
Non esiste alcun alimento completo, o meglio, che racchiuda in sé le quantità adeguate dei vari nutrienti. Perciò, l’unico modo per garantire al proprio organismo un adeguato apporto nutrizionale sta nel scegliere un’alimentazione più varia ed equilibrata possibile. Anche in questa fase della vita, come nell'età adulta, una delle condizioni essenziali per godere di un buono stato di salute è mantenere un peso corporeo ottimale.
Per un uomo anziano il fabbisogno energetico giornaliero, ossia la quantità di energia necessaria per far fronte alle funzioni metaboliche basali, si aggira intorno alle 2.000 kcal, mentre per la donna è tra 1.700 e 1.800 kcal.
La Dieta Mediterranea nella Terza Età
A incidere non è però soltanto la quantità degli alimenti, ma pure la loro qualità. Un tipo di alimentazione a cui fare riferimento, anche in età geriatrica, è la dieta mediterranea. Nella maggior parte degli studi considerati, i ricercatori avevano indagato la relazione tra la dieta e 3tre dei 4quattro tumore più diffusi: quello del seno, del colon-retto e della prostata.
Per spiegare l'effetto protettivo della dieta mediterranea sul rischio oncologico sono stati proposti diversi meccanismi. Considerando l’alto contenuto di flavonoidi, acidi grassi omega-3 e acido folico, si ritiene che questo tipo di alimentazione possa ostacolare l'infiammazione subclinica, ritardando così il processo di invecchiamento cellulare che può portare alla formazione di tumori.
Un’altra ipotesi riguarda un miglior controllo della glicemia e al conseguente minore rischio di sviluppare il diabete. Il diabete di tipo 2, la forma che colpisce di più gli anziani, è infatti associato a un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di tumore, tra cui quelli di pancreas, fegato, endometrio, colon-retto, seno e vescica. Vi è infine l’evidenza che le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della dieta mediterranea possano avere un impatto sulla lunghezza dei telomeri, le strutture che si trovano alle estremità dei cromosomi e tendono ad accorciarsi nel corso della vita.
Per questo motivo non è mai troppo tardi per rivedere le proprie abitudini anche a tavola, anche se l’effetto preventivo è tanto maggiore quanto più precocemente si adotta uno schema alimentare di questo tipo.
Alcuni Consigli per la Tavola
La dieta mediterranea negli anziani prevede delle integrazioni rispetto alle indicazioni che riguardano in generale gli adulti. In particolare, occorre porre molta attenzione al consumo di acqua, che deve mantenersi intorno a 1,5 lt al giorno. Tale apporto è fondamentale in tutte le fasi della vita, ma ancora di più oltre i 65 anni, per almeno 3 ragioni.
Negli anziani c’è una generale tendenza alla disidratazione, dovuta alla ridotta percezione del senso della sete; un aumento delle perdite urinarie di liquidi, dovuta alla diminuita sensibilità dei reni all’azione dell’ormone antidiuretico; e la riduzione complessiva dell’alimentazione. Il consumo di alimenti come brodo, passato di verdure, tè e tisane senza zucchero può aiutare a integrare un’adeguata quantità di acqua giornaliera.
Una volta assicurata un’idratazione sufficiente, i macronutrienti che devono far parte della dieta nel corso della terza età sono gli stessi di tutte le altre fasi della vita. Anche la dieta degli anziani deve avere come perno il consumo di carboidrati e dunque di alimenti a base di cereali (pane, pasta, riso, farro, orzo), da prevedere a ogni pasto principale (colazione, pranzo e cena), per un totale di 4-5 porzioni al giorno.
Quanto agli alimenti ricchi di zuccheri semplici (come lo zucchero da tavola, il miele e i dolci), l’invito alla moderazione è sempre valido. Nonostante con l’avanzare dell’età si registri spesso un progressivo calo dell’appetito, è fondamentale che la persona anziana assuma ogni giorno 2 porzioni di alimenti del gruppo “carne, pesce e uova”. Occorre invece limitare il consumo di carne rossa e insaccati e privilegiare pesce (fonte naturale di omega-3), carni bianche e uova.
I condimenti dovrebbero essere preferibilmente di origine vegetale e di alta qualità. L’olio extravergine di oliva è naturalmente ricco di vitamine e di antiossidanti naturali e può garantire un adeguato apporto di lipidi. Sono invece da limitare i condimenti di origine animale, come burro, strutto, panna.
Per quanto riguarda gli alcolici, nel 2023 in Italia sono stati oltre 2,5 milioni i consumatori a rischio con più di 65 anni. Il dato è preoccupante se si considera che l’età anziana è connotata da un elevato numero di patologie e di farmaci da assumere, i cui foglietti illustrativi sconsigliano l’uso di alcol. Se non si riesce a fare a meno di queste bevande, è meglio preferire quelle a basso tenore di etanolo (birra e vino).
Infine, il sale. Gli anziani dovrebbero limitarne l’utilizzo, in quanto primo fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa. I 5 gr al giorno che sono fissati come limite dalle principali società scientifiche dovrebbero essere sempre di sale iodato (tranne in caso di patologie per cui lo iodio alimentare sia contro indicato).
Pianificazione dei Pasti
In una fase della vita in cui si ha più tempo a disposizione, ma progressivamente si tende ad avvertire meno il senso della fame, è importante dedicare il giusto spazio anche alla pianificazione dei pasti. Secondo il National Institute of Aging statunitense, nel corso della terza età è opportuno stilare un menù settimanale o comunque giornaliero, così da non farsi trovare impreparati e rischiare di consumare uno o più pasti incompleti come conseguenza di una scarsa disponibilità di ingredienti, del poco tempo a disposizione o dell’impossibilità di fare la spesa.
Il Decalogo della Longevità
Per facilitare il mantenimento di un buono stato di salute anche nel corso della terza età riportiamo il cosiddetto decalogo della longevità stilato dal Ministero della salute. Si parte dalla tavola, per tenere in considerazione anche altri fattori della vita sociale.
- Variare gli alimenti, ma non rinunciare a frutta e verdura - Evita la monotonia in cucina con pasti leggeri e frequenti e 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdura, per prevenire le carenze vitaminiche e di sali minerali;
- Riconoscere e comunicare i segnali della malnutrizione - Ai segnali di riduzione dell’appetito, calo del peso, frequente stanchezza e maggiore suscettibilità alle infezioni, consultare il proprio medico;
- Non restare a secco - Bere acqua anche quando non si avverte il senso di sete, per evitare la disidratazione;
- Imparare a distinguere i carboidrati semplici da quelli complessi - Per mantenere costanti i livelli di glicemia (la concentrazione di zucchero nel sangue), preferire i carboidrati complessi, come cereali, pane, pasta, rispetto a quelli semplici di zucchero, dolci e bevande zuccherate.
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