Siamo ormai vicini all’estate e la corsa contro il tempo è iniziata per tornare in forma, superare la prova bikini ed entrare in quella minigonna obiettivo che è nell’armadio da almeno due anni! Avere il corpo dei propri sogni non è facile per tutti e richiede sempre impegno e costanza. Per raggiungere i propri obiettivi è importante adottare un regime alimentare sano ed essere seguiti da professionisti in grado di consigliare il percorso più adatto.
La Kyminasi Diet: Una Biotecnologia per Eliminare il Grasso
La Kyminasi Diet è un regime alimentare sviluppato in oltre 30 anni dal ricercatore svizzero Fulvio Balmelli. Più che una dieta, può essere definita una biotecnologia, frutto di una nuova tecnologia biofisica. L’obiettivo è quello di migliorare e mantenere la salute dell’uomo e di qualsiasi sistema biologico grazie al citoalgoritmo, “un linguaggio matematico che deriva dalla decodifica delle frequenze elettromagnetiche emesse tra molecole durante specifiche azioni biologiche.” - Fonte Kyminasi.it.
La Kyminasi Diet non è una dieta ipocalorica o con un eccessivo quantitativo di proteine, ma più sui principi base della nutrizione umana. In questo modo si perde peso in breve tempo, ripristinando un metabolismo corretto e insegnando all’organismo a nutrirsi dei propri grassi.
Eliminare il Grasso Mangiando Correttamente
La Kyminasi diet non rimuove nessuno dei nutrienti fondamentali per il corpo umano: la dieta comprende carne, pesce, verdura, frutta, carboidrati non di origine cereale. Quello che si va a fare con la Kyminasi Diet è il risolvere i disequilibri dell’organismo, disintossicandolo, calmando le compulsioni alimentari e andando ad abituare la persona a un’alimentazione più sana. Non mancano, come in ogni regime alimentare, le privazioni, soprattutto nella prima fase. Il paziente non presenta stanchezza o fame eccessiva, al contrario si vede un aumento di energia. Dopo la prima fase, in cui si perde gran parte del peso, l’obiettivo è quello di mantenere i risultati raggiunti.
Le Fasi della Kyminasi Diet
Quando si inizia la Kyminasi è essenziale seguire scrupolosamente le indicazioni del medico se si vogliono ottenere e mantenere risultati.
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- Prima fase: prevede il consumo esclusivo di alimenti inseriti nella dieta, come carne bianca (pollo e tacchino), verdure e pesce. È essenziale fare attenzione ai metodi di cottura: è consigliabile cuocere gli alimenti preferibilmente a vapore, in padella o alla griglia senza utilizzare condimenti ipercalorici, come l’olio o altri grassi.
- Seconda fase: si andranno a inserire anche la frutta, le spezie e il sale, ma anche affettati magri, come bresaola o tacchino.
- Fase finale: si andranno a inserire tutti gli alimenti precedentemente esclusi, per andare a riequilibrare la nostra alimentazione giornaliera con un approccio positivo verso l’alimentazione.
Nutrigenetica: Dimagrire in Base al DNA?
Sei interessato alla Kyminasi Diet? Dimmi che dna hai e ti dirò come dimagrirai. La nutrigenetica è una scienza che studia le interazioni tra il dna e il cibo che mangiamo ma evidenze scientifiche sull'efficacia in ottica di dimagrimento non esistono.
"Abbiamo osservato il boom sul web e sui social network di aziende che, dietro pagamento, analizzano il genoma dei clienti e formulano dei piani dietetici personalizzati" spiega Dario Piermatteo, co-fondatore e referente scientifico per le biotecnologie dell'associazione no profit Visionari, nata per promuovere l'utilizzo responsabile di scienza e tecnologia per il miglioramento della società. "L'analisi del dna avviene tramite kit, con cui il cliente preleva della saliva da spedire all'azienda, che si può limitare a sequenziare il genoma e inviare il file al proprietario oppure può fornire il servizio completo, compreso il piano dietetico.
Il giro d'affari stimato solo di questi kit per l'invio della saliva verso gli Stati Uniti è nell'ordine di 300 milioni di dollari l'anno, con una crescita prevista del 15-20% annuo, stando allo studio che sta portando avanti l'associazione. Un volume di denaro che aumenta vorticosamente se si considera quello movimentato dai servizi di genomica sviluppati dalle startup. "In questo caso si può arrivare anche a 3,2 miliardi di dollari l'anno" continua Piermatteo.
"Un fenomeno quello della dieta nutrigenetica che da una parte è agevolato dal fatto che si tratta di una dieta 'one shot', definitiva, perché basandosi sul dna non necessita di controlli o modifiche nel tempo; dall'altra c'è la semplicità e l'immediatezza del digital delivery per la ricezione del kit e l'invio della saliva. Per l'utente finale, attratto da slogan e messaggi pubblicitari allettanti è difficile comprendere se quello che sta comprando è effettivamente una soluzione valida alla ricerca del benessere e della forma fisica perché questo metodo nasconde diversi lati oscuri, specialmente per i non addetti ai lavori.
"La diete nutrigenetiche non possono funzionare perché ignorano completamente l'epigenetica, la scienza che studia come il dna si modifica non nella struttura ma nell'espressione"- spiega Luca Speciani, medico chirurgo, alimentarista, fondatore col fratello Attilio della dieta GIFT, basata su un approccio terapeutico che unisce movimento fisico, alimentazione, integrazione mente-corpo e minor uso possibile di farmaci. "La nutrigenetica concettualmente è superata perché non considera quei fattori che possono determinare la mutazione dell'espressione di un certo gene. Questi fattori possono essere tanti, in primis l'ambiente in cui si vive.
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Per cui formulare una dieta dimagrante sulla base del patrimonio genetico, come fa la nutrigenetica, senza considerare come il dna si esprime (l'imprinting epigenetico) è del tutto fuorviante e inutile. Diverso è il discorso se questa analisi si fa per scoprire se ci sono delle alterazioni a livello metabolico o delle predisposizioni a certi tipi di patologie, o ancora se si vogliono individuare alimenti che provocano un certo disturbo. Ma qui parliamo di tutt'altra finalità. Certamente diversa da quella di attirare clienti con un claim evocativo, come quello che contiene la parola 'gene', per poi rifilare, in fin dei conti, una dieta ipocalorica tradizionale, che necessariamente porta a un dimagrimento.
Chetoni Esogeni e Dieta Chetogenica
I chetoni esogeni sono prodotti proposti per ottenere i benefici di una dieta chetogenica eliminando le difficoltà e le rinunce connesse a un regime alimentare decisamente rigido. Di chetoni esogeni si parla dagli anni 60 del secolo scorso, in lavori che ne valutano l’utilizzo nel trattamento di alcune patologie neurologiche o come integratori per lo sport, con molti studi su animali e poche ricerche su esseri umani.
Fortunatamente, per la maggior parte di noi, il digiuno prolungato è qualcosa di remoto, che non ci riguarda da vicino. In ogni caso, tutte queste diete - accomunate da un ridottissimo apporto di carboidrati, mentre l’apporto calorico può variare in funzione degli obiettivi - innescano una via metabolica caratteristica delle cellule epatiche che permette di utilizzare i lipidi per produrre corpi chetonici, piccole molecole che sono avidamente metabolizzate dal cervello, dal cuore e dal tessuto muscolare.
Infine, la dieta chetogenica è anche utilizzata come strategia per migliorare la prestazione in sport di resistenza e per garantire un recupero più rapido dopo l’attività fisica. Per indurre la chetosi, per creare quegli adattamenti particolari che abbiamo appena descritto, è necessario seguire una dieta chetogenica che nel caso di applicazioni terapeutiche, per le quali è necessario raggiungere una concentrazione di corpi chetonici molto elevata, può essere difficile da seguire nel lungo periodo.
In alcuni modelli utilizzati per il trattamento dell’epilessia oltre l’80% delle calorie consumate devono provenire da grassi e l’assunzione di carboidrati deve essere inferiore a 10-20 grammi al giorno.
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Sali Chetonici
Sali chetonici: in genere si tratta di sali sodici β-idrossibutirrato. L’utilizzo di una dose di questi composti - corrispondente a 280 mg di β-idrossibutirrato per kg di peso corporeo, circa 20 g di sali o esteri per un soggetto di 70 kg - può portare il livello ematico dei chetoni intorno a 3 mmol/L dopo 30-60 minuti per gli esteri, dopo 60-90 minuti per i sali: per questi ultimi la concentrazione raggiunta pare essere minore, intorno a 1 mmol/L.
L’uso dei sali, sia che si tratti di sodio, calcio o potassio, altera l’equilibrio idrico salino dell’organismo, un dato non trascurabile quando vengano utilizzati in presenza di patologie. Ovviamente se lo stato di chetosi deve essere permanente sarà necessario assumere più dosi al giorno di questi prodotti, da 3 a 6-8, a seconda della quantità di chetoni presente nella singola porzione, e in alcuni casi queste ingenti quantità hanno creato fastidi, gonfiore e mal di testa, ai soggetti così trattati.
Si parla dei chetoni esogeni come di un miracoloso sostituto della dieta, in grado di far dimagrire senza alcuna rinuncia. Purtroppo, non c’è un solo studio sul tema e d’altronde sono proprio biochimica e fisiologia umana a decretare l’impossibilità di risultati di questo tipo. I chetoni esogeni possono determinare un rapido aumento della concentrazione plasmatica di chetoni e, se consumati nelle quantità adeguate e con la giusta tempistica, possono mantenere il soggetto che ne fa uso in uno stato che tecnicamente possiamo definire chetosi.
Tecnicamente, perché è la concentrazione di chetoni nel sangue a definire questo stato. Quelle riportate sopra sono le differenze più evidenti - ce ne sono delle altre - estremamente importanti nel valutare l’utilità di questi prodotti in diversi ambiti d’uso. La dieta chetogenica nasce per trattare alcune forme di epilessia farmaco resistente in età pediatrica. In questo contesto l’utilizzo dei chetoni esogeni potrebbe avere un razionale, visto che è proprio la disponibilità di questi composti a livello dell’encefalo a determinarne gli effetti.
I lavori preliminari, quasi esclusivamente su modello animale, sono incoraggianti, ma dobbiamo attendere studi clinici su umani per poter capire se realmente l’uso di questi prodotti può essere di aiuto in queste patologie. I corpi chetonici sono carburanti molto efficienti, probabilmente in grado di migliorare la resa energetica a livello dei mitocondri, e nel muscolo possono essere utilizzati come alternativa al glucosio, riducendo quindi il ricorso al glicogeno e anche agli acidi grassi, con un risparmi netti di questi preziosi substrati, estremamente importante in sport di endurance come ciclismo, running e ultrarunning, triathlon e biathlon.
In realtà, l’utilizzo dei chetoni esogeni porta a una leggera riduzione della glicemia, della produzione di glucosio da parte del fegato e dell’attività di alcuni enzimi essenziali per l’ossidazione dei carboidrati. E altrettanto confusi sono i dati che arrivano dagli studi, dati che indicano che potrebbe esserci un vantaggio dal consumo di questi prodotti, specie in sport come il ciclismo, vantaggi che risultano tuttavia modestissimi e fortemente dipendenti da tutta una serie di fattori che non permettono al momento di consigliare l’utilizzo di chetoni esogeni per migliorare la prestazione in sport di resistenza.
I chetoni esogeni sono di moda, venduti come efficacissimo strumento per il dimagrimento senza dover sottostare alle rigide restrizioni di una dieta chetogenica. L’essere in chetosi non è una condizione magica, che scioglie via i grassi per incanto, lasciandoci più sani, più belli e anche relativamente più poveri, visto il costo di questi prodotti. nella chetosi fisiologica l’utilizzo dei grassi di riserva è favorito dal particolare assetto ormonale.
In definitiva, se non fate attenzione, molta attenzione a quello che mangiate, utilizzare chetoni esogeni non servirà a nulla. Magari ci si sente un poco più luci e pieni di energia, ma quanto a diminuzione delle circonferenze si rimarrà probabilmente molto delusi, a meno che non si riduca significativamente l’apporto di cibo: ma a quel punto starete comunque facendo una dieta, magari ancora più rigida di quanto non sarebbe effettivamente necessaria, visto l’effetto antilipolitico dei chetoni.
La ricerca su questi prodotti, per quanto riguarda utilizzo a scopi terapeutici o come integrazione nello sport, è ancora in fase preliminare: diversi studi su modelli animali, alcuni incoraggianti, pochi studi clinici sull’uomo, con risultati che necessitano di ulteriore approfondimento. Non esistono comunque indicazioni o linee guida per l’utilizzo di queste sostanze, vista la ridotta disponibilità di dati.
Cercare scorciatoie, soluzione semplici a problemi complessi, fa parte della natura umana: farsi prendere in giro per l’ansia di ottenere risultati senza sforzo alcuno, no.
La Dieta del Supermetabolismo: Un Approccio Rapido ma Sostenibile?
La dieta del Supermetabolismo è un programma nutrizionale che promette di aiutarti a perdere fino a 9 kg in quattro settimane. E' stato sviluppato da Haylie Pomroy, una celebrità della nutrizione e consulente del benessere con un background accademico in scienze animali. Questi alimenti sono pensati per stimolare la tua tiroide a bruciare i grassi, le proteine e i carboidrati in modo più efficiente - e convertire lo zucchero in energia invece di immagazzinarlo come grasso.
La dieta del supermetabolismo si propone di far perdere fino a 10 kg in sole 4 settimane. Questo regime dietetico propone di accelerare il metabolismo e prevede una rotazione settimanale di alimenti, assicurando una perdita di peso fino a 10 kg in 4 settimane. Questo regime alimentare propone sia delle regole riguardo al consumo degli alimenti che allo svolgimento di attività fisica. La dieta del supermetabolismo funziona perché escludendo molti alimenti ultra-processati e consumando alimenti con bassa densità calorica nei primi 4 giorni risulta fortemente ipocalorica.
Se vuoi dimagrire, non devi avere fretta e sperare di trovare una dieta miracolosa, ma adottare abitudini sane ed equilibrate da portare avanti con costanza nel tempo. Escludendo disfunzioni ormonali o particolari patologie, non è il metabolismo ad essere lento ma il modo in cui affronti la vita che non funziona: se ti muovi poco, non ti alleni, hai un lavoro sedentario, mangi principalmente alimenti densamente calorici, dormi male, bevi alcol, Come è il metabolismo è probabilmente l’ultimo dei problemi, mentre modificare tutti gli altri aspetti ti daranno già i risultati che cerchi in termini di qualità di vita e di composizione corporea.
Fattori che Influenzano il Metabolismo
Tuttavia, il metabolismo dipende da una serie di fattori: età (è fisiologico che all’aumentare dell’età diminuisca sempre di più), peso corporeo, altezza, sesso (generalmente gli uomini presentano un metabolismo più alto) e attività/intensità dell’attività fisica che si svolge. Ma, il metabolismo, non dipende solo da questi fattori; certamente ha la sua influenza anche il proprio assetto genetico ed ormonale.
Consigli per Mantenere un Metabolismo Efficiente
- Consumare una colazione abbondante e cercare di non saltare mai gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.
- Mantenere alto l’apporto proteico della propria dieta preferendo le proteine contenute nel pesce, carni magre e latticini magri.
Rischi del "Fai da Te"
Non ci sono fondamenti scientifici, è un regime dietetico approssimativo in cui non vengono contate le calorie, per cui i risultati non sono garantiti e c’è il rischio di compromettere salute, metabolismo e risultati. Una dieta di questo tipo ti farà quasi sicuramente riprendere i kg persi dopo aver interrotto la dieta e ad un conseguente stallo metabolico. Ecco perché è sconsigliato il fai-da-te.
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