Dieta Vegana per Gatti: Pro e Contro

L'idea di nutrire un gatto con una dieta vegana è un argomento controverso, che suscita perplessità tra i veterinari. I gatti sono carnivori obbligati, il che significa che per vivere in salute non possono fare a meno di una serie di proteine solitamente fornite dalla carne e di sostanze come aminoacidi, taurina e della vitamina A preformata. Ma come ben sappiamo i gatti spesso di comportano da onnivori: alcuni si sono abituati a mangiare un po’ di tutto e, se andiamo a leggere le etichette del cibo confezionato che gli diamo, sapremo che molto spesso la maggioranza delle calorie non derivano dalla carne. Sappiamo anche che i gatti mangiano con gusto erba e piante.

Studio Scientifico sulle Diete Vegane per Gatti

Uno studio delle università di Winchester e Griffit, pubblicato su Plos One, ha approfondito dal punto di vista scientifico pro e contro della dieta vegana dei gatti. Per aiutare a chiarire la salubrità delle diverse diete, i ricercatori hanno analizzato le risposte al sondaggio parzialmente finanziato da ProVeg International, condotto su 1.369 proprietari che per un anno hanno monitorato l’alimentazione del proprio gatto. Circa il 9% dei partecipanti ha riferito di nutrire il proprio gatto con una dieta vegana e il resto con una dieta tradizionale a base di carne e pesce. E appurato che anche se i proprietari affermano che i loro gatti siano in salute e abbiamo meno bisogno del veterinario, non ci sono al momento prove sufficienti per dire che la privazione delle proteine animali dalla dieta di un gatto sia un problema per la sua salute. Questo non risolve l’annosa questione, ma almeno svela in parte che la dieta vegana non è un regime alimentare dannoso sul breve periodo.

“Poiché il nostro ambiente e le nostre capacità alimentari cambiano, è importante studiare opzioni alternative per noi stessi e per i nostri animali”, commenta la ricercatrice Julia Henning dell'Università di Adelaide. “Attualmente ci sono informazioni limitate sulla sicurezza delle diete alternative per i gatti, che lottano per soddisfare i loro bisogni nutrizionali senza un'alta percentuale di carne. Mentre alcuni studi mostrano sostegno per una dieta alternativa integrata, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare veramente la sicurezza. Senza un'adeguata integrazione di nutrienti come la taurina, i gatti possono soffrire di gravi condizioni di salute come problemi al fegato e al cuore”.

“Tradizionalmente, si ritiene che i gatti richiedano carne nella loro dieta a causa del loro sistema digestivo unico - aggiunge il dottor Alex Whittaker della School of Animal and Veterinary Sciences di Adelaide -. Le prime ricerche supportavano questa nozione, evidenziando gravi problemi di salute nei gatti alimentati con diete a base vegetale. Ora questo ultimo studio sfida queste nozioni preconcette: non ha trovato prove maggiori di cattiva salute nei gatti che seguono una dieta vegana e suggerisce addirittura alcuni potenziali benefici, ma si basa su sondaggi che sono soggettivi e possono essere soggetti a pregiudizi.

Il Gatto: Un Carnivoro con Esigenze Specifiche

Unica cosa certa è che i gatti sono dei carnivori con fabbisogni diversi da quelli degli onnivori. Contrariamente alle credenze popolari, nutrire regolarmente il tuo gatto con cibo umano può portare a obesità, problemi dentali, disturbi gastrointestinali e abitudini alimentari schizzinose. E per quanto riguarda il fabbisogno proteico, quello che non arriva dall’alimentazione dovrebbe arrivare con delle integrazioni aggiuntive. Il che fa della dieta vegana un regime alimentare difficile da far seguire in modo scrupoloso a un gatto che ha dei gusti, delle esigenze nutritive e degli istinti restii al cambiamento.

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Se viene alimentato con una dieta vegana il gatto può, nella migliore delle circostanze, non dimostrare carenze nutrizionali nel breve periodo, ma questo non dovrebbe affatto rappresentare un lasciapassare per noi pet mate verso quella che è, a tutti gli effetti, una forma di maltrattamento.

In questo articolo vorrei spiegarvi in modo chiaro e conciso come mai a tutti i medici veterinari esperti in nutrizione sembra un assurdo o persino una forma di maltrattamento l’idea di fornire una dieta vegana ad un gatto.

Perché la Dieta Vegana è Considerata Inappropriata per i Gatti

No, il gatto non può essere vegano. Il gatto infatti discende, con pochissime modificazioni anatomiche e fisiologiche, da un antenato cacciatore selvatico. Questa attitudine comportamentale alla caccia, che vediamo anche nei nostri gattini in casa quando giocano, è solo una espressione del loro essere carnivori. Questo fatto (che è un fatto e non dipende dall’”educazione” o meno del gatto), lo troviamo anche riflesso nella loro anatomia e fisiologia.

Anatomia e Fisiologia del Gatto Carnivoro

Guardate i denti del vostro gatto e confrontateli con quelli di un maiale o un topo (animali onnivori), oppure con quelli di un cavallo o una vacca (animali erbivori). Ovviamente noterete come la dentatura è sostanzialmente diversa, mentre è molto più simile a quella di un cane, di un lupo, di un furetto o di un leone. Potrei nominarvi tanti altri aspetti dell’anatomia del vostro gatto che lo differenziano da specie onnivore o erbivore, ma per ora fermiamoci qui, dato che i denti sono qualcosa che potete facilmente verificare appena finite di leggere l’articolo aprendo la bocca del vostro gatto.

Le differenze anatomiche visibili, non sono (solo) importanti in quanto strutture fisicamente diverse, ma in quanto indicano una diversa funzione. Ad esempio, il fatto che i gatti abbiano denti dedicati all’uccisione della preda (canini) e molari appuntiti dedicati alla rottura delle ossa, è importante perché indica l’attitudine alla caccia.

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Carnivoro Stretto: Cosa Significa?

In generale, si definisce il gatto in questo modo in contrapposizione al cane, definito carnivoro opportunista. La differenza principale fra gatto e cane, infatti, sta nel risultato della loro co-evoluzione con l’essere umano. Mentre il cane, nel corso dei millenni a contatto diretto con l’uomo, ha acquisito una certa flessibilità fisiologica ed enzimatica alla digestione di alimenti di origine vegatale, il gatto si è mantenuto sostanzialmente inalterato.

Questo vuol dire che il gatto non ha la possibilità di essere flessibile come il cane di fronte ad una dieta con scarsità di alimenti di origine animale. Noi Medici Veterinari esperti in nutrizione chiamiamo queste particolarità del gatto idiosincrasie nutrizionali. Un’idiosincrasia nutrizionale è il frutto dell’evoluzione stessa e non può essere modificato nel singolo gatto, perché ha bisogno di adattamenti genetici che richiederanno (eventualmente) generazioni di gatti prima di essere effettive.

Esempi di Idiosincrasie Nutrizionali nel Gatto

  • Taurina: Il gatto non ha capacità di convertire la provitamina A, presente nei vegetali, in vitamina A attiva: normale, è presente in grandissime quantità nel fegato delle sue prede, ne mangia tutti i giorni.
  • Acido Arachidonico: Non è capace di sintetizzare acido arachidonico partendo da altri acidi grassi. Anche in questo caso nulla di cui stupirsi: tutte le cellule animali sono ricche di questo tipo particolare di grassi, a quale pro conservare un enzima dedicato a questa funzione se è impossibile rimanerne senza?

Rischi della Dieta Vegana per Gatti

I rischi di una dieta vegana per gatti sono diversi e, in parte, dipendono anche da quale alimento vegano viene scelto. Questo è infatti il primo punto chiave: secondo diversi studi scientifici, la maggior parte degli alimenti commerciali vegani per gatti in vendita risulta apertamente non ben bilanciato.

Purtroppo, è impossibile valutare tutti gli alimenti presenti in commercio, dato che non risulta un compito facile, neanche per un medico veterinario esperto in nutrizione. Non esiste neanche un organo di controllo che possa garantire che il cibo presente in commercio per gatti sia effettivamente ben fatto. Per questo, un gatto che segue una dieta vegana commerciale mal fatta (e vi dico, sono molti i prodotti in commercio) andrà incontro a carenze alimentari e danni permanenti nel corso di poco tempo.

Carenze Nutrizionali Comuni

Le carenze nutrizionali più rapidamente riscontrabili e visibili sono quelle relative alla taurina (la cui carenza provoca cecità e problemi cardiologici) e acidi grassi essenziali (pelo secco e opaco). Ma non tutte le carenze nutrizionali sono facilmente identificabili, anzi! Dato che la maggior parte dei medici veterinari non è abituato a diagnosticarle, è possibile che, se il vostro gatto avesse un problema legato alla dieta vegana, il collega di turno non metta neanche nel range delle possibilità una carenza alimentare. E quindi non imposti una terapia tempestiva.

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Altri Possibili Danni

  • Soia: Consumare una dieta vegana comporta per un gatto mangiare grandi quantità di soia. La soia, pur essendo una fonte di proteine vegetali fra le migliori disponibili, apporta anche altri nutrienti, che vanno ad interferire con la tiroide del gatto. L’ipertirodismo conseguente, apparso magari ad anni di distanza dall’inzio della dieta, è difficile che vanga rincondotto a questo cibo.
  • Fibre: Un altro problema concreto è quello relazionato alle fibre, con conseguenti alterazioni del microbiota intestinale. Anche questo “organo” infatti del gatto, formato per lo più da famiglie batteriche, è influenzato fortemente da quel che il micio mangia.

Caratteristiche della Dieta Ideale per il Gatto

La dieta di un gatto di qualsiasi età dovrebbe sempre contenere un’alta percentuale di fonti proteiche animali: carne, pesce o uova. Anzi, sarebbe meglio se non fossero presenti fonti di amido come cereali, legumi e patate. Somministrando adeguate quantità di proteine animali, apportiamo anche acido arachidonico e taurina, in linea generale. Se però stiamo parlando di un cibo commerciale, dato che la taurina è termolabile (si rovina con il calore), potreste trovarla integrata a parte.

La dieta ideale di un gatto poi dovrebbe sempre contenere tutti gli acidi grassi, le vitamine e gli oliogoelementi essenziali. Quando parliamo di vitamine, queste devono essere ovviamente nella forma utilizzabile da questo piccolo carnivoro domestico (es. vitamina A attiva e non provitamina A). Piccole quantità di fibra vegetale, al contrario di quanto accade con le grandi quantità, hanno un effetto benefico sull’intestino del gatto.

Alternative e Considerazioni Finali

Sono sempre di più i proprietari di animali domestici che (per ragioni salutiste, ecologiche o etiche) scelgono di non mangiare né carne né pesce, almeno in uno dei due pasti principali, e che, come rivela uno studio condotto nel 2019 dai ricercatori dell’Ontario Veterinary College e riportato dalla rivista Best Friends, decidono di far seguire una dieta vegetariana o vegana anche ai propri cani e gatti. In alcuni casi la decisione è resa necessaria dalla presenza di allergie o intolleranze alimentari, problemi gastrointestinali e malattie sistemiche che richiedono l’eliminazione delle proteine animali dalla loro alimentazione. Ma spesso tale rinuncia é dettata dal timore rispetto ai pericoli per la salute connessi al consumo di cibi per animali a base di carne, soprattutto se cruda e quindi soggetta al rischio di contaminazione da Salmonella e batteri enterococchi, che possono causare infezioni gravi e nel 40% dei casi risultano resistenti agli antibiotici.

I veterinari, tuttavia, mettono in guardia rispetto a questa scelta, soprattutto se si opta per il ‘fai da te’, che rende molto facile sbagliare. I gatti sono carnivori obbligati poiché, come spiegano la Società americana per la prevenzione della crudeltà verso gli animali (Aspca) e l’Animal Poison Control Center (Apcc), il loro apparato digerente non si è evoluto in modo da essere in grado di assimilare correttamente i nutrienti dai vegetali; quindi hanno bisogno di consumare carne per garantirsi il giusto apporto delle sostanze necessarie per sopravvivere, come la taurina (un amminoacido essenziale che, a differenza dell’arginina, non si trova in fonti vegetali ma che è fondamentale per mantenere in buono stato il sistema cardiocircolatorio e la vista), le proteine di vario tipo (che nei vegetali non sono presenti in livelli adeguati) e la vitamina A (dal momento che posseggono bassi livelli dell’enzima necessario per ottenerla dalla scissione di carotenoidi, come il ß-carotene).

Il consiglio quindi è di non improvvisare, ma di chiedere il parere del veterinario (meglio se esperto in nutrizione animale) prima di adottare un regime alimentare a base vegetale per il proprio cane e di effettuare la transizione sotto la sua supervisione, adottando un piano alimentare corretto.

Tabella Riassuntiva: Esigenze Nutrizionali del Gatto

Nutriente Fonte Primaria Importanza Rischio in Dieta Vegana
Proteine Animali Carne, Pesce, Uova Essenziale per la crescita e il mantenimento Molto alto se non adeguatamente integrate
Taurina Carne, Pesce Funzione cardiaca e vista Alto rischio di carenza
Vitamina A Fegato (Vitamina A preformata) Essenziale per la vista e il sistema immunitario Difficile da ottenere da fonti vegetali
Acido Arachidonico Grassi animali Importante per la salute della pelle e del pelo Assente nelle diete vegane

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