Colectomia Totale e Dieta Post-Operatoria: Guida Completa

Questa guida fornisce informazioni pratiche per il decorso post-operatorio dopo un intervento di colectomia (asportazione del colon). Prima dell’intervento il paziente riceve informazioni dettagliate. È fondamentale seguire le indicazioni mediche per alimentazione e attività fisica.

Cos'è la Colectomia Totale?

La colectomia totale è l'intervento che consiste nell'asportazione dell'intero colon. Questo intervento può essere necessario in presenza di rettocolite ulcerosa oppure di malattia di Crohn che colpisce il colon, quando le terapie farmacologiche non hanno avuto successo oppure in presenza di particolari e serie complicanze. L'intervento di colectomia totale può inoltre essere necessario in presenza di patologie tumorali.

Tipi di Stomia Dopo una Colectomia Totale

L'intervento può essere effettuato per via laparoscopica oppure con tecnica aperta tradizionale. In entrambi i casi viene asportato l'intero colon e, in alcune circostanze, anche il retto. Contestualmente il chirurgo esegue un collegamento artificiale tra la parte terminale dell'ileo (ovvero l'ultima sezione dell'intestino tenue) con una via d'uscita per consentire l'espulsione delle feci. Questa può essere:

  • Naturale: in questo caso l'ileo viene collegato al retto, qualora non rimosso, oppure direttamente all'ano, quando anche il retto viene asportato. In questo secondo caso l'ileo viene opportunamente modificato dal chirurgo così da formare un serbatoio ileale (chiamato anche pouch) in grado di svolgere le funzioni di raccolta delle feci.
  • Artificiale: l'ileo è collegato a una stomia, ovvero un'apertura praticata sull'addome alla quale viene applicato un sacchetto per la raccolta delle feci, che il paziente dovrà svuotare regolarmente. Questo tipo di stomia è detto ileostomia.

Recupero Post-Operatorio

Benché impegnativo, l'intervento di colectomia totale in caso di malattie infiammatorie croniche dell'intestino (MICI) ha ottimi margini di successo. Il paziente può tornare a casa dopo un ricovero di circa una settimana, durante il quale è nutrito per via parenterale (ovvero con flebo in vena) per consentire la guarigione delle ferite chirurgiche. Una volta a casa, il recupero può durare fino a sei settimane.

La fase successiva all’intervento è un momento importante della convalescenza in cui il paziente, pur dovendo stare a letto, verrà spronato dagli infermieri a eseguire regolarmente esercizi con le gambe e di respirazione profonda. Al ritorno in reparto, il paziente sarà sottoposto a infusione per endovena (somministrazione goccia a goccia) per reintegrare i liquidi corporei fino a che non sarà in grado di mangiare e bere. Poiché gli anestetici rallentano la motilità intestinale, è importante non bere fino a che l’intestino non riprende la normale attività.

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Il dolore post-operatorio è normale per qualche giorno e viene controllato efficacemente con analgesici. Esistono in commercio moltissimi tipi diversi di analgesici molto efficaci. Se il dolore non si placa, il paziente deve informare al più presto possibile il medico o l’infermiere/a che lo assistono in modo che possano somministrargli degli analgesici più efficaci. Spesso viene posizionato un drenaggio per garantire la corretta cicatrizzazione. La ferita deve essere mantenuta pulita e asciutta.

Le dimissioni avvengono dopo circa 10 giorni dall’intervento. Se la ferita non è ancora completamente guarita, le dimissioni sono possibili, ma il paziente dovrà sottoporsi a medicazioni fino alla completa cicatrizzazione. All’atto delle dimissioni sarà fissato l’appuntamento per la visita di controllo. In tale occasione i medici informano il paziente sullo stadio del tumore e sull’eventuale necessità di ulteriori trattamenti.

Stomia: Informazioni Utili

Se per un qualunque motivo, dopo aver reciso il tratto di intestino interessato dal tumore, il chirurgo si rende conto che le porzioni sane non possono essere ricongiunte, l’intestino può essere abboccato alla cute della parete addominale. Questa procedura si chiama colostomia, mentre l’apertura così creata attraverso la quale sono evacuate le feci si chiama stoma. Allo stoma viene applicato un sacchetto per la raccolta delle feci. La colostomia può essere temporanea o permanente.

In alcuni casi il chirurgo potrebbe ritenere adeguato un intervento di ileostomia, in cui l’estremità, o un’ansa, dell’intestino tenue (ileo) è abboccata alla parete addominale destra. Anche in questo caso le feci sono raccolte in un sacchetto applicato allo stoma. Nei primi giorni dopo l’intervento uno stomaterapista ha cura di mantenere pulito lo stoma e di svuotare e sostituire il sacchetto tutte le volte che sarà necessario. All’inizio lo stoma appare leggermente gonfio e potrebbe volerci qualche tempo prima che si normalizzi. Non appena il paziente starà meglio, lo stomaterapista inizierà il percorso di riabilitazione che gli consentirà di acquisire autonomia nella gestione dello stoma.

Lo stomaterapista è anche il riferimento per la prevenzione e l’eventuale trattamento delle cosiddette patologie stomali. La stomia è da considerarsi, infatti, come un nuovo organo e, come tale, può ammalarsi. Sono diversi i tipi di sacchetti e placche disponibili e lo stomaterapista aiuterà il paziente a scegliere quello più adatto. Prima che il paziente faccia ritorno a casa gli sarà consegnato un numero di sacchetti sufficiente per i primi giorni.

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Dieta Post-Operatoria: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

Lo stile di vita e alimentare di chi ha subito una colectomia totale non richiede particolari modifiche, ma solo alcune accortezze. La dieta è molto soggettiva e varia da paziente a paziente in base al tipo di operazione, all’età, alle abitudini precedenti e alla malattia.

Nelle prime settimane dopo l'intervento è importante avere qualche attenzione in più nella scelta degli alimenti, almeno finché le feci non riprendono una consistenza solida:

  • Fare cinque o sei piccoli pasti al giorno invece di due abbondanti.
  • Consumare inizialmente alimenti come riso, pane, pasta e patate per poi aggiungere gradualmente alla dieta carne, pesce, uova e formaggio.
  • Solo successivamente inserire poco alla volta alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura e prodotti integrali.
  • Bere due o tre litri di acqua al giorno.
  • Ridurre il consumo di caffè, succhi di frutta, bibite.
  • Eliminare gli alcolici.

Dopo questa prima fase, è consigliabile introdurre gradualmente cibi ricchi di fibre, che stimolano il transito e la formazione di feci morbide, e che aiutano le porzioni restanti di colon o di intestino e ritrovare l’equilibrio e a riformare la flora batterica. Anche in questa fase è bene limitare (pur senza escluderle) le fritture, i grassi d’origine animale, le carni rosse, evitare le bevande alcoliche, i cibi troppo elaborati, i dolci raffinati, il caffè forte, le spezie piccanti, i formaggi grassi, i salumi eccetto il prosciutto crudo senza la parte grassa e la bresaola.

Considerato ciò, è importante che il paziente tenga conto e si regoli in base alle caratteristiche delle feci (che devono essere formate ma non troppo dure) ed al numero di scariche giornaliere dell’alvo.

Una volta superate le prime settimane dopo l'intervento non ci sono particolari limitazioni alimentari. Le uniche raccomandazioni sono:

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  • Effettuare gli esami consigliati dal medico così da verificare eventuali carenze nutrizionali da compensare con una dieta varia ed eventualmente con integratori (ad esempio a base di vitamina B12).
  • Mantenere un corretto peso forma.
  • Assicurarsi di bere molta acqua, dal momento che una delle più importanti funzioni del colon è quella di assorbire liquidi. La sua assenza potrebbe essere causa di un'insufficiente idratazione.
  • In caso di ileostomia, masticare bene quando si mangia per evitare di ingerire parti intere di cibo che potrebbero essere espulse a fatica.
  • In caso di feci molli o liquide è utile assumere più amidi e cibi che assorbono liquidi come riso, pasta, patate. Le feci tendono a rimanere più liquide, soprattutto nei primi mesi. Possono essere utili integratori addensanti.

Dopo il confezionamento di una colostomia è importante gestire la consistenza delle feci, la frequenza delle evacuazioni e la formazione di gas. In caso di colostomia sinistra il riassorbimento dell’acqua da parte del colon è pressochè completo quindi dal punto di vista dietetico non vi sono particolari indicazioni da seguire, l’alimentazione sarà simile a quella precedente l’intervento.

In base alle necessità sarà opportuno influenzare la consistenza delle feci aumentando o riducendo la quantità di liquidi assunti nella giornata, come anche gestire gli alimenti che possono agire sul transito intestinale (latte e derivati, cibi grassi, cereali integrali, verdura e frutta ad elevato contenuto di scorie in base alla presenza di stipsi-frequente nell’anziano-o di diarrea). Importante evitare alimenti troppo speziati o aromatici per controllare la produzione di gas e di odori.

È possibile vivere bene senza colon in seguito a una colectomia totale per malattia di Crohn o rettocolite ulcerosa. La qualità di vita può infatti essere molto buona: l'importante è riprendere in mano la propria vita appena possibile così come il proprio lavoro e le proprie passioni. Chi ha subito questo intervento può viaggiare, fare attività fisica e sport, coltivare hobby di qualsiasi genere confrontandosi se necessario con il proprio medico.

Visita di controllo fissata al momento delle dimissioni per discutere eventuali problemi e il decorso post-operatorio. Una visita di controllo è fondamentale per la diagnosi precoe.

Diverso è se consideriamo eventuali cambiamenti cronici; non si tratta necessariamente di complicazioni, ma di vere e proprie modifiche. Ad esempio, della capacità digestiva di grossi carichi dei grassi, o dell'alvo.

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