Con i recenti aumenti di gas ed energia e le conseguenti crisi energetiche, si sta facendo strada una nuova tipologia di riscaldamento ad alta efficienza: la stufa pirolitica. Si tratta di una vera e propria innovazione nell’ambito del riscaldamento domestico.
Stufa Pirolitica: Cos'è e Come Funziona
A differenza di quella a legna, la stufa pirolitica deve il suo funzionamento sul processo della pirolisi con accumulo, che permette un rilascio di calore graduale. La pirolisi è una reazione termochimica in grado di generare calore, utilizzando biomasse come materiale combustibile. La pirolisi funziona essenzialmente tramite gassificazione della legna.
Più nel dettaglio, al centro della camera di combustione della stufa è presente un cilindro, all’interno del quale verrà posto il carburante. A stufa spenta, si bagnerà con dell’alcol lo strato superficiale del combustibile e si darà vita alla fiamma. A questo punto il cippato (o altro materiale scelto) inizierà a produrre gas. Ulteriore differenza tra una stufa pirolitica e una tradizionale è data dal fatto che la prima, oltre a “bruciare” il combustibile a disposizione, “brucia” anche il gas di scarto prodotto. Questo, da una parte riduce la quota di scarto, e dall’altro aumenta l’efficienza del sistema stesso di riscaldamento.
Per la loro struttura esterna, in genere si utilizza del materiale refrattario come la porcellana. La pirolisi è un tipico metodo di riscaldamento delle zone fredde delle Alpi, dei paesi dell’Est, della Russia o della Germania. Ad esempio, nella zona di Monaco di Baviera, almeno la metà delle persone usa una stufa di questo genere.
Trattandosi di un processo ad accumulo e con rilascio graduale, la caratteristica principale della pirolisi è la sua capacità di rilasciare lentamente calore anche fino a 8-10 ore in seguito allo spegnimento del fuoco. I possibili carburanti utilizzati per il processo sono molti. Per riscaldare un ambiente di 30 metri quadrati per 8-10 ore sono necessari all’incirca 3,4 chili di carburante.
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Residui e Fumi
Se si opera un paragone con le tradizionali stufe a legna, benché anche con la stufa a pirolisi si brucia del materiale legnoso creando dei residui, essi sono davvero minimi. Per poter dare una stima quantitativa dei residui ottenuti si dovrebbe tener conto di diversi fattori, quali tipo di stufa e di carburante. Ma in linea di massima, il processo di gassificazione, che consuma praticamente tutte le sostanze della legna, alla fine del ciclo rilascia soltanto una piccola quantità di cenere minerale.
Riguardo ai fumi che vengono rilasciati nell’aria, se si osserva il camino di uscita, si nota come la stufa a pirolisi non produce alcun fumo e nessun odore. Inoltre, la resa della legna è molto alta poiché la fiamma non si raffredda e riesce a lavorare con una combustione completa.
Vantaggi della Stufa Pirolitica
Si potrebbe dire che la stufa pirolitica è una soluzione ecologica sotto diversi punti di vista. In primo luogo, il rilascio graduale di calore è estremamente vantaggioso. In primo luogo, il rilascio graduale di calore è estremamente vantaggioso. Alta efficienza, bassi consumi e ridotto impatto ambientale sono tutte valide ragioni per dire sì alla stufa pirolitica. Tra i buoni motivi per scegliere una stufa pirolitica si trova anche la sua semplicità di utilizzo: l’installazione di questa stufa è, infatti, davvero molto semplice e non richiede grandi lavori di manutenzione.
- Efficienza energetica: le stufe a pellet sono note per la loro elevata efficienza.
- Sostenibilità ambientale: i pellet sono realizzati con scarti di legno compressi, il che li rende una fonte di energia rinnovabile.
- Costi ridotti: rispetto al riscaldamento a gas o elettrico, l'uso dei pellet può risultare più conveniente.
Tra i prodotti di scarto che la stufa produce c’è anche il biochar o carbone vegetale, una specie di carbonella che può essere utilizzato come ottimo fertilizzante naturale. Un elemento in più, quindi, che contribuisce a renderla una soluzione ecocompatibile.
Rispetto a una stufa tradizionale, le emissioni di CO2 sono decisamente inferiori, per cui il suo utilizzo è anche più ecosostenibile.
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Il dispositivo è di semplice installazione e non richiede grandi interventi edilizi, né alcun collegamento alla rete elettrica, quindi può funzionare anche in caso di black out e sicuramente comporta una spesa in meno.
Le stufe a pellet funzionano in modo automatico e semplice. Il pellet viene caricato nel serbatoio della stufa, dove un meccanismo lo trasporta progressivamente nella camera di combustione.
Ottimizzazione dell'Efficienza
Per ottenere il massimo dalla tua stufa a pellet, è importante scegliere il modello più adatto alle dimensioni della tua casa e alle tue esigenze di riscaldamento.
- Potenza della stufa: la potenza di una stufa a pellet si misura in kilowatt (kW). Per riscaldare un ambiente di circa 100 metri quadrati, una stufa con una potenza di 8-10 kW può essere sufficiente.
- Usa pellet di alta qualità: la qualità dei pellet influisce notevolmente sull'efficienza della stufa. Scegli pellet certificati, con un basso contenuto di umidità e ceneri.
- Mantieni la stufa pulita: la manutenzione regolare è essenziale per garantire che la tua stufa funzioni al massimo dell'efficienza.
- Ottimizza la circolazione dell'aria: per distribuire il calore in modo uniforme in tutta la casa, valuta l'installazione di ventilatori o di sistemi di canalizzazione dell'aria.
- Isolamento della casa: uno dei fattori più importanti per migliorare l'efficienza del riscaldamento è l'isolamento della casa.
- Utilizza la stufa in modo strategico: invece di riscaldare tutta la casa, considera di usare la stufa a pellet per riscaldare solo le stanze che usi di più.
- Sfrutta le ore diurne: se possibile, sfrutta la luce solare per riscaldare la casa durante il giorno, riducendo il tempo di funzionamento della stufa.
Oltre alla pulizia quotidiana o settimanale, è obbligatorio far eseguire una manutenzione professionale per legge ogni due anni.
Risparmio sui costi di riscaldamento: rispetto ad altre fonti di energia, come il gas o l'elettricità, il pellet è generalmente più economico.
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Una stufa a pellet può rappresentare una soluzione efficace ed ecologica per riscaldare la tua casa, offrendo un equilibrio tra comfort, efficienza e sostenibilità.
Svantaggi della Stufa Pirolitica
Se dal punto di vista ambientale non si osservano svantaggi, è anche vero che ciò che porta più comunemente al desistere dall’acquisto è l’alto costo di queste tipologie di stufe. Come accennato, infatti, i costi sono elevati, specie per soluzioni che siano personalizzate.
Avendo poi preso poco piede sul mercato, un ulteriore svantaggio della stufa pirolotica riguarda la loro disponibilità solo nella versione per esterno, oppure nei formati utili da campeggio. Basti pensare che il costo di una stufa pirolitica da esterno si aggira intorno ai 100 euro, mentre quello di uno dei pochi modelli da interno che si possono trovare in commercio può arrivare a 2.000 euro.
È plausibile comunque, che come avviene sempre nel mercato, se dovesse crescere la domanda per questo tipo di prodotti, assisteremo anche a un calo dei loro prezzi.
Per quel che concerne i costi, sono molto variabili a seconda del livello di personalizzazione della stufa scelta. Una stufa ad accumulo pirolitica realizzata artigianalmente, progettata e montata sul posto, completa di tutte le fasi di lavorazione può costare diverse migliaia di euro.
Recupero Calore Canna Fumaria
I fumi delle comuni stufe a legna vengono immessi direttamente nella canna fumaria. Consideriamo che nella camera di combustione, utilizzando legna ben secca, di buona qualità e in quantità adeguata alle dimensioni della camera di combustione stessa, si sviluppano temperature che raggiungono anche i 600°C!
Inoltre il calore viene irraggiato in tutta la stanza e riscalda tutti gli oggetti che vi si trovano, esattamente come farebbe il sole.
Il principio è quello della stufa ad accumulo, molto utilizzato nei paesi nordici per recuperare il calore dei fumi, costringendoli a passare lungo un tragitto realizzato in mattone refrattario. In questo modo il calore, invece di essere immesso direttamente nel camino e quindi disperso in atmosfera, può essere accumulato durante la fase di combustione per essere ceduto lentamente nelle ore successive, quando la stufa è spenta.
La costruzione è relativamente semplice, basta avere una buona manualità e un po' di pazienza,anche senza aver mai costruito prima delle strutture in mattone.
Abbiamo così realizzato un accumulo con un doppio giro fumi per un totale di tre metri circa di lunghezza collegato direttamente all'uscita fumi della stufa. Inoltre, nella stanza sovrastante, abbiamo sostituito il camino in acciaio che passa all'interno del locale con un camino in mattone refrattario e argilla lungo circa due metri per accumulare un altro po' di calore.
| Materiale | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Acciaio | Ottimi livelli di resa termica, diminuisce le dispersioni energetiche e i consumi di combustibile. | - |
| Mattoni refrattari | Resistono alle alte temperature. | - |
Ne è valsa sicuramente la pena! L'accumulo della cucina si scalda bene in circa tre ore, mentre quello del piano superiore si intiepidisce solamente. Il mattino successivo l'accumulo della cucina è ancora tiepido e la temperatura in casa al piano superiore è di 19 - 20°C mentre in cucina è di circa 22°C!