Mauro Serafini, ordinario di Scienze tecniche e dietetiche applicate e docente di Alimentazione e nutrizione umana presso l’Università di Teramo, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento, posizionandosi nel top 0,05% di tutti gli studiosi del mondo nella classifica ScholarGPS.
Questa classifica, elaborata dall’azienda californiana ScholarGPS, utilizza avanzate tecniche di intelligenza artificiale, data mining, machine learning e altre tecnologie di data science per analizzare un vasto database che comprende oltre 200 milioni di pubblicazioni e 3 miliardi di citazioni.
Il professor Serafini si distingue per il suo prolifico record di pubblicazioni, l’elevato impatto del suo lavoro e l’eccezionale qualità dei contributi accademici, che gli hanno valso il titolo di “Highly Ranked Scholar”. Il riconoscimento di “Highly Ranked Scholar” è stato assegnato a Serafini grazie ai risultati ottenuti durante la sua carriera in diverse aree scientifiche della biologia e delle scienze biologiche.
L’eccezionale contributo del professor Serafini nel campo degli antiossidanti riflette non solo la sua dedizione alla ricerca scientifica, ma anche l’importanza del suo lavoro per la comunità accademica e la società nel suo complesso. Questo riconoscimento rappresenta un importante traguardo per l’Università di Teramo e testimonia l’eccellenza accademica e scientifica che l’ateneo promuove e sostiene.
Immunonutrizione: Curarsi con il Cibo
Il concetto è vecchio quanto il mondo, eppure la scienza che se ne occupa è giovanissima: si chiama immunonutrizione e studia l'impatto di ciò che mangiamo sul nostro sistema immunitario. Il principio che ne è alla base è molto semplice. Esistono cibi in grado di spegnere le infiammazioni, proprio come farebbe un farmaco.
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Se ne occupa un libro, Mangiare per prevenire (Books & Company) di Mauro Serafini, responsabile del laboratorio di Alimenti funzionali e Emilio Jirillo, professore di Immunologia all’Università di Bari. Non si tratta di una moda, secondo i due esperti, ma di una serie di reazioni scientificamente provate.
I Dieci Principi Basilari dell'Immunonutrizione
- Occhio ai cibi spazzatura: Il nostro sistema immunitario ci protegge da ciò che fa male, ma è ormai risaputo che alcuni alimenti aumentano il rischio di contrarre il cancro e le malattie cardiovascolari. I cibi ad alto contenuto calorico e ricchi di grassi e zuccheri, infatti, producono nel nostro organismo una risposta immunitaria che dura dalle sei alle otto ore.
- Più frutta e verdura: Il consumo di alimenti o bevande di origine vegetali, infatti, è in grado di ridurre lo stress generato all'organismo dall'assunzione di cibi grassi.
- Salviamo il microbiota: E cioè la necessità di proteggere il microbiota, ossia la massa di microbi e batteri (circa 1,5 kg!) presenti nel colon che, assieme al tessuto immune intestinale, mantengono intatto il sistema immunitario. Largo, quindi, ai cibi ricchi di probiotici: latticini e soprattutto yogurt e kefir, in grado di restaurare la colonia batterica intestinale.
- Non conta il peso ma la massa grassa: Più che al peso, occorre fare attenzione alla massa grassa. È infatti la percentuale della massa grassa a costituire un vero pericolo per il cuore, provocando anche il diabete e il cancro.
- Consumare alimenti anti-invecchiamento: Occorre una scorta di frutta e verdura anche contro l'invecchiamento. Le loro molecole attive possono infatti prevenire o arginare le malattie croniche infiammatorie, quelle cioè legate all’età, tipiche dell’invecchiamento del sistema immunitario.
- Attenzione ad allergie e intolleranze: Occhio alle allergie, alle intolleranze alimentari e celiachia: il cibo è il tramite di numerosi tipi di antigeni e può provocare reazioni allergiche a qualsiasi età. È importante quindi eliminare fin dall’infanzia i cibi che hanno causato una reazione immunitaria avversa.
- Assumete probiotici: Aumentare il consumo di probiotici, che aiutano a prevenire e migliorare le allergie, le infiammazioni intestinali e le alterazioni immunitarie associate all’obesità e all’invecchiamento. I batteri probiotici sembrano essere efficaci e utili a tutte le età e al momento non ci sono effetti collaterali conosciuti.
- L'importanza dei flavonoidi: Esso prescrive l'importanza dell'assunzione di cibi ricchi di flavonoidi, ossia potenti antiossidanti naturali utili per garantire l'ottimale funzionamento del fegato, del sistema immunitario e dei capillari. Contribuiscono inoltre alla prevenzione di malattie cardiovascolari, infiammatorie e persino alcune forme tumorali.
- Trovare il giusto equilibrio tra omega 3 e omega 6: Sono gli acidi grassi polinsaturi fondamentali per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario. Il primo è contenuto nel pesce, a cominciare dal pesce azzurro, ma anche in cavoli, spinaci, noci e uova. Tra i cibi ricchi di omega 6 ricordiamo i semi di zucca, le olive, il mais, l'olio di semi di soia, l'avocado, le uova, il pane e le bacche di acai. L'olio extravergine di oliva, poi, contiene sia omega 3 che omega 6.
- Un'alimentazione varia: Fare il pieno di vitamine e oligoelementi (sali minerali), essenziali le funzioni vitali dell’organismo e per la difesa immunitaria, ma che svolgono anche un importante ruolo di prevenzione dei processi infettivi.
Cibi Ricchi di Flavonoidi
Si tratta principalmente, anche qui, di vegetali: le piante, infatti, li utilizzano come scudo naturale contro le radiazioni solari e le aggressioni di agenti patogeni. Il cardo mariano, ad esempio, stimola la funzionalità del fegato e lo protegge dalle tossine. Il tè verde è particolarmente noto per le sue proprietà antiossidanti e “anti-invecchiamento”, mentre l'ippocastano protegge e rinforza il microcircolo, una proprietà esaltata dalla contemporanea associazione di vitamina C. Analogo discorso, udite udite, vale per il vino rosso, che a dosi moderate influenza positivamente la salute cardiovascolare grazie alla sua ricchezza di flavonoidi e di altri polifenoli come il resveratrolo. Vere e proprie miniere di flavonoidi sono gli agrumi, le mele e le albicocche, ma anche i cavoli, i broccoli, gli spinaci, i pomodori, i finocchi e le cipolle.
Equilibrio tra Omega 3 e Omega 6
Ma attenzione: spesso il problema è che mangiamo troppi omega 6, che rispetto agli omega 3 dovrebbero essere in un rapporto di 4 a 1 (alcuni sostengono addirittura 2 a 1).
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