Medicina Cinese: Consigli per l'Alimentazione e la Cura dei Reni

Quando le giornate si fanno più corte e la temperatura esterna comincia a gravitare intorno allo zero, anche la nostra energia vitale subisce un ridimensionamento. Abbandonati i caldi colori dell’autunno e il loro abbraccio avvolgente, ci apprestiamo alla lunga traversata invernale, non senza un vago senso di ansia. Tutto questo è normale e perfettamente naturale. L’arrivo del “grande generale” porta a tutti una certa dose di inquietudine per il futuro e di nostalgia per la relativa spensieratezza delle giornate estive.

Perché l’inverno è importante?

In inverno i nostri ritmi cambiano, adattandosi alle mutate condizioni ambientali. L’inverno è un momento di raccoglimento e di pausa dalla frenesia delle tante attività outdoor tipiche dell’estate e dalle tante energie profuse per vivere al massimo le lunghe giornate. Siamo di fronte a un momento fondamentale per recuperare forza e togliere per un po’ il piede dall’acceleratore. Rispettare questo momento è importante: non farlo è come pensare di compiere un lungo viaggio senza mai fermarsi a fare rifornimento o controllare il motore.

In inverno si esce di meno e la nostra vita sociale si contrae un pochino. Ma lungi dall’essere un momento negativo, questa stagione racchiude in sé la forza del seme che riposa quietamente e attende il momento della sua prossima fioritura, sepolto nel grembo silenzioso della terra. L’inverno è il tempo dello studio e della riflessione, dell’ideazione di nuovi progetti a lungo termine. Un tempo di cura del sé. E anche di riposo: le lunghe notti ci invitano al sonno, e al potere rigenerante del sogno. Concediamoci il lusso di indugiare maggiormente tra le coltri: il nostro corpo e la nostra mente ringrazieranno.

Perché in inverno si è più stanchi?

In inverno l’organismo combatte numerose battaglie, di cui soltanto una piccola parte emerge alla luce della nostra consapevolezza. Il nostro sistema immunitario, infatti, è maggiormente impegnato contro virus e batteri, che in questa stagione vedono favorita la propria diffusione dalla convivenza obbligata in spazi ristretti durante molte ore della giornata, magari con insufficiente ricambio d’aria. Inoltre, la scarsità di luce solare e in molti casi anche la diminuzione di movimento fisico contribuiscono a debilitarci ulteriormente, privandoci di vigore e smalto.

La medicina cinese da millenni ha studiato questi fenomeni. Andiamo a scoprire quali sono le sue risposte.

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Elemento Acqua: l’inverno secondo la medicina cinese

Secondo la medicina cinese l’inverno si associa all’elemento Acqua, il quale a sua volta deriva dalla trasformazione dell’elemento Metallo, caratteristico dell’autunno. Con l’arrivo della primavera, poi, l’acqua darà origine al Legno, per l’inizio di un nuovo ciclo di rinascita. Quando si trova in equilibrio, l’elemento Acqua dentro di noi conferisce, a livello psicologico, tranquillità e duttilità di pensiero. Le emozioni scorrono placide come un fiume in un territorio pianeggiante, si hanno sensazioni di pace e armonia con il mondo circostante. Al contrario, se l’elemento Acqua si trova in uno stato di disequilibrio saranno invece i pensieri legati alla paura ad avere la meglio.

Nella stagione invernale tutto ciò che ci circonda ci parla del concetto di “fine”. La Natura si spegne, il gelo attanaglia e irrigidisce i corpi. Il mistero dell’esistenza si fa sentire con più forza. Tutto è profondità e silenzio. L’inverno ci ricorda che dobbiamo imparare a distaccarci dalle cose, a tempo debito, per poterle ritrovare rinnovate in futuro.

Reni e vescica

Gli organi che in questa stagione rivestono un ruolo preponderante, secondo la medicina tradizionale cinese, sono i Reni e la Vescica. Non a caso tali organi presiedono alla circolazione dell’acqua all’interno del nostro corpo. I reni, in particolar modo, sono i depositari della forza vitale originaria, ereditata direttamente dai nostri genitori. Si dice infatti che quest’organo custodisca il Jing innato, ossia quell’energia che esiste dal momento del nostro concepimento e che dovrà essere conservata e mantenuta stabile per tutto il corso della vita grazie all’apporto di un’altra energia complementare, il Jing acquisito.

Quest’ultimo proviene invece dalla trasformazione degli alimenti e dalla respirazione.

Energia da preservare

Con il passare degli anni la somma della nostra energia globale va diminuendo. E poiché i reni sono i responsabili della crescita, della solidità delle ossa, della salute del midollo osseo (e per estensione anche del cervello), dello stato dei nostri capelli, del nostro udito e del nostro apparato riproduttivo, ecco che diventa importante aiutarli a preservare il più possibile tale energia.

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L’ideogramma cinese che rappresenta il rene può essere tradotto come “ministro della fermezza e della solidità”. Anche in italiano si indica nei reni e nei lombi (i muscoli che li ricoprono e proteggono) la sede metaforica della forza di un individuo.

Reni forti, carattere solido

Quando i reni sono in buona salute la nostra attitudine generale sarà positiva e ci permetterà di gestire persone e situazioni con giustizia, valutandole in maniera equanime. Saremo padroni della situazione e in grado di relazionarci al mondo nel migliore dei modi, senza farci sopraffare dallo stress. Al contrario, un disequilibrio dell’elemento Acqua nei reni potrà manifestarsi come rigidità di carattere (l’acqua che si cristallizza in ghiaccio), testardaggine e scarsa capacità di accogliere situazioni nuove.

Quando l’energia renale non è abbastanza solida, infatti, il sentimento di ansia sarà predominante. La persona darà prova di iper-emotività, sovraccaricandosi di ogni tipo di emozione, in special modo negativa. Riderà e piangerà per un nonnulla, e si sentirà spesso spossata e giù di corda nel corso della giornata. Il suo livello di tolleranza sarà molto basso e tutto la coinvolgerà eccessivamente. Come una specie di spugna, le riuscirà difficile, se non impossibile, tenere una certa distanza emotiva dagli avvenimenti circostanti, imbevendosi di ogni vibrazione emotiva in modo eccessivo. Ma a tutto c’è rimedio. E la situazione può essere migliorata con qualche semplice accorgimento.

Come ricaricare l’energia dei reni?

Per contrastare questo disequilibrio e riportare i reni alle migliori condizioni è utile, nella stagione invernale, preferire cibi caldi come zuppe o vellutate, brodo di carne o vegetale, passati di verdure e legumi. In particolar modo i fagioli neri sono molto indicati per aiutare i reni a livello energetico, sia per il loro colore scuro (tutti gli alimenti di colore nero sono consigliati a tale scopo) sia per la loro forma che riproduce esattamente quella degli organi in questione. In questo caso nella medicina cinese si parla di “tropismo elettivo”. Oltre ai cibi caldi, però, vi sono anche altri alimenti che non devono mancare sulla nostra tavola invernale. Quali sono gli alimenti che scaldano? Vediamo qualche consiglio.

Cosa mangiare quando fa freddo?

I cibi fermentati (come il kimchi, il kombucha, il kefir) costituiscono un’ottima scelta da questo punto di vista. Essi inoltre aiutano il microbiota intestinale, permettendo la proliferazione di batteri buoni. Questo avrà conseguenze molto positive sull’umore, oltre ai benefici strettamente fisici. Anche zenzero e ginseng hanno proprietà affini. Sono in grado di favorire la termogenesi, ossia stimolano il riscaldamento del corpo.

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Ci sono vari modi per sostenere i reni, anche aiutati dal Qi gong e dalle ginnastiche mediche.

  1. Alcuni consigli semplici e diretti ai Reni sono quelli di bere acqua (perché troppo spesso se ne beve poca) e usare il sale con moderazione. Ci sono, poi, degli alimenti che sostengono naturalmente i Reni come le alghe e gli spinaci.
  2. Ritmi di vita eccessivamente veloci sono purtroppo la norma, nei tempi moderni. Si corre dietro alle scadenze come se si scappasse da un animale feroce, con la stessa intensità. Lo stress in particolare è l’attivazione del ciclo adrenergico, il quale ha un ciclo di smaltimento di almeno 72 ore. In generale anche non svolgere attività a sufficienza danneggia i Reni, al contrario. Il riposo ha il suo fondamento nel sonno notturno, che dovrebbe essere di almeno 8 ore per una persona tra i 15 i 60 anni. Le persone più giovani possono aver bisogno di dormire di più, le persone più anziane di dormire di meno delle ore consigliate.
  3. Per l’uomo, nei testi di igiene sessuale e dalla medicina cinese viene sconsigliata l’attività sessuale sconsiderata soprattutto. Infatti l’uomo tramite l’eiaculazione disperde il Jing, l’essenza fondamentale per la salute. Per la donna è proprio l’accensione del desiderio che, quando non soddisfatto, può danneggiare i Reni e far risalire il fuoco. Infine, la gravidanza e le mestruazioni sono un fonte di perdita energetica.
  4. I Reni temono il freddo, per questo vanno sostenuti soprattutto in inverno. Occorre evitare di esporre la zona lombare al vento, anche in estate. Il vento penetra in profondità, è la qualità di questa forza naturale. In generale, Nel Huang Di Nei Jing si parla di come “l’umidità assili i Reni”: quindi tenerli al caldo, certo. Infatti sono un segno di indebolimento renale che va evitato, facendo esercizio moderato e camminando consapevolmente.
  5. Il Suono dei Reni ha una funzione riscaldante sull’organo: ora se ne capirà certamente la potenza.

I Reni e la Medicina Tradizionale Cinese (MTC)

E’ questa la stagione in cui secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la componente Yin (oscurità e stasi) domina sullo Yang (luce e movimento) e rappresenta senza dubbio il momento ideale per l’ascolto di se stessi (soprattutto se siamo costretti all’immobilità nelle nostre case come nei periodi di lockdown). L’elemento predominante di tale stagione è l’acqua, gli organi sono reni e vescica e le emozioni prevalenti la paura, ma anche la sua controparte ossia la forza di volontà. Il gusto è il salato, il colore il nero e la direzione cardinale il Nord.

Andiamo ora ad approfondire l’importanza dei reni, che secondo la MTC, sono collegati all’Acqua, la Radice della Vita. Il Jing del Cielo Anteriore è come se fosse una batteria che ci viene donata all’atto della nascita. La durata della nostra vita e la buona salute dipendono dalle sue caratteristiche e, successivamente, le nostre scelte di vita e alimentari ne determinano il suo consumo lento o rapido. Non possiamo caricare questa batteria, ma possiamo cercare di dissipare meno energia possibile attingendo ad una fonte di energia alternativa ossia quella del Cielo Posteriore, il cibo, che deve essere sano, naturale e bilanciato. E’ importante anche che questo cibo non sia eccessivo (mangiare troppo danneggia i Reni) nè carente (se siamo in carenza di Qi Acquisito, andremo ad attingere da quello ereditato, riducendolo).

I reni sono strettamente collegati con altre parti del corpo:

  • Le orecchie. Per il loro corretto funzionamento, hanno bisogno di essere nutrite dal Jing conservato nei Reni. Se i Reni sono deboli, ci potrebbero essere problemi di udito, acufeni.
  • I capelli. Se l’energia dei Reni declina, i capelli cadono e si cominciano a perdere di denti. Questo lo sapevano bene gli antichi per cui la forza di una persona era correlata alla sua chioma (vd. Sansone). Se la nostra energia è forte, i capelli sono lucenti, sani, forti. Se diventano opachi e cominciano a cadere, stiamo dissipando le nostre energie.
  • Le ossa. I Reni generano il Qi che crea il midollo, che a sua volta nutre le ossa. Se vi è un deficit di Qi, il midollo scarseggia e le ossa non sono più correttamente nutrite.

Come noto, la MTC è una scienza psicosomatica per cui un organo oltre che una valenza fisica ne vanta anche una energetica e psichica. Ai Reni viene, quindi, associata la Volontà (Zhi). Se i nostri Reni sono forti, la nostra forza di volontà sarà forte. Mancanza di forza di volontà, abulia, apatia, sono riconducibili ad una debolezza dei Reni. Io voglio, dunque Sono. Se siamo in equilibrio, il nostro Io sarà ben strutturato, saremo sicuri. In caso contrario prevarranno insicurezza e paure, anche immotivate. Gli attacchi di panico sono squilibri di Acqua.

Come si diceva precedentemente il colore connesso è il nero ed infatti nella diagnosi orientale, questo colore lo possiamo osservare nell’area dei Reni (zona sotto gli occhi) che può diventare di colore scuro: questo ci parla di una sofferenza di quest’organo, e si riscontra quando siamo stanchi, stressati e quando abbiamo abusato delle nostre energie: abbiamo attinto al nostro jing, alla nostre riserve energetiche, dissipandole. Anche un colorito grigio scuro è da ricondurre ad una problematica ai Reni.

Il sapore è il salato. Questo sapore, se assunto in quantità moderate, sarà di nutrimento per i Reni. Tonificante per i reni potrebbe essere, ad esempio assumere acqua calda salata. Diversamente, se in eccesso, il sapore salato danneggia i Reni (e, di conseguenza, anche il Cuore).

I Reni sono in salute se l’Acqua può fluire. Il freddo in eccesso può congelare l’acqua, creando stagnazione. Dal punto di vista degli alimenti, ci raffreddano gli alimenti (o bevande) freddi, il cibo crudo (in particolare la frutta), il sapore troppo dolce (zucchero, fruttosio, ecc) e l’eccesso di proteine. Visto che i reni fungono da filtri bisogna evitare cibi raffinati e grassi, che possono creare muco in eccesso, intasare i polmoni, congestionare il nostro intestino (collegati ai reni).

Ma cosa mangiare quindi per preservare l’energia che risiede nei nostri reni e quindi sopportare meglio la stagione invernale?

Sono sicuramente da privilegiare cereali integrali biologici/biodinamici e verdure (cotte) di terra e di mare (alghe) da consumarsi quotidianamente ai quali aggiungere un po’ più di grassi sani (oli e semi oleosi). Il cibo tipico che rappresenta l’espressione dell’elemento Acqua, perché ne agevola la funzione, sono i legumi che vanno assunti in buone quantità. L’energia dell’Acqua viene supportata anche da verdure ad energia compatta come carote e bardana. Meglio non assumere troppi liquidi o cibi acquosi e umidi come spremute, succhi, frutta fresca e pomodori crudi. Utile è “yanghizzare” il cibo, cioè cuocerlo bene e fargli perdere acqua e umidità in modo da rafforzare i reni.

Si consigliano il riso per la purificazione del sangue, le alghe contro i calcoli renali, un buon sale marino, tamari e miso. Tra i legumi meglio dare la prevalenza agli azuki, alla soia nera ed ai fagioli rossi (dalla forma simile a quella dei reni) consumandone anche una trentina di grammi al giorno, cotti con l’alga kombu! Non trascuriamo poi aglio e cipolla, che riscaldano e zenzero che disperde il freddo. Infine non dimentichiamo castagne e frutta secca.

  • La castagna ha natura tiepida e sapore dolce/salato. Rinforza Milza e Rene, nutre il Jing, tonifica lo Yang e nutre il sangue. E' molto indicata nel vuoto di rene degli anziani con debolezza della zona lombare. Punto di forza delle castagne è che forniscono tanta energia, ma poco sodio e sono quindi indicate per tutte le persone che soffrono di ipertensione.
  • La Frutta Secca è consigliata per il suo contenuto energetico e per la sua natura tiepida. Tonifica il Qi e riscalda lo Yang.

Quella dell’Acqua è una energia molto profonda: costituisce l’inizio e la fine di ogni processo nell’essere umano. Qui accumuliamo la nostra forza vitale. Il Jing del Cielo Anteriore è come se fosse una batteria che ci viene donata all’atto della nascita. Questa batteria non la possiamo ricaricare. Possiamo però cercare di dissipare la sua energia il meno possibile. In che modo? Attingendo ad una fonte di energia alternativa: quella del Cielo Posteriore (o Acquisito), ovvero il cibo, che deve essere sano, naturale e bilanciato.

“I Reni si aprono nelle orecchie. Se i Reni sono in salute, le orecchie possono udire i cinque suoni“, leggiamo nel Ling Shu Jing. Le orecchie, infatti, per il loro corretto funzionamento, hanno bisogno di essere nutrite dal Jing conservato nei Reni. “Se i Reni sono forti, i denti sono saldi e i capelli crescono bene. Se l’energia dei Reni declina, i capelli cadono e si cominciano a perdere di denti (*)” (Su Wen). Questo lo sapevano bene nei tempi antichi, quando la forza di una persona era correlata alla sua chioma: basti pensare a Sansone, la cui forza si concentrava nella capigliatura. Dunque, se la nostra energia è forte, i capelli saranno lucenti, sani, forti.

Se vi è un deficit di Qi, il midollo scarseggia e le ossa non saranno più correttamente nutrite. La Medicina Tradizionale Cinese è realmente psicosomatica. Un organo ha una valenza fisica, ma anche energetica, psichica. Nel caso dei Reni, lo psichismo associato è la Volontà (Zhi). Se i nostri Reni sono forti, la nostra forza di volontà sarà forte. Io voglio, dunque Sono. Nell’Acqua c’è l’Io. Nelle sue acque profonde troviamo l’inconscio. Se siamo in equilibrio, il nostro Io sarà ben strutturato, saremo sicuri. Diversamente, saremo pervasi da insicurezza e paure, anche immotivate.

L’odore associato ai Reni è il putrido (odore di acqua stagnante). Il colore è il nero (scuro) che richiama la notte, il buio, la profondità. Il sapore è il salato. Questo sapore, se assunto in quantità moderate, sarà di nutrimento per i Reni. Tonificante per i reni potrebbe essere, ad esempio assumere acqua calda salata.

Le piante si spogliano (le foglie son cadute in autunno) e sembrano morte, ma in realtà la linfa si è accumulata all’interno per accumulare energia e liberarla successivamente. I Reni sono in salute se l’Acqua può fluire. Il freddo in eccesso può congelare l’acqua, creando stagnazione. Ciò che danneggia i Reni sono, inoltre, il sapore troppo dolce (zucchero, fruttosio, ecc), l’eccesso di proteine.

I Reni sono nutriti dall’energia legata al Polmone. Da non sottovalutare è il rapporto Reni-Milza. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’energia correlata alla Milza domina, controlla quella legata ai Reni. Se la nostra milza è in stato di squilibrio, potrà rischiare di alterare questo equilibrio, generando anche situazioni di debolezza, fino agli attacchi di panico (condizione abbastanza diffusa al giorno d’oggi, in particolare tra le donne). Nutriamo i nostri Reni. L’inverno è la stagione in cui è necessario aver particolare cura dei nostri reni, che temono il freddo. In questo periodo cercheremo di evitare, più che in altri periodi dell’anno, cibi tropicali o semi tropicali, cibi freddi.

Prodotti Erboristici, Piante e Integratori per il Supporto Renale

Nella medicina tradizionale cinese, ci sono diversi prodotti erboristici, piante e integratori che possono essere utilizzati per mantenere in salute i reni e il sistema immunitario:

  • Liquirizia: è una pianta medicinale utilizzata in medicina tradizionale per le sue proprietà lenitive e toniche. È spesso utilizzata per il trattamento dei disturbi gastrointestinali, come la stitichezza e il bruciore di stomaco, e per il trattamento dei disturbi respiratori, come la tosse.
  • Schisandra: è una pianta medicinale utilizzata in medicina tradizionale cinese per le sue proprietà toniche e adattogene. È spesso utilizzata per aumentare la resistenza e la vitalità, nonché per il trattamento di disturbi come l'ansia e l'affaticamento mentale.
  • Erba di San Giovanni: nota anche come Hypericum perforatum, questa pianta è comunemente utilizzata per trattare i disturbi del sistema nervoso.
  • Echinacea: questa pianta è nota per le sue proprietà immunostimolanti e viene spesso utilizzata per trattare i sintomi del raffreddore e dell'influenza.
  • Astragalo: questa pianta è spesso utilizzata per trattare i disturbi renali e per il supporto del sistema immunitario.
  • Curcuma: questa spezia è nota per le sue proprietà anti-infiammatorie e viene spesso utilizzata per trattare i disturbi articolari.
  • Acido alfa lipoico: è un composto presente naturalmente nel corpo umano e svolge un ruolo importante nella produzione di energia.
  • Vitamina B6: è una vitamina idrosolubile presente in molti alimenti.

In sintesi, nella medicina tradizionale cinese ci sono diversi prodotti erboristici, piante e integratori che possono essere utilizzati per mantenere in salute i reni e il sistema immunitario.

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