I nutrizionisti o i dietisti, probabilmente conoscono bene l’importanza di conoscere il peso corporeo dei loro pazienti. Dopo tutto, il peso corporeo è probabilmente uno dei primi parametri che si prende in considerazione nel tentativo di aiutarli a raggiungere i loro obiettivi di salute e forma fisica. Tuttavia, il peso corporeo da solo non basta per avere un quadro completo. Infatti un numero sulla bilancia non è sufficiente per determinare il benessere dei pazienti.
Monitorare la composizione corporea del proprio paziente aiuta nutrizionisti e dietologi a verificare l’andamento del percorso di dimagrimento o di ricomposizione corporea. L’analisi della composizione corporea può potenzialmente fornire un quadro più dettagliato per creare dei piani di intervento adatti ai singoli pazienti.
Perché i nutrizionisti e i dietisti dovrebbero tener traccia della composizione corporea
I nutrizionisti oltre al peso corporeo spesso utilizzano anche l’Indice di Massa Corporea (IMC), un indicatore che viene determinato tenendo in considerazione il peso e l’altezza, secondo la formula IMC=PESO/ALTEZZA^2. L’IMC è utile in alcuni contesti, in quanto può aiutare a classificare in generale se una persona è in una condizione di sottopeso, sovrappeso o obesità.
Purtroppo, l’IMC non tiene conto di tutte le differenze tra gli individui, né indica pienamente i rischi per la salute. Ad esempio, l’IMC non indica la quantità di grasso corporeo e non tiene conto delle differenze individuali in base all’età, alla cultura e all’ubicazione. Questo è importante, perché tutti questi fattori, e altri ancora, possono influire sullo stato della salute. In definitiva, ciò significa che l’uso esclusivo del peso e dell’IMC per determinare il benessere di un individuo può far perdere di vista il “quadro generale” dello stato di salute, con un impatto negativo sul risultato finale.
Se si sta studiare un piano nutrizionale mirato, questi parametri da soli potrebbero non fornire informazioni sufficienti sulla salute generale e sui livelli di forma del paziente. Molti nutrizionisti e dietologi usano il metro per prendere le misure fisiche dei loro pazienti in diversi momenti del loro percorso di benessere, il che può rivelare come la loro composizione corporea stia cambiando al di là della bilancia. Ma facendo un ulteriore passo avanti, i parametri della composizione corporea posso dare una comprensione più accurata di come il corpo si sta trasformando in reazione al piano dietetico.
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Che informazione danno i parametri sulla composizione corporea dei pazienti?
I parametri forniti dall’analisi della composizione corporea possono aiutare i nutrizionisti a valutare lo stato nutrizionale attraverso una lente più olistica. È particolarmente importante tenere presente la composizione corporea dei pazienti quando si elabora un piano nutrizionale perché, proprio come per il peso, i parametri della composizione corporea possono cambiare in base alla genetica, all’ambiente, allo stile di vita e all’età. Se utilizzati insieme all’anamnesi e alle abitudini alimentari, i dati sulla composizione corporea forniscono informazioni dettagliate che consentono di comprendere meglio lo stato nutrizionale attuale dei pazienti, aiutandoli a creare un piano d’azione più mirato per rispondere alle loro specifiche esigenze di salute e nutrizione.
Le situazioni più comuni che i parametri della composizione corporea possono aiutare i nutrizionisti a individuare sono le seguenti:
- Diminuzione della densità ossea
- Diminuzione della massa muscolare
- Elevata percentuale di grasso corporeo
I medici possono anche utilizzare i dati sulla composizione corporea per valutare il rischio di patologie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e il cancro. In definitiva, i dati sulla composizione corporea forniscono un’analisi non solo del peso guadagnato o perso, ma di molteplici fattori, che possono aiutare a capire come il peso sia correlato alla salute generale dei pazienti.
Massa muscolare
Uno dei fattori di salute più importanti che viene trascurato quando si utilizzano il peso e l’IMC è la massa muscolare, ovvero la quantità di tessuto muscolare magro presente nel corpo. Questo parametro può essere utilizzato per valutare i progressi nella gestione del peso, poiché i muscoli tendono a pesare molto di più del tessuto adiposo, il che significa che un paziente potrebbe fare molti progressi nell’aumento dei muscoli ma non vederli sulla bilancia (o viceversa). Conoscere la massa muscolare dei pazienti può anche aiutare a identificare problemi come la sarcopenia (deperimento muscolare) negli anziani, in modo da poter decidere se sia opportuno un intervento nutrizionale più mirato.
Massa grassa
Un altro dato sulla composizione corporea che può essere utilizzato dai nutrizionisti è la massa grassa, ovvero la quantità di tessuto adiposo presente nel corpo. L’analisi della composizione corporea mostra la quantità di tessuto grasso (o adiposo) e si può anche distinguere tra i vari tipi di grasso (ad esempio, il grasso viscerale che circonda gli organi nell’addome e il grasso sottocutaneo che si trova sotto la pelle). Questo è estremamente importante perché questi due diversi tipi di tessuto adiposo sono entrambi collegati a una serie di effetti sulla salute differenti, ma il grasso viscerale è molto più difficile da individuare rispetto al grasso sottocutaneo senza la tecnologia di analisi della composizione corporea.
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Percentuale di grasso corporeo
L’analisi della composizione corporea fornisce anche informazioni sulla quantità di tessuto muscolare e di tessuto adiposo dei clienti, che possono essere utilizzate per valutare esattamente i progressi che si stanno facendo per raggiungere i loro obiettivi di salute, non solo di peso. Si tratta di un’analisi più approfondita rispetto alla sola misurazione del peso corporeo, soprattutto se si considera che i muscoli e il grasso hanno un impatto diverso sul peso.
Altre informazioni utili che si possono ottenere dalle misurazioni della composizione corporea
Infine, i parametri della composizione corporea possono essere utilizzati in molti altri modi per rispondere alle esigenze generali di salute dei pazienti. Ad esempio, utilizzando le scansioni DEXA, i nutrizionisti possono dare controllare la densità ossea, il che può aiutare a valutare lo stato di denutrizione e, se necessario, a impostare gli interventi nutrizionali appropriati, che sono particolarmente importanti per gli anziani che soffrono di osteoporosi. I nutrizionisti e i dietologi possono anche utilizzare i parametri della composizione corporea per conoscere la percentuale di acqua corporea totale.
Come vengono misurate le circonferenze
Le circonferenze sono indicatori delle misure trasversali dei segmenti corporei. Per quanto riguarda gli arti, è sufficiente misurare su un solo lato del corpo.
- Si misura a metà del braccio partendo dall’acromion della scapola all’olecrano del gomito. Si segna il punto a metà del braccio ed in quella zona si prende la circonferenza.
- Si può prendere la misurazione dopo la massima inspirazione e la massima espirazione per misurare la variazione toracica data dalla capacità polmonare.
- La circonferenza della vita si misura in piedi, mantenendo rilassato l’addome con le braccia lungo i fianchi. La circonferenza della vita è un indicatore del grasso corporeo addominale, che è uno dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
- La circonferenza dei fianchi si misura da in piedi.
Strumenti utilizzati dai nutrizionisti
Nel campo della nutrizione, l'accuratezza delle misurazioni corporee è essenziale per creare piani alimentari personalizzati e monitorare i progressi nel tempo. Gli strumenti utilizzati dai nutrizionisti, come l'impedenziometria, l'adipometro e la calorimetria indiretta, consentono di ottenere dati precisi sulla composizione corporea e sul metabolismo.
Impedenziometria
L'impedenziometria è una tecnica non invasiva che misura la resistenza elettrica del corpo per determinare la composizione corporea, in particolare la quantità di massa magra, massa grassa e acqua corporea. Durante una misurazione, vengono inviati impulsi di corrente a bassa intensità attraverso il corpo, e il dispositivo calcola la resistenza offerta dai tessuti. L’impedenziometria si basa sulla differente resistenza che i tessuti corporei offrono al passaggio di corrente elettrica. I muscoli sono buoni conduttori di elettricità, mentre il grasso offre maggiore resistenza.
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L’impedenziometria è fondamentale per il nutrizionista, poiché offre una valutazione precisa della composizione corporea del paziente. Questi dati sono essenziali per personalizzare la dieta, monitorare i cambiamenti nel tempo e valutare l’efficacia di un piano alimentare. Oltre alla composizione corporea, l'impedenziometria fornisce dati sullo stato di idratazione e sul metabolismo basale, due parametri vitali per l'elaborazione di diete personalizzate.
Adipometro
L’adipometro è uno strumento che consente di misurare lo spessore del grasso corporeo sottocutaneo in diverse aree del corpo. Viene utilizzato per stimare la percentuale di massa grassa, un parametro utile nella valutazione della composizione corporea. L’adipometro è uno strumento pratico e semplice da usare. È utile per monitorare la perdita di grasso corporeo durante i percorsi nutrizionali, in particolare quando l'obiettivo è ridurre la massa grassa senza compromettere la massa muscolare.
Plicometro
Il plicometro è uno strumento che permette di misurare lo spessore delle pieghe cutanee in punti specifici del corpo, come addome, braccia e cosce.
Metro da sarto
Il metro da sarto è utilizzato per misurare la circonferenza di diverse aree del corpo, come vita, fianchi, cosce e braccia. Il metro è essenziale per monitorare il cambiamento nella distribuzione del grasso corporeo.
Body scanner 3D
Il body scanner 3D è una tecnologia avanzata che crea una mappa tridimensionale del corpo, analizzando in dettaglio la distribuzione della massa corporea. Questa tecnologia consente di monitorare anche i più piccoli cambiamenti nella composizione corporea. Offre una valutazione molto precisa, utile soprattutto per pazienti che richiedono analisi approfondite e personalizzate della loro composizione corporea.
Gli strumenti descritti in questo articolo si completano a vicenda, offrendo un quadro completo della composizione corporea e delle necessità metaboliche del paziente. Nel suo lavoro di routine il Biologo Nutrizionista dovrebbe sempre disporre di strumenti affidabili, precisi e certificati laddove la certificazione è prevista dalle normative. Questo è fondamentale per effettuare valutazioni accurate e garantire un servizio di qualità al paziente.
Strumenti essenziali per un biologo nutrizionista
Partendo dall’analisi della composizione corporea per arrivare alla gestione ottimizzata dei dati clinici, ogni strumento in uso al nutrizionista biologo ha un ruolo chiave nella pratica nutrizionale. In particolare vediamo il bioimpedenziometro, bilancia professionale, plicometro, il metro e il software per la gestione dietetica e cartella clinica digitale. Scegliere gli strumenti essenziali per un biologo nutrizionista è di fondamentale importanza per evitare di spendere soldi (e tempo) inutilmente.
Bioimpedenziometro
Il bioimpedenziometro per nutrizionisti è uno strumento largamente utilizzato per l’analisi della composizione corporea tramite bioimpedenziometria (BIA, Analisi dell’Impedenza Bioelettrica). Il suo funzionamento si basa sul passaggio attraverso il corpo del paziente di una corrente elettrica a bassissima tensione tramite la quale è possibile procedere alla misurazione dell’impedenza, ossia la misura di quanto i tessuti attraversati si oppongono al flusso di corrente. Tessuti idratati e ricchi di elettroliti, come la massa magra (muscolo), conducono l’elettricità più facilmente (quindi con bassa impedenza), mentre il tessuto adiposo, povero di acqua, conduce meno (alta impedenza).
Solitamente i bioimpedenziometri sono forniti di software per il calcolo dei parametri di output dello strumento i quali richiedono di inserire alcuni dati paziente-specifici come come altezza, peso al momento dell’esame, età e sesso del paziente. Introdotti questi dati l’apparecchio elabora i valori di resistenza e reattanza misurati e con questi produce una stima della composizione dei vari compartimenti corporei: restituisce quindi una percentuale di massa grassa, massa magra (muscolare), acqua corporea totale (suddivisa in intra- ed extra-cellulare) e altri parametri come il metabolismo basale o l’angolo di fase.
L’esame bioimpedenziometrico va tenuto in considerazione in maniera integrata con altri tipi di valutazione morfo-funzionale del paziente e non preso isolatamente come un esame che può avere un valore decisivo di per se. Le stime ottenute dall’esame bioimpedenziometrico vanno integrate con altri dati e analizzate criticamente dal professionista biologo nutrizionista affinchè esse diventino strumento adeguato per orientare un trattamento dietetico in maniera opportuna.
L’utilizzo pratico del bioimpedenziometro è semplice e non invasivo e questo è l’aspetto a favore dell’uso di questo strumento: a seconda del tipo di dispositivo, il paziente può stare in piedi su elettrodi metallici posti su una bilancia o disteso con elettrodi applicati a mani e piedi. La bioimpedenziometria a mio avviso andrebbe sempre fatta con apparecchi che prevedono la posizione sdraiata attendendo circa 5 minuti con il paziente sdraiato sul lettino prima di procedere all’esame affinchè l’acqua corporea possa distribuirsi uniformemente nei vari compartimenti corporei. Il risultato viene fornito dallo strumento in pochissimi secondi con un report dettagliato degli output citati sopra.
Vantaggi: La bioimpedenziometria è molto apprezzata per la sua praticità e per la sua velocità. Come già detto questo esame non è invasivo ed è molto rapido e ripetibile nel tempo senza rischi per il paziente (tranne casi specifici in cui è opportuno non procedere all’esecuzione dell’esame come nel caso delle donne in gravidanza oppure nel caso di persone con epilessia, ma non tutti i pareri sono concordi con il dire che, in presenza di epilessia, non bisogna procedere all’esame.
Limiti: Nonostante i suoi vantaggi, la BIA può presentare alcuni limiti di accuratezza. E’ noto infatti che quelle fornite dal bioimpedenziometro sono stime che dipendono da equazioni predittive tarate su popolazioni di riferimento: ciò significa che in soggetti con caratteristiche molto differenti (ad esempio atleti di alto livello, anziani sarcopenici o persone con obesità severa) l’accuratezza può diminuire. Inoltre, la misurazione può essere influenzata dallo stato di idratazione e da altri fattori fisiologici: per ottenere risultati confrontabili nel tempo, è necessario standardizzare le condizioni di esame (ad esempio eseguire la misura sempre lontano da attività fisica intensa, cosa non sempre possibile o facile). In ogni caso il bioimpedenziometro è, a mio avviso, un ottimo alleato del biologo nutrizionista nella valutazione complessiva del paziente considerata la sua semplicità d’uso.
Bilancia professionale
Un altro tra gli strumenti essenziali per un biologo nutrizionista è certamente la bilancia professionale per nutrizionisti è forse lo strumento più basilare ma insostituibile nello studio del nutrizionista. A differenza di una comune bilancia casalinga una bilancia medica professionale offre sicuramente una maggiore precisione, robustezza e affidabilità, ed è specificatamente progettata per un uso intensivo in ambito clinico. Molti modelli professionali sono omologati (in classe III) secondo la normativa metrologica per uso medico, il che garantisce margini di errore contenuti.
Bisogna inoltre attenzionare la portata massima che generalmente dovrebbe attestarsi intorno ai 150kg meglio se 200 kg. Inoltre la sensibilità della misura dovrebbe arrivare intorno ai 50-100 grammi.
Plicometro
Il plicometro è a tutti gli effetti uno dei più importanti strumenti essenziali per un biologo nutrizionista. Esso serve per la valutazione antropometrica del paziente e viene utilizzato per misurare lo spessore delle pliche cutanee, ossia del grasso sottocutaneo in specifici punti del corpo ben definiti in letteratura. Il biologo nutrizionista dovrà quindi individuare precisi punti di repere sul corpo del paziente che generalmente sono siti standardizzati come il tricipite (parte posteriore del braccio), la regione sottoscapolare (sotto la scapola), l’area sovrailiaca (fianco sopra la cresta iliaca), l’addome, la coscia.
In ognuno di questi punti il nutrizionista deve sollevare una plica cutanea (pelle e tessuto adiposo sottostante) con pollice e indice cercando di staccare la plica dalla fascia muscolare sottostante che non deve essere inclusa nella misurazione. È buona pratica in studio effettuare più misurazioni per ciascuna plica (almeno due ma, ancora megli, tre in rapida successione) e considerare la media delle misurazioni stesse, specialmente se i valori differiscono leggermente.
I valori di spessore (misurati in mm) ottenuti dalle misurazioni plicometriche vengono inseriti in apposite equazioni predittive oppure confrontati con tabelle di riferimento per stimare la percentuale di massa grassa corporea. La logica è che esiste una correlazione tra il grasso sottocutaneo misurato e il grasso totale: formule sviluppate su ampie popolazioni (differenziate per sesso, età, livello di attività) permettono di convertire la somma delle pliche in densità corporea e poi in percentuale di grasso corporeo (% di massa grassa).
Ma oltre alla percentuale di grasso, la plicometria fornisce importanti informazioni sulla distribuzione del tessuto adiposo: confrontando i valori delle diverse pliche, si può capire se il paziente accumula più grasso in certe zone (addome vs. arti, ad esempio) - un dato utile sia per ragioni estetiche sia per valutare il rischio metabolico associato a depositi adiposi viscerali o centrali. In termini più pratici, spesso il nutrizionista usa il plicometro “semplicemente” per monitorare i cambiamenti del paziente nel tempo: una riduzione graduale dello spessore delle pliche nel tempo indica una perdita di grasso sottocutaneo in quelle sedi, coerente con un dimagrimento; viceversa, pliche stazionarie suggeriscono che il peso perso potrebbe provenire da altri compartimenti (acqua o muscolo) e non da grasso.
Centimetro a nastro
Il centimetro a nastro è uno strumento semplice ma fondamentale per il biologo nutrizionista nella valutazione delle circonferenze corporee. Le misurazioni antropometriche con il centimetro permettono di raccogliere dati importanti fornendo indicazioni utili sia per la stima dello stato nutrizionale che per il monitoraggio dell’andamento di un intervento dietetico. Sebbene possa sembrare uno strumento molto (forse troppo) basilare rispetto ad apparecchi più sofisticati come il bioimpedenziometro o il plicometro, in realtà è uno strumento fondamentale che se usato con metodo e precisione, permette di monitorare i cambiamenti corporei nel tempo, migliorando la personalizzazione degli interventi nutrizionali e l’efficacia del trattamento nutrizionale.
Software per la nutrizione
Principali funzioni: un buon software per la nutrizione consente innanzitutto di creare diete personalizzate in modo efficiente, partendo dai fabbisogni calorici e nutrizionali del paziente che vengono rilevati in seguito ad attenta anamnesi e consulenza nutrizionale in studio. Il professionista può inserire nel software i dati antropometrici, gli obiettivi (es. perdita di peso, aumento massa muscolare, gestione di una patologia metabolica) e le preferenze alimentari del paziente eventualmente indicando allergie e intolleranze presenti; il software generalmente dispone di un database di alimenti completo di valori nutrizionali (calorie, macronutrienti, micronutrienti) aggiornati secondo le tabelle di composizione degli alimenti e le linee guida nazionali (ad esempio LARN - Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) e secondo vari Database nutrizionali disponibili in letteratura.
In base a questi dati, il programma calcola automaticamente il bilancio energetico e la ripartizione dei nutrienti, aiutando il nutrizionista a bilanciare i pasti e a rispettare eventuali vincoli dietetici imposti dal professionista come ad esempio una limitazione dell’apporto di sodio oppure una limitazione nel quantitativo di proteine (come avviene nelle nefropatie severe). E’ utile però ricordare che il software di per se non creerà mai diete pronte per il paziente ma il biologo nutrizionista dovrà apportare un elevato livello di personalizzazione alle diete all’interno del software perchè dal software non potranno mai uscire piani alimentari che possono essere copiati e incollati per i pazienti (cosa che sarebbe deontologicamente molto scorretta oltre che clinicamente pericolosa per un paziente). Quindi è necessario che i nuovi biologi nutrizionisti abbandonino l’idea che per stilare una dieta basta avere un software perchè, sin dal primo utilizzo, si accorgeranno che la realtà è qualcosa di ben diverso.Quasi tutti software in commercio oggi permettono di elaborare schemi dietetici su più giorni o settimane, generare menu variati, modificare più o meno rapidamente le porzioni o gli alimenti se occorre un aggiustamento.
Tabella riassuntiva degli strumenti e loro utilizzo
| Strumento | Utilizzo | Vantaggi | Limitazioni |
|---|---|---|---|
| Bioimpedenziometro | Analisi della composizione corporea (massa grassa, massa magra, acqua corporea) | Non invasivo, rapido, ripetibile | Accuratezza influenzata da fattori fisiologici, stime basate su equazioni predittive |
| Bilancia professionale | Misurazione del peso corporeo | Precisione, robustezza, affidabilità | Nessuna informazione sulla composizione corporea |
| Plicometro | Misurazione dello spessore delle pliche cutanee | Informazioni sulla distribuzione del tessuto adiposo | Dipende dalla precisione dell'operatore |
| Centimetro a nastro | Misurazione delle circonferenze corporee | Semplice, economico, monitoraggio dei cambiamenti nel tempo | Nessuna informazione sulla composizione corporea |
| Software per la nutrizione | Creazione di diete personalizzate, calcolo del bilancio energetico | Efficiente, database di alimenti, personalizzazione | Necessità di competenze professionali per l'uso corretto |
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