Ogni anno, il primo ottobre è dedicato alla promozione di uno stile di vita alimentare basato su cibi vegetali. Il primo ottobre di ogni anno si celebra il World Vegetarian Day, una giornata interamente dedicata al vegetarianismo (o vegetarismo). Istituita nel 1977 dalla North American Vegetarian Society, questa ricorrenza mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui benefici di una dieta basata prevalentemente su alimenti vegetali.
Il nuovo Rapporto Italia, presentato pochi giorni fa a Roma da Eurispes, fotografa un paese che vede aumentare - anche se con estrema lentezza - il numero di chi sceglie di mangiare vegetariano e vegano. Che si tratti di una scelta etica, ecologica o salutistica, il vegetarianismo è diventato una pratica sempre più diffusa in tutto il mondo, Italia compresa.
Quanti sono i Vegani e Vegetariani in Italia?
Ma quanti sono i vegetariani in Italia? Il Rapporto Italia 2024 di Eurispes, pubblicato a maggio, evidenzia un cambiamento significativo nelle abitudini alimentari degli italiani. A dichiarare di essere vegetariani è il 7,2%, seguiti dal 2,3% di chi si dichiara vegano. Il 5% dichiara di essere stato vegetariano in precedenza. Sommando queste due categorie, il 9,5% degli italiani adotta una dieta priva di carne o di tutti i prodotti animali. Un dato in crescita rispetto al 6,6% registrato nel 2023.
Nel complesso, dunque, il 9,5% della popolazione dai 18 anni in su non mangia carne, un dato che coincide con quanto rilevato lo scorso anno. Il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-0,6%), ma con valori in crescita rispetto agli anni che vanno dal 2017 in poi. D’altro canto, coloro che si dichiarano vegani sono in aumento rispetto al 2024 (2,9%, con un aumento dello 0,6%): dall’analisi della serie storica (2014-2015) sembra che, negli ultimi anni, si possa iniziare a considerare il valore percentuale intorno al 2-3% come un valore consolidato nella popolazione, se si esclude il calo del 2022.
I vegani in Italia rappresentano il 2,4% della popolazione, pari a 1,4 milioni di persone. I vegetariani, invece, che si limitano a escludere la carne, sono il 4,2% della popolazione italiana (2,4 milioni). Complessivamente, quindi, il 6,6% dei residenti italiani oggi non mangia carne e pesce.
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Da una parte in modo positivo: nessuna flessione negativa, nonostante i continui tentativi mediatici e politici di rendere più complicate le cose, passando anche messaggi contraddittori o di allarme sulla salute di chi esclude carne e latticini dalla propria alimentazione. Dall’altra, non è possibile non rilevare l’estrema fatica che il messaggio sulla filosofia vegan impiega a raggiungere la popolazione, nonostante la presenza sempre maggiore di prodotti, ma anche di spazi online nei quali questa alimentazione viene spiegata e promossa.
Vantaggi Percepiti
Ma quali sono i vantaggi percepiti da chi segue una dieta vegetariana o vegana? Secondo il Rapporto Eurispes, l'86,4% degli intervistati afferma di sentirsi in una condizione fisica migliore, mentre il 73,3% ritiene che seguire una dieta priva di carne aiuti a mantenere più facilmente il peso forma. Un altro aspetto interessante è che il 66,5% dichiara di aver acquisito una maggiore creatività in cucina, trovando nuove ricette e combinazioni di alimenti.
Sfide e Difficoltà
Tuttavia, non mancano le sfide. Il 39,8% degli intervistati che hanno adottato uno stile di vita vegetariano o vegano confessa di rimpiangere i sapori dei cibi tradizionali. Inoltre, il 63,8% riporta di sentirsi infastidito, qualche volta o spesso, dalla presenza di chi consuma carne o pesce.
Sul fronte delle dinamiche sociali, il 76,4% dei vegetariani e vegani ha dichiarato di aver vissuto episodi di intolleranza, sebbene con frequenze variabili. Insomma la questione vegefobica, ossia di quell’atteggiamento che vede una contrarietà pregiudiziale rispetto all’alimentazione vegetariana e vegana (soprattutto su quest’ultima) non sembra essere minimamente accantonata.
Tendenze Alimentari e Consumi
Tra le nuove tendenze alimentari, sono sempre più diffuse anche le diete “senza”, che escludono determinati ingredienti. Gli alimenti senza lattosio sono i più consumati (30,9%), seguiti da quelli senza zucchero (25%), senza glutine (21%), senza lievito (18,3%) e senza uova (13,8%). Curiosamente, sono soprattutto le persone che non sono intolleranti a prediligere questi prodotti, piuttosto che coloro che hanno una vera e propria intolleranza certificata. Oltre alle diete senza, altre tendenze stanno guadagnando terreno. Il 33,5% degli italiani consuma regolarmente mix di frutta secca e semi, il 25,2% utilizza alimenti proteici, il 23,5% fa uso di semi come lino, girasole e canapa, e il 22,6% si affida agli integratori alimentari.
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Sempre secondo Eurispes il 37,9% delle famiglie acquista alimenti e bevande plant based e il settore risulta uno dei più promettenti del comparto alimentare al punto che nel 2020 vantava un valore di oltre 12,8 miliardi di dollari. Capofila di questa tendenza è la fascia di popolazione compresa tra i 25 e i 34 anni, più incline ad abbracciare nuove abitudini. Abbastanza stabile il numero dei vegetariani.
Da uno studio europeo emerge come, sebbene la maggioranza dei consumatori europei si dichiari ancora onnivoro, sia in atto un importante cambiamento: il 51% dei consumatori di carne dichiara di stare attivamente riducendone il consumo. In questa ricerca l’Italia è risultata al primo posto in UE, insieme alla Germania, per la percentuale di persone (59%) che dichiara di mangiare meno carne. L’Italia è ai primi posti in UE anche per consumo e accettazione di proteine vegetali.
Il Ruolo della Ristorazione
Su questo fronte sembra muoversi anche la ristorazione, dove l'ormai archiviato exploit di ristoranti “all veg” lascia ormai spazio a forme più inclusive, dove proposte vegane e vegetariane si alternano in un menu tradizionale, che ricomprende carne e derivati animali. I piatti vegani presenti nei ristoranti di TheFork raggiungono per ora l’1,5% del totale: si parla di 269 ristoranti che rientrano sotto l’ombrello del tag “vegano” e che vedono la concentrazione maggiore al Centro con 82 attività, seguito dal Nord-Ovest con 71, Sud e Isole 78 e Nord-Est con 38. Le province con più locali veg-friendly sono Roma (30), Milano (22) e Napoli (14).
Impatto Ambientale e Sostenibilità
Il WWF, con la sua campagna Our Future, sottolinea anche che la salute umana non può prescindere da quella del Pianeta. “Per questo motivo, in un Pianeta in cui la popolazione è in crescita verticale, è indispensabile che il sistema alimentare globale sia sostenibile e per fare questo, i Paesi ad alto reddito devono ridurre drasticamente produzione (anche esternalizzata) e consumo di alimenti di origine animale.
Una dieta vegana bilanciata può offrire diversi benefici anche per la salute umana: tra questi una riduzione del rischio di malattie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. “Per ottimizzare questi benefici è, però, fondamentale: seguire la stagionalità degli alimenti (frutta e verdura di stagione hanno un profilo nutrizionale più ricco); scegliere metodi di coltivazione sostenibili, come il biologico (per ridurre l’esposizione cronica a residui di pesticidi); avere un apporto adeguato di nutrienti critici, come la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi omega-3 (spesso meno presenti negli alimenti vegetali).”
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Tabella: Dati Chiave sui Vegani e Vegetariani in Italia (2024)
| Categoria | Percentuale della Popolazione |
|---|---|
| Vegetariani | 7.2% |
| Vegani | 2.3% |
| Ex Vegetariani | 5% |
| Totale Veg (Vegetariani + Vegani) | 9.5% |
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