Fibromialgia e Alimentazione: Il Ruolo del Nutrizionista

Il tuo dolore cronico sta peggiorando e ti hanno consigliato di cominciare a curare l’alimentazione, ma vorresti capire quale sia la connessione tra fibromialgia e alimentazione? Hai letto che le abitudini alimentali possono influenzare il decorso clinico della fibromialgia e ti piacerebbe capire come e soprattutto a chi rivolgerti per impostare il tuo percorso nutrizionale? O sei semplicemente curioso di sapere quali sono i maggiori nutrienti di cui i soggetti affetti da fibromialgia sono carenti e vorresti sapere come si possono integrare? Non ti preoccupare! Prenditi cinque minuti e leggi questo articolo.

Attualmente non sono ancora note le cause della fibromialgia, ma è parere comune nella comunità medico-scientifica che la fibromialgia sia causata da fattori genetici ed ambientali concomitanti e colpisca maggiormente le donne. Tra le cause multifattoriali possono essere annoverate eventi stressanti come una malattia, un lutto familiare, un trauma fisico o psichico.

Ciò che è certo è che l'eziologia multifattoriale della fibromialgia rende difficoltoso la diagnosi in quanto molti sintomi sono specifici e comuni ad altre patologie muscoloscheletriche, endocrine e neurologiche, come la sclerosi multipla, che soltanto con test diagnostici mirati potranno essere distinti indirizzando verso una diagnosi di fibromialgia. Ho menzionato la sclerosi multipla in quanto quest’ultima è una delle patologie con la quale la fibromialgia può trovarsi in diagnosi differenziale.

Se anche tu ti ritrovi nella ricostruzione dei sintomi della fibromialgia o ti hanno diagnosticato questa condizione patologica, sappi che un’alimentazione studiata sulla tua condizione dolorosa ed elaborata dal nutrizionista di fiducia, potrà aiutarti a gestire la vita di tutti i giorni.

Il Ruolo del Nutrizionista nella Gestione della Fibromialgia

Nella difficile convivenza con la fibromialgia, è fortemente raccomandata la consulenza del nutrizionista per consigliare la scala alimentare idonea alla persona. In occasione della prima consulenza, il nutrizionista procederà ad una vera e propria indagine sul tuo complessivo stato di salute sulla base dei referti e delle indicazioni mediche a tua disposizione così come anche delle tue abitudini e del tuo stile di vita. In questa fase il nutrizionista potrà anche richiederti di tenere un diario alimentare per comprendere quali sono gli alimenti che contribuiscono ad amplificare la tua sintomatologia dolorosa e quali sono le tue sensazioni quotidiane.

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Come abbiamo visto, esiste una stretta connessione tra fibromialgia e alimentazione. Tengo a precisare che non esiste una dieta specifica che faccia guarire dalla fibromialgia. Sicuramente un regime alimentare pensato per i pazienti affetti da fibromialgia prevede una corretta integrazione di vitamine e antiossidanti.

Carenze Nutrizionali Comuni nei Soggetti con Fibromialgia

Infatti è emerso che nei soggetti che soffrono di fibromialgia sono molto frequenti casi di carenze vitaminiche e minerali quali:

  • Ferro
  • Selenio
  • Zinco
  • Magnesio
  • Vitamina D
  • Vitamina B12
  • Omega 3
  • Coenzima Q10

È stato riscontrato che il deficit di zinco influenza negativamente il recupero dal danno muscolare che nei soggetti affetti da fibromialgia è particolarmente evidente. Il magnesio, poi, è fondamentale per chi soffre di fibromialgia in quanto tale minerale aiuta il funzionamento del sistema nervoso e muscolare. A ciò si aggiunge anche la vitamina D, che ha, tra le tante funzioni virtuose, quella di ridurre l’infiammazione, insieme gli Omega 3 (acidi grassi essenziali con una potente azione antinfiammatoria), rafforzare il sistema immunitario e la normale funzionalità muscolare.

Per quanto concerne invece la vitamina B12, nei pazienti affetti da fibromialgia, è importante reintegrare questa vitamina in quanto è in grado di aumentare l’attenzione e il focus mentale e aiutare a produrre serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”. Inoltre, nei pazienti affetti da fibromialgia è stato riscontrata una malnutrizione proteica, una carenza problematica dal momento che gli aminoacidi ramificati come valina, leucina e isoleucina, regolano la sintesi proteica e possono essere fonte di energia per il muscolo.

Raccomandazioni Dietetiche per la Fibromialgia

Un’alimentazione corretta per pazienti affetti da fibromialgia dovrebbe prevedere una riduzione considerevole di tutti quei cibi che contengono ad esempio aspartato, glutammato, fruttosio libero, lattosio e altri. Tra le indicazioni alimentari consigliate nei casi di fibromialgia sicuramente una alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati è quella che maggiormente contribuisce a ridurre lo stato infiammatorio dell’organismo. Anche una dieta Low FODMAPs può avere un effetto antinfiammatorio, migliorando la salute intestinale.

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Quindi se sei affetto da fibromialgia, valuta la possibilità di eliminare alimenti come:

  • Frumento
  • Segale
  • Legumi
  • Latte e derivati
  • Fruttosio

Infatti capita spesso che i pazienti affetti da fibromialgia presentino anche problemi gastrointestinali che si sovrappongono ai vari disturbi, come la nausea, il dolore addominale, l’affaticamento, la stanchezza, il dolore cronico e i disturbi dell’umore. Tutto ciò suggerisce una possibile coesistenza tra fibromialgia e sensibilità al glutine. Ciò ha portato molti ricercatori a ipotizzare che una dieta priva di glutine potrebbe essere utile per i pazienti con fibromialgia.

Sicuramente non è facile individuare il regime alimentare più adatto in casi di fibromialgia, per questo motivo ti suggerisco di rivolgerti ad un professionista della nutrizione come un biologo nutrizionista per poter valutare insieme a lui quale siano gli alimenti più virtuosi da inserire nella tua dieta quotidiana, quali invece quelli da eliminare e quelli da ridurre. Inoltre, il biologo nutrizionista potrà anche consigliarti l’integrazione più corretta di vitamine per poter tenere sotto controllo la tua sintomatologia dolorosa da fibromialgia.

Innanzitutto precisiamo che non esiste una dieta specifica per questo problema. Tuttavia esiste una serie di accorgimenti nutrizionali da adottare per gestire e ridurre la sintomatologia tipica di questa patologia e migliorare la qualità di vita del paziente fibromialgico. Bisogna garantire un giusto apporto di minerali, vitamine e antiossidanti. Nei fibromialgici sono state evidenziate carenze di minerali, quali il ferro, selenio, zinco e magnesio (importante per la funzionalità del sistema nervoso e muscolare), di vitamina D (che, tra le varie funzioni, ha quella di ridurre l’infiammazione, garantire il trofismo muscolare e sostenere il funzionamento del sistema immunitario), di vitamina B12 (essenziale per il funzionamento dei mitocondri e per la formazione di serotonina a partire dal triptofano), di Omega 3 (acidi grassi essenziali con azione antinfiammatoria) e di coenzima Q10 (importante antiossidante).

Nei pazienti che soffrono di questa patologie inoltre si è osservata un frequente carenza di amminoacidi ramificati BCAA (valina, leucina, isoleucina) che forniscono energia ai muscoli e regolano la sintesi proteica e muscolare. Aspetto fondamentale di una corretta alimentazione, soprattutto nella Fibromialgia, è quindi il giusto apporto di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie (vitamina C, vitamina E, selenio, carotenoidi, licopene e polifenoli, omega 3, vitamina D). È dunque importante consumare un buon apporto di verdure, una giusta dose di frutta (senza esagerare), cereali non raffinati, frutta secca a guscio e semi e pesce azzurro.

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Bisogna anche considerare che alcuni elementi presenti nella nostra alimentazione, oppure un intestino danneggiato, possono ridurre l’assorbimento di tali preziosi nutrienti, ad esempio si è visto che un eccesso di fruttosio con la dieta riduce l’assimilazione del triptofano, precursore della serotonina; quindi attenzione all’assunzione di cibi contenenti dosi elevate di fruttosio (spesso è contenuto nei dolci o alimenti dolcificati e indicato negli ingredienti come HCFS, ovvero sciroppo ad alto contenuto di fruttosio).

Per quanto riguarda i consigli nutrizionale sono sicuramente da limitare l’impiego delle solanacee (pomodori, melanzane, patate, peperoni) che favoriscono reazioni di intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare; eliminare carni rosse favorendo il consumo di pesce, pollame, coniglio, uova, latticini e formaggi se non si hanno intolleranze al lattosio o colesterolo alto, mangiare molta frutta e verdura fresca di stagione, per l’azione antiossidante delle vitamine e per l’apporto di sali minerali. Ridurre al massimo l’apporto di sale per evitare la ritenzione di tossine e liquidi così come l’uso di spezie (pepe, peperoncino, cajenna, ecc.) ma si possono usare liberamente aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, salvia, rosmarino ed altri sapori. agiscono come neurotrasmettitori eccitatori e possono portare a neurotossicità se usati in eccesso. ( in molti soggetti fibromialgici si presenta di frequente ipersensibilità al glutine, causata dai disequilibri intestinali).

Ottimo l’impiego di cereali integrali ben cotti, preferibilmente senza glutine (come riso e mais, e poi grano saraceno, quinoa, amaranto, sorgo, teff, manioca). Grassi buoni come quelli contenuti nell’olio extravergine di oliva sono fondamentali. Controllo del peso corporeo: l’aumento del peso può favorire maggiormente l’amplificazione dei dolori muscolo-scheletrici. Tra i minerali non dimentichiamo l’importanza del magnesio. Le diete vegetariane sono caratterizzate da grandi quantità di alimenti vegetali ricchi di fibre, vitamine, minerali ed elementi antiossidanti.

Limitare l’uso di caffè e tè. Ammesso un bicchiere di vino ai pasti, meglio se rosso (ha proprietà antiossidanti). Si richiede sostegno integrativo tramite alimentazione o nutraceutica.

Dieta e Neurotrasmettitori nella Fibromialgia

Nella fibromialgia l’alterazione della modulazione del dolore sarebbe dovuta allo squilibrio dei neurotrasmettitori che intervengono nel controllo sovraspinale della nocicezione in particolare sarebbero presenti una diminuita attività dei neurotrasmettitori inibitori (noradrenalina ecc e un’aumentata attività di quelli eccitatori (sostanza P, glutammato e altri amminoacidi).

Approccio Interdisciplinare alla Fibromialgia

La fibromialgia è una malattia cronica complessa e proprio questa complessità rende assolutamente necessaria una presa in carico interdisciplinare, da parte di équipe composte da differenti figure professionali che collaborino in modo da affrontare tutti gli aspetti legati alla patologia. Il ruolo primario è quello del reumatologo che deve fare diagnosi e valutare la necessità di un trattamento farmacologico. La diagnosi di fibromialgia deve essere effettuata da personale medico specializzato. Molto spesso i sintomi sono considerati come immaginari o non importanti. Negli ultimi 10 anni è stata meglio definita attraverso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi. Questi studi hanno dimostrato che certi sintomi, come il dolore muscolo scheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points) sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose. La diagnosi di fibromialgia prevede la persistenza di dolore diffuso in sedi corporee simmetriche da almeno tre mesi, associato alla positività di almeno 11 dei 18 punti sensibili. E’ necessario valutare che il dolore non sia associato a nessun’altra patologia sottostante.

Diete Speciali e Fibromialgia

Diverse ricerche, in letteratura, hanno dimostrato che i radicali superossidi inducono una alterazione dei nocicettori attraverso una sensibilizzazione del sistema nervoso centrale e periferico e sono implicati nell’attivazione di diverse citochine come TNF alfa. Quindi una dieta ad elevato contenuto di antiossidanti potrebbe offrire una soluzione al dolore cronico di questi pazienti. Tra le varie diete testate negli ultimi anni c’è la Excitotoxin elimination diet: il glutammato è un diffuso neurotrasmettitore eccitatore per il Sistema Nervoso Centrale, diversi autori hanno ipotizzato che una esclusione di questa componente, in forma libera come in forma combinata, insieme all’esclusione dell’aspartame (potente eccitante mediante la regolazione del recettore NMDA) potesse ridurre i sintomi soprattutto legati al dolore della Fibromialgia. Gli alimenti in cui si fa largo uso di glutammato monosodico sono dadi da brodo, carne e verdure in scatola, salumi, prodotti congelati e liofilizzati ed alcuni piatti pronti. Spesso l’utilizzo di questo additivo viene mascherato dalle sigle che vanno da E620 a E625. Una attenta lettura delle etichette alimentari ci può aiutare in questo senso.

La letteratura suggerisce anche la Dieta gluten free, in quanto è ben noto che i pazienti affetti da Fibromialgia hanno spesso sintomi gastrointestinali come flatulenza, dolore addominale, alterazioni dell’alvo; tutti sintomi tipici della sindrome del colon irritabile alla quale è correlata; inoltre sempre più pazienti che soffrono di celiachia o di gluten sensivity sono diagnosticati per Fibromialgia.

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