Omogeneizzati: Benefici e Rischi per Adulti

Seguire un regime alimentare corretto è una buona abitudine che ci aiuta a vivere meglio e mantenerci in salute. Un’alimentazione corretta aiuta l'organismo a mantenersi in salute e riduce il rischio di malattie, anche gravi, come i tumori. Scegliere gli alimenti giusti può giocare un ruolo fondamentale nella lotta ai tumori.

Ma quali sono i cibi che aiutano a ridurre l’insorgenza di tumori? Nel rapporto tra alimentazione e tumori, ci sono alcuni cibi che sono più coinvolti nella prevenzione: i broccoli (ricchi di sali minerali come calcio, ferro, fosforo, potassio; vitamina C, B1 e B2; fibra alimentare), il pomodoro (ricchi di potassio, fosforo, vitamina C, vitamina K e folati) e l'aglio (aiuta a stabilizzare la circolazione sanguigna e la pressione, prevenendo disturbi cardiovascolari, diabete e colesterolo).

Omogeneizzati: Cosa Sono e Come Vengono Prodotti

Gli omogeneizzati sono alimenti di consistenza promiscua tra il solido e il liquido, utilizzati soprattutto per il divezzamento infantile. Non richiedono la masticazione, pertanto, più in generale, si rendono molto utili in caso di strutturazione dentaria incompleta. Gli omogeneizzati rappresentano dunque il cibo di passaggio tra l'alimentazione liquida del lattante e quella solida dell'infante svezzato, ma vengono anche impiegati nella nutrizione ospedaliera e in quella geriatrica.

Il processo di omogeneizzazione è ben più efficace rispetto ai precedenti, poiché sfrutta un metodo fisico necessario a semplificare e rendere del tutto UNIFORME l'alimento trattato. Di omogeneizzatori ne esistono vari tipi, anche se quello più classico è di certo la "valvola omogeneizzatrice". Questa funziona per conversione dell'energia potenziale (alta pressione e bassa velocità) in energia cinetica (bassa pressione e alta velocità); in pratica, l'alimento e l'acqua nel quale sarà diluito vengono immessi in un circuito ad alta pressione che possiede una valvola aperta in uno stretto orifizio; l'entità dell'apertura determina la dimensione dei frammenti e conferisce omogeneità tra di essi.

Il primo omogeneizzatore è stato inventato per la lavorazione del latte da un francese (Gaulin) nel XIX secolo. Infatti, per chi non lo sapesse, il latte crudo è un alimento particolarmente complesso e strutturato come una soluzione - sospensione. Il latte crudo tende quindi a separarsi in globuli di grasso e porzione idrica ma, applicando l'omogeneizzazione, le particelle lipidiche vengono distrutte e diluite in maniera uniforme. Lo stesso avviene nella produzione degli omogeneizzati: mentre frullando un alimento con l'acqua questo tende a separarsi, omogeneizzandolo si crea un equilibrio perfetto della soluzione-sospensione-emulsione.

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NB. Gli omogeneizzati sono considerati alimenti semi-solidi utili nell'alimentazione complementare al latte materno (detta divezzamento o svezzamento).

Composizione Nutrizionale degli Omogeneizzati

La composizione nutrizionale degli omogeneizzati varia sensibilmente a seconda del tipo di alimento. In teoria, dovrebbero essere prodotti da sole materie prime ed acqua, senza l'aggiunta di altro; tuttavia, in varie formule a base di frutta sono addizionati parecchi zuccheri semplici. Per quel che riguarda i nutrienti non energetici, gli omogeneizzati (nelle giuste porzioni) soddisfano appieno i fabbisogni di sali minerali (essenziali soprattutto il calcio e il fosforo) e di vitamine (da non trascurare l'apporto di vit. D e di quelle B1, B2 e PP). Inoltre, sono tutti poveri di colesterolo e di grassi saturi, e apportano qualche grammo di fibra alimentare.

A tal proposito, ricordiamo che il fabbisogno di fibre NON è paragonabile a quello dell'uomo e che, in caso di stipsi, è verosimile ipotizzare che si tratti di un elevato riassorbimento idrico nella porzione dell'intestino crasso.

In realtà, la funzione e la composizione degli omogeneizzati non è sempre la stessa e cambia notevolmente a seconda del momento e delle necessità nutrizionali. Le primissime formule, in genere a base di frutta, vengono somministrate intorno al 4-6° mese di vita (su indicazione del pediatra) ed hanno lo scopo di abituare il bambino ad una consistenza alimentare differente da quella liquida che, dal canto suo, è ancora ben presente (generalmente, in questa fase, gli omogeneizzati costituiscono SOLO un pasto su 4-5 totali). Più tardi (nella seconda fase), questi alimenti rappresenteranno una parte integrante della dieta complessiva e si alterneranno ad omogeneizzati di carne, pesce, verdura, cereali e legumi; da non dimenticare anche l'utilizzo di altri alimenti per la prima infanzia e l'integrazione con certi prodotti come olio extravergine di oliva, grana e tuorlo d'uovo, ma ancora una volta su consiglio del pediatra e solo a divezzamento ben avviato.

NB. Gli omogeneizzati devono essere gestiti sulla base delle esigenze nutrizionali e della dieta complessiva. Non si tratta di una fase ben gestibile senza l'appoggio di uno specialista e solo il pediatra è in grado di orientare i genitori verso l'introduzione corretta e graduale dei vari prodotti. Ciò è dovuto al fatto che le esigenze nutrizionali del bambino sono parecchio differenti rispetto a quelle di un adulto e cambiano rapidamente con l'accrescimento (addirittura tra un semestre e l'altro).

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Fabbisogno Nutrizionale Infantile

Per avere un'idea delle reali necessità dal 6° mese fino al primo anno di vita, di seguito è esposta una tabella estrapolata dai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti per la Popolazione Italiana) che riassume le nozioni più importanti di cui tenere conto.

NutrienteQuantità Raccomandata
B6 (mg)0.4
Vit. B12 (µg)0.5
Vit. C (mg)35
Folati (µg)50
Vit. A (R.E.) (µg)350

Rischi e Considerazioni Sulla Sicurezza

Le formule degli omogeneizzati sono studiate per apportare le giuste quantità di nutrienti all'organismo nella prima fase di accrescimento. Attenzione però! Ciò non significa che siano prodotti innocui o da gestire con leggerezza. Infatti, il bambino in divezzamento non possiede la stessa capacità di metabolizzazione di un organismo sviluppato e risulta particolarmente sensibile all'eccesso proteico e salino (con possibile sofferenza renale).

Inoltre, ricordiamo che negli omogeneizzati sono contenuti moltissimi tipi di alimenti, ma non tutti sono di tipo ipoallergenico (ovvero caratterizzati da una bassa probabilità di risposta immunitaria da parte dell'organismo). Personalmente, suggerisco sempre di evitare (quantomeno inizialmente, e soprattutto nei bambini con parenti affetti da allergie) la somministrazione di prodotti a rischio; è invece consigliabile prediligere omogeneizzati contenenti alimenti che potrebbero essere inseriti in una dieta ipoallergenica o elementare.

Ricordiamo che l'insorgenza di allergie alimentari nei bambini è strettamente correlata all'alimentazione della prima infanzia; alcuni fattori di rischio sono: assenza di latte materno, introduzione precoce (sempre <4° mese) o tardiva (sempre >6° mese) di alimenti solidi (tra i quali anche gli omogeneizzati), esclusione di certi prodotti entro il primo anno (ad esempio il pesce), mancanza di prebiotici ecc.

Pertanto, nella scelta dei primi omogeneizzati, oltre a tenere in considerazione l'eventuale presenza di allergie in famiglia, è anche molto importante rammentare che l'epidemiologia di queste condizioni è piuttosto importante e potrebbe sviluppare Cross-Reattività (sensibilità ad altri prodotti) o manifestarsi primariamente senza alcuna correlazione familiare.

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Controlli e Studi Sulla Salubrità

In teoria, trattandosi di cibi destinati principalmente all'alimentazione infantile, è logico dedurre che gli omogeneizzati siano strettamente e severamente controllati. La prima indagine sulla salubrità degli omogeneizzati ha preso in oggetto la misurazione degli estrogeni in quelli di carne, poiché considerati responsabili dell'insorgenza del telarca precoce nelle bambine (sviluppo delle mammelle prima dell'8° anno di vita). L'indagine ha avuto esito negativo e gli omogeneizzati sono stati considerati sicuri.

Secondo un approfondimento portato avanti da Beppe Grillo e due scienziati modenesi, alcuni omogeneizzati analizzati contenevano degli inquinanti ambientali pericolosi. Si tratta di metalli pesanti provenienti (forse) da termovalorizzatori (inceneritori di rifiuti). D'altro canto, nessuno ha potuto o ha voluto approfondire l'argomento e dopo l'ennesimo controllo da parte degli enti per la sicurezza alimentare (... si spera) la notizia è andata smentita.

Nonostante tutto, nel 2011, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha pubblicato una locandina nella quale CONSIGLIAVA l'utilizzo dei prodotti per la prima infanzia (tra i quali anche gli omogeneizzati) rispetto agli alimenti freschi. Secondo certi pediatri, gli omogeneizzati, essendo maggiormente controllati, risulterebbero addirittura più sicuri rispetto agli alimenti comuni.

Omogeneizzati Nello Svezzamento

Veri e propri cibi a misura di bambino, gli omogeneizzati sono fondamentali per soddisfare in maniera completa le esigenze nutrizionali del neonato, dallo svezzamento in poi. Lo svezzamento, ossia l’introduzione di cibi solidi nella dieta del lattante avviene in maniera graduale, dal quarto-sesto mese. E’ una pratica indispensabile, perché oltre all’aspetto nutrizionale, consente di acquisire una corretta masticazione e di aiutare lo sviluppo del linguaggio.

Solitamente i primi alimenti solidi introdotti nella dieta del neonato sono i cereali, seguiti da passati di verdure, purea di frutta e carne omogeneizzata. Gli alimenti che più frequentemente danno problemi di allergie, quali l’albume d’uovo e il pesce, sono invece somministrati dopo il primo anno di vita.

Anche se in questo periodo l'apparato gastrointestinale del bambino è più maturo e può accettare anche cibi solidi, è indispensabile che tali alimenti siano proposti nella forma più digeribile possibile. Non è quindi importante il tipo di carne ma il fatto che sia magra e omogeneizzata: le carni magre hanno un tessuto connettivo più fine che viene meglio frantumato con l'omogeneizzazione. Questo procedimento è davvero importante poiché dalla frantumazione delle fibre dipende il grado di digestione e assimilazione.

Vantaggi Rispetto Alle Preparazioni Casalinghe

Rispetto ai prodotti casalinghi, gli omogeneizzati industriali presentano diversi vantaggi. In primo luogo, la qualità delle materie prime. Quelle utilizzate per i prodotti per l’infanzia devono rispettare dei criteri di legge più severi di quelli disposti per i cibi destinati agli adulti. L’elevata meccanizzazione della produzione industriale, inoltre, fa sì che la contaminazione microbica sia più bassa rispetto alle preparazioni casalinghe, perché i cibi vengono toccati molto meno dalle mani.

I neonati sono particolarmente sensibili ai nitrati e ai nitriti, composti utilizzati come additivi ma anche naturalmente presenti nei vegetali a foglia verde. Essi possono rivelarsi particolarmente nocivi per i bambini, provocando il cosiddetto “morbo azzurro”, una sindrome da scarsa ossigenazione del sangue. In generale, questi composti sarebbero da limitare comunque nella dieta di tutti, poiché possono generare nell’intestino le nitrosammine, dei composti cancerogeni che vengono poi assorbite.

Attendendo i risultati dell’inchiesta avviata dalla Procura di Torino, medici e nutrizionisti hanno focalizzato l’attenzione non tanto sull’eventuale frode da parte delle aziende produttrici (le leggi in merito sono rigorose e l’attenzione riservata alla qualità delle materie prime è molto elevata), quanto su una dieta troppo monotona. Consumare sempre gli stessi alimenti è pericoloso per un adulto e si rivela alquanto deleterio per un bambino, il cui organismo non è ancora perfettamente sviluppato. Il rischio è di accumulare nel corpo una quantità elevata di sostanze dannose eventualmente presenti in carne e vegetali e assunte costantemente. Variando la dieta, invece, se ne introdurrebbero di meno, dando così all’organismo il tempo di smaltirle.

Il D.P.R. 128 del 1999 sancisce regole severe per gli alimenti destinati alla prima infanzia. In esso si specifica chiaramente che è vietata la loro produzione con materie prime che contengano ogm.

In conclusione, dopo aver attentamente vagliato i diversi aspetti legati all’alimentazione tramite la somministrazione di omogeneizzati industriali, si può dedurre che questi siano alimenti certamente sicuri dal punto di vista igienico e adatti a fornire, meglio delle preparazioni fatte in casa, le giuste quantità di nutrienti. Da integrare con alimenti freschi, gli omogeneizzati sono quindi un alimento perfettamente sicuro e adatto per il bambino dopo lo svezzamento.

La "Baby Food Diet" per Adulti

La continua nascita di nuovi trend quando si tratta di diete è sempre all'ordine del giorno. Oggi vogliamo parlavi di una moda, molto particolare, che impazza in quest'ultimo periodo: la Baby Food Diet. Ebbene sì, avete letto bene. Considerata la dieta dei vip e seguita con successo da star del calibro di Lady Gaga e Jennifer Aniston, questa dieta è stata importata in Italia dagli Stati Uniti, più precisamente dalla personal trainer di Madonna e Gwyneth Paltrow, Tracy Anderson.

Si tratta di pasti comodi, adatti a chi non ha tempo di mettersi ai fornelli a causa dei mille impegni quotidiani. Secondo le indicazioni di Tracy Anderson, per dimagrire con la Baby Food Diet bisognerebbe mangiare circa 14 omogeneizzati al giorno, uno per la colazione, uno per lo spuntino e cinque ciascuno a pranzo e cena. Molto semplice da seguire, bisogna alternare tra loro omogeneizzati di carne o pesce, verdure e frutta, fino al massimo di calorie necessarie per perdere peso. In questo modo, non solo risulta facile tenere sotto controllo quello che si mangia, ma si combattono gli attacchi di fame con le mini porzioni assunte in piccoli spazi di tempo.

La Baby Food Diet ha, almeno per il momento, riscontrato il consenso di medici e dietologi. I cibi per bambini, infatti, sono notoriamente più controllati e ricchi di tutti i nutrienti necessari per la crescita.

Il concetto di dieta, infatti, è molto ampio, soprattutto quando parliamo di una dieta sana. Mangiare in modo equilibrato non deve essere associato solamente all'obiettivo di perdere peso ma, soprattutto, alla capacità di scegliere gli alimenti giusti per il loro valore nutrizionale e trasformare il pasto in un piacere (tipico tra l'altro della cultura italiana, dove la cucina è sempre stata sinonimo di convivialità e socialità).

Dunque, volendo fare un esempio pratico, ad un omogeneizzato pronto di pesce, non sarebbe forse meglio preferire un filetto fresco, magari al vapore, condito con olio, limone ed erbe aromatiche, accompagnato da un contorno di verdure fresche di stagione? Insomma, è semplicemente una questione di scelte. La dieta mediterranea è l'esempio lampante di come mangiare sano, e allo stesso tempo di gusto, sia possibile.

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