Dieta degli Omogeneizzati: Pro e Contro

Gli omogeneizzati hanno sempre trovato grandi consensi da parte delle mamme per la loro praticità. Che siano a base di carne, pesce, frutta o verdure, gli omogeneizzati da sempre fanno parte della dieta dei più piccoli.

Cosa Sono gli Omogeneizzati?

Il baby food per eccellenza è l’omogeneizzato. La funzione dell’omogeneizzazione è quella di ridurre gli alimenti in particelle molto fini, rendendoli facili da ingerire senza masticazione e aumentando la loro digeribilità. Gli omogeneizzati sono alimenti di consistenza promiscua tra il solido e il liquido, utilizzati soprattutto per il divezzamento infantile; NON richiedono la masticazione, pertanto, più in generale, si rendono molto utili in caso di strutturazione dentaria incompleta.

Il processo di omogeneizzazione è ben più efficace rispetto ai precedenti, poiché sfrutta un metodo fisico necessario a semplificare e rendere del tutto UNIFORME l'alimento trattato (miscela di una sospensione priva di gradiente di concentrazione o di un'emulsione). Di omogeneizzatori ne esistono vari tipi, anche se quello più classico è di certo la "valvola omogeneizzatrice".

Questa funziona per conversione dell'energia potenziale (alta pressione e bassa velocità) in energia cinetica (bassa pressione e alta velocità); in pratica, l'alimento e l'acqua nel quale sarà diluito vengono immessi in un circuito ad alta pressione che possiede una valvola aperta in uno stretto orifizio; l'entità dell'apertura determina la dimensione dei frammenti e conferisce omogeneità tra di essi.

Il primo omogeneizzatore è stato inventato per la lavorazione del latte da un francese (Gaulin) nel XIX secolo. Infatti, per chi non lo sapesse, il latte crudo è un alimento particolarmente complesso e strutturato come una soluzione - sospensione. Il latte crudo tende quindi a separarsi in globuli di grasso e porzione idrica ma, applicando l'omogeneizzazione, le particelle lipidiche vengono distrutte e diluite in maniera uniforme.

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Lo stesso avviene nella produzione degli omogeneizzati: mentre frullando un alimento con l'acqua questo tende a separarsi, omogeneizzandolo si crea un equilibrio perfetto della soluzione-sospensione-emulsione.

NB. Gli omogeneizzati sono considerati alimenti semi-solidi utili nell'alimentazione complementare al latte materno (detta divezzamento o svezzamento).

Benefici degli Omogeneizzati

«Intanto i bambini, nei loro primi mille giorni di vita, hanno bisogno di proteine, vegetali, ma anche animali. Detto questo, gli omogeneizzati di carne, i primi che in genere vengono proposti al piccolo, assicurano un apporto nutrizionale assolutamente bilanciato. E sono altamente digeribili. Un vasetto da 80 g, ad esempio, corrisponde a 40 g di carne, ossia la quantità giusta per un bambino di un anno circa.

Nel passaggio dall'allattamento esclusivo alle prime pappe, è importante proporre al bambino cibi morbidi e vellutati, per evitare di creargli problemi di deglutizione. E in questo gli omogeneizzati sono l’ideale essendo sottoposti a controlli qualità davvero severi». Controlli che, per legge (n° 111 del 27/1/92 in cui è stata recepita la direttiva CEE 398 del 1989), coinvolgono l’intero processo produttivo: dalla scelta dei campi e dei pascoli più idonei fino alle tecniche di confezionamento.

Le formule degli omogeneizzati sono studiate per apportare le giuste quantità di nutrienti all'organismo nella prima fase di accrescimento. Inoltre, sono tutti poveri di colesterolo e di grassi saturi, e apportano qualche grammo di fibra alimentare. Per quel che riguarda i nutrienti non energetici, gli omogeneizzati (nelle giuste porzioni) soddisfano appieno i fabbisogni di sali minerali (essenziali soprattutto il calcio e il fosforo) e di vitamine (da non trascurare l'apporto di vit. D e di quelle B1, B2 e PP).

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Svantaggi e Considerazioni

Tuttavia, è importante chiedersi se l’omogeneizzato sia davvero necessario quando, intorno al sesto mese, l’intestino del lattante è già maturo e in grado di digerire tutti i nutrienti.

La crescente consapevolezza del valore dell’alimentazione corretta per la crescita del bambino ha portato a riconsiderare e limitare l’uso del baby food. L’omogeneizzato, il prodotto simbolo del baby food, riduce vari ingredienti a una consistenza cremosa uniforme, creando una “piattezza” tra i sapori. Inoltre, l’ingrediente principale in un omogeneizzato industriale è spesso presente in quantità molto basse, con una composizione che può includere solo il 20-30% di carne o pesce, acqua di cottura, verdure e amidi.

Gli alimenti specifici per l’infanzia devono rispettare standard qualitativi rigorosi fissati dalla legge, che prevedono limiti molto bassi per la presenza di pesticidi e micotossine. In teoria, trattandosi di cibi destinati principalmente all'alimentazione infantile, è logico dedurre che gli omogeneizzati siano strettamente e severamente controllati. Attenzione però! Ciò non significa che siano prodotti innocui o da gestire con leggerezza. Infatti, il bambino in divezzamento non possiede la stessa capacità di metabolizzazione di un organismo sviluppato e risulta particolarmente sensibile all'eccesso proteico e salino (con possibile sofferenza renale).

Inoltre, ricordiamo che negli omogeneizzati sono contenuti moltissimi tipi di alimenti, ma non tutti sono di tipo ipoallergenico (ovvero caratterizzati da una bassa probabilità di risposta immunitaria da parte dell'organismo).

Personalmente, suggerisco sempre di evitare (quantomeno inizialmente, e soprattutto nei bambini con parenti affetti da allergie) la somministrazione di prodotti a rischio; è invece consigliabile prediligere omogeneizzati contenenti alimenti che potrebbero essere inseriti in una dieta ipoallergenica o elementare. Ricordiamo che l'insorgenza di allergie alimentari nei bambini è strettamente correlata all'alimentazione della prima infanzia; alcuni fattori di rischio sono: assenza di latte materno, introduzione precoce (sempre <4° mese) o tardiva (sempre >6° mese) di alimenti solidi (tra i quali anche gli omogeneizzati), esclusione di certi prodotti entro il primo anno (ad esempio il pesce), mancanza di prebiotici ecc.

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Alternative: L'Autosvezzamento

Oggi molte famiglie preferiscono alimenti freschi e fatti in casa ai prodotti industriali per bambini. Parallelamente, molti pediatri promuovono il cosiddetto “autosvezzamento”, definito anche “alimentazione complementare a richiesta”. Contrariamente allo svezzamento tradizionale, l’autosvezzamento non prevede l’utilizzo di prodotti specifici per bebè come farine, liofilizzati e omogeneizzati.

L’autosvezzamento incoraggia il bambino a esplorare autonomamente il cibo, sviluppando il gusto, la coordinazione motoria e la capacità di autoregolazione. Seguire una modalità di svezzamento naturale, anche chiamato autosvezzamento, significa evitare ansia ai genitori, nel caso in cui il bambino non voglia mangiare.

L’autosvezzamento consiste nel rimettere il bambino al centro dello svezzamento, affidandosi alla sua capacità innata di autoregolazione e fidandosi delle sue competenze. Si può iniziare l’alimentazione complementare introducendo qualsiasi alimento salutare, non esistono tabelle rigide da seguire.

Principi dell'Autosvezzamento

  • Autonomia nell’approccio con il cibo: toccare e portare alla bocca è il suo modo per conoscere il mondo e con esso il cibo e nuove consistenze.
  • Autonomia nelle quantità di cibo mangiato: soprattutto nel primo anno di vita (ma anche dopo) il bambino sa benissimo autoregolarsi.
  • Autonomia nei gusti: difficilmente si presenteranno i segnali di una selettività alimentare prima dei 18 mesi, ma di sicuro le preferenze in termini di gusto possono essere ben evidenti già dalle prime pappe.

Contrariamente a quanto affermano tanti sostenitori incalliti dell’alimentazione complementare a richiesta, l’autosvezzamento non è per tutti. Il presupposto fondamentale è che i genitori abbiano uno stile alimentare bilanciato o che siano propensi a migliorarlo. Condizione che purtroppo in gran parte delle famiglie non è presente.

Tabella Nutrizionale di Riferimento (LARN)

Per avere un'idea delle reali necessità dal 6° mese fino al primo anno di vita, di seguito è esposta una tabella estrapolata dai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti per la Popolazione Italiana) che riassume le nozioni più importanti di cui tenere conto.

Nutriente Quantità Raccomandata
B6 (mg) 0.4
Vit. B12 (µg) 0.5
Vit. C (mg) 35
Folati (µg) 50
Vit. A (R.E.) (µg) 350

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