La presenza di proteine nelle urine, una condizione nota come proteinuria, indica un'eccessiva quantità di proteine nell'urina. Le cause possono essere molteplici e non sempre motivo di allarme; in molti casi, può trattarsi di una condizione fisiologica e normale. Tuttavia, in alcune situazioni, la proteinuria può essere sintomo di un danno renale più o meno grave.
Cos'è la Proteinuria?
Con il termine proteinuria si indica la presenza di proteine nelle urine, ovvero la fuoriuscita di proteine dal sangue attraverso i reni e la loro conseguente eliminazione nell’urina. In condizioni normali e nei pazienti sani, le proteine non dovrebbero essere presenti nelle urine, poiché i reni filtrano il sangue e riassorbono le proteine che sono necessarie per il corpo.
Semplificando, le proteine presenti nel flusso sanguigno sono composte da aminoacidi, alcuni prodotti dall’organismo (aminoacidi non essenziali) altri assunti solo attraverso la dieta (aminoacidi essenziali), fondamentali per le nostre funzioni vitali; se i reni non riescono a trattenerle e a separarle dalle sostanze di scarto da rimuovere tramite le urine, vuol dire che c’è qualcosa che non sta funzionando correttamente.
In alcune condizioni patologiche, i reni possono perdere la capacità di filtrare correttamente le proteine e consentirne la fuoriuscita nell’urina.
Cause della Proteinuria
Le cause della proteinuria possono essere diverse e non necessariamente gravi. Può accadere che una quantità minima di proteine (meno di 200 mg) e di albumina (meno di 30 mg) possano essere individuate nelle urine raccolte nell’arco di 24 ore.
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Un singolo caso isolato o temporaneo potrebbe non indicare nulla, ed essere frutto di una banale influenza, di un eccessivo sforzo fisico, dell’assunzione di alcuni farmaci, di una gravidanza in corso; una proteinuria alta reiterata e persistente nel tempo, invece, è in genere sintomo di un disturbo renale o di altre condizione patologiche, come:
- Il diabete
- L’ipertensione arteriosa
- La sindrome nefrosica
- L’insufficienza cardiaca
- La nefropatia diabetica
- L’amiloidosi
- La malattia del rene policistico
- La preeclampsia
La gravità della condizione può variare a seconda della causa sottostante, e può essere misurata attraverso un esame delle urine.
Esistono però situazioni in cui la proteinuria è sintomo di un danno ai reni più o meno grave, come le malattie dei glomeruli renali, piccoli "gomitoli" che filtrano il sangue a livello dei reni. Quando non funzionano correttamente, alcune proteine circolanti, principalmente l’albumina, possono passare nell’urina.
Proteinuria e Nefropatia Diabetica
La speranza di vita si allunga, il diabete esordisce - o viene diagnosticato - più precocemente. Complicanze che richiedono mediamente decenni per svilupparsi hanno quindi il tempo di arrecare danni agli organi. Nel caso della nefropatia diabetica l’estrema conseguenza è l’insufficienza renale terminale che richiede periodiche dialisi o un trapianto.
La presenza di piccole quantità di albumina nelle urine (microalbuminuria) è molto comune nelle persone con diabete e occorrono molti e molti anni perché la disfunzione renale diventi più seria come mostrato dalla presenza di proteine nelle urine (proteinuria).
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L’ipertensione arteriosa rappresenta un fattore importante per l’insorgenza e soprattutto per la progressione della nefropatia diabetica.
Nei pazienti ipertesi senza albumina nelle urine gli ACE-inibitori sarebbero in grado di ridurre, meglio di quanto non facciano i calcio-antagonisti, il rischio di sviluppare la microalbuminuria in pazienti con diabete di tipo 2 ipertesi (prevenzione primaria). Nelle persone ipertese con albumina nelle urine i farmaci ‘ARB’ che bloccano il recettore dell’angiotensina II, contribuiscono - a parità di valori pressori - a ridurre il rischio di evolvere verso la proteinuria. Anche nei pazienti con nefropatia conclamata una terapia antipertensiva riduce la progressione del danno renale (prevenzione terziaria).
Proteinuria in Gravidanza
Durante i 9 mesi di gestazione le donne incinte devono sottoporsi a continui esami, e la presenza di proteine nelle urine potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per la salute della futura mamma e del bambino. Non solo, una proteinuria alta è anche indice di malfunzionamento renale, va quindi controllata anche nei pazienti affetti da sintomi ascrivibili a disturbi renali o per coloro che sono in cura per patologie del genere, ad esempio se sottoposte a dialisi a causa di una insufficienza renale.
In soggetti senza malattia renale, i valori normali di proteine nelle urine dovrebbero essere inferiori a 150 mg al giorno, ma durante la gravidanza l’escrezione proteica urinaria aumenta notevolmente in maniera fisiologica. Che una proteinuria alta in gravidanza è normale, a patto che resti entro certi limiti massimi, oltre i quali potrebbe indicare un’infezione del tratto urinario (es. cistite) o condurre ad una diagnosi della summenzionata preeclampsia, una condizione che si verifica generalmente nel secondo o terzo trimestre e può causare aumento della pressione sanguigna, gonfiore alle mani e ai piedi, mal di testa e altri sintomi.
Nel dettaglio, si parla di proteinuria alta in gravidanza quando i valori superano i 300 mg al giorno.
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Detto questo, è importante ricordare che valori alti di proteine nelle urine durante la gravidanza potrebbero anche indicare la presenza di una malattia renale, primaria o secondaria, o di disturbi sistemici, come il diabete gestazionale o l’ipertensione.
Statisticamente, circa il 20-25% delle donne in gravidanza con ipertensione cronica, diabete mellito o malattia renale cronica sviluppa la preeclampsia. Per ridurre il rischio, le donne incinte dovrebbero seguire una dieta sana ed equilibrata, esercitarsi regolarmente, controllare regolarmente la pressione sanguigna e seguire le istruzioni del medico.
Sintomi della Proteinuria in Gravidanza
La proteinuria alta in gravidanza di solito non provoca sintomi evidenti, di conseguenza la condizione viene spesso rilevata durante un esame delle urine di routine o durante una visita medica.
Tuttavia, se la proteinuria è associata a una malattia renale o a un’altra condizione medica sottostante, possono presentarsi sintomi specifici correlati alla patologia in questione. Ad esempio:
- Gonfiore alle caviglie, ai piedi e al viso
- Aumento di peso improvviso
- Urine schiumose
- Affaticamento generale
- Perdita di appetito
- Stanchezza
- Aumento della pressione sanguigna
- Alterazioni del colesterolo nel sangue
- Mal di testa
- Visione offuscata
- Dolore addominale
- Nausea e vomito
Laddove si dovessero notare questi sintomi durante la gravidanza, è fondamentale non sottovalutarli e parlarne subito con il proprio medico.
Diagnosi della Proteinuria
Nella maggior parte dei casi la proteinuria è un disturbo che non dà sintomi specifici. Il modo migliore per individuare la proteinuria è quello di effettuare semplici esami di laboratorio.
Se i risultati dell'esame sono tali da escludere la causa "benigna", il medico potrà richiedere un altro campione delle urine del mattino o la raccolta delle urine nell’arco di 24 ore, così da eseguire delle misure più accurate.
Alcune persone dovrebbero controllare regolarmente la proteinuria e l’albuminuria.
Per la valutazione delle proteine nelle urine, occorre raccogliere un campione in un apposito contenitore pulito.
Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario (dall'inglese dip-and-read test strip, quindi basato sull'utilizzo di striscette reattive) viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche.
Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
Trattamento della Proteinuria
Per affrontare questo disturbo è importante comprendere la situazione complessiva della persona.
Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare, la causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.
Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.
In conclusione, il modo in cui affrontare questo disturbo dipende da una serie di fattori individuali e, soprattutto, dalla causa scatenante.