Proteinuria: Cause, Diagnosi e Trattamenti

Con il termine proteinuria si indica la presenza di quantità anomale di proteine nelle urine. Bassi livelli di proteine nelle urine sono da considerare normali. Per essere considerata nella norma, la quantità di proteine nelle urine non dovrebbe superare gli 8 mg/dl su campione occasionale e gli 80 mg nelle 24 ore.

Che cos’è la proteinuria?

La proteinuria è una condizione medica caratterizzata dalla presenza di proteine nelle urine in quantità superiori alla norma. Normalmente, i reni filtrano il sangue trattenendo le proteine essenziali e permettendo il passaggio di sostanze di scarto nelle urine. La proteinuria si verifica quando i reni non riescono a trattenere le proteine nel sangue, permettendo loro di passare nelle urine. Le proteine più comunemente rilevate nelle urine sono l’albumina e le globuline. Quando questo processo è compromesso, le proteine possono essere espulse attraverso le urine, indicando un possibile problema renale o sistemico. La presenza di proteine nelle urine può essere un segnale di danno renale o di altre condizioni mediche che influenzano la funzione renale.

Come Funzionano i Reni?

I reni ricevono il sangue che circola nel nostro organismo attraverso le arterie renali che si sfioccano in una matassa di piccolissimi vasi capillari (glomeruli) che formano un filtro per il sangue stesso. I reni hanno, tra i vari compiti, proprio quello di rimuovere attraverso questo filtro le scorie, l’eccesso di sali minerali ed acqua e riassorbire alcune sostanze tra cui le proteine, molecole molto importanti in vari processi biologici. I reni filtrano il sangue e tra i loro compiti è compreso quello di trattenere le proteine plasmatiche ed evitare che queste vengano escrete assieme ai prodotti di scarto con le urine e quindi perse. A livello renale, il sangue viene purificato dai prodotti di rifiuto e dalle sostanze presenti in eccesso, subendo una sorta di setacciatura; le maglie di questo finissimo setaccio vengono attraversate da numerose sostanze, che finiscono nel filtrato per essere poi riassorbite od espulse attraverso le urine, a seconda delle necessità biologiche. Tra tutte queste sostanze non rientrano le proteine, che fatta eccezione per quelle di minori dimensioni, risultano pressoché assenti nel filtrato e nell'urina.

  • Corpuscolo di Malpighi (formato da capsula di Bowman e glomerulo renale): si tratta di strutture altamente specializzate che filtrano il sangue mediante un meccanismo a barriera che, come un filtro, blocca le proteine plasmatiche di grandi dimensioni e permette il passaggio solo di quelle più piccole. Si forma così la pre-urina.
  • Tubulo renale: in questa struttura si ha il riassorbimento delle proteine di dimensioni più piccole che non sono state trattenute dai glomeruli, si trasforma così la preurina nell’urina definitiva.

Tipologie di Proteinuria

La proteinuria può essere classificata in diverse tipologie, tra cui:

  • Proteinuria transitoria: Temporanea e spesso causata da stress, esercizio fisico intenso o febbre.
  • Proteinuria ortostatica: Si verifica quando una persona è in posizione eretta e scompare quando è sdraiata. Si tratta di una condizione benigna e che si riscontra soprattutto negli adolescenti (si stima essere presente nel 5% di questa popolazione) e pressoché assente dopo i 30 anni. Si osserva proteinuria in presenza di una funzionalità renale conservata e, come suggerisce il nome, l’escrezione proteica nelle urine si ha esclusivamente in posizione eretta o seduta, mentre è assente in posizione distesa. Il motivo per cui accade è sconosciuto ma, trattandosi di un processo autolimitante, non deve indurre preoccupazione.
  • Proteinuria persistente: Indica un problema renale cronico e richiede ulteriori indagini mediche.

Cause della Proteinuria

Le cause della proteinuria possono essere diverse. La prima causa di proteinuria è il diabete, sia di tipo I che di tipo II, a cui segue l’ipertensione arteriosa. Le cause della proteinuria possono variare e includono:

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  • Malattie renali: Come la glomerulonefrite o la nefropatia diabetica. malattie dei glomeruli renali, che danneggiano le capacità del filtro glomerulare, possono essere congenite o acquisite su base immunologica (es. glomerulonefrite ad IgA, Glomerulonefrite membranosa, Glomerulosclerosi focale e segmentale) o svilupparsi nel corso di malattie sistemiche ( es.
  • Infezioni: Infezioni del tratto urinario o infezioni sistemiche.
  • Condizioni sistemiche: Come il diabete mellito o l’ipertensione.
  • Fattori temporanei: Stress fisico, febbre o esercizio fisico intenso. È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione.
  • Proteinuria da iperafflusso: ad esempio nel mieloma multiplo si ha un enorme produzione di alcuni tipi di proteine che, superando la capacità di riassorbimento dei reni, verranno ritrovate nelle urine. Proteinuria da iperafflusso: ad esempio nel mieloma multiplo si ha un enorme produzione di alcuni tipi di proteine che, superando la capacità di riassorbimento dei reni, verranno ritrovate nelle urine.
  • Altre cause: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, gotta e gravidanza.

Nei soggetti che soffrono di diabete e ipertensione, la presenza di proteine alte nelle urine è indice di una compromissione della funzionalità renale.

Proteinuria e Gravidanza

Quando una donna è in stato di gravidanza, è normale che si verifichi un lieve aumento delle proteine urinarie. In gravidanza un leggero aumento della presenza di proteine nelle urine è considerato normale, ma una proteinuria molto elevata può avere cause patologiche e dipendere ad esempio da infezioni urinarie, come le cistiti, la cui incidenza aumenta in gravidanza: se non si tratta di questo è possibile che sia indicativa di preeclampsia (gestosi), una grave condizione che si manifesta nella seconda metà della gestazione e caratterizzata da un’importante presenza di proteine nelle urine ed un innalzamento della pressione del sangue. alte concentrazioni di proteine nelle urine possono essere associate a pre-eclampsia. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione. preeclampsia, o gestosi. Una condizione piuttosto grave che può manifestarsi nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Si caratterizza per un aumento di pressione arteriosa, oltre che per proteinuria.

Sintomi della Proteinuria

Quando si presenta in maniera lieve o moderata, la proteinuria è generalmente asintomatica. La proteinuria spesso non presenta sintomi evidenti, specialmente nelle fasi iniziali. Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma. Tuttavia, in alcuni casi, possono manifestarsi:

  • Urine schiumose o spumose. Va specificato poi che il manifestarsi di urina schiumosa non deve essere automaticamente associato alla proteinuria, poiché possono esserci dei fattori che possono creare confusione nella percezione. nell’uomo, la possibile presenza di tracce di liquido spermatico.
  • Gonfiore (edema) in mani, piedi, addome o viso. edemi, in termini correnti gonfiore, non solo sulle estremità (specie piedi e caviglie) ma anche sul viso e sull’addome. La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
  • Aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica.

Diagnosi della Proteinuria

La proteinuria è generalmente scoperta mediante un esame urine standard magari effettuato per altri motivi. La diagnosi di proteinuria viene effettuata attraverso un’analisi delle urine, che può includere un test delle urine standard o un test delle urine delle 24 ore. Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario (dall'inglese dip-and-read test strip, quindi basato sull'utilizzo di striscette reattive) viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche. Il gold standard di riferimento per la diagnosi di proteinuria consiste nella misurazione quantitativa delle proteine urinarie nelle 24 ore. Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg). Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina. Se la proteinuria è confermata, ulteriori esami del sangue e test di imaging possono essere necessari per determinare la causa sottostante.

  • Albumina urinaria: è un test utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine. Questo test risulta spesso positivo in soggetti con proteinuria da diabete in quanto l’albumina urinaria rappresenta un indicatore precoce di danno renale.
  • Rapporto albumina su creatinina: la creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare che viene escreto nelle urine ad una velocità costante.
  • Urea e creatinina su campione di sangue: sono prodotti di scarto rilasciati nel sangue e che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine.
  • Velocità di filtrazione glomerulare: è un parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni.

Per la diagnosi sono richiesti due campioni di urine, uno raccolto mentre il paziente è in piedi ed uno dopo una notte di sonno (svuotando la vescica prima di andare a dormire). Per la valutazione delle proteine nelle urine, occorre raccogliere un campione in un apposito contenitore pulito.

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Quando viene prescritto questo test?

Il test per le proteine nelle urine può essere prescritto come esame di screening nel contesto delle analisi delle urine, quindi come una indagine di routine, ma non solo. Si richiede la misurazione della proteinuria, con intervalli regolari, il fine di monitorare pazienti che stanno seguendo terapie con farmaci che, almeno potenzialmente, determinano una compromissione della funzionalità renale.

Se scopro di avere proteinuria cosa mi aspetto?

N.B: Visto che il riscontro di proteinuria non sempre rappresenta una malattia renale, è molto importante verificare che non ci siano situazioni confondenti (es. Contaminazione da sangue (es. Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti che si riscontrano in particolari condizioni, come dopo uno sforzo fisico intenso o dopo una malattia. Possono essere utili degli esami di funzionalità renale (es. porre indicazione alla biopsia renale.

Trattamento della Proteinuria

Il trattamento della proteinuria varia a seconda della causa scatenante. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento. Il trattamento della proteinuria dipende dalla causa sottostante. Può includere:

  • Farmaci per controllare la pressione sanguigna o il diabete. Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica. proteine; tali farmaci vanno assunti dietro prescrizione medica.
  • Modifiche dello stile di vita, come una dieta a basso contenuto di sale e proteine.
  • Trattamenti specifici per malattie renali o altre condizioni mediche.

Quando Rivolgersi al Medico

È importante consultare un medico se si notano sintomi come urine schiumose, gonfiore inspiegabile o se si ha una storia di malattie renali o condizioni che possono influenzare la funzione renale. Segnali di allarme includono anche un improvviso aumento di peso o difficoltà respiratorie.

Prognosi e Possibili Complicanze

La prognosi della proteinuria dipende dalla causa sottostante e dalla tempestività del trattamento. Se non trattata, la proteinuria può portare a complicanze come l’insufficienza renale cronica. Quando la compromissione d'organo è ormai instaurata, la concentrazione delle proteine è generalmente associata alla gravità del danno; l'aumento della proteinuria nel tempo indica un peggioramento della condizione e un decremento della funzionalità renale.

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È possibile ridurre la proteinuria?

La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine. Negli individui in cui è già nota una nefropatia (es. rischia di evolvere. sviluppare complicanze cardiovascolari (es. verso un danno progressivo.

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