La proteinuria, termine medico che indica la presenza significativa di proteine nelle urine, può essere un segnale di danni renali o di altre condizioni mediche serie. In condizioni normali, i reni filtrano il sangue, trattenendo le proteine necessarie all'organismo e rilasciando nelle urine solo i prodotti di scarto. Pertanto, la presenza di proteine nelle urine richiede un'indagine accurata, specialmente se persistente.
Cos'è la proteinuria?
Per proteinuria si intende la presenza, all'esame delle urine o allo stick urine, di proteine in quantità superiori a tracce. Tracce di proteine allo stick urine non indicano una proteinuria significativa. Una piccola quantità di proteine nelle urine è normale, fisiologica.
Valori normali delle proteine nelle urine
Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. Per essere considerata nella norma, la quantità di proteine nelle urine non dovrebbe superare gli 8 mg/dl su campione occasionale e gli 80 mg nelle 24 ore.
Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti che si riscontrano in particolari condizioni, come dopo uno sforzo fisico intenso o dopo una malattia.
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Cause della proteinuria
Le cause della proteinuria possono essere diverse. In alcuni casi, questi valori possono aumentare temporaneamente, senza destare particolari preoccupazioni. Ciò può accadere, ad esempio, dopo un'attività fisica intensa o quando si è ammalati. L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza.
L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza. Oltre a queste circostanze meramente patologiche, sensibili rialzi delle concentrazioni proteiche urinarie possono associarsi anche a condizioni tutto sommato fisiologiche (si parla in questo caso di proteinuria transitoria).
La prima causa di proteinuria è il diabete, sia di tipo I che di tipo II, a cui segue l’ipertensione arteriosa. Nei soggetti che soffrono di diabete e ipertensione, la presenza di proteine alte nelle urine è indice di una compromissione della funzionalità renale.
La proteinuria può essere causata da:
- Malattie dei glomeruli renali, piccoli "gomitoli" che filtrano il sangue a livello dei reni.
- Nefropatia diabetica, conseguenza del diabete.
- Nefropatia membranosa, che interessa comunque i glomeruli e consiste in un inspessimento delle pareti dei capillari.
È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione.
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L'esposizione al freddo o al calore intenso, la febbre, gli stress emozionali severi e l'esercizio fisico strenuo (sia sportivo che lavorativo), possono infatti elevare significativamente la quantità di proteine riscontrata nel campione urinario.
Nelle donne in gravidanza, alte concentrazioni di proteine nelle urine possono essere associate a pre-eclampsia. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione.
Proteinuria ortostatica
La proteinuria ortostatica è una patologia relativamente comune nei bambini e nei giovani adulti, che si associa a perdite significative di proteine nell'urina durante la posizione eretta (ortostatica). Presumibilmente, tale condizione è legata all'aumento della pressione sui glomeruli renali, cosa che forza anche il passaggio delle proteine tra le maglie di questi filtri.
Nella posizione sdraiata (clinostatica), la pressione diminuisce e la perdita di proteine si riduce; i medici considerano questo disturbo di origine benigna, dato che nella grande maggioranza dei casi regredisce spontaneamente con la crescita.
Sintomi della proteinuria
Quando si presenta in maniera lieve o moderata, la proteinuria è generalmente asintomatica. I casi di lieve proteinuria decorrono in genere completamente asintomatici. Nella maggior parte dei casi la proteinuria è un disturbo che non dà sintomi specifici.
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Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma.
La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
In particolare, i bambini possono presentare gonfiore delle palpebre, delle caviglie, o dell'addome. Talvolta lamentano mal di pancia. Va specificato poi che il manifestarsi di urina schiumosa non deve essere automaticamente associato alla proteinuria, poiché possono esserci dei fattori che possono creare confusione nella percezione.
Ad esempio:
- nell’uomo, la possibile presenza di tracce di liquido spermatico.
Ad esempio:
- edemi, in termini correnti gonfiore, non solo sulle estremità (specie piedi e caviglie) ma anche sul viso e sull’addome.
Tuttavia, se la proteinuria è associata a una malattia renale o a un’altra condizione medica sottostante, possono presentarsi sintomi specifici correlati alla patologia in questione. Ad esempio:
- gonfiore alle caviglie, ai piedi e al viso;
- aumento di peso improvviso;
- urine schiumose;
- affaticamento generale;
- perdita di appetito;
- stanchezza;
- aumento della pressione sanguigna;
- alterazioni del colesterolo nel sangue;
- mal di testa;
- visione offuscata;
- dolore addominale;
- nausea e vomito.
Diagnosi della proteinuria
La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine. Il modo migliore per individuare la proteinuria è quello di effettuare semplici esami di laboratorio. Se i risultati dell'esame sono tali da escludere la causa "benigna", il medico potrà richiedere un altro campione delle urine del mattino o la raccolta delle urine nell’arco di 24 ore, così da eseguire delle misure più accurate.
Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario (dall'inglese dip-and-read test strip, quindi basato sull'utilizzo di striscette reattive) viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche.
In caso di proteinuria isolata, soprattutto negli adolescenti, deve essere sempre esclusa una proteinuria ortostatica. Questo richiede 2 campioni di urine. Il medico potrà anche richiedere esami di approfondimento come la misurazione della funzione renale, dell'assetto lipidico, delle proteine nel sangue, di indici infiammatori o un'ecografia renale.
Il gold standard di riferimento per la diagnosi di proteinuria consiste nella misurazione quantitativa delle proteine urinarie nelle 24 ore. Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina.
Quando viene prescritto il test?
Il test per le proteine nelle urine può essere prescritto come esame di screening nel contesto delle analisi delle urine, quindi come una indagine di routine, ma non solo. Si richiede la misurazione della proteinuria, con intervalli regolari, il fine di monitorare pazienti che stanno seguendo terapie con farmaci che, almeno potenzialmente, determinano una compromissione della funzionalità renale.
Quando una donna è in stato di gravidanza, è normale che si verifichi un lieve aumento delle proteine urinarie. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione.
Trattamento della proteinuria
Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa.
Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.
Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.
La proteinuria transitoria, intermittente o ortostatica non necessita di alcuna cura. La prognosi della proteinuria dipende dalla causa.
Come ridurre la proteinuria?
Per affrontare questo disturbo è importante comprendere la situazione complessiva della persona. In conclusione, il modo in cui affrontare questo disturbo dipende da una serie di fattori individuali e, soprattutto, dalla causa scatenante.
Assenza di proteine nelle urine
L'assenza completa o valori bassi delle proteine nelle urine non si associano di alcun particolare tipo di patologia. Per questo motivo, livelli bassi di questo parametro non devono destare alcun tipo di preoccupazione.
Tabella riassuntiva delle tipologie di proteinuria
| Tipologia di Proteinuria | Caratteristiche | Cause |
|---|---|---|
| Transitoria | Temporanea o intermittente, <1000 mg/24h | Febbre, esercizio fisico intenso |
| Ortostatica | Presente in posizione eretta, assente da sdraiati, <1000 mg/24h | Prolungata permanenza in posizione eretta (frequente nei giovani) |
| Prerenale o da sovraccarico | Nonostante l'integrità renale | Discrasie plasmacellulari, rabdomiolisi, emolisi |
| Persistente (Glomerulare) | Danno alla barriera di filtrazione del glomerulo | Glomerulonefrite, infezioni, diabete mellito, connettiviti, patologie autoimmuni, vasculiti, cardiopatie, ipertensione, patologie linfoproliferative, dislipidemia |
| Persistente (Tubulare) | Proteine di basso peso molecolare, <2000 mg/24h | Malattie congenite o sistemiche, tossicità da farmaci e tossine |
| Secretoria o post renale | Proteine prodotte nel tratto urinario, <1000 mg/24h | Uromucoide, proteina di Tamm-Horsfall |