Metformina: Dosaggio, Utilizzo e Effetti per il Diabete e Altro

La metformina è uno dei farmaci più prescritti al mondo per la gestione del diabete di tipo 2. La metformina è un farmaco appartenente alla classe delle biguanidi, indicato come trattamento di prima linea nel diabete mellito di tipo 2.

Cos'è la Metformina?

Il termine metformin è la denominazione internazionale della metformina, usata nei paesi anglosassoni e nelle pubblicazioni scientifiche. Si tratta dello stesso principio attivo e delle stesse formulazioni, ma cambia la nomenclatura. Talvolta si legge erroneamente metmorfina al posto di metformina. Si tratta di un errore di digitazione o di pronuncia, non di un farmaco diverso. La sostanza corretta è sempre la metformina.

Quando e Perché Usare la Metformina

Metformina è utilizzata per trattare pazienti con diabete di tipo 2 quando la dieta e l’esercizio fisico da soli non sono stati sufficienti a controllare i livelli di glucosio nel sangue. Negli adulti, la metformina può essere usata in monoterapia o in associazione con altri agenti antidiabetici orali o con insulina. La metformina è in grado di ridurre le complicanze correlate al diabete in pazienti adulti sovrappeso affetti da diabete di tipo 2 come terapia di prima linea in seguito al fallimento del regime dietetico.

Negli adulti in sovrappeso, assumere metformina per un lungo periodo di tempo contribuisce anche ad abbassare il rischio di complicanze associate al diabete. La metformina è stata inserita nella classe A, quindi dei farmaci ritenuti indispensabili per le cure mediche (salvavita) e quelli per le malattie croniche, interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a meno che non sia presente una nota AIFA, che vincola la rimborsabilità a specifiche condizioni patologiche o terapeutiche in atto.

La metformina non può sostituire i benefici di uno stile di vita sano. È necessario continuare a seguire tutti i consigli sulla dieta avuti dal medico e fare regolarmente esercizio fisico.

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Meccanismo d'Azione

La metformina è una biguanide con effetti ipoglicemizzanti, è cioè in grado di ridurre i livelli di glucosio plasmatici sia basali sia postprandiali. Il suo principale meccanismo d’azione consiste nella riduzione della produzione epatica di glucosio e nel miglioramento della sensibilità all’insulina, facilitando l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule muscolari. La metformina stimola la produzione del glicogeno a livello intracellulare agendo sull’enzima che sintetizza il glicogeno (glicogeno sintetasi).

Dosaggio e Somministrazione

È importante assumere sempre la metformina seguendo esattamente le istruzioni del medico. Il dosaggio iniziale può variare sulla base dell’età del paziente e della sua funzionalità renale.

  • Monoterapia e in associazione con altri agenti antidiabetici orali: la dose di partenza usuale è pari a 500 mg o 850 mg di metformina 2 o 3 volte al giorno somministrati durante o dopo i pasti.
  • Dopo 10 - 15 giorni la dose deve essere adattata in base agli esiti delle misurazioni della glicemia. Un lento incremento della dose può determinare un miglioramento della tollerabilità gastrointestinale del farmaco.
  • La dose massima raccomandata di metformina negli adulti è di 3 g al giorno, da assumere in 3 dosi separate.
  • Associazione con insulina: metformina ed insulina possono essere usate in terapia combinata per ottenere un miglior controllo del glucosio ematico.
  • Monoterapia ed associazione con insulina: la metformina può essere utilizzata nei bambini di età uguale o superiore ai 10 anni e negli adolescenti. In genere, la dose iniziale è 500 mg o 850 mg di metformina una volta al giorno, assunta durante o dopo i pasti.

La metformina va assunta durante o dopo il pasto con un bicchiere d’acqua. Questo evita di avere gli effetti indesiderati che disturbano la digestione. Se si assume una dose al giorno, prenderla al mattino (colazione). Se si assumono due dosi separate al giorno, prenderle al mattino (colazione) e alla sera (cena).

Precauzioni e Avvertenze

Prima di assumere la Metformina cosa devo sapere? I pazienti con GFR compresa tra 59 e 30 mL/min possono avere un aumentato rischio di acidosi lattica e quindi i rischi e benefici dell’eventuale trattamento con metformina devono essere valutati con attenzione.

  • Funzionalità renale: la GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento e, successivamente, a intervalli regolari.
  • Funzionalità cardiaca: i pazienti con insufficienza cardiaca sono più a rischio di ipossia ed insufficienza renale. Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, la metformina può essere utilizzata attuando un regolare monitoraggio della funzionalità cardiaca e renale.
  • Popolazione pediatrica: la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 deve essere confermata prima di iniziare il trattamento con metformina.

Non sono stati rilevati effetti da parte della metformina su crescita e pubertà durante studi clinici controllati della durata di un anno, ma non sono disponibili dati a lungo termine relativi a questi punti specifici. Tutti i pazienti devono continuare a seguire una dieta che preveda una regolare distribuzione dell’assunzione di carboidrati durante il giorno. I pazienti in sovrappeso devono continuare a seguire un regime alimentare con un apporto energetico limitato.

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La metformina in monoterapia non determina ipoglicemia, pertanto non ha alcun effetto sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Non è stata osservata ipoglicemia con dosi di metformina fino a 85 g, sebbene in alcuni casi si sia verificata insorgenza di acidosi lattica.

Nei pazienti che soffrono di fenilchetonuria (una malattia rara ereditaria che impedisce al corpo di utilizzare la fenilalanina), la metformina in polvere per soluzione orale potrebbe essere dannosa.

Interazioni Farmacologiche

IMPORTANTE: è possibile che, quando due o più farmaci vengono assunti in associazione, uno o più di questi farmaci interferiscano tra di loro causando effetti collaterali anche gravi. Se è necessario assumere la metformina, è importante informare il medico se si sta assumendo, se si ha recentemente assunto o se si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Potrebbe essere necessario effettuare più spesso le analisi della glicemia e un controllo della funzionalità dei reni. E’ necessario adottare delle particolari precauzioni nel caso di cosomministrazione con medicinali che possono influire negativamente sulla funzione renale, aumentando quindi il rischio di acidosi lattica.

Prestare particolare attenzione anche in caso di cosomministrazione della metformina assieme ad altri farmaci antidiabetici che possono causare ipoglicemia (sulfoniluree, insulina, meglitinidi). L’uso concomitante con alcol non è raccomandato. L’intossicazione etilica acuta è associata a un aumento del rischio di acidosi lattica, soprattutto nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica.

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La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati durante un esame radiologico può causare una nefropatia indotta da mezzo di contrasto. Questo può portare ad accumulo di metformina e può aumentare il rischio di acidosi lattica.

Gravidanza e Allattamento

Un numero limitato di dati sull’uso di metformina in donne in gravidanza non ha evidenziato un aumentato rischio di anomalie congenite. La metformina viene escreta nel latte materno umano. Comunque, poiché sono disponibili solo dati limitati, si raccomanda di non allattare al seno durante il trattamento con metformina.

Effetti Collaterali

Gli effetti collaterali tipici che si possono osservare dopo l’assunzione di metformina in circa un paziente su 10 sono problemi digestivi come nausea, vomito, diarrea, mal di pancia (dolore addominale) e perdita di appetito. In alcuni pazienti si può anche avere una alterazione del gusto. Questi effetti indesiderati compaiono più spesso all’inizio del trattamento. Può risultare utile suddividere le dosi di farmaco nel corso della giornata e assumere la metformina durante o subito dopo il pasto.

Effetti Collaterali Rari ma Gravi

  • Acidosi lattica: Complicanza molto rara ma grave, caratterizzata da sintomi come affaticamento estremo, respiro corto, ipotermia e dolori muscolari.
  • Deficit di vitamina B12: L’uso prolungato di metformina può ridurre l’assorbimento della vitamina B12, con il rischio di anemia e neuropatia periferica.

Metformina e Perdita di Peso

Una delle ricerche più frequenti è “metformina dimagrire”. Chi assume metformina al solo scopo di dimagrire rischia seri effetti collaterali e un uso scorretto del farmaco.

L’uso della metformina è stato associato a stabilizzazione o modesta perdita del peso corporeo. Nel 2022 è stato identificato il meccanismo responsabile di questo effetto. Nell’uomo la metformina ha effetti favorevoli sul metabolismo lipidico, indipendentemente dalla sua azione sulla glicemia.

Il farmaco ipoglicemizzante metformina largamente impiegato nel trattamento del diabete, oltre a ridurre i livelli ematici di glucosio può anche aiutare le persone che perdono peso a mantenerlo sotto controllo, secondo i risultati di uno studio di follow-up a lungo termine appena pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Tra i pazienti dello studio DPP (Diabetes Prevention Program), randomizzati a metformina, stile di vita intensivo o placebo e che hanno perso almeno il 5% del loro peso iniziale dopo 1 anno di trattamento, quelli nel gruppo metformina che hanno continuato ad assumere il farmaco nello studio di follow-up DPPOS (Diabetes Prevention Programme Outcomes Study) sono riusciti meglio degli altri a non riacquisirlo.

Insieme, DPP/DPPOS rappresentano lo studio più ampio e più a lungo termine per la valutazione l’effetto della metformina nel prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Nella tabella seguente sono riassunti i risultati dello studio DPPOS:

Gruppo Perdita di peso rispetto al basale (anni 6-15) Mantenimento di almeno il 5% della riduzione iniziale del peso
Metformina 6.2% 56%
Stile di vita intensivo 3.7% 43%
Placebo 2.8% 42%

Metformina Pericolosa?

Molti si chiedono se la metformina sia pericolosa. In realtà è un farmaco considerato sicuro, ma non privo di rischi. Solo in specifici casi clinici valutati dal medico, ad esempio nella PCOS. Soprattutto disturbi gastrointestinali e, raramente, acidosi lattica.

La metformina è un farmaco insostituibile nel trattamento del diabete di tipo 2 e in alcune condizioni cliniche specifiche. Tuttavia, l’uso senza diabete o a scopo dimagrante non autorizzato può essere rischioso. La scelta del dosaggio corretto (500, 750, 1000 mg) e la gestione degli effetti collaterali spettano esclusivamente al medico.

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