L'alimentazione comprende l'insieme dei momenti e dei processi che, tramite l'uso di generi di origine animale e vegetale, forniscono agli organismi viventi l'energia e i costituenti chimici necessari per il loro mantenimento e sviluppo. Per ogni essere vivente il dilemma alimentare consiste nella difficoltà di soddisfare un bisogno permanente e imprescindibile di energia e di principi nutritivi semplici, mediante sostanze alimentari complesse.
L'attitudine a consumare simultaneamente cibi di natura differente, che si completino dal punto di vista dell'appagamento sensoriale e dell'efficacia nutrizionale, si manifesta a differenti livelli della scala filogenetica, assicurando la sopravvivenza della specie. Nelle moderne società industrializzate essa scaturisce dalla catena agroindustriale, da cui discendono produzione, trasformazione e condizionamento del cibo.
L'impatto di fattori economici (disponibilità, rete distributiva e potere d'acquisto) e socioculturali (forza delle tradizioni e livello di educazione) determina la possibilità di accesso ai vari alimenti e la bontà della loro scelta. Tutto ciò, anche in funzione delle modalità di preparazione del cibo e della quantità ingerita, si riflette sulla biologia della nutrizione e, conseguentemente, sulla salute, in ragione degli squilibri per difetto o eccesso eventualmente determinatisi.
Disponibilità e varietà del cibo hanno esercitato un ruolo non secondario sullo sviluppo evolutivo della specie umana. Naturalmente, nel corso dei millenni, Ominoidi e Ominidi trovarono fonti estremamente differenziate di sostentamento, in dipendenza in primo luogo del clima e dell'habitat e, quindi, della possibilità di reperire e utilizzare sostanze commestibili.
Un elemento, comunque, sembra emergere per particolare importanza: la variabile rappresentata dall'ampiezza delle opzioni alimentari. Di fatto, se si dipende troppo da un particolare tipo di cibo, questo può venire più facilmente a mancare; se, invece, si mangia di tutto è meno probabile che l'indispensabile venga a mancare completamente.
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Superata l'epoca della caccia e della raccolta, lo sviluppo dell'agricoltura ha contribuito potentemente, con l'addomesticamento e l'allevamento di animali e la coltivazione di piante, ad allargare la base alimentare, pur riducendo la gamma delle specie vegetali ritenute commestibili. Tuttavia nel mondo antico e fino alla scoperta dell'America, le disponibilità alimentari furono limitate, se non addirittura precarie, ai fini della sussistenza, soprattutto per i gruppi più poveri.
Dopo la scoperta e l'esplorazione dell'America e la conseguente acquisizione delle risorse del nuovo continente, lo scenario cambiò. Malgrado sofferenze ed errori, che afflissero i popoli assoggettati nel Nuovo Mondo, si avviò un interscambio di risorse. Ciò contribuì a introdurre in Europa i prodotti dei coltivatori protoamericani e ad ampliare fortemente le disponibilità mondiali.
Principi Fondamentali di un'Alimentazione Sana
Cosa si intende per alimentazione sana? Qual è la dieta più equilibrata?
- Controllare il peso corporeo e mantenersi in movimento.
- Consumare più frutta e verdura. Le evidenze scientifiche dimostrano che il consumo di frutta e verdura svolge un importante ruolo di protezione da condizioni di sovrappeso e patologie cronico-degenerative, in particolare malattie cardiovascolari, tumori e diabete di tipo 2.
- Consumare più cereali integrali e legumi. Cereali e legumi sono essenziali all’interno di una dieta poiché contengono amido e fibra, vitamine, minerali e un buon tasso di proteine.
- Bere abbondante acqua.
- Limitare i grassi saturi e prediligere quelli sani.
- Ridurre zuccheri, dolci e bibite zuccherate. Un’assunzione eccessiva di zuccheri è correlata alla comparsa di carie dentali, obesità, malattie cardiovascolari e diabete mellito.
- Limitare le quantità di sale. Il sapore e le proprietà del sale sono dovuti perlopiù alla presenza di sodio. Un abuso di sale può favorire ipertensione arteriosa, malattie cardiache e vascolari, ictus, tumori, osteoporosi e va dunque limitata.
- Ridurre il consumo di alcol. L’alcol etilico o etanolo è una sostanza tossica, che non viene assimilata dall’organismo, come nel caso dei nutrienti, ma metabolizzata allo scopo di essere eliminata.
- Variare l’alimentazione.
Come Creare un Menu Settimanale Equilibrato?
Creare un menu settimanale adatto a un’alimentazione sana significa stabilire un schema che consenta di organizzare dei pasti equilibrati da consumare dal lunedì alla domenica. Pianificare i pasti da servire nei successivi sette giorni, magari servendosi di uno schema che mostri la frequenza con cui consumare i diversi alimenti.
Cosa si può mangiare tutti i giorni? Quali sono i cibi che fanno bene?
Spesso si fa confusione tra le figure del dietologo e del nutrizionista, ma si tratta di professionisti con percorsi formativi e competenze differenti, anche se entrambi operano nell’ambito della salute e dell’alimentazione.
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- Il dietologo è un medico a tutti gli effetti: ha conseguito una laurea in Medicina e Chirurgia, è iscritto all’albo dei medici e ha poi ottenuto una specializzazione in Scienza dell’Alimentazione. Questo gli consente non solo di elaborare piani alimentari personalizzati, ma anche di diagnosticare e trattare patologie, prescrivere farmaci e richiedere esami clinici. Il dietologo è quindi il riferimento ideale in presenza di malattie metaboliche complesse (come diabete, obesità grave, disturbi alimentari, intolleranze o allergie) che richiedono un inquadramento medico completo.
- Il nutrizionista, invece, è in genere un biologo o un laureato in Scienze della Nutrizione Umana, abilitato all’esercizio della professione e iscritto all’Ordine dei Biologi.
Lo specialista in Scienza dell’alimentazione deve avere maturato conoscenze teoriche, scientifiche e professionali nel campo dell'alimentazione e nutrizione:
- composizione e proprietà strutturali e "funzionali" degli alimenti
- metodi di analisi dei principali componenti alimentari
- valutazione della qualità igienica e nutrizionale degli alimenti
- identificazione delle malattie trasmesse con gli alimenti e conoscenza della legislazione relativa
- definizione dei bisogni in energia e nutrienti per il singolo individuo e per la popolazione
- il ruolo degli alimenti nel soddisfare i bisogni di energia e nutrienti dell'uomo
- valutazione dello stato di nutrizione e dei fabbisogni di energia e nutrienti per il singolo individuo sano e per la popolazione nelle varie fasce di età
- studio dei disturbi del comportamento alimentare, delle patologie nutrizionali a carattere ereditario, delle allergie alimentari
- indagini sui consumi alimentari dell'individuo e della popolazione
- organizzazione dei servizi di sorveglianza nutrizionale e di ristorazione collettiva le procedure di valutazione e collaudo dei processi produttivi alimentari relativamente agli aspetti biologici (certificazione di qualità) e controllo dei punti critici (sistema HACCP), nonchè l’organizzazione dei servizi riguardanti l'alimentazione e la nutrizione umana
- valutazione dello stato di nutrizione e dei bisogni in energia e nutrienti per l'individuo malato
- diagnosi ed il trattamento dietetico e clinico nutrizionale delle patologie con alta componente nutrizionale e l'organizzazione dei servizi dietetici ospedalieri
Sono ambiti di competenza per lo specialista in Scienza dell’Alimentazione:
- la sicurezza alimentare delle collettività e della popolazione
- l'identificazione e controllo di merci di origine biologica
- la valutazione della composizione ed i metodi di analisi dei principali componenti degli alimenti e delle acque, l'analisi sensoriale degli alimenti
- la valutazione delle caratteristiche nutrizionali degli alimenti e delle loro modificazioni indotte dai processi tecnologici e biotecnologici
- l'analisi della biodisponibilità dei nutrienti negli alimenti e delle interazioni tra nutrienti e farmaci
- la valutazione dell'adeguatezza dell'alimentazione ai livelli raccomandati di energia e nutrienti
- la diagnosi ed il trattamento nutrizionale (dietoterapia, nutrizione artificiale) in tutte le fasce di età delle patologie correlate all’alimentazione o che possono giovarsi di un intervento nutrizionale e l’organizzazione dei servizi dietetici ospedalieri.
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