L'urina è il liquido prodotto dai reni, che filtrano il sangue per depurarlo dalle scorie prodotte dal metabolismo. Tramite l'urina, quindi, si eliminano dall'organismo i prodotti di scarto e l'eccesso di acqua o di sostanze che vi sono disciolte.
Cos'è l'Esame delle Urine?
L'esame delle urine è il principale esame da effettuare in un paziente in cui si sospetti una malattia renale. Da una corretta esecuzione ed interpretazione dell'esame urine si possono ottenere molte informazioni utili per un inquadramento esatto del quadro clinico del paziente. L'esame delle urine, il cosiddetto "standard" che comprende sia l'esame chimico fisico che l'esame microscopico del sedimento, è sufficiente, in genere, un campione di 10 ml.
Perché abbia il valore che merita l'esame urine deve essere effettuato secondo canoni ben precisi.
Cosa Sono gli Stick per Urine?
Gli stick urine, detti anche strisce reattive, permettono di effettuare un primo esame delle urine a casa, risparmiando sul costo dell'esame in ospedale ed abbreviando i tempi della risposta. Definite anche come "dry chemistry" (chimica allo stato secco), le strisce reattive sono strumenti utili alla diagnosi di diverse malattie. Esistono diversi tipi di stick urine in base alla patologia che si vuole monitorare.
Si tratta di procedure analitiche che fanno uso di reagenti (indicatori, enzimi, ecc.) in quantità esattamente predeterminata, essiccati ed immobilizzati su adatti supporti (carta o film). I reagenti rimangono stabili fino al momento del loro utilizzo. La reazione ha inizio quando vengono solubilizzati dall’aggiunta di una quantità stabilita del campione da analizzare (urina, sangue) che funge da solubilizzante del sistema.
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La sostanza da ricercare si lega con i reagenti dando luogo ad una reazione evidenziata da una variazione cromatica: la lettura del colore viene effettuata visivamente per confronto con una scala cromatica di riferimento o tramite strumenti particolari.
Gli stick urine sono strisce reattive che variano colore e intensità al contatto con determinate sostanze contenute nelle urine. Esistono stick urine che prendono in considerazione un solo parametro (es: sangue, oppure pH, oppure chetoni, ecc), un solo gruppo (glucosio, sangue, chetoni e proteine), oppure fino a 11 parametri contemporaneamente: peso specifico, sangue, pH, glucosio, urobilinogeno, bilirubina, nitriti, leucociti, proteine, bilirubina, acido ascorbico, chetoni.
La maggior parte delle strisce in commercio è destinata all’analisi delle urine. Alcune sono in grado di rilevare molti parametri, altre ne rilevano uno solo. Alcune consentono una determinazione solo qualitativa (es. assente, presente), altre semiquantitativa.
Esse si presentano sotto forma di strisce di carta con all’estremità un reattivo chimico che cambia colore al contatto con l’urina. La lettura degli stick per urine si interpreta facilmente grazie ad un sistema di scala colorimetrica. Questo sistema permette di avere un’idea della concentrazione, della presenza o dell’assenza di alcuni elementi.
Le strisce reattive permettono di analizzare più cose come il metabolismo glucidico, le vie urinarie e la funzione renale, le infezioni urinarie e le patologie epatiche. A seconda delle strisce, queste possono rilevare 4, 8, 10, 11 patologie.
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Il test permette di rilevare nelle urine fino a 14 parametri contemporaneamente.
Come si Usano gli Stick per Urine?
È possibile analizzare le proprie urine da soli, si tratta di un processo molto semplice e rapido. Per evitare di falsare i risultati bisogna prendere in considerazione numerosi parametri. Ecco come si usano gli stick:
- Effettua un bidet con sola acqua poiché i detergenti possono interferire coi reagenti dando un risultato falso.
- Urina in un contenitore di plastica qualsiasi purché pulito ed abbastanza capiente.
- Utilizza preferibilmente l'urina del mattino perché le urine sono più concentrate e soprattutto perché sono rimaste in vescica a lungo ed i batteri eventualmente presenti hanno avuto il tempo sufficiente a trasformare i nitrati presenti nell'urina in nitriti (processo che richiede almeno 3 ore).
- Preleva una sola striscia dal flacone, stando attenta a toccare solo quella che ti serve per non contaminare le altre. Anche piccole quantità di sostanze che puoi avere sulle mani potrebbero alterare il risultato.
- Richiudi immediatamente il contenitore dopo aver estratto la striscia. L'aria e l'umidità potrebbero alterare la colorazione delle zone reattive, provocando misurazioni successive errate.
- Immergi per 1 o 2 secondi la striscia nell'urina immediatamente dopo la raccolta facendo attenzione che tutte le zone reagenti si bagnino.
- Estrai la striscia facendo sgocciolare lateralmente l'eccesso di urina per evitare che un agente reattivo scivoli e si mescoli con l'altro.
- Dopo 60 secondi confronta il risultato con la scala cromatica di riferimento riportata sulla confezione.
Per iniziare, lavatevi le mani e le parti intime con del sapone o una soluzione di Dakin. Per finire, leggete il risultato confrontando il colore ottenuto con quello che si trova sul flacone.
Il tempo di lettura è brevissimo: tra 30 e 60 secondi. Se la lettura avviene oltre i tempi stabiliti perde di validità: l'intensità di alcuni colori continua ad aumentare per breve tempo e poi diminuisce.
L'esame va fatto subito o comunque entro 1 ora dalla minzione dopo aver mescolato o agitato il campione per risospendere il sedimento. Se è impossibile eseguire subito l'esame, le urine possono essere conservate per alcune ore in frigorifero a 4°C.
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Le strisce possono perdere validità per scadenza, indicata sulla confezione o perché conservate male: temono il caldo, la luce e l'umidità. Se le aree reattive virano spontaneamente dal colore base è segno di una perdita di validità dei reattivi.
Vanno utilizzate possibilmente entro 2 mesi dalla prima apertura del flacone originale. Il contenitore va tenuto chiuso in luogo fresco, non in frigorifero, a temperatura tassativamente inferiore a 20°C. Non va esposto alla luce diretta del sole.
L'essiccante, contenuto nel tappo o in sacchettini igroscopici, non deve essere tolto.
Lo stix va prelevato immediatamente prima dell'uso e le aree reattive non vanno toccate con le dita.
Come si Leggono gli Stick per Urine?
Confronta la tua striscia con quella di riferimento riportata sulla confezione. Più dovrai spostarti a destra per trovare il colore corrispondente al tuo e più quel valore è sballato.
Proteine nelle Urine
Normalmente le proteine sono presenti nelle urine in piccole quantità. Una proteinuria può essere rivelatrice di varie patologie renali (es. glomerulonefrite) in grado di portare all’insufficienza d’organo, ma purtroppo la positività al test ha un valore predittivo molto basso.
Infatti la proteinuria ("benigna") può anche essere la conseguenza di sforzi fisici, dell’obesità, dello scompenso congestizio, di stati febbrili, di ortostatismo prolungato, per cui lo screening in soggetti asintomatici è poco significativo per la rilevazione di patologie renali. La frequente ripetizione dell’esame nell’arco almeno di 3 mesi consente una valutazione più precisa. Le proteinurie patologiche sono generalmente persistenti: l’albumina si riscontra sia nell’urina notturna che in quella diurna. Nelle proteinurie benigne l’albumina è assente nell’urina notturna per cui, per evitare risultati falsamente positivi, è questa che va analizzata.
Questa area reattiva, particolarmente sensibile all'albumina, la principale responsabile delle proteinurie patologiche in età pediatrica, è meno sensibile alle globuline, alla emoglobina, alla proteina di Bence-Jones ed alle mucoproteine, cosicché un risultato negativo non esclude la presenza di queste ultime.
È sensibile a concentrazioni di albumina di soli 30 mg/dl (+). Tale valore è fisiologico se è un reperto isolato. È invece meritevole di accertamenti la presenza di 30 mg/dl di proteine in 2-3 campioni di urine con peso specifico < 1015, in una settimana, oppure una proteinuria di 100 mg/dl (++), in 2-3 campioni di urine.
False positività si possono avere in presenza di urine molto alcaline o tamponate o in seguito a contaminazioni con composti di ammonio quaternario (antisettici o detergenti) o di clorexidina (detergenti cutanei) o per presenza di batteri in grado di trasformare l'urea in ammoniaca (IVU o contaminazione batterica di un campione lasciato a lungo a temperatura ambiente prima dell' esame).
Un'ematuria macroscopica di qualsiasi origine si accompagna di regola a una lieve proteinuria (in genere < 1g/l) che può essere sovrastimata da una intensa positività dell'area reattiva.
Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. In alcuni casi, questi valori possono aumentare temporaneamente, senza destare particolari preoccupazioni. Ciò può accadere, ad esempio, dopo un'attività fisica intensa o quando si è ammalati.
L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza. La significativa presenza di proteine nelle urine, che i medici sono soliti indicare con il termine tecnico proteinuria, può essere dovuta a danni renali o ad altre condizioni piuttosto serie.
Nel corso della vita può accadere che - per colpa di patologie o problemi di altro genere (ipertensione, diabete, infezioni renali, malformazioni congenite ecc.) - le maglie del setaccio renale si allentino, lasciando passare maggiori quantità di proteine. Di riflesso, le concentrazioni proteiche dell'urina - valutate tramite un comune esame su un campione urinario - aumentano sensibilmente.
La proteinuria può indicare la presenza di un danno a carico dei reni: in genere, questi organi non lasciano passare nell'urina le molecole necessarie all'organismo, come appunto le proteine. Per questo motivo, è opportuno indagare le cause della presenza di proteinuria troppo alta, soprattutto se questa è continuativa.
Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti che si riscontrano in particolari condizioni, come dopo uno sforzo fisico intenso o dopo una malattia.
Come anticipato, l'ipertensione ed il diabete rappresentano i due principali fattori di rischio per la proteinuria, la cui incidenza aumenta significativamente con l'aumentare dell'età e del BMI.
Oltre a queste circostanze meramente patologiche, sensibili rialzi delle concentrazioni proteiche urinarie possono associarsi anche a condizioni tutto sommato fisiologiche (si parla in questo caso di proteinuria transitoria). L'esposizione al freddo o al calore intenso, la febbre, gli stress emozionali severi e l'esercizio fisico strenuo (sia sportivo che lavorativo), possono infatti elevare significativamente la quantità di proteine riscontrata nel campione urinario.
La proteinuria ortostatica è una patologia relativamente comune nei bambini e nei giovani adulti, che si associa a perdite significative di proteine nell'urina durante la posizione eretta (ortostatica). Presumibilmente, tale condizione è legata all'aumento della pressione sui glomeruli renali, cosa che forza anche il passaggio delle proteine tra le maglie di questi filtri. Nella posizione sdraiata (clinostatica), la pressione diminuisce e la perdita di proteine si riduce; i medici considerano questo disturbo di origine benigna, dato che nella grande maggioranza dei casi regredisce spontaneamente con la crescita.
Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma. La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
L'assenza completa o valori bassi delle proteine nelle urine non si associano di alcun particolare tipo di patologia. Per questo motivo, livelli bassi di questo parametro non devono destare alcun tipo di preoccupazione.
Il rene ha il compito di mantenere nell'organismo le proteine, quindi queste non dovrebbero essere eliminate nelle urine. Al contrario, se le analisi indicano una loro presenza e se il fatto è isolato, ciò potrebbe dipendere da infezioni delle vie urinarie, farmaci, esercizio intenso o stress, emozionale o fisico. Se la presenza di proteine nelle urine è costante, invece, potrebbe trattarsi di una malattia renale come, per esempio, la glomerulonefrite acuta e/o cronica.
Le proteine nell'urina sono, infatti, un campanello d'allarme e possono segnalare un danno ai reni. Quando la compromissione d'organo è ormai instaurata, la concentrazione delle proteine è generalmente associata alla gravità del danno; l'aumento della proteinuria nel tempo indica un peggioramento della condizione e un decremento della funzionalità renale.
Nelle donne in gravidanza, alte concentrazioni di proteine nelle urine possono essere associate a pre-eclampsia. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione.
Queste strisce reattive permettono una rapida valutazione semiquantitativa della proteinuria attraverso una reazione colorimetrica e sono in grado di individuare prevalentemente l’albumina.
Raccolta Urine delle 24 Ore
I risultati dell'esame urine e degli stick mostrano sempre la concentrazione di proteine nelle urine, ci dicono cioè, in un dl di urine, quanti mg di albumina sono contenuti. Talvolta, per valutare con maggior precisione la quantità effettiva di proteine perdute dall'organismo, i medici fanno effettuare la raccolta delle urine nell'arco di 24 ore.
Come effettuare la raccolta:
- Il giorno 1 iniziamo la raccolta, la prima pipì del mattino, immediatamente dopo il risveglio, deve essere gettata.
- Successivamente occorre raccogliere in un apposito contenitore sterile (venduto in farmacia) tutte le minzioni della giornata e conservarlo in frigorifero.
- Il giorno successivo "giorno 2" inserire nella raccolta anche la prima urina del mattino.
La raccolta così ottenuta deve essere portata in laboratorio, oppure, per comodità potete prelevarne un campione ed annotare la quantità totale di urina raccolta, in modo tale che possa essere effettuata una stima.
Altri Parametri Rilevanti
Oltre alle proteine, altri parametri rilevanti includono:
- Leucociti: Sono indice di infiammazione e non di infezione. Quindi sono presenti anche in assenza di batteri. Possono provenire dalla vescica infiammata dalle continue recidive, o da contatto con agenti irritanti, oppure possono provenire dalla vagina (per infezioni o infiammazioni locali). La presenza di leucociti indica una sofferenza della mucosa. Se assieme ai leucociti sono presenti anche nitriti questa sofferenza è dovuta ad un attacco batterico (cistite batterica). Se sono presenti solo leucociti si è probabilemnte di fronte ad una cistite non batterica. Perché i leucociti possano essere considerati positivi, il reagente deve virare molto (diventando viola). Una leggera variazione di colore non è indice di infiammazione.
- Nitriti: Indicano la presenza di batteri. I batteri sono in grado di trasformare i nitrati contenuti nell'urina in nitriti. La presenza di nitriti e di leucociti pone diagnosi di cistite batterica. Mentre la presenza di nitriti indica che ci sono sicuramente batteri, la loro assenza non può escludere un'infezione batterica. Ci sono infatti batteri che non trasformano i nitrati in nitriti. Inoltre una falsa assenza di nitriti nelle urine è dovuta la diluizione urinaria e la frequenza delle minzioni. I batteri hanno bisogno di tempo (3/ 4 ore) per trasformare i nitrati in nitriti e se le minzioni sono frequenti questa trasformazione non avrà sufficiente tempo per avvenire. La presenza di batteri senza leucociti indica che sono presenti batteri, ma che questi sono innocui, visto che non c'è infiammazione in atto (batteriuria asintomatica). Se comunque sono presenti sintomi la loro causa andrà ricercata in altre sedi.
| Leucociti | Nitriti | Tipo di Cistite |
|---|---|---|
| X | X | Cistite batterica |
| X | Assenti | Cistite abatterica |
| Assenti | X | Batteriuria asintomatica |
| Assenti | Assenti | No cistite |
Variazioni di colore che si verificano solo ai bordi della zona reattiva oppure dopo più di 2 minuti sono prive di significato patologico.
Conclusioni
Gli stick per urine sono uno strumento prezioso per il monitoraggio della salute renale e la diagnosi precoce di diverse patologie. Tuttavia, è fondamentale seguire attentamente le istruzioni per l'uso e interpretare i risultati con cautela, tenendo conto di possibili falsi positivi o negativi. In caso di dubbi o anomalie, è sempre consigliabile consultare un medico per una valutazione più approfondita.