10 Patatine Fritte: Calorie e Valori Nutrizionali

Le patatine fritte sono alimenti molto diffusi nella dieta occidentale e rientrano a pieno titolo tra i fast food, cioè gli alimenti veloci da mangiare e cucinare, disponibili a prezzi economici.

Ma è vero che fanno male? Ed in quali casi dovrebbero essere evitate?

Di solito si ricavano dalla patata comune (Solanum tuberosum, Solanaceae) o più raramente, come in Nuova Zelanda, anche dalla patata dolce (Ipomoea batatas, Convolvulaceae). Mentre quelle a bastoncino (consumate come contorno) sono chiamate “french fries” negli USA e “chips” in Inghilterra, quelle a sfoglia (considerate uno snack) prendono il nome rispettivamente di “chips” e “crisps” nei Paesi suddetti.

Le patatine fritte, però, non furono inventate in America o Gran Bretagna, bensì in Belgio e Francia, che tuttora se ne contendono il merito.

Per il resto, le patatine fritte contengono carboidrati assimilabili, principalmente amidi, e proteine di medio valore biologico.

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Per maggiori informazioni, potete consultare le tabelle successive, dove abbiamo confrontato le calorie e i valori nutrizionali delle patatine fritte casalinghe e quelle in sacchetto.

Patatine Fritte: Un'Analisi Nutrizionale

Vorremmo poter affermare che le patatine fritte, gustosissime al palato, non facciano male alla salute.

Le patatine, soprattutto quelle in busta sono ricche di grassi saturi e grassi idrogenati che derivano dalla frittura.

Sono sempre i grassi saturi che aumentano il colesterolo LDL e facilitano la formazione degli ateromi, cioè le placche lipidiche che ostruiscono il lume dei vasi sanguigni, i responsabili dell'aumento di rischi di patologie cardiovascolari.

Il grasso in eccesso, dovuto ad un consumo eccessivo di patatine, si deposita nei vasi sanguigni, li comprime e provoca un aumento della pressione.

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Le patatine in busta, infatti, spesso vengono fritte in oli ricchi di grassi saturi che, sebbene più stabili in cottura, possono influire negativamente sulla salute, aumentando il rischio cardiometabolico (The European Food International Council, EUFIC).

Le patatine sono ricche di contaminanti, quali acroleina e acrilammide, dovuti alle alte temperature, che sono irritanti e cancerogeni (EFSA).

Il punto di fumo è un indice che ci permette di misurare la stabilità degli oli in cottura: più precisamente, si tratta della temperatura massima tollerata dall'olio, oltrepassata la quale si decompone, liberando appunto le sostanze nocive. Perciò, il 20 novembre 2017, la Commissione Europea ha emanato il Regolamento (UE) n.

Secondo i ricercatori quando il gusto dei lipidi viene percepito in bocca, parte un segnale che arriva al cervello, dal cervello arriva all'intestino e stimola la produzione di endocannabinoidi.

Come Preparare Patatine Fritte Più Salutari in Casa

Alla luce di quanto visto finora, dunque, ci sembra quasi superfluo ribadire che il consumo di patatine fritte debba essere evitato nei casi visti in precedenza e molto limitato in assenza di particolari problemi.

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L’ideale sarebbe prepararle a casa, in modo da poter scegliere l’olio più adatto alla frittura e controllare la temperatura d’esercizio, i fattori più incisivi sui livelli di contaminanti.

La scelta dovrebbe ricadere sugli oli vegetali ricchi di grassi monoinsaturi (MUFA), come l’olio di arachidi, che rappresentano il giusto compromesso tra stabilità alle alte temperature ed effetti sulla salute (Le Scienze Blog).

L’olio dovrebbe essere usato una sola volta, al massimo due, per limitare la contaminazione delle patatine. L’acrilammide, infatti, tende ad accumularsi nell'olio, ragion per cui dovremmo cambiarlo sempre, o quasi, e mai aggiungere olio pulito a quello esausto.

Ricetta per Patatine Fritte Casalinghe

Per prepararle sono sufficienti: patate, olio e sale quanto basta.

  1. Lavate i tuberi provvisti di buccia in acqua corrente, sfregandoli per rimuovere la terra e altri residui; dopodiché tagliateli a bastoncini e fateli riposare in acqua fredda per circa 30’, per rimuovere l’amido in eccesso.
  2. Immergete il resto delle patate, accertandovi che siano completamente ricoperte dall'olio; se sono troppe, invece, friggetele poco per volta.
  3. Fatele dorare, dopodiché scolatele con un mestolo forato in un vassoio con della carta assorbente, in modo tale da rimuovere l’eccesso d’olio.

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo. Per qualsiasi dubbio o curiosità, rivolgetevi al medico o altro specialista della salute.

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