I pistacchi sono fra le varietà di frutta secca più nota e consumata fin dall'antichità. I pistacchi sono fra gli imperatori dell'industria alimentare. Non a caso, uno dei gusti di gelato più diffusi e apprezzati nel nostro Paese è proprio il pistacchio! Ma questa varietà di frutta secca non è nota per essere impiegata solo nelle preparazioni dolci.
Fin dall'antichità, infatti, i pregiati pistacchi di origine mediorientale sono usati per arricchire anche piatti salati. Per esempio, il famoso ricettario latino De re coquinaria del patrizio Marco Gavio Apicio riporta la lista di ingredienti di un antipasto (il gustaticium) che, insieme a uova, datteri, olive e acciughe, annovera anche i gustosi pistacchi. Oggi, in Italia, i pistacchi sono coltivati perlopiù in Sicilia, da dove arrivano anche i rinomati i pistacchi verdi di Bronte.
Il grande consumo di pistacchi in tutto il mondo ha ampliato il bacino geografico di produzione e, attualmente, il frutto viene coltivato e raccolto in molti Paesi, dagli Stati Uniti all'Asia. All'interno di questa offerta, Ventura sceglie solo pistacchi di elevata qualità e seleziona i frutti migliori con grande attenzione.
Valori Nutrizionali dei Pistacchi
I pistacchi contengono interessanti percentuali di elementi nutritivi utili per il buon funzionamento dell'intero organismo: vitamine (in particolare, quelle del gruppo B, compreso l'Acido folico) e sali minerali preziosi, come Rame, Fosforo e Potassio. Inoltre, i pistacchi tostati sono considerati proteine complete, perché contengono tutti e 9 gli amminoacidi definiti "essenziali".
La raccolta dei pistacchi avviene ogni due anni, tra fine agosto e ottobre. Per tradizione, in Italia, il raccolto viene fatto negli anni dispari. La raccolta può essere effettuata manualmente, facendo cadere i frutti su teloni distesi a terra. Una volta privati del mallo, i frutti del pistacchio vengono fatti asciugare al sole.
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I pistacchi sono uno del frutti più amati dall'industria alimentare, specialmente da quella dolciaria. Sono ingredienti raffinati per torte, biscotti e creme spalmabili. Il pistacchio è uno dei gusti di gelato più apprezzato dagli italiani. I pistacchi vengono anche consumati sgusciati, sia semplicemente tostati che salati, e costituiscono uno snack sano da aggiungere a yogurt, macedonie e insalate, per impanare la carne o per arricchire un ripieno.
Origini e Storia del Pistacchio
Il pistacchio ha una storia antichissima, ma la sua origine è avvolta nel mistero. Non è ancora stato chiarito se la specie di pistacchio più nota, la pistacia vera, sia originaria della Siria o di un'area ancora più vasta, comprendente l'Asia Minore, la Palestina e il Turkmenistan. Ne sono stati trovati residui fossili preistorici nell'isola di Madeira, mentre altri ritrovamenti archeologici mostrano come il pistacchio fosse consumato in Turchia sin dal 7000 a.C.
Il pistacchio era anche noto a Babilonesi, Assiri, Giordani e Greci ed era tanto celebre da essere citato nel libro della Genesi, fra i doni che Giacobbe fece al re assiro Assurbanipal (Gn. Già ai tempi dell'antica Grecia, la coltura del pistacchio era sviluppata nelle zone più occidentali dell'Asia minore. Più recentemente, il pistacchio si è diffuso in Cina, Russia caucasica e, da circa un secolo, anche negli Stati Uniti.
Attualmente, il maggior produttore di pistacchio è l'Iran, che copre il 54 % dell'intera produzione mondiale, seguito da Stati Uniti, Turchia, Cina, Siria, Grecia. l'Afganistan, il Pakistan e l'India. In Italia, il pistacchio viene coltivato quasi esclusivamente in Sicilia, dove viene prodotto il famoso pistacchio di Bronte.
Tenacia, età e lentezza rappresentano i tratti distintivi del pistacchio. Il pistacchio è infatti una pianta longeva, che può vivere fino a 200 o 300 anni. Ha uno sviluppo molto lento e riesce a produrre i primi frutti solo dopo una decina di anni dal suo innesto.
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La pianta del pistacchio è resinosa, ha una chioma folta e ampia, con grappoli pendenti di frutti rossi. L'albero non supera i 5 metri di altezza e ha un tronco breve con rami corti e radici profonde. Le varietà di pistacchio coltivate in Italia sono poche. Si possono citare la Bianca o Napoletana (la più diffusa), la Cerasola o Femminella, la Cappuccia, l'Insolia, l'Agostina e la Natalora.
Etimologia e Curiosità
Una curiosa etimologia farebbe derivare la parola pistacchio dal persiano pesteh attraverso l'arabo fustuaq. Il nome è onomatopeico. Infatti, richiama il suono prodotto dal guscio che, maturando, si apre all'improvviso, emettendo un suono simile a pis-tak. In Iran, il pistacchio è conosciuto anche come "il seme che sorride" e in Cina come "seme felice" o "mandorla verde".
Secondo una leggenda, il pistacchio era coltivato nei giardini pensili di Babilonia, fatti costruire intorno al 700 a.C. dal re Nabucodonosor per la moglie Amytis. Alla corte della regina di Saba, il pistacchio era un frutto ricercato, riservato esclusivamente alla famiglia reale.
A Roma, il pistacchio venne introdotto nel I secolo dopo Cristo dal governatore della Siria, Vitellio. Il più famoso ricettario di epoca romana, il De re coquinaria di Marco Gavio Apicio, elenca il pistacchio tra i suoi ingredienti. Pompeo Crasso ne avviò la coltivazione nella penisola Iberica.
Il Pistacchio di Bronte DOP
La coltivazione del pistacchio in Sicilia si deve agli arabi che, intorno al X sec., ne incrementarono la coltivazione alle pendici dell'Etna, a Bronte, favoriti dall'habitat naturale rappresentato dal terreno concimato da ceneri vulcaniche. Il Pistacchio Verde di Bronte ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. È riconoscibile per il suo colore verde intenso, la forma allungata e il sapore aromatico forte.
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Peso e Calorie dei Pistacchi
Ti sei mai chiesto quanto pesi esattamente un singolo pistacchio, sia esso sgusciato o intero? In questo articolo informativo, ti condurremo attraverso un’esplorazione approfondita del peso dei pistacchi, armandosi con le conoscenze necessarie per sfruttarli appieno nella tua esperienza culinaria.
- Quanto pesa un pistacchio sgusciato? In genere, si stima che un pistacchio sgusciato pesi tra 0,65 e 0,75 grammi.
- Quanto pesano i pistacchi con guscio? Approssimativamente un pistacchio intera pesa tra 1 e 1,5 grammi con una media di circa 1,2 grammi, uno tra i frutti secchi più leggeri.
Se vuoi sapere quanti pistacchi per 30 grammi, devi prima specificare se si tratta di pistacchi sgusciati o con guscio. Infatti, 10 pistacchi sgusciati pesano circa 8 grammi, mentre 10 pistacchi con guscio pesano circa 12 grammi quindi in 30 grammi ci sono circa 46 pistacchi sgusciati.
Facciamo due conti insieme e vediamo quanto pistacchi sgusciati ci sono in una peso definito in grammi:
- 0,65 grammi = 1 pistacchio
- 10 grammi = 15 pistacchi
- 15 grammi = 23 pistacchi
- 20 grammi = 30 pistacchi
- 25 grammi = 38 pistacchi
- 30 grammi = 46 pistacchi
- 50 grammi = 75 pistacchi
- 100 grammi = 150 pistacchi
- 150 grammi = 230 pistacchi
- 200 grammi = 300 pistacchi
Questi conteggi ci possono servire quando dobbiamo creare ricette dolci e salate oppure quando stiamo seguendo una dieta specifica infatti, sapendo la quantità o il peso dei pistacchi, è possibile capire quante calorie stiamo assumendo da questo frutto secco.
Quando devi fare calcoli che coinvolgono il pistacchio, sia che tu le stia mangiando fresche o che le stia utilizzando in una ricetta, è importante verificare se il peso indicato si riferisce ai pistacchi con guscio o senza. È consigliabile includere i pistacchi nella propria dieta, preferibilmente di alta qualità. Si suggerisce di consumare 40 pistacchi al giorno, corrispondenti a circa 30 grammi, per aumentare l’apporto proteico.
Benefici dei Pistacchi per la Salute
Ci sono diversi motivi per cui è consigliabile mangiare 10 o 20 pistacchi al giorno, il motivo più importante è perché può essere benefico per la salute. Ecco alcune delle proprietà dei pistacchi da considerare:
- Nutrienti essenziali: I pistacchi sono ricchi di nutrienti essenziali come vitamine ( B1, B2, PP, B5, B6) e minerali (ferro, manganese, rame, fosforo, calcio, magnesio, potassio, zinco e selenio) che sono importanti per il corretto funzionamento del corpo.
- Grassi sani: I pistacchi contengono grassi monoinsaturi sani che possono contribuire a migliorare e a proteggere la nostra salute.
- Fibre alimentari: I pistacchi sono una buona fonte di fibre alimentari, che possono favorire la digestione e sostenere la regolarità intestinale.
- Antiossidanti: I pistacchi contengono antiossidanti come beta-carotene, luteina e zeaxantina, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi e contribuire a una buona salute generale.
Tuttavia, è importante tenere presente che le esigenze nutrizionali possono variare da persona a persona. In generale, una porzione di 100 pistacchi ha circa 562 calorie.
Versatilità in Cucina
I pistacchi sono estremamente versatili e possono essere utilizzati in una varietà di modi in cucina. Oltre a essere consumati come spuntino salutare, possono essere aggiunti a cereali, yogurt, creme spalmabili o utilizzati come ingrediente in dolci e piatti salati. Ecco alcuni modi comuni per utilizzare le mandorle:
- Spuntino salutare: Puoi mangiare i pistacchi da soli come spuntino. Sono ricche di proteine, fibre, vitamine e minerali ed è consigliabile consumarle nella loro forma naturale senza sale o condimenti aggiunti.
- Aggiunta a cereali e yogurt: I pistacchi possono essere aggiunti ai cereali per la colazione o allo yogurt per aggiungere una croccantezza e un sapore extra.
- Creme al pistacchio: le creme al pistacchio sono un’alternativa gustosa al burro di arachidi. Puoi spalmarlo sulle fette di pane, aggiungere la crema a frullati o usarlo come condimento per dolci.
- Dolci e dessert: I pistacchi è un ingrediente poco comune per i dolci e dessert. Puoi usarle per abbellire biscotti, torte, crostate, torte e molto altro ancora.
- Piatti salati: I pistacchi possono aggiungere sapore e croccantezza a molti piatti salati. Possiamo vederli all’interno di insaccati come la mortadella o alcuni salumi. Grazie alla possibilità di tritare e usarli per dare croccantezza ad insalate come guarnizione per piatti di pasta con pistacchi.
Tuttavia, data la loro densità calorica, è consigliabile consumarli con moderazione.
Conservazione dei Pistacchi
Puoi conservare i pistacchi in guscio in luoghi freschi e asciutti, lontani da fonti di calore e umidità. La condizione ideale di mantenimento dei pistacchi in guscio al naturale è in ambiente refrigerato. I pistacchi in guscio possono anche essere conservati senza problemi a temperatura ambiente durante la stagione invernale date le basse temperature. Il contenitore ideale in cui conservare i pistacchi in guscio è il vetro. Grazie alla sua costituzione infatti è impenetrabile ad agenti chimici e gassosi, e avendo ottime capacità isolanti termiche mantiene per un tempo più lungo la temperatura iniziale rispetto agli altri materiali.
I fabbisogni individuali variano in funzione dell'età, del sesso, del peso e dell'attività fisica. Si ricorda che i pistacchi sono contenuti nell’elenco degli allergeni (allegato 2 Reg.
Aspetti nutrizionali dei pistacchi
I pistacchi sono ricchi di grassi, che rappresentano più del 50% della parte edibile. Sono principalmente monoinsaturi, ma è presente una buona quota di polinsaturi e pochissimi saturi. La ripartizione dei grassi a favore degli insaturi è tipica della frutta secca ed è uno dei fattori che dovrebbe incoraggiarne il consumo. Ovviamente si dovrebbero mantenere le quantità nel range delle dosi consigliate, che equivalgono a circa 30 grammi, 3 cucchiai di pistacchi sgusciati per intendersi. Il motivo è semplice, un etto fornisce ben 629 calorie! Una buona fetta della restante parte dei macronutrienti spetta alle proteine, peraltro di buona qualità. I carboidrati, invece, sono poco rappresentati nel seme, al contrario della fibra che invece abbonda. Questa conferisce un’ulteriore caratteristica importante che dovrebbe incoraggiane il consumo, vale a dire la capacità di saziare. In termini pratici, fare merenda a metà mattina o nel corso del pomeriggio con una porzione di pistacchi aiuta ad arrivare al pasto successivo senza correre il pericolo di essere troppo affamati.
Un accenno doveroso lo meritano anche i micronutrienti. Sono una riserva eccezionale di vitamina K, coinvolta nel corretto processo di coagulazione del sangue, buona fonte di alcune vitamine del gruppo B, di ferro, potassio, fosforo, magnesio.
Nonostante sia conosciuto come un frutto a guscio, il pistacchio (Pistacia Vera) botanicamente è un seme. Le sue origini sono antichissime, alcuni ritrovamenti archeologici hanno evidenziato il suo utilizzo sin dal settimo millenio a.c. I pistacchi sono frutta secca.
Il nome “pistacchio” deriva dal persiano pesteh e dall’arabo fustaq che sono nomi evocativi e ricordano il suono dell’apertura del guscio quando il pistacchio è maturo. La pianta è originaria della Siria ma secondo alcuni studi la zona di coltivazione iniziale, include anche Asia Minore, Palestina, Turkmenistan. Di altezza media intorno ai 4-5 metri, può anche superare gli 8-10 metri. Ha una corteccia di colore grigio cenere, una chioma ampia e foglie composte, ovvero un rametto portante diverse foglioline.
L’albero dei pistacchi fiorisce tra aprile e maggio e occorre che non subisca gelate a partire da questo periodo. La raccolta avviene da fine agosto a ottobre. Le piante vanno in produzione ogni due anni e per questo motivo le piantagioni vengono fatti in tempi e zone differenti, così da poter avere un raccolto costante per tutto l’anno. Il frutto è di forma ovale, cresce in grappoli e una volta avvenuta la maturazione è di colore rosso. Terminata la crescita del frutto e del guscio contenuto all’interno, comincia l’ingrossamento del seme: questo processo aumenta la pressione interna e nell’arco di sei settimane si arriva alla spaccatura del guscio. Il seme è unico e allungato, di colore verde chiaro.
La raccolta avviene in modi diversi a seconda del tipo di potatura praticata. Se la piantagione è spontanea, si procede con la raccolta manuale.
- Raccolta Manuale: la raccolta viene fatta a mano. I grappoli di pistacchi vengono colpiti con lunghi bastoni e fatti cadere su appositi reti o teloni.
- Raccolta Automatica: in questo caso la raccolta viene eseguita meccanicamente tramite l’utilizzo di appositi scuotitori che fanno cadere i frutti.
- Smallatura: il metodo più utilizzato per rimuovere il mallo dal guscio è quello tramite getti d’acqua. Un altro metodo molto diffuso è il passaggio del frutto in una macchina dotata di due nastri paralleli che ruotano a differenti velocità. Il prodotto viene poi introdotto in un separatore ad acqua, all’interno di una vasca con acqua corrente.
- Apertura con acqua: i pistacchi raccolti non a completa maturità e quindi “chiusi”, sono aperti con acqua. Ci sono due tipi diversi di aperture con acqua: nel primo caso i pistacchi vengono immersi per 2-3 ore e aperti meccanicamente con uno schiaccia noci. Vengono poi fatti asciugare ad aria calda. Nel secondo caso i pistacchi vengono immersi in acqua per 12 ore o più.
- Cernita meccanica: i pistacchi devono essere separati dai frutti che eventualmente sono rimasti chiusi. Per questa operazione si utilizza un cilindro con degli uncini che trattengo i pistacchi aperti.
- Tostatura: il metodo più utilizzato è quello ad aria forzata.
- Salatura: la salatura può avvenire in linea continua e in linea discontinua.
- Confezionamento: è la lavorazione finale del pistacchio.
Ci sono molte varietà di pistacchi ma l’unica vera distinzione che viene effettuata in Europa è quella fra varietà rotonde (round) e quelle allungate (long). Il maggior produttore di pistacchio è l’Iran, seguito dagli Stati Uniti, Turchia, Cina, Siria, Grecia, Italia e Spagna.
Tra i pistacchi californiani, le varietà più conosciute sono la Keran, introdotta nel 1957 è la più pregiata e diffusa in California. Bronte che prende il nome dal Duca di Bronte (in Sicilia, più precisamente Catania). Red Aleppo una varietà molto produttiva. Sfax, caratterizzata da semi piccoli ma di ottima qualità. Trabonella con seme piccolo e di colore verde. In Italia invece la pianta di pistacchio è coltivata quasi esclusivamente in Sicilia, in particolare Catania, Agrigento e Caltanisetta. Le caratteristiche merceologiche del prodotto sono molto buone, lo standard qualitativo dei frutti si mantiene costante. In Turchia la coltivazione del pistacchio è concentrata nelle regioni del Sud/Sud-Est. Il frutto presenta una forma ovale allungata e relativamente piccola, il seme ha un colore verde giallastro con caratteristico sapore e profumo.
Il pistacchio costituisce uno spuntino saziante: contiene vitamine, minerali ed è ricco di fibre. La porzione giornaliera tipica corrisponde a circa 30 grammi di pistacchio sgusciato, pari a circa 160-180 calorie. Oltre ad avere un profumo ed un sapore inconfondibili, il pistacchio contiene una varietà di minerali e vitamine in quantità rilevante.
I minerali principali evidenziati dalle nostre analisi sono: ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco, rame, manganese e selenio. Per le vitamine si contano invece: Vitamina B6, Vitamina E, Vitamina K e Biotina.
Uno studio presentato dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense ha rilevato un’azione positiva da parte del pistacchio nei riguardi del colesterolo: i ricercatori hanno condotto l’esperimento su 16 pazienti adulti e in buona salute, monitorandone per 9 settimane la condizione al progressivo aumento di consumo di pistacchi tostati o salati, da 0 a 85 g al giorno.
Il pistacchio fornisce un olio pregiato impiegato in pasticceria, confetteria e nella cosmesi per le sue capacità emollienti. In Sicilia la corteccia del pistacchio viene impiegata come rinfrescante. Nel primo secolo d.C. l’imperatore Vitellio fece conoscere a Roma i pistacchi. Marco Gavio Apicio include il pistacchio nel suo classico libro di ricette della cucina romana del primo impero.