Alimentazione per problemi intestinali: cosa mangiare e cosa evitare

Chi soffre di colon irritabile, una condizione che altera le normali funzioni intestinali, patisce sintomi quali dolore addominale, gonfiore, diarrea e stitichezza. È poi importante masticare lentamente, e mangiare in un ambiente tranquillo per favorire una migliore digestione. Si consiglia, innanzitutto, di mangiare porzioni moderate e di consumare pasti regolari durante il giorno.

Cosa non si deve mangiare quando si ha il colon irritabile?

Ci sono alcuni cibi che possono agire come stimolanti rispetto ai sintomi del colon irritabile. Per fare alcuni esempi, gli alimenti ricchi di grassi, che possono causare contrazioni forti nel colon e provocare diarrea. Questi includono cibi fritti, fast food, dolci ricchi di grassi, burro, latticini interi. Ci sono poi gli alimenti gassosi, ovvero alimenti che possono produrre gas nel tratto gastrointestinale causando gonfiore e distensione addominale.

Vanno evitati alcol e caffeina. Entrambi possono stimolare il colon e causare diarrea, soprattutto se consumati in grandi quantità, così come i latticini. Da accantonare anche il glutine, che può causare sintomi tipici dell’IBS e responsabile della cosiddetta sensibilità al glutine, condizione diversa dalla celiachia, ma con sintomi simili, da discutere quindi dettagliatamente con uno specialista.

Bisogna escludere gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP. I FODMAP sono carboidrati che vengono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue e vengono fermentati dai batteri nell’intestino crasso. Le persone con IBS possono sottoporsi a una fase di eliminazione in cui si evitano i cibi ad alto contenuto di FODMAP per 6-8 settimane massimo.

Dal momento che l’IBS è una condizione altamente individuale, la dieta low FODMAP tiene conto delle sensibilità alimentari specifiche di ciascuna persona. La dieta FODMAP è altamente personalizzabile e mira alla riduzione dei sintomi.

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Cosa fare per disinfiammare il colon?

Per ridurre l’infiammazione del colon è necessario adottare un approccio completo e personalizzato. Alcuni cibi possono aumentare l’infiammazione, come quelli piccanti, i grassi saturi e il lattosio difficile da digerire per molte persone con colon irritabile. La gestione dello stress è altrettanto importante, in quanto può aggravare i sintomi intestinali e contribuire all’infiammazione.

In alcuni casi potrebbero essere necessari farmaci prescritti da un medico, come antispastici o antiinfiammatori non steroidei (FANS), per controllare l’infiammazione e i sintomi correlati.

Cosa si deve mangiare con il colon irritabile e pancia gonfia?

Quando poi, insieme al colon irritabile, si soffre di pancia gonfia, è bene scegliere formaggi stagionati, tagli magri di carne, quindi pesce. Come frutta, sono preferibili banana, uva, agrumi e melone. Nello specifico si sta parlando di proteine magre che, come tutte le proteine, determinano senso di sazietà e riescono a dare energia nel tempo.

Si consiglia anche frutta, a patto che abbia poco fruttosio, quindi più digeribile, e grassi sani come omega-3, presente nei semi di lino o nel burro di mandorle. Il pranzo dovrebbe includere cibi che non “mettano troppa pressione” sul sistema digestivo. Gli spuntini possono essere utili per evitare eventuali picchi di fame durante la giornata. La cena dovrebbe essere a base di cibi facilmente digeribili.

Cosa bere se si ha il colon irritabile?

Se si ha il colon irritabile è importante fare attenzione alle bevande che si assumono, poiché alcune possono aggravare i sintomi, mentre altre possono essere più tollerabili e persino benefiche. Bere acqua è sempre la migliore scelta per mantenersi idratati senza irritare ulteriormente il colon.

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Il latte senza lattosio o le alternative vegetali al latte che sono prive di lattosio e caseina (come latte di mandorla, di riso o di soia) possono essere scelte tollerabili, poiché il lattosio può agire come trigger. Inoltre, i tè deteinati come il tè verde possono essere consumati. Evitare bevande contenenti caffeina e alcolici.

Cosa mangiare in caso di diarrea

Prima o poi tutti vi hanno a che fare, alcuni più spesso rispetto ad altri. Sapere cosa mangiare e cosa evitare in occasione di scariche liquide o semiliquide è però importante sia per non aggravare la situazione sia per evitare che si protragga nel tempo. A volte scegliere con attenzione cosa mangiare con la diarrea aiuta anche a ridurre il rischio che tali episodi si ripetano.

Cos’è la diarrea?

La diarrea può verificarsi se l’intestino assorbe meno acqua o ne secerne più del dovuto. La diarrea viene invece definita osmotica quando è dovuta alla presenza di sostanze nell’intestino in grado di richiamare acqua, come per esempio il lattosio. Il problema può associarsi a sintomi come gonfiore e dolore addominale o meteorismo e può essere acuto o cronico.

Spesso gli episodi di diarrea acuta sono associati a un’infezione a sua volta acuta (come avviene nella cosiddetta influenza intestinale). La diarrea cronica tende invece a essere non-infettiva. I rimedi più adatti in caso di diarrea variano in base alle sue cause e alla sua gravità. Per questo quando si ha la diarrea bisogna bere molto.

La bevanda di prima scelta è l’acqua: se ne consigliano da 8 a 10 bicchieri al giorno, magari con l’aggiunta di succo di limone, con l’accortezza di berne almeno una tazza (circa 240 ml) ogni volta che si ha una scarica di diarrea. Anche un bel brodo e le tisane aiutano a reintegrare i fluidi persi. Nel caso in cui si opti per dei succhi di frutta, che consentono di assumere anche vitamine e sali minerali, è bene berli diluiti; la stessa raccomandazione è valida se si sceglie di reidratarsi con uno sport drink.

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Dieta BRAT

Per quanto riguarda cosa mangiare e cosa evitare in caso di diarrea, il medico può consigliare la cosiddetta dieta BRAT, un’alimentazione a base di banane, pane tostato, porridge d’avena, riso bianco, polpa di mele e brodi. In genere la dieta BRAT è ben tollerata e può aiutare a migliorare i sintomi, ma non deve essere vista come l’unica soluzione possibile.

Cosa evitare

  • Evitare per qualche giorno il consumo di latte e derivati (soprattutto se è stata notata un’associazione con la comparsa o il peggioramento della diarrea, o con gonfiore e flatulenza).
  • Evitare alimenti grassi (come salumi e insaccati), cibi ricchi di fibre o di condimenti (incluso l’olio extravergine di oliva). Attenzione: anche prosciutto cotto e bresaola, pur essendo più magri rispetto ad altri affettati, possono aumentare l’infiammazione.
  • Evitare tutta la frutta e la verdura che può causare la produzione di gas intestinali, come broccoli, peperoni, verdure a foglia verde (ma non gli spinaci), prugne e frutti di bosco. Rimuovere buccia e semi dalle verdure.

In generale, è però bene non sottoporsi per lunghi periodi a diete inutilmente restrittive e seguire le indicazioni del medico, perché la mucosa intestinale guarisce più velocemente se si ricomincia in breve tempo a mangiare normalmente.

La diarrea può essere sostenuta da infezioni o essere conseguenza di disfunzioni anche gravi dell’organismo, oltre ad alterarne potenzialmente l’equilibrio elettrolitico, pertanto è fortemente raccomandato il consulto medico qualora il disturbo non si risolva in pochi giorni o sia ricorrente nel tempo. Il medico dopo attenta valutazione saprà prescrivere le corrette analisi per giungere alla diagnosi e conseguentemente impostare la corretta terapia.

In caso di diarrea che non si risolve in pochi giorni o che sia ricorrente nel tempo è raccomandato rivolgersi al proprio medico per individuarne la causa e ricevere consigli sulla dieta e su eventuali rimedi. Il medico può prescrivere per esempio farmaci antidiarroici, indicati solo in casi selezionati, oppure soluzioni reidratanti, prescritte per evitare la disidratazione soprattutto nei bambini.

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