Negli ultimi mesi, numerosi utenti hanno segnalato la ricezione di "bollette pazze" da parte dell'Ente Alto Calore, generando preoccupazione e disagi. Queste richieste di pagamento particolarmente onerose, spesso determinate senza una lettura accurata del contatore e senza riferimento alla media dei consumi pregressi, sono percepite come ingiuste, soprattutto in un periodo di difficoltà economiche per molte famiglie.
Le Denunce e le Richieste di Chiarezza
Il movimento di Insorgenza Civile ha denunciato la situazione, chiedendo chiarezza ai vertici dell'Ente di Corso Europa. Secondo il movimento, è inammissibile che il Consiglio di Amministrazione dell'Alto Calore cerchi di ripianare i debiti accumulati a causa di gestioni passate dissennate facendo cassa sui contribuenti, recapitando bollette di centinaia di euro a famiglie già in difficoltà.
Anche il dirigente sindacale Ardolino ha sottolineato la necessità di riorganizzare l'intero processo di fatturazione, garantendo ai cittadini il diritto di conoscere le modalità e i tempi di lettura dei contatori, le opzioni per l'autolettura e i canali di comunicazione dei dati. Inoltre, ha evidenziato la mancanza di un prospetto chiaro e dettagliato delle singole voci di spesa nelle bollette.
I Consigli delle Associazioni dei Consumatori
Di fronte a queste problematiche, le associazioni dei consumatori offrono consigli utili su come comportarsi. Il referente provinciale di Noi Consumatori per l'Irpinia, avv. Mario Mazzucchiello, suggerisce di contestare immediatamente le bollette non fondate, sottolineando che nei casi più gravi si può configurare un'ipotesi di danno esistenziale per ingiusta turbativa. Spesso, i cittadini sono costretti a perdere tempo e giornate lavorative per contestare le fatture agli sportelli, subendo stress e ansia.
Secondo Mazzucchiello, è importante far notare le lacune agli sportelli e, in caso di controversia legale, l'ente potrebbe avere la peggio. Per questo, non è assurdo parlare di danno esistenziale.
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Cosa fare in caso di bolletta esagerata:
- Non pagare immediatamente: Evitare di pagare subito, anche per paura di interruzioni della fornitura.
- Inviare un reclamo: Utilizzare il modulo specifico del proprio fornitore o, in mancanza, un modulo generico.
- Verificare la lettura del contatore: Controllare se la bolletta si basa su consumi stimati o effettivi.
- Controllare il profilo tariffario: Assicurarsi che il profilo applicato sia corretto (residente, uso domestico, ecc.).
- Verificare eventuali rimodulazioni: Controllare se il fornitore ha comunicato eventuali modifiche delle condizioni economiche con un preavviso di almeno 90 giorni. In caso di contestazione, richiedere prova dell'invio della comunicazione.
Se il fornitore respinge il reclamo, è possibile avviare una procedura di Conciliazione, un'opzione gratuita per negoziare una soluzione senza affrontare lunghi iter burocratici.
Anche se la bolletta è già stata pagata, è comunque possibile contestarla e chiedere il rimborso dell'importo versato.
L'Intervento di Federconsumatori
La Federconsumatori CGIL di Avellino offre assistenza agli utenti per presentare reclamo ufficiale all'Ente Alto Calore e ottenere la revisione dei costi in bolletta. L'associazione ha espresso soddisfazione per la disponibilità mostrata dal presidente Lello Stefano, pur auspicando un intervento più concreto e immediato sulla rimodulazione delle fasce tariffarie.
Secondo Fiorentino Lieto, responsabile della Federconsumatori di Avellino, le tariffe "agevolate" applicate dall'Alto Calore hanno una forbice ristretta e la fascia "base" copre i consumi solo fino a 144 mc annui, quando il consumo medio per famiglia è pari a 180-200 mc.
Regolazione della Morosità e Rateizzazioni
In caso di morosità, l'Alto Calore prevede una procedura specifica per la gestione dei pagamenti in sospeso. Trascorsi almeno 10 giorni solari dalla scadenza della bolletta, viene inviato un sollecito bonario di pagamento tramite raccomandata con avviso di ricevimento o PEC. Il sollecito contiene i riferimenti alla bolletta non pagata, i canali per comunicare l'avvenuto pagamento o contestare il sollecito, e il termine oltre il quale sarà avviata la procedura di costituzione in mora.
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Se gli importi dovuti non vengono saldati entro i termini indicati nel sollecito bonario, viene inviata una comunicazione di costituzione in mora, con raccomandata o PEC, trascorsi almeno 25 giorni solari dalla scadenza della bolletta. Il termine ultimo per il pagamento del debito indicato nella costituzione in mora non può essere inferiore a 40 giorni solari dalla data di ricezione del sollecito bonario.
Con la costituzione in mora, viene offerta la facoltà di rateizzare l'importo dovuto. Per aderire alla rateizzazione, è necessario inoltrare richiesta e pagare la prima rata almeno cinque giorni prima della data indicata nella costituzione in mora come termine ultimo di pagamento. Il piano di rateizzazione deve avere una durata minima di 12 mesi, con rate non cumulabili di frequenza pari a quella della fatturazione, salvo diversi accordi tra le parti. La volontà di ricorrere a un piano personalizzato o per un periodo inferiore a 12 mesi deve essere manifestata per iscritto o in modalità documentabile.
Se una rata non viene pagata, l'importo può essere maggiorato degli interessi di mora e, se previsto dal piano di rateizzazione, si dovrà saldare l'intero debito residuo entro 20 giorni dalla scadenza della rata non pagata.
Limitazione e Sospensione della Fornitura
La limitazione della fornitura è un intervento tecnico che può precedere la sospensione, mediante l'installazione di un dispositivo (riduttore di flusso) che limita la quantità di acqua erogabile. L'intervento di limitazione deve garantire alle utenze domestiche residenti l'erogazione del quantitativo minimo vitale, pari a 50 litri al giorno per abitante.
Per le utenze domestiche residenti diverse da quelle titolari del bonus idrico, si può procedere alla sospensione della fornitura idrica solo dopo aver accertato l'impossibilità tecnica della limitazione. La fornitura può essere sospesa solo quando il debito supera l'importo dovuto nell'anno precedente per i consumi rientranti nella fascia a tariffa agevolata, e solo in seguito all'intervento di limitazione, se tecnicamente possibile.
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La limitazione o la sospensione della fornitura idrica per morosità non sarà effettuata nei giorni festivi, il sabato e i giorni che precedono i festivi.
Per i costi di limitazione, sospensione, disattivazione e riattivazione, è possibile consultare la tabella 1 dell'allegato A al Regolamento.