Il Sannio è una regione storica e geografica dell’Italia meridionale che comprende parte delle attuali regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata. Il suo nome deriva dal popolo dei Sanniti, che abitò queste terre tra il VII e il I secolo a.C., e che si distinse per la sua fierezza e la sua resistenza contro i Romani.
Il Sannio ha una ricca e variegata storia, che ha visto il susseguirsi di diverse dominazioni e culture, tra cui quella romana, longobarda, normanna, sveva, angioina, aragonese, borbonica e napoleonica.
Benevento è considerata la capitale del Sannio, in quanto è il centro principale e il punto di riferimento della regione. Benevento ha origini antichissime, e fu fondata dai Sanniti con il nome di Maleventum.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Benevento fu sede di un importante ducato longobardo, che si estendeva su gran parte del Sannio e che resistette alle invasioni dei Franchi e dei Bizantini. Il ducato di Benevento fu poi elevato a principato, e fu governato da diverse dinastie, tra cui quella normanna, sveva e angioina.
Nel 1053, Benevento fu donata al Papa da Enrico III, e divenne una città pontificia, che mantenne tale status fino all’Unità d’Italia. Benevento è una città ricca di testimonianze storiche e artistiche, che spaziano dall’epoca sannitica a quella contemporanea, e che ne fanno una meta di grande interesse culturale.
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Il Matese e la Valle Telesina
Il Matese è il simbolo del Sannio vasto, ben oltre il cosiddetto Sannio Beneventano, in quanto è il massiccio montuoso che caratterizza il paesaggio e il clima della regione, di fronte al quale si erge la catena del Taburno: insieme delimitano e definiscono la cosiddetta Valle Telesina.
Il Matese si estende tra le province di Caserta, Benevento, Campobasso e Isernia, e raggiunge la sua altezza massima con il Monte Miletto, che misura 2050 metri. Il Matese è un territorio ricco di biodiversità, che ospita diverse specie animali e vegetali, tra cui il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il falco pellegrino, il faggio, l’abete bianco e il giglio rosso.
Il Matese è anche un territorio ricco di risorse idriche, che alimentano numerosi fiumi, laghi e sorgenti, tra cui il Volturno, il Biferno, il Lago del Matese e le Sorgenti del Lete. Il Matese è infine un territorio ricco di storia e di cultura, che conserva le tracce delle antiche popolazioni che lo abitarono, tra cui i Sanniti, i Romani, i Longobardi, i Normanni e i Borboni.
I Fiumi Volturno e Calore: Arterie del Sannio
Il Volturno e il Calore sono i due principali fiumi che attraversano il Sannio, e hanno una grande importanza sia dal punto di vista ambientale che storico.
Il Volturno è il più lungo fiume del sud Italia, con una lunghezza di 175 km e una portata media di 70 m3/s. Il Calore è il suo principale affluente, con una lunghezza di 118 km e una portata media di 25 m3/s.
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Il Volturno nasce dal Monte Miletto, nel massiccio del Matese, a 1800 metri di altitudine, e scorre verso sud-ovest, attraversando le valli del Matese e del Volturno. Il fiume riceve numerosi affluenti, tra cui il Titerno, il Tammaro, il Calore, il Regi Lagni e il Savone.
Il fiume sfocia nel Mar Tirreno, presso Castel Volturno, formando un ampio delta, che ospita una ricca biodiversità e una zona umida di interesse internazionale. Il fiume è sfruttato per la produzione di energia idroelettrica, l’irrigazione, la pesca e il turismo.
Il Calore nasce dal Monte Pizzuto, nel massiccio del Taburno, a 1390 metri di altitudine, e scorre verso nord-est, attraversando le valli del Taburno e del Calore. Il fiume riceve numerosi affluenti, tra cui il Sabato, il Tesa, il Fortore e il Tammaro.
Il fiume confluisce nel Volturno, presso Caiazzo, formando un’ampia conca fluviale, che è caratterizzata da una notevole varietà di ambienti e di specie. Il fiume è sfruttato per la produzione di energia idroelettrica, l’irrigazione, la pesca e il turismo.
Eventi Storici e Leggende Legate ai Fiumi
Il Volturno e il Calore sono stati testimoni di diverse vicende storiche e leggendarie, che hanno segnato il destino del Sannio e dell’Italia.
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La battaglia delle Forche Caudine avvenne nel 321 a.C., in cui i Sanniti, guidati da Gaio Ponzio, sconfissero e umiliarono i Romani, costringendoli a passare sotto il giogo, un arco formato da lance, simbolo di schiavitù. La battaglia si svolse in una stretta gola tra due monti, chiamata Forche Caudine, situata tra i fiumi Calore e Isclero, nei pressi di Montesarchio.
Nella battaglia del Volturno, avvenuta nel 1860, le truppe garibaldine, guidate da Giuseppe Garibaldi, sconfissero l’esercito borbonico, guidato da Francesco II, aprendo la strada alla conquista del Regno delle Due Sicilie e all’Unità d’Italia. La battaglia si svolse lungo le rive del Volturno, tra le città di Capua e Caserta, e fu una delle più sanguinose e decisive della spedizione dei Mille.
La battaglia fu anche il primo scontro tra le truppe regolari italiane, composte da piemontesi e garibaldini, e le truppe regolari borboniche, che si battevano per difendere il loro regno. La battaglia fu vinta dai garibaldini, grazie alla loro superiorità numerica, alla loro determinazione e al loro spirito patriottico.
Il mito di Alfi e Alfia è una leggenda popolare che narra la tragica storia di due giovani amanti, che si gettarono nelle acque del Calore per sfuggire alla tirannia del padre di lei, che voleva impedire il loro matrimonio. La leggenda si svolge a Benevento, tra il Ponte Leproso e il Ponte della Maddalena, dove i due fiumi si incontrano. La leggenda dice che i due amanti si trasformarono in due pesci, che ancora oggi si possono vedere nuotare insieme nel fiume.
Nel mito di Volturno, il dio fluviale che era venerato dagli Etruschi e poi dai Romani, come protettore delle terre e dei confini del Sannio, si diceva che esso avesse il potere di rendere fertili le campagne con le sue acque, e di respingere i nemici con le sue piene. Il suo culto era celebrato con feste e sacrifici, e il suo nome era invocato nelle preghiere e nelle formule magiche. Il suo simbolo era una testa di toro, che richiamava la forza e la fecondità.
Alto Calore Servizi e l'Approvvigionamento Idrico
La captazione dell’acqua è il processo attraverso il quale l’acqua viene prelevata da una fonte naturale, come sorgenti e pozzi, per essere convogliata verso una rete di distribuzione. Nella captazione da sorgenti l’acqua viene raccolta direttamente dal punto in cui sgorga naturalmente.
Il distretto Irpino interessa, in gran parte, il territorio del bacino idrografico del Fiume Calore e, in parte minore, i territori dei bacini idrografici del Fortore, Cervaro, Ufita, Sabato, Calaggio, Ofanto, Sele, Regi Lagni e Sarno, ricompresi nel Distretto idrografico dell’Appennino Meridionale.
Le principali scaturigini sono presenti nella Alta Valle del Sabato (sorgente di Sorbo Serpico. Le sorgenti di Cassano Irpino sono un’importante risorsa idrica situata nel cuore dell’Irpinia, alimentata dal vasto bacino idrogeologico dei Monti Picentini. Le acque di Cassano Irpino forniscono approvvigionamento idrico non solo alla provincia di Avellino, ma anche alla Puglia, Basilicata e a sei comuni della provincia di Campobasso. Questa sorgente è situata vicino al Bosco di Montemarano, un’area ricca di biodiversità con una varietà di flora e fauna.
I pozzi rappresentano una parte importante del sistema, soprattutto per garantire la continuità dell’erogazione in periodi di siccità o ridotta portata delle sorgenti. I pozzi sono dotati di impianti di sollevamento che permettono di estrarre l’acqua dalle falde sotterranee e convogliarla nelle reti di distribuzione. Oltre ai suddetti Campo pozzi vi è un Campo pozzi anche nel Comune di Liveri (NA), ubicato lungo la Statale N. 403 - Loc. Gli impianti di sollevamento gestiti da Alto Calore Servizi sono fondamentali per garantire l’approvvigionamento idrico nelle province di Avellino e Benevento. Sollevamento di Ariano S. Sollevamento Mercogliano S. Sollevamento Campo Pozzi S. Con l’istituzione della Grande Adduzione Primaria (GAP), con D.G.R.
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