Alzheimer: Come la Dieta Può Aiutare nella Prevenzione

Si stima che nel 2050, secondo il Dipartimento per gli affari economici e sociali dell’ONU, 2 miliardi di individui nel mondo avranno 60 anni o più, di cui 131 milioni saranno probabilmente affetti da demenza. Purtroppo è proprio la malattia di Alzheimer che diventerà la più comune forma di demenza senile.

Alzheimer e Alimentazione: Un Legame Stretto

Dato che non esiste una cura per l’Alzheimer, causato dall’azione della proteina beta-amiloide, responsabile della distruzione delle cellule nervose, sembra che l’unica arma possibile sia la prevenzione, e in particolare l'alimentazione. Importanti e recenti studi hanno dimostrato infatti che Alzheimer e alimentazione sono strettamente collegati: una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo riescono ad abbassare i livelli della proteina killer nel sangue ed evitarne l’accumulo nel cervello.

La Dieta Mediterranea: Un Alleato Prezioso

Quindi è indispensabile seguire un’alimentazione corretta, che per gli specialisti si traduce nella dieta mediterranea. Secondo gli stessi studi sarebbe in grado di ridurre del 40% il rischio di sviluppare l’Alzheimer da anziani. La dieta migliore per questi pazienti resta la dieta di tipo Mediterranea, ricca di frutta e verdura, cereali integrali, pesce, legumi e olio extravergine di oliva.

Alimenti Ricchi di Sostanze Antiossidanti

È importante consentire un consumo frequente di alimenti che contengono sostanze antiossidanti come gli agrumi, le verdure a foglia verde, i pomodori, patate, pesce, frutta secca, erbe aromatiche come prezzemolo, basilico, rosmarino, spezie. Tra le sostanze che sembra possano avere effetti positivi troviamo la vitamina C, la vitamina E e B12, i polifenoli (contenuti oltre che nella verdura anche in tè, uva, cioccolato), lo zinco e il selenio.

L'Importanza dell'Idratazione e del Momento del Pasto

Infine anche l’idratazione può diventare un problema ed è quindi importante tenere controllato anche quando e quanto il nostro caro beve, incoraggiandolo, soprattutto nel periodo estivo. Oltre al cibo, dobbiamo curare anche il momento del pasto, che deve essere innanzitutto tranquillo. Ecco alcuni consigli che possono aiutare:

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  • limitare le distrazioni;
  • servire i pasti in un ambiente tranquillo, lontano dalla televisione e da altre distrazioni;
  • mantenere una tavola semplice, evitando piatti, tovaglie e tovagliette a fantasia che potrebbero confondere la persona.

Le persone affette da Alzheimer possono cambiare umore improvvisamente e noi spesso non ne capiamo il motivo: anche a tavola si può aiutare la persona malata a vivere serenamente questo momento evitando, per esempio, di far scegliere tra diverse alternative. La difficoltà a esprimersi o l’incapacità a riconoscere un cibo o a ricordarne il sapore, mettono in difficoltà il malato, stressandolo. In generale, poi, vale sempre la regola della flessibilità.

Stile di Vita e Prevenzione

No al fumo. Sì all’alcol, ma in quantità moderate. Via libera al consumo di frutta e verdura e all’attività fisica, passi necessari per chi intende mantenere il peso nei limiti. Accorgimenti che non contribuiscono soltanto al benessere fisico, ma anche della mente.

Per molti risulta difficile credere che l’insieme di questi comportamenti, a partire da un’attività fisica moderata ma regolare, sia alla base della prevenzione delle demenze: numeri alla mano, dovute principalmente al morbo di Alzheimer. E invece, in attesa di scoprire come curare la più temuta malattia neurodegenerativa, conviene seguire alla lettera le indicazioni, per agire attivamente nel campo della prevenzione.

L’ultima conferma arriva da una ricerca pubblicata su Plos One, secondo cui il rispetto di uno stile di vita più equilibrato è associato a un aumento della sopravvivenza e a una minore probabilità di dover affrontare malattie degenerative: anche della mente. Dopo aver osservato per trent’anni un gruppo di 2.235 uomini, di età compresa tra 45 e 59 anni, i ricercatori inglesi hanno notato come l’aver seguito almeno quattro delle cinque raccomandazioni generasse un rischio più basso di andare incontro al diabete e ad altre complicanze cardiovascolari.

Lo stile di vita gioca un ruolo non secondario nell’insorgenza delle malattie neurodegenerative. La conferma arriva dai dati epidemiologici. Se in Italia si contano poco più di 600mila malati, un quinto dei quali in Lombardia, in Africa se ne contano un terzo e in India un quinto. Segno che l’industrializzazione e la società del benessere non ci difendono, anzi.

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Il Ruolo degli Omega-3

Nello studio sono stati inclusi 1.219 newyorchesi con più di 65 anni di età, senza turbe cognitive. Gli si è chiesto di compilare un questionario molto dettagliato sulle loro abitudini alimentari. I ricercatori hanno trovato che più un individuo consuma omega 3, più sono bassi i tassi di proteina beta-amiloide nel sangue. Lo studio ha anche tratteggiato una specie di menu: gli omega 3 consumati provenivano per lo più da pasti a base d’insalata, pesce, frutta, carne di pollo, margarina. Invece gli altri alimenti sottoposti al test non sembrano avere alcuna influenza sul tasso di proteina beta-amiloide circolante nel sangue.

Prevenire l’Alzheimer a Tavola

Dato che la medicina ancora non ha trovato una cura per questo disturbo, la prevenzione è l’unica strada da intraprendere e, come per buona parte dei disturbi che interessano corpo e mente, l’alimentazione e lo stile di vita sono determinanti. Tenendo conto del lungo periodo di incubazione, sarebbe meglio anticiparsi e curare la propria dieta da subito, specialmente se esistono casi di Alzheimer in famiglia. Diverse ricerche hanno dimostrato che una alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo riducono di molto i livelli della proteina killer presente nel sangue, evitandone l’accumulo nel cervello.

Per molti professionisti del settore, la dieta giusta è quella mediterranea, capace di diminuire del 40% il rischio di sviluppare l’Alzheimer. Bisogna, quindi, assumere regolarmente carne e pesce magri, fibre e verdure, cereali integrali e tutti quei cibi che regalano al corpo il corretto apporto di nutrienti, al fine di impedire o rallentare il manifestarsi di atrofia cerebrale.

In tal senso, sono essenziali gli acidi grassi omega-3 e le vitamine, specialmente la D che è alla base delle funzioni cognitive. I primi, presenti in ottime dosi in pesce, olio extravergine di oliva e frutta secca, sono ottime per garantirsi la giusta fluidità della membrana dei neuroni e combattono l’azione atrofizzante della proteina.

Le vitamine, i minerali e gli antiossidanti, presenti in frutta e verdure, ostacolano l’azione dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’uva, per esempio, è ricca di polifenoli e dà manforte nel mantenere attivo il metabolismo celebrale e riduce il rischio di sviluppare la malattia.

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Alimenti Utili per la Prevenzione

Volendo elencare alcuni alimenti utili per prevenire l’Alzheimer troviamo:

  • Verdure a foglia verde.
  • Uova.
  • Pesce e molluschi, ricchi di omega-3 e vitamina B12
  • Olio d’oliva, frutta secca e semi oleosi.

È bene ricordare che l’Alzheimer va prevenuto anche mantenendo uno stile di vita attivo ed eseguendo regolarmente attività fisica, soprattutto se si ha un lavoro sedentario.

Alimenti da Evitare

È stato provato che regimi alimentari squilibrati, ricchi di cibi contenenti dosi eccessive di colesterolo e grassi saturi, possano corroborare la formazione di placche di beta-amiloidi e causare l’ossidazione neuronale che porta al disturbo in questione.

In particolare, è emerso che gli Advanced Glication End products ndr (AGEs), rappresentano un importante fattore di rischio per la malattia di Alzheimer. Gli AGEs sono prodotti di una glicosilazione aberrante di proteine che si generano nel nostro organismo durante l’invecchiamento e che possono essere ulteriormente introdotte attraverso l’alimentazione.

Ma quali sono gli alimenti che contengono una maggiore concentrazione di tali sostanze? In primis carne, formaggi stagionati e cibi precotti, in quanto gli AGEs sono per lo più presenti come additivi.

Regimi Alimentari Consigliati

E quali sono i regimi alimentari più adatti per ridurre tali fattori di rischio? Gli esperti indicano la dieta mediterranea e la disciplina alimentare giapponese. Come conferma Lorena Perrone, entrambi i regimi alimentari riducono l’accumulo di AGEs nel corpo, in quanto prevedono un limitato consumo di carne e viceversa un ‘importante presenza di cereali e verdure.

Dunque, quali sono gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole per mantenere giovane e in salute il nostro cervello? Principalmente molta verdura, frutta di stagione, frutta secca oleoginosa (nocciole, mandorle, noci…) e pesce.

La nostra comprensione delle influenze dietetiche sulla malattia di Alzheimer è ancora allo stadio iniziale e disponiamo solo di pochi studi epidemiologici che esaminano le associazioni tra assunzione di cibo e sviluppo della malattia. Finora la prova migliore risiede nella possibilità di utilizzare sostanze antiossidanti, quali la vitamina E e la vitamina C.

Per preservare le nostre funzioni cognitive e diminuire il rischio di Alzheimer è bene fare attenzione agli alimenti che consumiamo quotidianamente. Il legame tra alimentazione e funzioni cognitive è più stretto di quanto si possa pensare. Recenti studi hanno dimostrato quanto gli alimenti contribuiscano a sostenere le cellule del nostro cervello e possano essere responsabili di alterazioni che ne compromettono il corretto funzionamento e aumentano il rischio di patologie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Campanelli d'Allarme dell'Alzheimer

Ecco i campanelli d'allarme che anticipano l'Alzheimer:

  • Disorientamento nel tempo e nello spazio
  • Difficoltà nel pensiero astratto
  • Diminuzione della capacità di giudizio
  • Difficoltà nelle attività quotidiane
  • Cambiamenti di umore o di comportamento
  • Mancanza di iniziativa
  • Cambiamenti di personalità
  • La cosa giusta la posto sbagliato
  • Problemi di linguaggio
  • Perdita di memoria

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