Ad oggi non esiste una cura definitiva per l'AD, anche se sono disponibili trattamenti che possono alleviare e gestire alcuni nei suoi sintomi. Tuttavia, l'alimentazione riveste un ruolo cruciale nella prevenzione dell'Alzheimer, poiché adottare una dieta equilibrata può contribuire a ridurre i rischi legati a questa patologia neurodegenerativa.
Il Ruolo dell'Alimentazione nella Prevenzione dell'Alzheimer
In particolare, alcuni alimenti sono riconosciuti per le loro proprietà protettive sul cervello grazie al loro contenuto di nutrienti essenziali. Accanto al pesce, anche frutta secca come noci e mandorle, vegetali a foglia verde scuro - come spinaci e cavoli - e bacche selvatiche rappresentano una fonte importante di antiossidanti. L'olio extravergine d'oliva, alla base della dieta mediterranea, esercita anch'esso un effetto protettivo grazie alla presenza di polifenoli e grassi monoinsaturi.
Numerosi studi hanno evidenziato che la dieta mediterranea è associata a una riduzione significativa del rischio di sviluppare l'Alzheimer, con una diminuzione stimata fino al 22% delle probabilità di insorgenza della malattia. Per massimizzare gli effetti positivi di una dieta preventiva, è altresì importante limitare il consumo di prodotti alimentari altamente processati, ricchi di zuccheri semplici e grassi saturi, che possono favorire l'infiammazione e il deterioramento cognitivo.
Alimenti Consigliati per la Prevenzione
- Pesce: Ricco di omega-3 e vitamina B12.
- Frutta secca: Noci e mandorle, fonti di antiossidanti.
- Vegetali a foglia verde scuro: Spinaci e cavoli.
- Bacche selvatiche: Ricche di antiossidanti.
- Olio extravergine d'oliva: Grazie alla presenza di polifenoli e grassi monoinsaturi.
- Agrumi: Ricchi di sostanze antiossidanti.
- Pomodori: Contengono sostanze antiossidanti.
- Patate: Contengono sostanze antiossidanti.
- Erbe aromatiche: Prezzemolo, basilico, rosmarino.
- Spezie: Contengono sostanze antiossidanti.
Tra le sostanze che sembra possano avere effetti positivi troviamo la vitamina C, la vitamina E e B12, i polifenoli (contenuti oltre che nella verdura anche in tè, uva, cioccolato), lo zinco e il selenio.
Integrazione Alimentare
Nell’ambito dell’integrazione alimentare, sembrano potenzialmente utili sostanze come l’acido folico, le vitamine del gruppo B, la vitamina E, il Coenzima Q10, l'acetil-L-carnitina e il Ginkgo Biloba. I problemi di alimentazione si possono aggiustare o tenere sotto controllo con alcuni integratori, ma non possiamo prendere nessuna iniziativa. Solo un medico nutrizionista o specialista può suggerire quelli giusti da assumere.
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L'Importanza della Dieta Mediterranea
Quindi è indispensabile seguire un’alimentazione corretta, che per gli specialisti si traduce nella dieta mediterranea. Secondo gli stessi studi sarebbe in grado di ridurre del 40% il rischio di sviluppare l’Alzheimer da anziani. La dieta migliore per questi pazienti resta la dieta di tipo Mediterranea, ricca di frutta e verdura, cereali integrali, pesce, legumi e olio extravergine di oliva.
È importante consentire un consumo frequente di alimenti che contengono sostanze antiossidanti come gli agrumi, le verdure a foglia verde, i pomodori, patate, pesce, frutta secca, erbe aromatiche come prezzemolo, basilico, rosmarino, spezie.
Consigli Pratici per l'Alimentazione nei Pazienti con Alzheimer
Mangiare è una di quelle attività che l’Alzheimer può rendere “complicate”: spesso chi ne è affetto perde peso molto in fretta e questo accade di solito perché si dimenticano di mangiare o si convincono di averlo già fatto. Le persone malate di Alzheimer spesso non si nutrono in maniera adeguata, se vengono lasciate indipendenti nella gestione di questa attività, soprattutto nelle fasi intermedia e avanzata della malattia.
Di solito, le persone che soffrono di demenza hanno scarso appetito, questo può accadere perché non vengono riconosciuti i cibi che ci si trova nel piatto, altre volte la causa possono essere i denti o le protesi dentarie non adatte, ma allo stesso un’incapacità a riconoscerlo e dirlo. Altre volte sono i farmaci o la modifica dei dosaggi che influiscono sull’appetito. O ancora può trattarsi di scarso movimento fisico: finché una persona è in grado di camminare, è fondamentale che faccia delle brevi passeggiate ed è sempre bene mantenere un po’ di mobilità, facendo fare esercizi.
Il cibo è il carburante del nostro corpo (e anche del nostro cervello) e una corretta alimentazione aiuta a mantenere il nostro corpo forte e sano. Come abbiamo già detto altre volte in passato è dunque importante curare la dieta dei nostri cari malati, che deve essere varia. Da eliminare o ridurre gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo. Un discorso simile vale anche per gli zuccheri raffinati che vanno ridotti il più possibile. Questi sono contenuti negli alimenti trasformati e hanno la caratteristica di contenere calorie, ma non vitamine, minerali e fibre. La voglia di dolce si può saziare con la frutta o con prodotti da forno dolcificati con succhi di frutta.
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Oltre al Cibo: Altri Fattori Importanti
Infine anche l’idratazione può diventare un problema ed è quindi importante tenere controllato anche quando e quanto il nostro caro beve, incoraggiandolo, soprattutto nel periodo estivo. Oltre al cibo, dobbiamo curare anche il momento del pasto, che deve essere innanzitutto tranquillo.
Consigli per un Ambiente Tranquillo Durante i Pasti
- Limitare le distrazioni.
- Servire i pasti in un ambiente tranquillo, lontano dalla televisione e da altre distrazioni.
- Mantenere una tavola semplice, evitando piatti, tovaglie e tovagliette a fantasia che potrebbero confondere la persona.
- Controllare la temperatura del cibo.
Le persone affette da Alzheimer possono cambiare umore improvvisamente e noi spesso non ne capiamo il motivo: anche a tavola si può aiutare la persona malata a vivere serenamente questo momento evitando, per esempio, di far scegliere tra diverse alternative. La difficoltà a esprimersi o l’incapacità a riconoscere un cibo o a ricordarne il sapore, mettono in difficoltà il malato, stressandolo. In generale, poi, vale sempre la regola della flessibilità.
No al fumo. Sì all’alcol, ma in quantità moderate. Via libera al consumo di frutta e verdura e all’attività fisica, passi necessari per chi intende mantenere il peso nei limiti. Accorgimenti che non contribuiscono soltanto al benessere fisico, ma anche della mente.
Stile di Vita e Prevenzione
Per molti risulta difficile credere che l’insieme di questi comportamenti, a partire da un’attività fisica moderata ma regolare, sia alla base della prevenzione delle demenze: numeri alla mano, dovute principalmente al morbo di Alzheimer. E invece, in attesa di scoprire come curare la più temuta malattia neurodegenerativa, conviene seguire alla lettera le indicazioni, per agire attivamente nel campo della prevenzione.
Dopo aver osservato per trent’anni un gruppo di 2.235 uomini, di età compresa tra 45 e 59 anni, i ricercatori inglesi hanno notato come l’aver seguito almeno quattro delle cinque raccomandazioni generasse un rischio più basso di andare incontro al diabete e ad altre complicanze cardiovascolari.
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Lo stile di vita gioca un ruolo non secondario nell’insorgenza delle malattie neurodegenerative. La conferma arriva dai dati epidemiologici. Se in Italia si contano poco più di 600mila malati, un quinto dei quali in Lombardia, in Africa se ne contano un terzo e in India un quinto. Segno che l’industrializzazione e la società del benessere non ci difendono, anzi.
«È ormai dimostrato che un regime alimentare povero di zuccheri semplici, sale, grassi e proteine animali ha un effetto protettivo sulla fitta rete di neuroni - afferma Elio Scarpini, neurologo e responsabile del centro Alzheimer dell’ospedale Maggiore di Milano -. Stesso discorso può essere esteso al fumo, altrettanto pericoloso per la mente. Quanto all’alcol, invece, sembra che un moderato consumo abbia un effetto protettivo, se si è visto come chi beve un bicchiere di vino al giorno abbia una prospettiva di vita più lungo rispetto a chi è astemio. Ma alla dieta è necessario abbinare un’adeguata razione di attività sportiva.
Campanelli d'Allarme dell'Alzheimer
- Disorientamento nel tempo e nello spazio
- Difficoltà nel pensiero astratto
- Diminuzione della capacità di giudizio
- Difficoltà nelle attività quotidiane
- Cambiamenti di umore o di comportamento
- Mancanza di iniziativa
- Cambiamenti di personalità
- La cosa giusta la posto sbagliato
- Problemi di linguaggio
- Perdita di memoria
Ruolo degli Omega-3
Invece gli altri alimenti sottoposti al test non sembrano avere alcuna influenza sul tasso di proteina beta-amiloide circolante nel sangue. I ricercatori hanno trovato che più un individuo consuma omega 3, più sono bassi i tassi di proteina beta-amiloide nel sangue. Lo studio ha anche tratteggiato una specie di menu: gli omega 3 consumati provenivano per lo più da pasti a base d’insalata, pesce, frutta, carne di pollo, margarina.
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