L’aspartame è un dolcificante artificiale ampiamente utilizzato in alimenti e bevande a basso contenuto calorico. Molti prodotti che ritroviamo sulla nostra lista della spesa contengono aspartame: bibite light, prodotti di pasticceria e confetteria, yogurt, gomme da masticare, prodotti a ridotto tenore calorico e per il controllo del peso o come edulcorante da tavola vero e proprio, sostituendo il comune zucchero.
L’aspartame è composto da tre elementi principali: acido aspartico, fenilalanina e metanolo. Una volta ingerito, l’aspartame viene rapidamente metabolizzato nei suoi tre componenti: Acido Aspartico, Fenilanina e Metanolo.
È un dato di fatto che questo tipo di dolcificante si adatta a particolari situazioni ed esigenze a cui i più comuni dolcificanti non possono competere: basso potere calorico (essendo circa 200 volte più dolce del saccarosio ne viene impiegato a quantità bassissima) e non innalza la glicemia (adatto a pazienti diabetici). L'aspartame presenta il grosso vantaggio di non alterare in maniera significativa la glicemia ed è per questo ben tollerato anche dalle persone diabetiche, che devono necessariamente ridurre il consumo dello zucchero tradizionale. Si tratta inoltre di una sostanza acariogena che, diversamente dal saccarosio, non provoca carie.
L'aspartame non ha il retrogusto amarognolo o metallico come la saccarina, il sapore è molto simile a quello degli zuccheri naturali; inoltre, alcuni aromi presenti nei cibi e nelle bevande sono potenziati o prolungati in presenza di aspartame, soprattutto quelli dei frutti acidi (come arancia e limone). Questa proprietà viene sfruttata nei chewing gum, dove la persistenza degli aromi può essere prolungata per un tempo 4 volte superiore.
Aspartame: Rischi e Benefici
L’aspartame rimane un argomento di dibattito tra la comunità scientifica e i consumatori. Sebbene sia generalmente considerato sicuro entro i limiti stabiliti dalle autorità sanitarie, alcune ricerche suggeriscono che il suo consumo possa avere effetti negativi sul metabolismo dell’insulina e sulla salute delle arterie.
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Negli ultimi tempi si è accesa la polemica sull'uso eccessivo di aspartame negli alimenti nonostante gli studi contrastanti sugli effetti collaterali a lungo termine che sembra avere: tante sono le domande che ci poniamo nei confronti di questa polvere bianca tanto usata nell'industria alimentare, ma che suscita anche tante perplessità! Vediamo di capirci qualcosa per fare una scelta oculata. L'aspartame sembra causare danni "lenti e silenziosi" in tutte quelle persone che sono così sfortunate da non avere reazioni immediate e che non hanno quindi un motivo per evitarlo, fino ad arrivare ad effetti cancerogeni.
Nei prodotti alimentari, l'aspartame è spesso indicato con la sigla E951. Negli ultimi anni, sulla scia delle insistenti ricerche scientifiche inerenti la presunta tossicità (che a dire il vero si ripetono, tra conferme e smentite, ormai da moltissimi anni), l'aspartame è stato sempre più spesso sostituito da altri dolcificanti artificiali, come il sucralosio.
Effetti sul Metabolismo e sulla Salute
- Influenza sulla risposta insulinica: alcune ricerche suggeriscono che i dolcificanti artificiali, incluso l’aspartame, possano alterare la risposta insulinica dell’organismo. Sebbene l’aspartame non contenga zucchero, il suo sapore dolce potrebbe stimolare il pancreas a rilasciare insulina in modo simile a quanto accade con il glucosio.
- Effetti sul metabolismo e il microbiota: l’aspartame potrebbe influenzare negativamente il microbiota intestinale, alterando la composizione batterica e riducendo la capacità dell’organismo di metabolizzare correttamente gli zuccheri.
- Danni alle arterie e salute cardiovascolare: alcuni studi hanno evidenziato una possibile associazione tra il consumo di dolcificanti artificiali e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
- Stress ossidativo e infiammazione: il metabolismo dell’aspartame può portare alla produzione di radicali liberi e allo stress ossidativo, fattori che possono influenzare negativamente la salute cardiovascolare.
Avvertenze e Limitazioni
Tuttavia, molte delle controversie sulla presunta neurotossicità dell'aspartame (turbe dell'equilibrio, disturbi dell'umore, nausea, cefalea, visione indistinta) riguardano proprio la liberazione di metanolo; i più a rischio sarebbero i bambini. I dubbi sulla fenilalanina derivano dal fatto che gli individui affetti da fenilchetonuria non possiedono gli enzimi che permettono di metabolizzarla, e ciò comporta gravi conseguenze per la loro salute; tuttavia, non dovrebbero esistere pericoli per queste persone perchè i dolcificanti e gli altri prodotti alimentari o dietetici contenenti aspartame devono riportare, per legge, l’avvertenza “contiene una fonte di fenilalanina”.
Per tale motivo i dolcificanti e gli altri prodotti alimentari o dietetici contenenti aspartame devono riportare l'avvertenza "contiene una fonte di fenilalanina".
Non ci scoraggiamo perché basta un po’ di buona volontà per trovare sostituti naturali all’aspartame!
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Dose Giornaliera Ammissibile (DGA)
Ogni dolcificante ha una dose giornaliera ammissibile (DGA) che è una garanzia di sicurezza perché rappresenta la quantità di edulcorante ipocalorico che una persona può consumare ogni giorno per tutta la vita senza rischi per la salute. Non è possibile controllare se un individuo fa un consumo che resta entro la DGA e l’unica cosa veramente giusta è informare il consumatore e renderlo consapevole di ciò che assume.
L’aspartame ha un potere dolcificante da 120 a 200 volte superiore rispetto al saccarosio. Nell’organismo l’aspartame viene scisso nei due aminoacidi costitutivi, i quali vengono metabolizzati dall’organismo, fornendo circa 4 Kcal per grammo. Gli studi dimostrano che non provoca carie e che è chimicamente stabile fino a 200°, caratteristica che lo rende inadatto alla preparazione di prodotti alimentari da sottoporre a temperature elevate (ad esempio cottura in forno).
La raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) del 14 luglio 2023 consiglia di moderare il consumo di aspartame, in quanto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito l’aspartame nel “Gruppo 2B” che comprende i “possibili carcinogeni umani”. L’OMS - nella sua stessa relazione - ha precisato che assumendone dosi moderate, l’aspartame non è affatto pericoloso, riconfermando come dose massima accettabile il consumo giornaliero di 40 mg/kg di peso corporeo.
Le informazioni fornite in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un professionista della nutrizione.
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