Belle Streghe: Storia e Leggende

Jack-o'-lantern sta per fare la sua spettrale comparsa nella notte di Halloween assieme a streghe, creature fatate ma anche mostri e folletti. Anche in Italia Halloween si sta pericolosamente avvicinando. Infatti, a partire dalla sera di mercoledì 31 sarà l'occasione ideale per travestirsi da scheletro, da zombie o da strega. Se però si è a corto di ispirazione, la notte di Halloween è l'ideale per vedere un film d'orrore. Oppure leggere una delle più belle storie che hanno come protagonisti maghi, streghe, creature fatate e perchè no anche mostri e folletti.

Oggi viste per lo più come personaggi di punta di film, libri e fumetti fantasy, le streghe sono state per secoli figure di spicco nella cultura popolare italiana, donne dotate di poteri sovrannaturali in grado di eseguire incantesimi e portare scompiglio nei paesi e nei campi. Prima di scoprire quali sono le tipologie di streghe più famose nella cultura italiana, è interessante capire cosa si intende con il termine “stregoneria”.

Halloween è anche la notte delle streghe! Ma come iniziò la loro leggenda e chi erano davvero queste donne che furono accusate di adorare il demonio? In realtà, erano delle innocenti usate spesso come capro espiatorio per spiegare carestie, epidemie e altre calamità.

Il 31 di ottobre si festeggia Halloween, una festa nata in Irlanda più di 2000 anni fa, per celebrare la fine della stagione dei raccolti. È la notte dei fantasmi, degli zombie e anche delle streghe! Chi erano veramente le streghe?

«Molte di loro erano seguaci di una antica religione in cui si praticava la magia, credendo che fosse una forma di energia per risolvere i problemi personali o di salute. Spesso erano devote a Diana, dea romana della caccia e della natura. Quando il cristianesimo arrivò in Europa, nelle campagne restò una fitta rete di queste donne pagane o diventate cristiane solo a metà. Ma i tempi erano cambiati e per la religione cristiana soltanto Dio, la Madonna e i santi potevano influire sui nostri destini. La situazione peggiorò dal XV secolo e ancora di più quando si creò una forte concorrenza fra cristiani protestanti e cattolici.

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«Venne allora creata l’immagine della strega diabolica» spiega ancora l'esperto di streghe Portone. «Secondo gli inquisitori, le seguaci di Diana adoravano in realtà Satana, quando il giovedì sera si riunivano sotto il famoso noce di Benevento, sul monte Tonale o sul Brocken, in Germania. Un caso emblematico è quello di Sibilla e Pierina, condannate al rogo a Milano, dopo che confessarono sotto tortura di avere partecipato a un banchetto con Diana. Nella caccia alle streghe furono giustiziate anche donne impazzite che si inventavano tutto. Secondo lo storico americano Brian Levack, durante la caccia alle streghe vi furono in Europa 110 mila processi con 60 mila condanne. Anche oggi, tale meccanismo, si vede bene ad esempio in Ghana. In questo Paese africano la magia opera normalmente a beneficio della comunità, ma se qualcosa va storto, occhio allora alla strega malefica. Governo e organizzazioni non governative hanno creato sei centri di protezione per donne accusate di stregoneria: a Gambaga, Kukuo, Bonyase, Nabukli e Kpatinga. Lì sono rinchiuse in circa 600.

La Strega nella Cultura Popolare

La Strega. Il dizionario la cita come: “Creatura femminile che la superstizione immagina fornita di poteri soprannaturali ad opera del demonio”. Un personaggio chiave in molte storie della tradizione popolare, porta con sé un universo immenso, fatto di superstizione, credenze popolari, mitologia e storie vere di violente persecuzioni. Oggi, a poche ore dalla notte più spaventosa dell’anno, vi parliamo delle streghe più popolari della letteratura mondiale.

La Strega: donna malvagia in bilico tra reale e fiabesco. La strega è notoriamente associata al simbolo del male. Un capro espiatorio per spiegare ciò che, apparentemente, non si poteva comprendere razionalmente. Un modo per esorcizzare le paure ma soprattutto emblema del mondo femminile. Un mondo pericoloso in quanto “misterioso” per la maggior parte degli uomini del passato (e non solo!). Che siano giovani, belle, vecchie o brutte, le streghe sono il simbolo della donna che deve essere tenuta a bada. La strega è il risultato della fusione di tanti elementi e, purtroppo, di una storia vera di persecuzione che la letteratura ha fatto propri e rielaborato in diversi modi.

Tantissime, per non dire tutte, le culture nel mondo che hanno la figura della strega nei racconti del loro folklore. La strega però, non è soltanto una figura mitologica, fiabesca, finta. Moltissime le donne vere, reali, che hanno subito torture atroci, fino ad andare incontro alla morte, per essere state sospettate di stregoneria. La caccia alle streghe è un fenomeno realmente esistito ed è durato per quasi 300 anni. Dalla prima esecuzione da parte dell’Inquisizione nel 1257 ca all’ultima conosciuta nel 1828. La saggezza, la ribellione, l’emarginazione sociale, la superiorità di donne non comuni veniva “scambiata” per occulto e di conseguenza andava eliminata.

La letteratura è piena di saggi sulla stregoneria e su come questa sia poi divenuta, in epoca moderna, un simbolo della lotta femminista. Ma questa è un’altra storia.

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Le Streghe nella Letteratura

Le streghe nella letteratura: dalla mitologia classica alla tradizione shakespeariana. Le prime streghe della letteratura risalgono all’antichità. Già nella tradizione dei popoli antichi, la figura della strega era già ben presente nei racconti. Certamente non con le sembianze che le daremmo oggi. Era più una divinità, un essere soprannaturale. A volte non aveva neanche un’accezione palesemente negativa. Cosa che invece assumerà dal Medioevo in poi, grazie alla demonizzazione della mitologia antica da parte della religione Cristiana.

Le streghe più famose della letteratura classica sono tre. La prima è sicuramente Circe. Maga bellissima, è stata la figura più famosa delle epopee classiche. Trasformava i suoi nemici in animali dopo averli attirati in trappola. Il suo nome è entrato nel vocabolario come sinonimo di ammaliatrice e di spietata seduttrice. La seconda è Medea. Emblema della passionalità, della vendetta e della magia naturale. Medea è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa “astuzia, scaltrezza“, e la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini. Una delle più celebri streghe della mitologia classica, però, è la potente dea della magia nera: Ecate. Madre di Medea, è la dea preellenica degli Inferi. Raffigurata con tre teste o tre corpi è associata alla Luna. Citata anche nel Macbeth di Shakespeare, Ecate compare proprio come regina delle streghe.

E parlando proprio di Shakespeare, arriviamo alle tre streghe più famose in assoluto della letteratura inglese. Le tre streghe di Macbeth, svolgono un ruolo fondamentale nella storia. Utilizzate per rappresentare il male, l’oscurità, il caos e il conflitto, pronunciano profezie confuse al futuro re di Scozia.

Streghe nel Mondo

Dall’Europa all’Asia, passando per il Sud America. Restando in Europa, la mitologia celtica è piena di figure femminili legate a superstizioni e maligno. Probabilmente la più famosa strega/maga della tradizione celtica è Morgana. Maga potente, antagonista di Merlino è il personaggio più celebre del Medioevo. La sua storia probabilmente deriva dalla strega multiforme della tradizione irlandese: Morrigan. Morgana viene vista in alcune tradizioni come una figura positiva capace di fare magie in grado di curare e aiutare il prossimo o consigliare. Alcuni la definivano una donna saggia, altri una strega.

Un’altra celebre strega è citata nella Bibbia: la Strega di Endor. Negromante dotata del potere di evocare lo spirito dei morti, compare nel primo libro di Samuele. Il testo biblico non ne riporta il nome, ma nella tradizione rabbinica è identificata con Zefania. Sicuramente avrete sentito parlare di Baba Yaga. La strega più famosa della mitologia slava. Vecchia mostruosa, con poteri magici e accerchiata da oggetti incantati, è lo spauracchio dei bambini russi. Incanta le prede per poi mangiarle. Associata ai boschi e alla natura selvaggia, Baba Yaga è spesso paragonata ad un’incantatrice. Ormai divenuta un personaggio fiabesco, si trova nelle fiabe russe, polacche, slovacche, bulgare, ceche e bielorusse.

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Ma le streghe non occupano solo le storie del Folklore occidentale. In Giappone è celebre la Yamauba, la strega delle montagne. Ha lunghi capelli spettinati e porta un kimono fatto di stracci. Personaggio malefico, si nutre di carne umana. Un po’ meno cruenta ma sempre malvagia è la strega della tradizione messicana: la Lechuza. Rappresentata come un volatile mostruoso con faccia di donna, attacca per vendicarsi di torti subiti in passato.

Dall’Africa all’Italia: la strega è donna ed è cattiva. Potremmo continuare all’infinito l’elenco delle streghe della tradizione popolare. In alcune parti dell’Africa, addirittura, credono ancora fortemente alla magia e al sovrumano e il filo tra finzione e realtà nelle credenze popolari è molto sottile. Ogni diversa tribù africana considera la stregoneria in maniera differente. Gli Nyakyusa ad esempio la definiscono come “il pitone nella pancia”, la tribù Pondo come “il serpente della donna”, la tribù Xhosa crede che sia una grande bestia pelosa e la chiama Baboon. Nella tribù Tswana invece, le streghe vengono distinte in “night witches” (streghe della notte) e “day sorceres” (streghe del giorno). Le streghe del giorno usano i loro poteri magici per infliggere danno attraverso l’uso delle erbe e altre medicine, le streghe notturne sono di solito anziane donne che si riuniscono in piccoli gruppi e viaggiano per stregare gli sfortunati, non vestono abiti ma si cospargono di ceneri bianche o di sangue di morti.

Streghe Italiane: Un Viaggio nel Folklore Regionale

Anche in Italia, la stregoneria fa parte della tradizione del folklore popolare. Dalle Janare di Benevento, alle Animulari siciliane, dalle Bele butele della tradizione veneta alle Cogas della tradizione sarda. Il folklore popolare italiano è pieno di figure di donne “stregate”. Questa è solo una piccola selezione delle streghe più famose della tradizione letteraria. Molto diverse tra loro per sembianze fisiche e poteri, hanno tutte in comune l’accezione negativa. La strega è la creatura dell’oscurità, colei che, attraverso i suoi incantesimi, destabilizza. È l’ostacolo da superare, è l’emblema del male. Questa accezione negativa, è il risultato di anni di sottomissioni, violenze, patriarcato che ha voluto da sempre mettere a tacere le donne, a maggior ragione se queste erano diverse dalla figura conforme degli standard dell’epoca.

Origini e Etimologia del Termine "Stregoneria"

Il termine stregoneria proviene dalla parola latina strix, che significa propriamente strige, un uccello notturno presente in antiche favole, che succhiava il sangue dei bambini nella culla e instillava loro il proprio latte avvelenato. È citato da vari autori latini, come Ovidio, Plauto e Plinio il Vecchio. Troviamo il termine anche nel greco antico strix, di origine indoeuropea, che significa uccello notturno, strige.

Le origini più antiche della stregoneria si fanno risalire al codice di Hammurabi, siamo quindi al secondo millennio avanti Cristo. La classica iconografia sulle streghe vede queste donne volare a cavallo di una scopa. Il Canon Episcopi si rivela un importante documento storico, inizialmente attribuito al Concilio di Ancira del 314, ma ritenuto più recente, forse dell'867. Nel testo si menzionava Diana, come dea pagana. E si mettevano in guardia i vescovi sulle donne convinte di obbedire ai suoi ordini o perfino cavalcare la notte su non specificate bestie e di attraversare immense distanze.

Il "Malleus Maleficarum" e la Caccia alle Streghe

Il Malleus Maleficarum (Hexenhammer), in latino maglio delle streghe, con cui se ne simboleggiava l'abbattimento, è un famoso testo medievale sulla stregoneria, scritto nel 1486 dai domenicani e inquisitori della Chiesa Cattolica Heinrich Kramer e Jacob Sprenger e pubblicato in Germania nel 1487. Secondo questo testo, erano tre gli elementi necessari alla stregoneria: le intenzioni malvagie, l'aiuto del Demonio e il permesso di Dio.

L'intero volume è suddiviso in tre sezioni. Nella prima si parla dell'esistenza del Diavolo e dei rapporti sessuali fra le donne e il demonio, come mezzo per diventare streghe. Nella seconda sezione sono discussi casi reali, si parla dei poteri delle streghe e come reclutano adepti e quali metodi sono efficaci per contrastarle.

Il primo processo per stregoneria, o meglio il primo documento storico su una pubblica esecuzione di una strega, si ebbe in Francia, a Tolosa, nel 1275, quando fu arsa viva Angela de la Barthe, accusata di aver avuto rapporti sessuali col Diavolo. Non è certo il numero di presunte streghe uccise dall'Inquisizione. La persecuzione fu definita da alcuni un vero "olocausto di donne". C'è chi parla di centinaia di migliaia di vittime, chi arriva a nove milioni. Il risultato finale fu la strage di migliaia e migliaia di persone, torturate e mandate al rogo.

Figure Chiave nella Storia della Caccia alle Streghe

  • Jean Bodin: nacque nel 1530 e morì nel 1596. Fu un giurista francese e un filosofo politico.
  • Nicholas Remy: detto anche Rémy and Remigius, nacque nel 1530 e morì nel 1616. fu un magistrato francese, divenuto famoso come cacciatore di streghe. Scrisse molte opere di storia, ma la più famosa resta il Daemonolatreiae libri tres, pubblicato nel 1595.
  • Peter Binsfield: altrimenti detto Peter Binsfield o Petrus Binsfeldius, nacque nel 1540 circa e morì nel 1598 o nel 1603. Fu un vescovo e teologo tedesco. Raggiunse la fama come cacciatore di streghe e scrisse l'opera De confessionibus maleficorum et sagarum, che fu tradotta in parecchie lingue.
  • Henri Boguet: nato nel 1550 e morto nel 1619, fu un giurista e giudice francese. Fu ben conosciuto per la sua crudeltà durante i processi alle streghe, specialmente verso i bambini.
  • Pierre de Lancre: nome completo Pierre de Rosteguy de Lancre o anche Pierre de l'Ancre, Signore di De Lancre, nato nel 1553 e morto nel 1631. fu un giudice francese, che condusse un'intensa caccia alle streghe nel 1609. Scrisse libri sulla stregoneria (Tableau de l'Inconstance des mauvais Anges del 1613 e L'Incredulite et Mescreance du Sortilege del 1622), in cui parlava di Sabba, licantropia e rapporti sessuali durante i sabba.
  • Francesco Maria Guazzo: detto anche Guaccio o Guaccius, un prete vissuto a cavallo fra il XVI e il XVII secolo a Milano.
  • Matthew Hopkins: inglese, inizia la sua carriera di cacciatore di streghe nel 1644, interrogando Elizabeth Clarke di Manningtree.

Benandanti: Combattenti Contro il Male

Il nome significa buoni camminatori e è riferito a gruppi di uomini e donne che si riunivano per combattere il male. Erano gli unici che potevano estinguere il potere dei malocchi e difendere i campi e i raccolti da streghe e stregoni. Si dice infatti che in particolari notti i benandanti combattessero contro le streghe, gli uni armati di rami di finocchio e le altre di rami di sorgo. La vittoria o la sconfitta dei benandanti segnava la fertilità dei campi o la perdita del raccolto. I benandanti sono anche legati alle Processioni dei Morti, sempre di origine contadina. Era ritenuto benandante chi vedeva i morti e andava con loro. Nonostante i benandanti combattessero il male, la Santa Inquisizione li dichiarò eretici tra il 1570 e il 1670. La missione di questa congrega si fondava su culti pagani, che non potevano trovare un riscontro positivo nella Chiesa.

Stregheria: La Vecchia Religione Italiana

La Stregheria, altrimenti detta Vecchia Religione e chiamata all'estero Stregoneria Italiana, è un culto di origini pagane che ha le sue radici nel periodo precristiano. Si fonda infatti su tradizioni perfino pre-etrusche. La Stregheria è essenzialmente una religione che utilizza la natura e che si basa sull'adorazione di una dea e di un dio, entrambi uguali. Stregoneria e stregheria devono essere visti come termini e concetti differenti. La stregoneria è legata alla magia, mentre la stregheria è una stregoneria organizzata connessa coi sabba, oltre a essere legata alla figura divina di Diana. La stregoneria non è una religione, la stregheria è invece detta appunto Vecchia Religione. Il nome di Vecchia Religione le è stato attribuito dalla Nuova, il Cristianesimo, poiché quella prima religione aveva radici antiche e si basava sul culto di antiche divinità, un culto politeista quindi.

La Vecchia Religione riapparve comunque oltre un secolo più tardi, a metà del XIX secolo, riscoprendo la Vecchia Religione Anglosassone, che conteneva elementi del Neodruidismo e della Vecchia Religione Italiana.

Tipologie di Streghe nel Folklore Italiano

  • Cogas (Sardegna): Una coga è la settima figlia in una famiglia in cui sono nate sette femmine. Le leggende la vedono volare a cavallo di una scopa e succhiare il sangue dei neonati. Può persino trasformasi in una mosca per entrare nelle case. Per combattere le cogas è sufficiente lasciare nella stanza in cui dorme un bambino un abito rovesciato. Se invece si sentiva arrivare la strega, che faceva un rumore simile alla caldaia battuta, bastava rovesciare un indumento e la coga cadeva a terra nuda. In provincia di Cagliari c'è persino una festa in suo onore, ad agosto, che dura tre giorni.
  • Gatte Masciare (Puglia): Queste streghe si trovano a Bari e possono trasformarsi in gatti e girovagare per la città di notte, operando i loro malefici. Al tramonto, si dice, questa donne si ungono di olio masciaro, che permette loro di potersi gettare nel vuoto, dai tetti delle case, e volare. Ecco dunque che ritorna l'unguento come uno degli strumenti magici delle streghe. Il termine masciaro sembra derivi dal latino megaera, da cui appunto proviene il nostro megera, che significa strega, maga. C'è un piccolo collegamento fra le gatte masciare pugliesi e le cogas sarde: se un uomo era convinto che un gatto fosse in realtà una strega, poteva recitare una formula magica e il gatto si sarebbe immediatamente trasformato in una donna nuda.
  • Bele Butele (Veneto): Altro nome delle streghe che trae in inganno. Sono diffuse nel veronese e qualcuno le ascrive alla famiglia delle Fate e più precisamente alle anguane. Vivono nelle grotte e si riuniscono la notte per tenere i loro concili. Vanno a caccia di serpenti, uccelli e caprioli, di cui si nutrono. Proprie della tradizione veneta, come le beate donnette hanno un nome che inganna gli incauti. Sono donne avvenenti, quando si mostrano con aspetto umano, mentre la loro natura è ben diversa. Hanno zampe caprine o equine, braccia di scimmia e orecchie lunghe. Le bele butele vanno in cerca di uomini che si attardano la sera, prima di rincasare, dopo l'Ave Maria. È in quell'ora che sono pericolose queste creature.
  • Janare (Campania): Le janare sonno terribili streghe della Campania – nei pressi di Caserta esiste il monte Ianaro, che da loro ha preso il nome – brutte e con lunghe zanne di cinghiale. Vestono con un mantello nero macchiato di sangue. Poteva penetrare nelle fessure delle finestre diventando vento e si dice che rubasse asini e cavalli nelle stalle, riportandoli all'alba stremati.

Altre Figure di Streghe nel Folklore Italiano

  • Anime Perse (Calabria e Basilicata): La strega si manifesta sotto varie forme e assume nomi e caratteristiche differenti in base alla località in cui vive. Non è ben chiara la natura di queste streghe, che alcuni definiscono invece Fate. Sono presenti nelle leggende della Calabria e della Basilicata, che hanno subito l'influenza delle comunità albanesi. Si dice che rapiscano i bambini nelle culle, per poi nasconderli nei tronchi delle querce. Troviamo questo aspetto nel romanzo fantastico Zeferina di Riccardo Coltri.
  • Animulari (Sicilia): Sono presenti in Sicilia e rientrano nella famiglia delle Streghe. Sono donne che hanno venduto la loro anima al diavolo. Questo potrebbe far pensare che il loro nome derivi da "anima", mentre invece sembra che sia dovuto al termine dialettale siciliano "anunulu", che significa arcolaio, poiché si dice che volino la notte girandolo. L'arcolaio compare anche nella fiaba La bella addormentata nel bosco, in cui la strega Malefica si trasforma appunto in un arcolaio per far pungere la principessa.
  • Streghe Marinare (Liguria): Siamo nei dintorni di Savona. Queste creature sono anche chiamate "streghe marinare", poiché si dice che riescano a navigare nelle tempeste, che riescono anche a scatenare.
  • Strie della Diassa (Belluno): Nella provincia di Belluno impazza la stria della Diassa, altrimenti detta "strega del ghiaccio". Padrona degli elementi atmosferici invernali, può scatenare bufere di neve e valanghe.
  • Streghe Tempestare (Italia): Le streghe tempestare sono proprie di tutta la nostra penisola e si tratta di streghe – ma anche stregoni – che hanno ormai da tempo imparato a controllare gli agenti atmosferici. Possono procurare bufere, tempeste, grandinate e rovinare così i raccolti. Si dice che la bora, il ben conosciuto vento triestino, sia causata da streghe del luogo.
  • Giovedìe (Lombardia): Si tratta di una tribù si streghe che vive in Lombardia. Il nome potrebbe significare giovedì, poiché è il giorno del loro sabba. Sono anche dette zöbiane o giubbane.

La Bibbia e la Stregoneria

Sebbene il termine "stregoneria" sia usato una sola volta nella Bibbia (in Galati 5), tuttavia ci sono non pochi brani che parlano di questa attività. Si parla di interrogare i morti e consultare gli spiriti. Per la Bibbia le stregonerie sono opere della carne, come l'idolatria e la fornicazione. Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo.

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