Calore ai Piedi e Sclerosi Multipla: Cause e Rimedi

Il dolore è un sintomo comune per le persone affette da sclerosi multipla (SM) e può essere uno dei più fastidiosi.

Tra i sintomi della sclerosi multipla più comuni è sicuramente presente la sensazione di affaticamento. In molti casi, la sensazione di fatica è affiancata anche da dolore. Questo sintomo è ben diverso: può essere di tipo cronico oppure di tipo parossistico (comparire e scomparire in brevi periodi di tempo), e interessa aree differenti del corpo.

Crampi alle mani, dolori al tallone, bruciore ai piedi: sono solo alcuni dei sintomi che possono interessare i soggetti con sclerosi multipla. Il dolore può essere descritto e percepito da ogni persona in modo diverso. Alcuni potrebbero avvertire sensazioni di oppressione, compressione, freddo, caldo, dolore puntorio o dolore a “coltellata” o bruciore, mentre altri descrivono una sensazione di costrizione al torace, talvolta definita l’“abbraccio della sclerosi multipla”. Altre sensazioni possono essere una sensibilità amplificata nella zona interessata, provare dolore anche in seguito a uno stimolo non doloroso, aumentata sensibilità al dolore.

Spesso i malati di sclerosi multipla avvertono anche bruciore alla pelle, pizzicore lancinante, un senso di freddezza dell’arto, che può essere definito “freddo come il ghiaccio”.

Approfondiamo alcune condizioni specifiche che possono causare calore e bruciore ai piedi nelle persone con sclerosi multipla.

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Sindrome dei Piedi Brucianti

La Sindrome dei piedi brucianti si manifesta con costante bruciore e sensazione di calore intenso sulla pianta del piede, anche in presenza di basse temperature. La Sindrome dei piedi brucianti, nota anche come sindrome di Grierson-Gopalan, è una condizione medica che provoca serio bruciore e dolore ai piedi, iperestesia e alterazioni vasomotorie dei piedi che causano iperidrosi ed eccessiva sudorazione. È un disturbo solitamente correlato ad altre patologie pregresse quali: il diabete, la carenza di vitamina B1, l'insufficienza renale, l'anemia, l'artrite reumatoide, le neoplasie, o l'abuso di alcol. La condizione interessa i nervi periferici, ovvero quelli che raggiungono le estremità del corpo.

Neuropatia periferica tra le cause principali. Si tratta di una delle cause più comuni della Sindrome dei piedi brucianti, se non la più comune e diagnosticata. Insorge quando i nervi sensoriali periferici che collegano il midollo spinale alle estremità sono danneggiati.

I soggetti maggiormente sensibili a sviluppare una neuropatia periferica sono quelli affetti da diabete, e chi ha livello di glucosio nel sangue non stabili. La neuropatia periferica diabetica si sviluppa in modo graduale ed è solitamente peggiorativa con il passare del tempo. La diagnosi è principalmente clinica.

Trattamento

Il trattamento della Sindrome dei piedi brucianti, a livello medico, è strettamente correlato alla presenza di altre patologie pregresse che ne hanno determinato l'insorgenza, e quindi ne sono causa. Nel caso di dolore e bruciore ai piedi causato da neuropatie derivanti dall'assunzione di farmaci o sostanze tossiche che l'hanno provocata, il disturbo svanirà progressivamente con l'interruzione della terapia con tali farmaci o il contatto con le sostanze. I nervi, a questo punto, si rigenerano naturalmente.

Il sintomo principale però rimane il bruciore ai piedi localizzato soprattutto a livello plantare, ma che può espandersi anche al dorso del piede fino alla caviglia e associarsi a pesantezza e formicolio.

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La causa principale della sindrome dei piedi brucianti è il diabete, sia nella forma conclamata che nella fase di pre-diabete.

La terapia in caso di sindrome dei piedi brucianti non prevede l’assunzione di farmaci antinfiammatori o antidolorifici ma di farmaci antidepressivi e antiepilettici che vanno a spegnere il corto circuito che si genera all’interno delle fibre nervose.

Dolore Neuropatico e Sclerosi Multipla

Alcuni tipi di dolore sono un risultato diretto della sclerosi multipla e sono causati da danni ai nervi del sistema nervoso centrale. Il dolore potrà anche manifestarsi in modo improvviso e sparire in poco tempo (dolore parossistico), mentre la maggior parte delle persone con sclerosi multipla soffre di dolori cronici.

Disestesie: sono sensazioni dolorose che possono colpire gambe, piedi, braccia e mani e provocare sensazioni di bruciore, pizzicore, lancinante, freddo come il ghiaccio o elettricità. Possono interferire con le attività quotidiane, il sonno e la qualità generale della vita.

Come per altri sintomi della sclerosi multipla essenzialmente soggettivi la diagnosi si basa sulla descrizione data dalla persona, eventualmente con l’aiuto di questionari ad hoc e scale grafiche di valutazione del dolore percepito.

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Il dolore cronico di natura neuropatica agli arti è purtroppo molto frequente nei nelle persone con sclerosi multipla e la terapia non è ancora completamente efficace. I farmaci più utilizzati sono amitriptilina, carbamazepina, clonazepam, altri antiepilettici ed antidepressivi. La fisioterapia volta a migliorare la postura, i farmaci antiinfiammatori non steroidei e la stimolazione nervosa elettrica transcutanea (TENS) possono essere di aiuto. In alcuni casi può essere di aiuto consultare specialisti di centri di terapia del dolore.

Nevralgia del Trigemino e Sclerosi Multipla

È il tipo di dolore acuto più comune nelle persone con sclerosi multipla, e in rari casi può essere tra i sintomi iniziali della malattia. È presente nel 2-4% dei casi di sclerosi multipla, ha distribuzione radicolare ed è parossistico, a insorgenza acuta. Si ipotizza che alla base vi sia una placca demielinizzata a livello del ponte, nella zona di ingresso della radice del V nervo cranico.

I farmaci più impiegati appartengono alla categoria degli antiepilettici e tra questi la carbamazepina è il più impiegato. In caso di inefficacia altri farmaci con fenitoina, gabapentin, lamotrigina e misoprostolo sono stati provati con discreti risultati.

Altre Cause di Dolore

Si manifesta a causa di debolezza, rigidità o problemi di coordinazione che alterano la deambulazione o altra mobilità. In alcuni casi le cosiddette andature compensatori possono determinare dolore alla schiena o all’anca.

La tensione o la rigidità dei muscoli, chiamata spasticità, è causata direttamente dalla sclerosi multipla. La spasticità altererà la deambulazione e causerà la trazione sulle articolazioni. Ciò può provocare dolore tipicamente alle caviglie, alle ginocchia, ai fianchi e alla schiena. Il dolore muscoloscheletrico può interessare varie articolazioni, tra cui la schiena o le anche. La spasticità tipica della sclerosi multipla è in grado di alterare la capacità di camminare normalmente e può provocare dolore generalmente alle caviglie, alle ginocchia, ai fianchi e alla schiena.

Potresti ritrovarti a compensare la debolezza muscolare utilizzando in maniera eccessiva altri muscoli, e ciò potrebbe a sua volta provocarti dolore.

Eritromelalgia

L'eritromelalgia è una dolorosa vasodilatazione a carico dei vasi sanguigni periferici. Oltre al dolore, di tipo urente, nella zona colpita l'eritromelalgia provoca anche calore e arrossamento. Il disturbo si riscontra specialmente a livello di mani, piedi, volto, orecchie o ginocchia. L'eritromelalgia dura da pochi minuti a diverse ore. Può essere scatenata dall'esposizione a fonti di calore ed è caratteristicamente alleviata da impacchi freddi.

L'eritromelalgia può anche essere secondaria a disordini mieloproliferativi (policitemia vera e trombocitemia), insufficienza venosa, ipertensione, diabete mellito, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, gotta, malattie del midollo spinale e sclerosi multipla. Più raramente, l'eritromelalgia è indotta dall'uso di alcuni farmaci (es.

Gestione della Fatica

La fatica è uno dei sintomi più comuni della sclerosi multipla, che può comparire già nelle prime fasi della malattia. La sua diagnosi tuttavia non è semplice, perché la fatica rappresenta uno stato soggettivo ed è invisibile agli altri. Per fatica da sclerosi multipla si intende comunemente un’opprimente sensazione di spossatezza in assenza di uno sforzo correlabile, indipendente dall’età o dalla gravità della malattia. Spesso può essere interpretata come svogliatezza, o come depressione, creando notevole disagio, e talvolta rabbia, nella persona con sclerosi multipla, perché non è bello essere giudicati pigri.

In ogni persona con sclerosi multipla la fatica si manifesta in modo soggettivo, sia per tipologia sia per l’orario in cui compare. Relativamente alla sclerosi multipla, la “fatica primaria” è quella correlabile direttamente alla malattia, come risultato del danno al sistema nervoso centrale provocato dall’infiammazione, e “fatica secondaria” quella legata maggiormente allo stato emotivo, per esempio ansia o depressione, e alla presenza di altre condizioni non necessariamente correlate in modo diretto alla sclerosi multipla, come un’infezione, la febbre o un disturbo del sonno. Anche alcuni tipi di farmaci (per es.

Una corretta gestione della fatica è fondamentale per ridurre il suo impatto nella vita di tutti i giorni, per imparare a svolgere le attività quotidiane in modo più efficiente e per risparmiare la maggior energia possibile. Esistono strategie per il risparmio energetico che si rivelano fondamentali per la gestione della fatica nella sclerosi multipla. Fra queste, l’imparare a bilanciare attività e riposo, con una programmazione delle attività da compiere ogni giorno in ordine di priorità, il riconoscere i segnali dell’affaticamento, l’imparare a fermarsi prima di raggiungere il completo esaurimento energetico, il rendere confortevole l’ambiente di lavoro e quello domestico in modo da ridurre il dispendio energetico e l’utilizzo di tecniche di rilassamento che permettano di fruire al meglio dei momenti di riposo.

La vita quotidiana con la sclerosi multipla può risultare difficile da dover gestire, per questo trovare supporto in amici e familiari può esserti d’aiuto quando avverti un forte senso di stanchezza e affaticamento. Un modo per gestire la sensazione di affaticamento è cercare di migliorare gli eventuali problemi di sonno che si potrebbero manifestare. Il medico valuterà se suggerirti di interrompere alcuni trattamenti oppure di provare esercizi fisici adatti ai tuoi orari lavorativi.

Consigli Generali

ll caldo estivo costituisce motivo di disagio per la maggior parte delle persone, ma alcune categorie sono più a rischio di altre, per esempio i bambini, gli anziani o le persone che hanno problemi di tipo cronico. Nel lontano 1890 era stato descritto un fenomeno particolare nelle persone con sclerosi multipla.

  • Evitare di uscire all'aria aperta nelle ore più calde cioè dalle ore 11.00 alle 18.00. se non assolutamente necessario.
  • Rinfrescare l'ambiente domestico e di lavoro, per esempio schermando le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane e tende.
  • Ridurre la temperatura corporea facendo bagni e docce con acqua tiepida, bagnare viso e braccia con acqua fresca.
  • Conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.

Per quanto riguarda l’alimentazione ovviamente al primo posto vi è il fatto che la persona debba mantenere una buona idratazione, ma anche quello di non appesantire il sistema digestivo.

  • Bere frequentemente bevande leggermente raffreddate non gasate, non zuccherate, e non alcoliche, sono consigliati almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante).
  • Preferibilmente consumare più pesce che carne, in quanto più digeribile, soprattutto se cucinato al forno o alla griglia.

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