Impatto Ambientale del Calore Rilasciato dal Mare: Un'Analisi Approfondita

Il 2024 è stato l'anno dei record climatici, caratterizzato da concentrazioni elevate di gas serra, temperature globali in aumento sia sulla terraferma che negli oceani, innalzamento del livello del mare, aumento del contenuto di calore degli oceani e perdita di massa dei ghiacciai.

Il Rapporto "State of the Climate"

La conferma di questa situazione critica arriva dall'annuale Rapporto "State of the Climate 2024", giunto alla 35ma edizione. Questo rapporto, frutto di una serie di revisioni paritarie, viene pubblicato a fine estate come supplemento speciale al Bulletin of the American Meteorological Society (BAMS), la rivista di punta dell'AMS. Esso rappresenta una sintesi autorevole e completa dello stato del sistema climatico globale.

Il Rapporto è compilato dai Centri nazionali per l'informazione ambientale (NCEI) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), con il contributo di 589 scienziati provenienti da 58 Paesi e il supporto di decine di migliaia di misurazioni da diversi set di dati indipendenti. Amplia la comprensione dei cambiamenti climatici e integra il lavoro svolto dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) per il suo Rapporto sullo Stato del Clima e dal Copernicus Climate Change Service (C3S) per lo Stato del Clima in Europa.

"Il rapporto sullo Stato del Clima è un punto di riferimento scientifico annuale", ha dichiarato David J. Stensrud, Presidente dell'AMS. "Si tratta di un vero e proprio sforzo globale, in cui centinaia di ricercatori provenienti da università, agenzie governative e altri enti si uniscono per fornire un rapporto accurato e rigorosamente sottoposto a revisione paritaria sul clima del nostro pianeta. Il rapporto incorpora osservazioni e risultati di alta qualità provenienti da tutto il mondo, sottolineando l'importanza vitale delle osservazioni per monitorare e della climatologia per comprendere il nostro ambiente. I risultati confermano la realtà del nostro clima in cambiamento, con temperature globali che nel 2024 raggiungeranno livelli record".

Principali Risultati del Rapporto State of the Climate 2024

Tra i risultati più significativi del Rapporto State of the Climate 2025, si evidenziano:

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  • Concentrazioni di gas serra record: Anidride carbonica, metano e protossido di azoto hanno raggiunto concentrazioni record nel 2024. Il livello medio globale di CO2 ha raggiunto 422,8±0,1 parti per milione, con un aumento del 52% rispetto al livello preindustriale di 278 ppm.
  • Temperature record in tutto il mondo: Un nuovo record annuale di temperatura superficiale globale è stato stabilito per il secondo anno consecutivo, con record che risalgono fino alla metà del 1800.
  • Intensificazione del ciclo dell'acqua: Le temperature globali più elevate hanno avuto un impatto sul ciclo dell'acqua, con un'evaporazione dell'acqua dalla terraferma nell'emisfero settentrionale che ha raggiunto uno dei valori annuali più alti mai registrati.
  • Temperature superficiali del mare record: Le temperature medie giornaliere della superficie del mare a livello globale hanno raggiunto livelli record dall'inizio del 2024 fino a fine giugno. La temperatura media annua globale della superficie del mare nel 2024 ha raggiunto un livello record, superando il precedente record del 2023 di 0,06 °C.
  • Calore degli oceani e livello globale del mare ai massimi storici: Il contenuto di calore degli oceani globali ha continuato ad aumentare e ha raggiunto nuovi massimi storici nel 2024. Il livello medio globale del mare ha raggiunto un livello record per il 13° anno consecutivo.
  • Artico con temperature quasi da record: L'Artico ha registrato il 2° anno più caldo nei 125 anni di registrazione, con un autunno (da ottobre a dicembre) che ha registrato temperature record.
  • Continuo calo dei ghiacci marini in Antartide: L'estensione minima e massima giornaliera dei ghiacci marini in Antartide nel corso dell'anno è stata la seconda più bassa mai registrata dopo quella del 2023.
  • Scioglimento dei ghiacciai a livello globale: Per il secondo anno consecutivo, tutti i 58 ghiacciai di riferimento globali nei cinque continenti hanno perso massa nel 2024, determinando la maggiore perdita media di ghiaccio nei 55 anni di registrazione.
  • Attività dei cicloni tropicali inferiore alla media: Sono stati osservati un totale di 82 cicloni tropicali durante le stagioni delle tempeste degli emisferi settentrionale e meridionale, al di sotto della media di 87 del periodo 1991-2020.

L'Aumento Record delle Temperature Oceaniche nel 2023

Uno studio recente dell'ENEA rivela un inquietante record: nel 2023, le temperature degli oceani hanno raggiunto livelli mai visti, segnando un picco preoccupante nel riscaldamento oceanico. Lo studio, pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences, ha rivelato un significativo aumento delle temperature delle acque marine, con le acque oceaniche che hanno assorbito un quantitativo stimato di 9 a 15 ZettaJoules di calore in più nel 2023 rispetto al 2022. Questo aumento è equivalente al doppio dell'energia che alimenta l'economia globale ogni anno.

L'oceano, che copre il 70% della superficie del pianeta e assorbe circa il 90% del calore derivante dal riscaldamento globale, ha mostrato non solo un generale riscaldamento, ma anche notevoli anomalie nelle temperature della superficie marina.

Le acque più calde alterano i modelli meteorologici globali, influenzando le precipitazioni atmosferiche e l'evaporazione delle acque superficiali, che a loro volta impattano sulla salinità oceanica. Di conseguenza, le regioni più salate stanno diventando ancora più salate, mentre le aree più dolci stanno sperimentando una riduzione della salinità.

Inoltre, lo studio ha evidenziato l'aumento della stratificazione delle acque oceaniche, dove le acque meno dense, più calde e meno salate tendono a rimanere in superficie, impedendo il trasporto di calore, anidride carbonica e ossigeno verso le acque più profonde.

I ricercatori dell'INGV e dell'ENEA, nell'ambito del progetto MACMAP, stanno monitorando le temperature del mare in questa regione, in particolare lungo la rotta Genova-Palermo nei mari Ligure e Tirreno.

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Le implicazioni di queste scoperte sono di vasta portata, influenzando tutto, dall'agricoltura e la pesca all'idrologia, ai modelli meteorologici e persino alla salute umana. Lo studio funge da severo promemoria della necessità urgente di un monitoraggio sistematico dei mari e dell'adozione di strategie efficaci di mitigazione e adattamento per combattere gli effetti del riscaldamento globale.

Stratificazione degli Oceani e Conseguenze Climatiche

La dinamica naturale del clima sulla Terra è dominata dagli scambi di materia ed energia tra atmosfera e oceani. Entrambi questi mezzi sono caratterizzati da una "stratificazione" di materia.

L'oceano, in particolare, presenta acqua più leggera in superficie e più pesante in profondità e il "peso" di questa acqua dipende dalla sua temperatura e dalla sua salinità. Essendo l'oceano riscaldato dall'alto, le acque leggere in superficie sono anche le più calde e man mano che si scende in profondità la temperatura diminuisce.

Nonostante la dinamica delle correnti marine che rimescolano le acque, possiamo individuare delle proprietà medie di stratificazione delle acque degli oceani, che sono importanti per una serie di motivi.

Se gli strati di acque calde superficiali si rimescolano molto con quelle sottostanti, il calore da esse accumulato si "spalmerà" su uno strato più ampio e avremo minori differenze termiche tra la superficie e le profondità. Questo da un punto di vista climatico, ma ci sono anche altre conseguenze del maggiore o minore rimescolamento degli oceani. Ad esempio, con un minore rimescolamento si ha meno scambio di ossigeno e nutrienti tra i vari strati oceanici, il che può influenzare fortemente la catena alimentare ed interi ecosistemi marini.

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Utilizzando una misura del gradiente di densità tra vari strati a diversa profondità degli oceani (il "grado di stratificazione"), i ricercatori hanno scoperto che dal 1960 al 2018 questo grado di stratificazione è aumentato mediamente del 5.3% nei primi 2000 metri degli oceani. Ma nei primi 150 metri è aumentato fino al 18%. Ciò significa che le acque si rimescolano molto meno oggi rispetto ai decenni passati.

Il lavoro di Li e colleghi mostra come il 97% di questo cambiamento degli ultimi decenni sia dovuto al riscaldamento aumentato della superficie degli oceani, che rende più difficile il rimescolamento.

Impatto sui Mari e sugli Ecosistemi Marini

I cambiamenti climatici hanno un impatto molto importante sui mari e sugli oceani e sulle attività di chi vive dei loro frutti e lungo le loro coste. Gli oceani garantiscono, infatti, il 50% dell'ossigeno che respiriamo e assorbono il 90% del calore prodotto dai gas serra. Con il global warming anche la temperatura delle acque superficiali si è innalzata e gli ecosistemi tendono ad adattarsi a questo cambiamento.

Alcune specie storicamente presenti nel Mediterraneo, stanno lasciando il posto ad altre specie (aliene) provenienti da acque tropicali più calde e che quindi meglio si adattano alle nuove condizioni. Queste specie non sono necessariamente nocive perché aliene ma vanno studiate e bisogna capire che impatto hanno sull'habitat in cui migrano. Nel caso in cui mettano a repentaglio la biodiversità del Mediterraneo, bisogna pensare a soluzioni per limitarne lo sviluppo, anche se le eradicazioni raramente hanno successo.

La UE ha approvato una direttiva marina con undici descrittori di buono stato ambientale marino, il numero uno della lista è la biodiversità. Il problema è che non esistono sensori per misurarla, non ci sono ancora le tecnologie necessarie.

Questi cambiamenti rischiano di impattare ancora di più su specie già provate dalla pesca industriale eccessiva. L'esperienza nelle Aree Marine Protette mostra che la pesca è al primo posto come causa di diminuzione delle popolazioni di interesse commerciale. Non possiamo prelevare più pesci di quanti ne producano di nuovi le popolazioni sfruttate.

Il primo modo per non depauperare le popolazioni di questi pesci è di non prenderli quando non hanno ancora raggiunto le taglie massime. Conviene attendere che i pesci diventino grandi, prima di prenderli. Ma nella pesca vige la tragedia dei beni comuni: i pesci sono di chi li prende, e c'è la corsa a prenderli prima che li prenda qualcun altro. Il che significa che si prendono quando ancora non sono cresciuti completamente.

L'uso di attrezzi selettivi è essenziale. La gestione delle specie dipende dalle loro caratteristiche e non esiste una ricetta unica, valida per tutti. La rotazione dello sfruttamento dovrebbe essere effettuata in modo razionale, lasciando alle specie il tempo di riprendersi. Nelle AMP si è visto che, almeno per le specie costiere, un fermo di pesca di cinque anni porta a enormi produzioni.

Verso un Futuro Sostenibile

Intanto gli accordi COP21 hanno messo un primo limite alla componente antropica causa di questi cambiamenti climatici. In molti Paesi europei le centrali nucleari stanno terminando il proprio ciclo di vita e devono essere dismesse. Non c'è fortunatamente l'idea di rimpiazzarle con altre centrali nucleari, e si sta pensando ad una riconversione più sostenibile della produzione energetica.

Nel Mare del Nord si sta lavorando su due fronti: l'eolico e l'energia prodotta dalle maree. Stanno facendo leva sulle loro risorse il vento e le correnti dimostrando che è possibile passare alle energie rinnovabili.

COP21 è una grande opportunità per cambiare i nostri stili di vita. Possiamo riconvertire la produzione di energia ma anche ridurre la plastica. Vivere senza la plastica è possibile, vivevamo senza plastica. Riconvertire tutta la nostra economia è un business, vuol dire innovazione, nuove tecnologie, investimenti, dobbiamo però avere la volontà di andare in questa direzione.

Ci sono segnali positivi anche i venditori di petrolio iniziano a capire che, oltre a un'urgenza per il pianeta, è anche un business e stanno iniziando a investire nelle rinnovabili. Speriamo che sia così. Perché sarebbe un affare per tutti. Anche fare ecologia può essere un affare vantaggioso.

Tabella: Riepilogo dei Record Climatici del 2024

Parametro Record Raggiunto nel 2024
Concentrazioni di Gas Serra Massime mai registrate
Temperatura Globale Superficiale Nuovo record annuale
Temperatura Superficiale del Mare Nuovo record annuale
Contenuto di Calore degli Oceani Massimo storico
Livello Globale del Mare Massimo storico (13° anno consecutivo)
Perdita di Massa dei Ghiacciai Massima perdita media in 55 anni

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