Il dolore al polpaccio (gastrocnemio) può colpire sia il lato destro sia il lato sinistro, e le cause possono essere varie e avere origine diversificata. È necessario individuare l’origine, più o meno localizzata, del dolore per trovare la giusta cura e il miglior rimedio per alleviare i sintomi.
Anatomia del Polpaccio
Il polpaccio è una regione anatomica complessa, composta da diversi muscoli, tendini e nervi:
- Soleo: Un muscolo largo e appiattito che si trova sotto al gastrocnemio. Si inserisce nella parte superiore dell’osso chiamato tibia, sulla fibula e sopra un’arcata fibrosa che unisce le due ossa fra loro.
- Plantare: Un muscolo sottile che si trova in profondità dietro l'articolazione del ginocchio, anche se dal 5 al 10% delle persone ne è privo.
Cause Comuni di Dolore al Polpaccio
Vi sono diversi dolori al polpaccio, a seconda del tipo di problema e della parte muscolare interessata. Una prima suddivisione viene fatta tra cause accidentali (strappo muscolare/contrattura) e le cause organiche come mancanza di potassio o problemi di natura circolatoria, neuropatica o una flebite.
Traumi e Lesioni Muscolari
- Contusione (botta): Si parla di contusione per indicare la comparsa di ecchimosi (livido) e da ematoma (versamento di sangue) dopo un trauma.
- Contrattura del polpaccio: La contrattura muscolare è sicuramente la più semplice da trattare considerato che non si tratta di danni ai tessuti muscolari ma semplicemente un insieme di fibre che rimangono contratte.
- Stiramento: Lo stiramento muscolare avviene solitamente dopo uno sforzo eccessivo, improvviso cioè senza il previo riscaldamento muscolare e il più delle volte in seguito a un movimento nuovo per la gamba. Ci si stira con la corsa, il nuoto, il ciclismo. Si riconosce perché si inizia a sentire indolenzimento, accompagnato da un dolore che si acutizza, e difficoltà a muovere il muscolo.
- Stiramento/strappo del soleo: Questo specifico stiramento colpisce con prevalenza gli atleti che praticano la maratona, cioè lunghi tratti di corsa.
- Strappo: Lo strappo muscolare si ha quando le fibre del muscolo sono lacerate. In questo caso il dolore è molto intenso, possono presentarsi ecchimosi dovute al versamento di sangue. Il consiglio è di recarsi al proprio soccorso o da un ortopedico.
Crampi Muscolari
Possono insorgere anche crampi muscolari. Tipicamente i crampi al polpaccio colpiscono gli sportivi e gli atleti dopo o durante un intenso allenamento o una competizione lunga e faticosa, anche se un crampo a una gamba può capitare a chiunque anche “a freddo”. I crampi interessano la muscolatura del polpaccio e sono violente e improvvise contrazioni involontarie delle fibre muscolari visibili ad occhio nudo, che in genere durano qualche minuto provocando un intenso dolore. Talvolta si ripetono più volte in un lasso di tempo abbastanza breve.
Problemi ai Tendini
- Tendinite dell’achilleo: Il tendine d’Achille è un lungo e robusto tendine che collega l’osso del tallone del piede ai muscoli del polpaccio. Quando l’achilleo si infiamma, cosa che solitamente accade a causa di eccessiva sollecitazione (ad esempio praticando attività sportiva), provoca un dolore bruciante nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio. Il tendine di Achille, sebbene forte e resistente, può tuttavia anche rompersi, a causa di traumi improvvisi.
- Tendinite del popliteo: Questa sindrome infiammatoria interessa un tendine del ginocchio, il popliteo, che avvolge l’articolazione e collega la tibia al muscolo popliteo, di forma triangolare. Insieme, muscolo e tendine, ci consentono di ruotare il ginocchio. Ebbene, quando questo tendine si infiamma, quello che però si avverte è un dolore localizzato sopra il polpaccio, tra il lato e la parte retrostante del ginocchio e che peggiora con il movimento, quando camminiamo o corriamo.
Compressione Nervosa
Quando il polpaccio si gonfia o si ingrossa può “schiacciare” i nervi che solcano questa parte della gamba, provocando un acuto dolore, e altri sintomi tra cui intorpidimento, formicolio e anche parestesia (parziale perdita di sensibilità).
Leggi anche: Come funziona lo scambiatore di calore auto?
Problemi Vascolari
- Trombosi venosa profonda: Quando il sangue ristagna troppo a lungo nelle vene delle gambe - in genere per precondizioni quali diabete, obesità, gravidanza, insufficienza venosa cronica ecc. - tende a coagulare formando dei trombi. È la trombosi venosa profonda, che causa dolore crampiforme al polpaccio accompagnato da gonfiore, arrossamento, senso di calore. La trombosi venosa profonda è una condizione clinica molto seria, che se trascurata può condurre a gravi eventi potenzialmente letali quali embolie e ictus.
- Cisti di Baker: Detta anche cisti poplitea, altro non è che una sacchetta (o più sacchette raggruppate insieme) piene di liquido sieroso di origine sinoviale che si forma appena sotto il ginocchio, nella parte retrostante della gamba. Spesso conseguenza di artrite o comunque esito di processi infiammatori interni, questa neoformazione può risultare asintomatica, ma talvolta, quando la cisti si rompe (il che può accadere anche senza trauma), e il liquido si spande nel polpaccio, provoca un dolore acuto accompagnato da gonfiore.
Bruciore alle Gambe
Il bruciore alle gambe è un sintomo molto comune, ma altrettanto aspecifico: può manifestarsi come una sensazione di calore, formicolio o pizzicore, talvolta accompagnata da prurito, intorpidimento, dolore o crampi. In alcuni casi si presenta solo di notte, disturbando il riposo. In altri, il bruciore si accentua durante la giornata o a seguito di uno sforzo fisico.
Cause del Bruciore alle Gambe
- Neuropatia diabetica
- Neuropatia alcolica
- Sclerosi Multipla
- Arteriopatia periferica
- Carenze vitaminiche
Diagnosi
Sulla base della tipologia di problema sospettato, anche la diagnostica varia:
- Problema muscolare: Se si tratta di strappo o contrattura, dopo un breve esame di palpazione, il paziente viene in genere sottoposto a ecografia, per capire in maniera puntuale quale sia l’integrità delle fibre muscolari e/o la presenza di altre patologie quali edema o distensioni.
- Flebite: In questo caso, la tecnologia utilizzata per effettuare la diagnostica che si tratti effettivamente di questa problematica è l’ecografia con l’ecodoppler, che identifica, tramite ultrasuoni, l’anatomia del sistema circolatorio della zona identificata per capire se vi sia qualche impedimento.
Trattamenti e Rimedi
Esistono diversi approcci terapeutici per alleviare il dolore al polpaccio:
- Ghiaccio: Applicare del ghiaccio sul polpaccio colpito da dolore, ad esempio in caso di contusione o di crampo, aiuta a ridurre tutti i sintomi collegati, inclusi eventuale gonfiore ed ecchimosi.
- Sollevare la gamba: Serve sia per alleviare il dolore che per ridurre l’edema, se è presente e per defatigare il muscolo.
- Farmaci: Antinfiammatori FANS.
- Stretching: Fare semplici esercizi di stretching.
- Calze elastiche: Servono per migliorare la microcircolazione periferica in caso di tendenza alla stasi venosa e varici, a sua volta precondizioni per la trombosi venosa profonda.
- Idratazione e minerali: Assicurarsi il giusto apporto di minerali.
- Fisioterapia: Sicuramente indicata per risolvere o comunque accompagnare la riabilitazione di alcune delle patologie e trattare il disturbo in maniera efficace e diretta.
Trattamenti Fisioterapici
Generalmente, la contrattura muscolare viene affrontata con:
- Terapia manuale
- Esercizio terapeutico
- Tecarterapia
- Terapia mio-fasciale
In combinazione con questi, se prescritti potrebbero essere utilizzati anche farmaci antinfiammatori.
Leggi anche: Cosa succede se una gatta sterilizzata va in calore?
Per lo “strappo” muscolare, la terapia prevede inizialmente una fase di riposo semi-assoluto da ogni attività, per permettere alla zona di cicatrizzare, utile associare in caso di versamento / ecchimosi terapie fisiche fibrinolitiche come l’ultrasuono o altre, reintroducendo progressivamente l’esercizio terapeutico.
Se il problema non fosse risolta nei tempi auspicati, la fisioterapia prevede due diverse procedure:
- Prima fase (riparazione): Dove si utilizzeranno diverse apparecchiature a ultrasuoni, onde d’urto e laser per facilitare la cicatrizzazione della lesione.
- Seconda fase (trattamento della cicatrice): Lo scopo è quello di trattare la lesione e la cicatrice interna per elasticizzarla ed evitarne la fibrotizzazione, ovvero quella particolare situazione dove le fibre vengono sostituite da tessuto connettivo, facendone perdere le proprietà muscolari caratteristiche.
Trombosi Venosa Profonda: Guarigione e Tempi
Considerate le conseguenze a cui la patologia può portare, è spontaneo chiedersi se si guarisce dalla trombosi alla gamba e in quanto tempo. L’aspetto positivo è che la guarigione è possibile, ma sono molti i fattori che possono influenzarne il processo. Questi includono la gravità della condizione e dei suoi sintomi, la parte del corpo coinvolta, l’età del paziente, la presenza di patologie preesistenti come diabete, cardiopatie o malattie della coagulazione, e altri fattori come lo stile di vita.
Anche la tempestività della diagnosi e del trattamento, il tipo di terapia prescritta e la capacità del paziente di seguire le indicazioni mediche, giocano un ruolo importante nella convalescenza. Invero, i tempi di guarigione per una trombosi alla gamba possono variare notevolmente da persona a persona e riguardare settimane, mesi o persino anni. Tuttavia, seguendo attentamente le terapie prescritte dal medico si potrà coadiuvare al processo di guarigione, ridurre i sintomi della trombosi e garantirsi una qualità della vita soddisfacente.
La cura standard per la trombosi coinvolge l’uso di farmaci anticoagulanti, che appunto impediscono la coagulazione del sangue. Questi farmaci includono l’eparina, somministrata per via endovenosa o sottocutanea per alcuni giorni, e gli anticoagulanti orali, che devono essere assunti per un periodo più prolungato, spesso che va da 3 a 6 mesi.
Leggi anche: Applicazioni del Marmo
Quando Consultare un Medico
Il bruciore alle gambe è un sintomo che deve preoccupare e indurre il diretto interessato a consultare un medico, quando è prolungato nel tempo e/o associato a sintomi o condizioni di una certa rilevanza clinica.