Il dolore al palmo della mano può inficiare negativamente sul normale svolgimento delle attività quotidiane. I sintomi, oltre il dolore, possono includere lividi, gonfiore e rigidità. Con ferite più gravi, come fratture o lussazioni, si deve cercare immediatamente un medico. Febbre, o malessere generale, sono potenziali sintomi di un'infezione. È essenziale, per le persone con sintomi da infezione, cercare un trattamento medico.
Alcuni dolori della mano possono comparire e svanire in breve tempo e non devono per forza essere associati alle malattie della mano e del polso. Se il dolore o il formicolio è lieve o passa dopo poco non è necessario fare nulla. In questi casi è bene rivolgersi ad un fisioterapista esperto oppure prenotare una visita con un ortopedico specialista della mano. Nel nostro centro sono due gli ortopedici specializzati nella cura delle patologie della mano: Il Dott. La terapia conservativa consiste in trattamenti di fisioterapia (idonea terapia manuale, terapie strumentali o esercizi specifici) ed è quella con cui si preferisce sempre approcciare inizialmente.
Eritromelalgia: Cos'è e Come si Manifesta
L'eritromelalgia è un disturbo che determina il surriscaldamento, il dolore o bruciore ai piedi o alle mani. Meno frequentemente questi sintomi possono riguardare orecchie, volto e ginocchia. Di per sé, pur essendo fastidiosa, non è particolarmente grave, ma occorre valutarne le cause. L'eritromelalgia è una dolorosa vasodilatazione a carico dei vasi sanguigni periferici. Oltre al dolore, di tipo urente, nella zona colpita l'eritromelalgia provoca anche calore e arrossamento.
La causa immediata dell’eritromelalgia è una dilatazione anomala dei vasi sanguigni superficiali che provoca un aumento del flusso sanguigno. Il disturbo si riscontra specialmente a livello di mani, piedi, volto, orecchie o ginocchia. L'eritromelalgia dura da pochi minuti a diverse ore. Può essere scatenata dall'esposizione a fonti di calore ed è caratteristicamente alleviata da impacchi freddi.
Eritromelalgia: Sintomi
Quando si parla di eritromelalgia, i sintomi sono il segno caratteristico di questa malattia. In particolare la persona che ne soffre può sperimentare l'arrossamento della pelle, accompagnato da una sensazione di calore intenso che può variare in gravità da un lieve disagio a un dolore invalidante. I pazienti descrivono spesso il dolore come bruciante o pulsante, e questo è strettamente associato all'aumento della temperatura della pelle nell'area colpita. Le aree comunemente coinvolte includono i piedi e le mani, ma possono essere interessati anche il viso, le orecchie e le ginocchia.
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Di conseguenza la persona può sperimentare:
- calore al piede oppure calore improvviso ai piedi;
- sensazione di calore alle mani;
- sensazione di calore al viso e orecchie.
La durata degli attacchi può variare considerevolmente: si può passare da pochi minuti a diverse ore. L'intensità dei sintomi può peggiorare durante le stagioni calde o in ambienti con temperature elevate, il che porta molti pazienti a cercare sollievo immergendo le parti colpite in acqua fredda o esponendole ad aria condizionata. Tuttavia, questa pratica può causare complicanze, come il rischio di lesioni da freddo o infezioni cutanee dovute alla prolungata esposizione all'umidità. L'eritromelalgia può presentarsi in due forme principali:
- primaria, si manifesta in età precoce e non è associata ad altre patologie;
- secondaria, è più comune negli adulti ed è generalmente associata ad altre malattie sistemiche o condizioni sottostanti.
Eritromelalgia e Mani
L'eritromelalgia delle mani si manifesta a seguito di una dilatazione anomala dei vasi sanguigni superficiali che provoca un aumento della temperatura cutanea e una sensazione di bruciore. Gli attacchi possono essere innescati da fattori esterni, come l'esposizione al calore, l'attività fisica o lo stress emotivo, ma possono verificarsi anche senza una causa apparente. I pazienti affetti da eritromelalgia delle mani descrivono il dolore lancinante, associato a un arrossamento marcato e gonfiore della pelle. Tuttavia, è opportuno sottolineare che quando si avvertono le mani calde, le cause possono anche essere differenti dalla eritromelalgia.
Cause dell'Eritromelalgia
L'eritromelalgia è una malattia vascolare complessa le cui cause non sono ancora state completamente chiarite; tuttavia, le cause possono essere distinte a seconda delle due tipologie di malattia, primaria e secondaria.
Cause dell'eritromelalgia primaria
L'eritromelalgia primaria si presenta nella maggior parte dei casi in maniera casuale, oppure può essere di origine genetica (appena in 5% dei casi) e associata a mutazioni nei geni che regolano i canali ionici, in particolare il gene SCN9A che codifica per una subunità dei canali del sodio nei nervi sensoriali. Queste mutazioni causano una sovrastimolazione delle fibre nervose coinvolte nella percezione del dolore e nel controllo della vasodilatazione, portando a sintomi di arrossamento, calore e dolore. La forma primaria si manifesta solitamente nell'infanzia o nell'adolescenza e non è legata ad altre malattie sistemiche.
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Cause dell'eritromelalgia secondaria
L'eritromelalgia secondaria è associata a condizioni sottostanti che alterano il flusso sanguigno e la regolazione vascolare. Le malattie mieloproliferative, come la policitemia vera o la trombocitemia essenziale, sono tra le cause più comuni, in quanto l'aumento della viscosità del sangue e l'elevato numero di piastrine contribuiscono alla dilatazione anomala dei vasi sanguigni. Altre condizioni associate includono malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi multipla e neuropatie periferiche.
Anche alcuni farmaci, come i calcio-antagonisti e i farmaci antidepressivi, sono stati correlati all'insorgenza della malattia in forma secondaria, probabilmente a causa del loro effetto sul sistema vascolare e sulla regolazione della pressione sanguigna.
Fattori di rischio
I fattori di rischio per l'eritromelalgia includono numerose condizioni vascolari e neurologiche. Un aspetto rilevante è l'ipertensione, che può influenzare la manifestazione e l'aggravamento della malattia. L'ipertensione causa un aumento della pressione nei vasi sanguigni, che può portare a una disfunzione nella regolazione del flusso ematico periferico. Questo meccanismo è particolarmente problematico nei pazienti con eritromelalgia, in quanto contribuisce alla dilatazione anomala dei vasi, amplificando i sintomi di calore, arrossamento e dolore. Inoltre, l'ipertensione, essendo una condizione cronica, può esacerbare lo stress sulle arterie periferiche, aumentando il rischio di episodi dolorosi e peggiorando il decorso della malattia. Altri fattori di rischio da considerare includono condizioni sottostanti come le malattie mieloproliferative e le neuropatie, nonché l'uso di farmaci che alterano la vasodilatazione.
Diagnosi
La diagnosi di eritromelalgia si basa su una valutazione approfondita dei sintomi caratteristici e dei segni clinici della malattia. Un elemento fondamentale per la diagnosi è la documentazione visiva delle aree colpite durante gli episodi sintomatici, come la presenza di arrossamenti intensi a livello di mani o piedi. L'arrossamento, associato alla storia clinica del paziente, è un indicatore distintivo dell'eritromelalgia.
La raccolta di un'anamnesi familiare dettagliata e l'uso di test specializzati sono cruciali per escludere altre patologie con sintomi simili. In particolare, è necessario differenziare tra forme primarie e secondarie di eritromelalgia, poiché questa condizione può essere associata a malattie sottostanti differenti: per questo motivo, si raccomanda di eseguire periodicamente esami ematici, come il conteggio annuale delle cellule del sangue, per monitorare eventuali segni precoci di malattie correlate.
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Dato che i sintomi dell'eritromelalgia possono manifestarsi in modo intermittente, la diagnosi può risultare difficile o arrivare in ritardo rispetti ai primi sintomi: in questi casi, gli esperti consigliano di fotografare le aree interessate durante gli episodi di flare-up o di programmare esami clinici nelle ore serali, quando i sintomi tendono ad essere più evidenti.
A chi rivolgersi
L’eritromelalgia è una condizione complessa ed è quindi fondamentale rivolgersi a centri specializzati nella gestione delle malattie rare e dei disturbi vascolari. Le persone che ne soffrono devono affrontare una lunga ricerca per ottenere una diagnosi corretta, poiché i sintomi possono essere facilmente confusi con altre patologie vascolari o neurologiche.
In Italia, i centri di riferimento per le malattie rare sono ospedali e strutture specializzate che offrono competenze specifiche per la diagnosi e il trattamento dell'eritromelalgia. Tra questi, spiccano le strutture accreditate dal Registro Nazionale Malattie Rare, che garantiscono un approccio integrato tra specialisti in neurologia, reumatologia, dermatologia e angiologia. Tra i centri di eccellenza si segnalano l'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli e l'Ospedale San Raffaele di Milano, entrambi noti per la gestione di patologie vascolari rare e l'approccio interdisciplinare alla diagnosi di eritromelalgia.
Oltre ai centri per le malattie rare, è consigliabile rivolgersi a specialisti in angiologia, per valutare la salute del sistema vascolare, e in neurologia, per escludere o confermare eventuali neuropatie sottostanti. Anche i reumatologi, soprattutto per la gestione delle forme secondarie legate a malattie autoimmuni o mieloproliferative, giocano un ruolo cruciale. A causa della complessità della malattia, la gestione dell'eritromelalgia richiede la collaborazione tra diversi specialisti, con un approccio personalizzato che tenga conto delle caratteristiche individuali del paziente e delle eventuali condizioni associate.
Opzioni terapeutiche
Il trattamento dell'eritromelalgia è complesso e richiede un approccio personalizzato per ogni paziente, poiché non esiste una cura definitiva e i trattamenti disponibili sono spesso orientati ad alleviare i sintomi. Ad oggi, tuttavia, nessun farmaco, tuttavia, si è dimostrato efficace per tutti i pazienti, rendendo spesso necessaria una fase di "trial and error" per individuare la terapia più adeguata. A volte, una combinazione di farmaci si rivela più efficace rispetto all'uso di un singolo farmaco.
Un'altra opzione terapeutica comprende l'uso di farmaci topici, come la lidocaina in cerotto o altre preparazioni capaci di dare sollievo dalla sensazione di bruciore acuto. Per alcuni pazienti, specialmente quelli con eritromelalgia grave, si consiglia l'immersione delle aree colpite in acqua ghiacciata per alleviare temporaneamente i sintomi. Tuttavia, gli esperti avvertono che un'esposizione prolungata al freddo può causare gravi complicazioni, come lesioni cutanee, infezioni e necrosi dei tessuti.
Infine, altre misure non farmacologiche includono l'uso di ventilatori o condizionatori per raffreddare l'area interessata e il sollevamento degli arti per ridurre il dolore causato dalla posizione "dipendente".
Malattia di Raynaud
Per alcune persone l’abbassamento delle temperature coincide con il manifestarsi o l’intensificarsi di un raro disturbo che colpisce soprattutto le mani e che è chiamato malattia di Raynaud (o anche fenomeno di Raynaud). Il suo nome deriva dal medico francese, Auguste Gabriel Maurice Raynaud, che aveva descritto per primo il problema nel 1862.
Che cos’è la malattia di Raynaud
La condizione è caratterizzata da un’alterazione della circolazione del sangue che si presenta in forma di vasospasmo, cioè una contrazione dei vasi sanguigni, che colpisce soprattutto le estremità del corpo, come mani e piedi, o anche altre zone, per esempio il naso e le orecchie. Quando si abbassa la temperatura, o in seguito a uno stress emotivo, i capillari di queste parti del corpo, restringendosi, provocano una riduzione del flusso sanguigno e, di conseguenza, anche del trasporto di ossigeno nei tessuti.
Come si manifesta
Nelle zone del corpo colpite (per esempio, nelle mani) si possono notare alcuni caratteristici cambiamenti dell’aspetto. In un primo momento, la riduzione del flusso sanguigno può provocare un tipico pallore e, per esempio, far apparire alcune dita più chiare, quasi bianche. Col tempo le zone colpite possono apparire cianotiche, ovvero di colorito bluastro, in quanto il sangue povero di ossigeno è di colore più scuro. Nei casi più gravi (per esempio quando il fenomeno è legato ad altre malattie), compaiono ulcere e zone necrotiche.
Le manifestazioni sono generalmente accompagnate da una sensazione di freddo, di intorpidimento o di pressione. Quando la circolazione riprende, le mani possono apparire rosse, gonfie e si possono avvertire bruciore, formicolio, prurito o vero e proprio dolore. Il fenomeno può avere intensità e frequenza variabili e durare da pochi secondi a molte ore.
Quante persone colpisce
Secondo le stime più accreditate, la malattia di Raynaud interessa circa il 3-5 per cento della popolazione. Le donne sono più colpite degli uomini e le persone giovani più degli anziani. Anche pianisti o suonatori di flauto e altri professionisti esposti spesso a vibrazioni sono più a rischio.
Da che cosa è causato e come si approfondisce la diagnosi
È sempre importante approfondire la natura del disturbo. Esistono, infatti, almeno due tipi di sindrome di Raynaud. Nella maggior parte dei casi, si stima in più dell’80 per cento, ci troviamo di fronte al fenomeno di Raynaud primario, ovvero quello di causa sconosciuta che non nasconde altre condizioni cliniche o malattie e che sembra essere legato all’esposizione al freddo o a stress emotivi. La forma secondaria può essere invece la spia di altre malattie che è importante curare. Tra le cause del fenomeno di Raynaud secondario ci sono infatti diverse patologie, spesso di origine autoimmune, che colpiscono il tessuto connettivo. Tra i diversi tipi si possono citare, per esempio, la sclerosi sistemica (o sclerodermia, che è la causa più frequente del fenomeno di Raynaud secondario), l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjögren e il lupus eritematoso sistemico. Ci sono poi malattie endocrine come l’ipotiroidismo, disturbi ematologici, alcune patologie neoplastiche, disturbi neurologici come la sindrome del tunnel carpale e malattie vascolari.
Il fenomeno di Raynaud secondario può infine essere legato a traumi o all’uso di alcuni farmaci, come alcuni usati per trattare disturbi cardiaci.
Per comprendere se ci si trova di fronte alla forma primaria o secondaria, i medici valutano con attenzione la storia clinica dei pazienti, le manifestazioni del fenomeno ed eventuali altri segni e sintomi presenti. Solitamente sono anche eseguiti degli esami del sangue che approfondiscono fattori legati alle malattie autoimmuni del tessuto connettivo e un esame detto capillaroscopia periungueale, con cui si valuta lo stato dei capillari alla base delle unghie delle mani. Alcune associazioni scientifiche che si occupano di patologie come la sclerosi sistemica offrono anche utili informazioni ed esami di screening, come la capillaroscopia, per la diagnosi del fenomeno di Raynaud.
Come si cura
Il fenomeno di Raynaud primario, in molti casi, non necessita di una vera e propria terapia, ma si può ridurre il fastidio o il dolore collegato ai sintomi evitando le cause scatenanti, come gli sbalzi termici, il fumo e altro. Talvolta può essere prescritta anche una terapia farmacologica, in genere con i calcio-antagonisti, medicinali che dilatano i vasi sanguigni.
Artrite alle Mani
Sintomi dell'artrite alle mani
Durante la malattia si alternano periodi di maggiore attività (riacutizzazioni) a periodi di relativa remissione. Il processo infiammatorio che colpisce le articolazioni provoca i seguenti sintomi:
- Dolore di tipo continuo che si aggrava con i carichi
- Rigidità mattutina che permane per diverse ore
- Gonfiore articolare (versamenti, cisti artrogene)
- Calore e arrossamento cutanei
- Deformità e instabilità dell’articolazione
- Limitazione funzionale a livello dell'articolazione e dei tendini
Talvolta possono associarsi astenia, malessere, febbre, depressione, ansia.
Come evolve l’artrite alle mani
Il processo patologico infiammatorio colpisce progressivamente le strutture articolari. La membrana sinoviale è la prima ad essere compromessa; successivamente anche la cartilagine articolare, la capsula, i legamenti ed i tendini vengono coinvolti dall'infiammazione, provocando danni e deformità irreversibili.
Diagnosi: quali esami sono necessari?
Riconoscere l'artrite negli stadi iniziali non è sempre semplice, in quanto i sintomi, in questa fase, sono spesso sfumati e non esiste un test diagnostico specifico. Tuttavia una diagnosi precoce consente di arrivare più velocemente ad una terapia efficace; per questo motivo è fondamentale rivolgersi al chirurgo della mano e al reumatologo quanto prima. Oltre all’esame clinico lo specialista potrebbe richiedere:
- Esami del sangue con markers infiammatori e autoimmuni specifici
- Radiografia delle mani
- Ecografia dei tessuti molli periarticolari (tendini, capsula, legamenti, muscoli…) per valutare eventuali versamenti e segni infiammatori
- Risonanza magnetica in casi selezionati
Quali sono i rimedi per l'artrite alle mani?
Il trattamento delle artriti varia a seconda della tipologia, delle sedi colpite e della sintomatologia.
Terapia farmacologica
La terapia farmacologica viene impostata dal reumatologo e si basa sull’utilizzo di farmaci biologici, corticosteroidi e antinfiammatori. L’utilizzo negli ultimi due decenni dei farmaci biologici ha migliorato notevolmente il decorso delle artriti reumatiche, riducendo la necessità di interventi chirurgici ricostruttivi della mano e degli arti superiori. Alla terapia possono associarsi cicli periodici di fisioterapia e tutori su misura confezionati dal fisioterapista specializzato.
Terapia chirurgica
La terapia chirurgica è sempre meno necessaria, grazie all'efficacia dei farmaci di ultima generazione, che controllano e limitano l’evoluzione della patologia. Tuttavia in caso di deformità avanzate e di grave limitazione funzionale dolorosa alla terapia farmacologica si può associare la chirurgia ricostruttiva. L’obiettivo in questi casi è quello di ridurre il dolore e ripristinare una certa funzionalità della mano, correggendo e riducendo le deformità più importanti. La terapia chirurgia può andare dall’asportazione della membrana sinoviale patologica (sinoviectomia e tenosinoviectomia) alla chirurgia ricostruttiva tendinea fino alla fusione o sostituzione protesica dell'articolazione. Il trattamento è riservato ai casi più avanzati e varia a seconda dello stadio della malattia e delle strutture articolari più coinvolte.
Altre possibili cause
- Epicondilite
- Epitrocleite
- Sindrome del Tunnel Carpale
- Dito a scatto (tenosinovite stenosante dei flessori delle dita)
- Sindrome di De Quervain
- Cisti
- Morbo di Dupuytren
- Rizoartrosi
- Artrosi
Tabella riassuntiva delle cause del calore al palmo della mano
| Causa | Descrizione |
|---|---|
| Eritromelalgia | Vasodilatazione che provoca calore, dolore e arrossamento. |
| Malattia di Raynaud | Alterazione della circolazione sanguigna, soprattutto con il freddo. |
| Artrite | Infiammazione delle articolazioni che causa dolore, calore e gonfiore. |
| Altre patologie | Epicondilite, sindrome del tunnel carpale, morbo di Dupuytren, ecc. |