La pelle esposta per tempo prolungato a fonti di calore, al sole, o a materiale caldo può reagire in differenti modi. Spesso si nota la comparsa di rash cutanei caratterizzati da micro brufoli o macchie rosse e brunastre, pomfi simili a quelli delle punture di zanzara, presenza di vesciche o bolle, sensazione di bruciore accompagnata da prurito e talvolta da dolore.
Eritema: Cos'è?
In dermatologia, si parla di eritema per definire qualsiasi arrossamento della pelle provocato da un aumento dell'apporto di sangue in una determinata area del corpo. La peculiarità di questa manifestazione consiste nello scomparire sotto la pressione delle dita, per poi riapparire con il cessare della stessa. Esistono varie forme di eritema: indotto da farmaci, correlato all'esposizione della luce solare o, ancora, associato a cause meccaniche, termiche, chimiche, infettive, tossiche, ormonali e psico-emotive.
Eritrodermia
Con il termine eritrodermia viene descritto un eritema che coinvolge la superficie cutanea per oltre il 70%. Si tratta di uno degli esiti più severi delle patologie che colpiscono la pelle, può rappresentare un pericolo per la vita e, quindi, richiede molto spesso l’ospedalizzazione. L’eritrodermia, oltre alle manifestazioni più evidenti sulla pelle, può comportare anche altri sintomi come una sensazione generale di malessere e i brividi. Questi sono dovuti allo stato infiammatorio che colpisce la cute e alla perdita di calore determinata dalla pelle iperperfusa in ampie zone del corpo.
Gli esami del sangue, però, da soli non sono sufficienti a formulare una diagnosi e anche la biopsia effettuata sul tessuto cutaneo è, nella maggior parte dei casi, aspecifica. Per questo andrebbe ripetuta. Per alleviare la sintomatologia, a livello topico, possono essere somministrati degli emollienti. In alcuni casi si può ricorrere a corticosteroidi sia topici sia sistemici (in caso di eritrodermie severe). Il suo esordio può essere graduale o improvviso. È importante affrontare un accurato iter diagnostico per individuare una terapia appropriata ed evitare di peggiorare la situazione.
Eritema Ab Igne
Tra i disturbi della pelle legati all'esposizione al calore troviamo anche l'eritema ab igne, ossia una reazione cutanea che si manifesta a seguito di un'esposizione prolungata a fonti di calore che possono includere, ad esempio: saune, scaldini elettrici, vapore, termosifone, computer, borsa dell'acqua calda, parti metalliche di lettini, sabbia rovente in spiaggia. L'eritema ab igne è una reazione cutanea derivante dall'esposizione cronica a bassi livelli di calore o radiazione infrarossa. Non si conoscono le esatte temperature necessarie per innescare la reazione (range ipotizzato < 50°C), così come non è noto il motivo per cui in alcune persone esposte all'irradiazione termica compaia, mentre in altre no.
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I sintomi sono decisamente caratteristici: aree arrossate che, nei giorni successivi all'evento scatenante, disegnano un reticolo sulla pelle. Nei giorni successivi all'evento scatenante l'eritema ab igne, questa chiazza arrossata disegna un reticolo violaceo sulla pelle. Di solito, più stadi delle lesioni sono presenti contemporaneamente. La sintomatologia dell'eritema ab igne è variabile e correlata all'entità del quadro clinico.
Un'ipotesi proposta per spiegare simile reazione sostiene che l'esposizione alla sorgente termica possa indurre danni ai vasi sanguigni epidermici più superficiali e, successivamente, una dilatazione degli stessi. Esposizione ripetuta o prolungata a sedili riscaldati in auto, termosifoni, stufe o caminetti. Attività professionali che implichino un'esposizione cronica a bassi livelli di calore o radiazione infrarossa a sorgenti termiche (es.
La reazione eritematosa da calore può risultare anche dall'abitudine di appoggiare un computer portatile sulle gambe. Le temperature che un pc raggiunge sono comprese, di solito, nell'intervallo tra 43-47°C e il posizionamento sulle cosce può consentire l'esposizione diretta agli elementi riscaldanti del laptop, che includono l'unità di elaborazione centrale (CPU) e l'unità di elaborazione grafica (GPU).
La diagnosi dell'eritema da calore si basa sull'esame obiettivo; raramente, è necessaria la biopsia. Il fondamento della gestione dell'eritema ab igne è la rimozione della causa scatenante, rappresentata dalla sorgente termica (sauna, vapore, termosifone, borsa dell'acqua calda ecc.). Il trattamento prevede il ricorso, qualora fosse necessario, di farmaci per favorire la risoluzione o alleviare i segni cutanei. I casi lievi di eritema da calore si risolveranno nel corso dei mesi, mentre quelli più avanzati possono persistere per anni o rimanere permanentemente.
I cambiamenti nella pelle indotti dall'eritema ab igne sono simili a quelli dell'esposizione cronica al sole, con lieve atipia cellulare ed aumento del tessuto elastico nel derma. In rari casi, è stata riportata l'evoluzione dell'eritema da calore in cheratosi attinica e carcinoma della pelle a cellule squamose. Inoltre, esiste la possibilità che le lesioni evolvano in carcinoma neuroendocrino, come un carcinoma a cellule di Merkel.
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Dermatite da Sudore
Una delle manifestazioni più caratteristiche a livello dermatologico, con maggior incidenza nella stagione calda, è la dermatite da sudore, nota anche come "miliaria" o "sudamina". Si tratta di una patologia della pelle che si manifesta con sintomi come irritazione, rash cutanei e macchie rosse spesso pruriginose e a volte maleodoranti. Le zone di insorgenza più comuni sono quelle in cui sono presenti le ghiandole sudoripare e dove è maggiore la proliferazione batterica, come ad esempio: ascelle, inguine, incavi di braccia e ginocchia. Il sudore eccessivo ostruisce i dotti secretori non riuscendo a fuoriuscire.
Ti capita di notare bollicine e arrossamenti in concomitanza con una sudata? Probabilmente hai la pelle molto sensibile e il caldo-umido ti sta causando una irritazione da sudore. La pelle irritata dal sudore, anche detta dermatite da sudore è, in genere, dovuta a eccessiva sudorazione o a ostruzione dei dotti escretori che impediscono al sudore di uscire. Questo porta alla formazione di macchie rossastre e, molto spesso, a prurito diffuso con conseguenti situazioni di forte disagio. Il caldo umido aggrava la situazione, per questo le irritazioni da sudore sono molto più frequenti durante la stagione più calda e ad essere particolarmente interessati dal fenomeno sono quasi sempre i più piccoli.
Una irritazione da sudore inizia quasi sempre con un’eccessiva sudorazione e un lieve arrossamento della pelle, in genere sotto le ascelle, intorno al collo, sulla schiena e all’inguine. Come detto, il caldo-umido peggiora la situazione, per questo le dermatiti da sudore si scatenano più frequentemente durante l’estate. Ad esserne particolarmente soggette sono quasi sempre le pelli più sensibili, come per esempio quelle dei bambini; non a caso, infatti, l’irritazione da sudore colpisce i bambini che indossano il pannolino. Che fare in questi casi? Contattare il pediatra, quindi tenere a mente alcune buone pratiche.
Allergia al Sole
L'allergia al sole o fotoallergia è una reazione del sistema immunitario alla luce del sole. Dermatite polimorfa solare: è la più frequente allergia della pelle dovuta all'esposizione solare e al calore. Orticaria solare: si manifesta con la comparsa dell'orticaria sulla pelle esposta al sole. Le cause dell'allergia al sole possono essere molteplici e diverse, da una risposta del sistema immunitario a fattori esterni quali utilizzo di prodotti che innescano una reazione chimica con il calore del sole (profumi, lozioni e creme), oppure assunzione di farmaci.
Prurito: Cause Comuni
Il prurito cutaneo è spesso causato da pelle secca (o condizioni più serie) e/o dall’interazione tra il sistema immunitario e le cellule nervose della pelle. A seconda della causa del prurito, la pelle può apparire non diversa dal solito o, al contrario, infiammata, ruvida o in rilievo. Individuare la causa del prurito può essere difficile perché le cause possono essere molte.
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- Condizioni cutanee: Il prurito può essere causato da una serie di condizioni, tra cui pelle secca (xeroderma), dermatite (infiammazione delle pelle), eczema (condizione cutanea cronica caratterizzata da eruzioni cutanee squamose e pruriginose) e psoriasi, anch’essa una malattia autoimmune che causa irritazione e alterazioni della colorazione della pelle. Nei bambini è frequente la dermatite atopica, che si manifesta con cute secca, chiazze rosse e prurito.
- Infezioni: Il prurito può essere causato anche da un’infezione virale, come la varicella. Si stratta di una malattia causata dal virus varicella-zoster caratterizzata da un’eruzione cutanea con vescicole che prudono. Un’altra causa può essere rappresentata da un’infezione micotica, o micosi, come il piede d’atleta, la tigna o la tigna inguinale. Anche le infezioni da parassiti come gli anchilostomi (larva migrans cutanea), la scabbia o i pidocchi (pediculosi) possono causare prurito al cuoio capelluto.
- Fattori ambientali: Tra i fattori ambientali che causano prurito vi è un clima troppo caldo o troppo freddo, bassa umidità, ad esempio a causa di riscaldamento centralizzato o un lavaggio delle mani troppo frequente. La secchezza cutanea è inoltre associata all’invecchiamento, perché con l’età la pelle diventa più sottile e secca.
- Sensibilità cutanea e reazioni allergiche: La pelle può prudere anche a causa di sensibilità o di allergie a farmaci o ad alimenti oppure in caso di contatto ad esempio con tessuti, polline, edera, pelo di animale o in conseguenza di punture d’insetto, ad esempio d’ape o di zanzara. Tale condizione è nota come dermatite allergica da contatto.Le allergie sono spesso identificabili tramite i sintomi dell’orticaria associati. L’orticaria è caratterizzata da un’irritazione in rilievo e pruriginosa, di colore rosa o rosso, che può dare una sensazione di bruciore o pizzicore.
- Malattie sistemiche: Esistono vari disturbi sistemici che possono causare prurito. Spesso questo tipo di prurito non è accompagnato da segni visibili sulla pelle (come arrossamento o eruzioni cutanee). Tra i disturbi sistemici che causano prurito vi sono diabete, ipertiroidismo (tiroide iperattiva), ipotiroidismo (tioride ipoattiva), malattia renale, malattia epatica e vari disturbi della cistifellea. Anche patologie più gravi possono causare prurito. Se il prurito è accompagnato da altri sintomi, come un calo di peso inspiegabile, affaticamento e sudorazione notturna, può indicare la presenza di una condizione sistemica sottostante. Si raccomanda di rivolgersi a un medico.
- Sostanze chimiche e medicinali: Certe sostanze, quando vengono ingerite o applicate sulla pelle, possono causare prurito. Questo tipo di prurito è causato da una reazione avversa o allergica. Varie sostanze, come i farmaci antimalarici, la morfina, alcuni farmaci e i mezzi di contrasto causano notoriamente prurito senza una reazione allergica.
- Altro: Anche le donne in gravidanza possono accusare prurito, specialmente all’addome. Il questo caso il disturbo è dovuto principalmente al maggiore afflusso di sangue a livello della pelle. Esiste poi un prurito causato da ansia e stress: il nostro corpo, infatti, sotto stress produce sostanze che sensibilizzano le fibre nervose della pelle.
Cosa Succede Quando Ci Si Gratta?
Qualsiasi sia la causa del prurito, è meglio non grattarsi. Innanzitutto, grattarsi non sembra fornire alcun sollievo. Anzi, quando ci si gratta, si produce un lieve dolore a livello della pelle. In risposta, i neuroni del midollo spinale trasferiscono i segnali del dolore al posto di quelli del prurito. Questo tipo di dolore distrae il cervello dal prurito. Di conseguenza, il cervello rilascia serotonina, che a sua volta attiva i neuroni nel midollo spinale, producendo un aumento della sensazione di prurito. In pratica, il grattamento determina prurito e il prurito a sua volta determina il grattamento, in un circolo vizioso. Inoltre, grattandosi si causano micro ferite cutanee, che possono produrre ulteriore irritazione e talvolta anche infezioni.
Diagnosi e Trattamenti
Il medico eseguirà poi una visita completa ed esaminerà la pelle. Potrà inoltre raccomandare l’esecuzione di test diagnostici, come degli esami del sangue o della tiroide, delle analisi del fegato e dei reni, una radiografia del torace, un’ecografia addominale o un test allergologico.
I trattamenti indicati per la cura del rash cutaneo sono numerosi e molto diversi fra loro. I trattamenti farmacologici di uso più comune sono rappresentati dalle creme, che possono avere funzione idratante ed emolliente o più specifica, ad esempio antibiotica per trattare i rush da infezione batterica (impetigine), antivirale per le eruzioni da virus (varicella, herpes zoster, herpes simplex) e antimicotica per le infezioni fungine (tigna). Fra i prodotti di uso topico possono essere indicate anche le creme a base di cortisone o antistaminici.
È sconsigliata l’applicazione di rimedi naturali quali estratti di aloe vera o camomilla o prodotti come l’olio di cocco (o altri oli vegetali) nel tentativo d dare sollievo alla sintomatologia. È consigliabile che la pelle colpita dal rash venga lavata con detergenti a base oleosa non aggressivi e asciugata tamponandola delicatamente con una salvietta morbida.
In caso di pelle fragilizzata, Cicaplast è la gamma che i laboratori La Roche-Posay hanno studiato per trattare, riparare, proteggere e lenire. Cicaplast Baume B5 SPF50 è il trattamento specifico per ripristinare la funzione della barriera cutanea in caso di arrossamenti superficiali.
Per mantenere la pelle sana è importante proteggerla dal sole usando le creme solari.