Come Collegare le Casse Attive al Mixer: Guida Dettagliata

Per poter ascoltare al meglio le sorgenti audio collegate al tuo mixer, hai intenzione di connettere a quest'ultimo delle casse attive in tuo possesso, dotate ossia di alimentazione autonoma. In questo modo potresti dunque amplificare l'output sonoro opportunamente miscelato mediante i controlli di equalizzazione e la regolazione del volume di cui la console è provvista, ma anche modificarlo con eventuali effetti integrati nella stessa. Prima di procedere, però, vorresti qualche indicazione più specifica su come collegare casse attive al mixer, onde evitare di commettere errori che, come puoi facilmente immaginare, oltre a non restituirti un risultato soddisfacente potrebbero compromettere l'integrità e il corretto funzionamento dei dispositivi in gioco.

Nel corso dei prossimi capitoli, infatti, troverai diverse utili indicazioni che ti aiuteranno sia a individuare le corrette uscite del mixer e i relativi ingressi delle casse attive, sia a identificare i giusti cavi da utilizzare per collegare le due interfacce. Oltre a ciò, per completezza di informazioni ti spiegherò anche in che modo è possibile realizzare un impianto con 4 altoparlanti attivi.

Come si collegano le casse attive al mixer

Se ti stai chiedendo come si collegano le casse attive al mixer, sarai lieto di sapere che si tratta in realtà di un'operazione alquanto semplice da realizzare, sicuramente alla tua portata. Vi sono però molte variabili da tenere in considerazione, relative soprattutto alle specifiche caratteristiche delle interfacce dei due componenti.

In tutti i casi, è sempre opportuno seguire alcuni accorgimenti essenziali per preservare al meglio la funzionalità di mixer e diffusori attivi. A tal proposito, ti consiglio sin da sùbito di azzerare i volumi di uscita della console e dell'altoparlante master, agendo dunque sulle rispettive manopole di regolazione. Come operazione preliminare ti raccomando anche, in una prima fase, di scollegare il cavo di alimentazione delle casse attive dalla rete elettrica.

Per cominciare, dunque, dai uno sguardo all'interfaccia del mixer e individua la sezione denominata Main Out, solitamente posta in alto a destra o, come avviene in alcuni modelli più evoluti che offrono una migliore organizzazione del cablaggio, nel pannello posteriore della console. Potresti trovare, in luogo della suddetta dicitura, l'etichetta Master Out, Output Master, o ancora Stereo Out: ad ogni modo, la scritta dovrebbe indicare chiaramente che si tratta dell'uscita audio principale.

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Nella maggior parte dei casi troverai due uscite stereo, dedicate ossia ai canali di sinistra (Left - contraddistinto in molti casi dalla sola lettera L) e di destra (Right - o la lettera R), ma potrebbero esservene anche di più.

Gli output in questione possono essere caratterizzati dalla presenza di ingressi in grado di ospitare connettori bilanciati di tipo XLR (External Line Return) o TRS (Tip-Ring-Sleeve), più comunemente noti come jack stereo. Quest'ultimo è preferibile al jack TS (Tip-Sleeve), che pur essendo compatibile con l'ingresso in questione, offre una connessione sbilanciata, non adatta alle trasmissioni audio di alta qualità, in quanto suscettibile di interferenze.

Per renderti più chiara la loro conformazione, considera che il connettore XLR consiste sostanzialmente in un cilindro metallico al cui interno sono disposti tre pin (positivo, negativo e terra), provvisto a sua volta di un sistema di bloccaggio per meglio assicurare il collegamento fisico al dispositivo. Il jack TRS, invece, è un classico spinotto a punta da 6,3". Per distinguerlo dal connettore TS, verifica che sia presente un anello intermedio aggiuntivo tra la punta e la guaina.

Ora, verifica l'interfaccia della cassa attiva (se si tratta di una configurazione master-slave, controlla ovviamente quella che ha funzione master) e individua la sezione degli Input (o Line In), quindi accertati allo stesso modo della tipologia di ingressi di cui è dotata. Se, infine, riscontri la presenza esclusiva di ingressi RCA, dovrai necessariamente reperire un adattatore che ti permetta di realizzare il collegamento, oppure un cavo di segnale dotato dei necessari connettori. Anche per questa occorrenza, sul mercato puoi trovare un'ampia scelta di soluzioni adatte a diverse tipologie di esigenze.

Una volta realizzato il collegamento, collega anche le casse attive alla rete elettrica, dopodiché accendi il dispositivo e regola cautamente il volume Main Out del mixer e quello dei diffusori, fino a trovare un buon equilibrio. Evita accuratamente che il meter del mixer (l'indicatore luminoso che serve a controllare visivamente il volume) raggiunga i livelli contraddistinti dai colori giallo e rosso. Se gli altoparlanti attivi sono dotati di monitoraggio limiter, facilmente riconoscibile per la presenza di una spia rossa, accertati anche che questa non si accenda durante i testi di funzionamento: sono tutte misure di sicurezza utili a salvaguardare il funzionamento dei rispettivi dispositivi.

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Come collegare 4 casse attive al mixer

Nel tuo caso, le uscite del mixer non sono sufficienti a soddisfare le esigenze di amplificazione dell'impianto che vorresti realizzare e, dunque, ti piacerebbe sapere ad esempio come collegare 4 casse attive al mixer? Beh, in linea di massima la cosa è assolutamente fattibile, ma considera che molto dipende dalle caratteristiche di connessione della console e dei diffusori.

Una soluzione che potresti attuare è quella di “sacrificare” a tale scopo le uscite Control Room (o CTRL Room), oppure quelle ausiliarie AUX, solitamente deputate al monitoraggio dei segnali e ad altri compiti, adoperando quindi le relative uscite XLR o TRS in una modalità sostanzialmente identica a quella esposta nel precedente capitolo.

Prima di procedere, dato che le uscite in questione sono progettate per finalità differenti rispetto a quelle principali, verifica ove possibile che la relativa impedenza sia compatibile con quella di ingresso delle casse attive che stai collegando, onde evitare un eccesso di alimentazione che potrebbe causare distorsioni del segnale. Questa è solitamente riportata in ohm (Ω).

Un'alternativa che puoi prendere in considerazione, la quale però comporta necessariamente un discreto investimento monetario, è quella di collegare alle uscite Main Out del mixer uno splitter audio in grado di distribuire il segnale o, meglio ancora, un controller. Questa tipologia di dispositivi può essere passiva (non richiede alimentazione esterna e funziona attraverso il passaggio del segnale audio senza modificarlo attivamente) o attiva (richiede alimentazione esterna, necessaria per amplificare attivamente il segnale audio prima di distribuirlo alle uscite).

Guida all'acquisto dei cavi di potenza per il tuo impianto HiFi

I cavi sono fra i componenti imprescindibili di un sistema HiFi, un impianto Stereo, un’installazione Home Cinema. Il setup può essere minimale o sontuoso, può essere realizzato anche solo con un set di diffusori ed un amplificatore integrato smart connesso in rete. Quel che è certo è che tutti gli altoparlanti devono essere collegati all’amplificatore da cavi di buona qualità, in grado di trasferire alle casse non solo il puro segnale elettrico e la potenza. Quello che in effetti un buon cavo HiFi deve fare è portare il segnale musicale analogico, fatto di armoniche e timing, fra i vari componenti e quindi ai diffusori. Scegliere i cavi corretti, ed in particolare i cavi per altoparlanti, è assolutamente fondamentale così come non dotarsi di validi cavi porta ad uno spreco del resto dell’investimento già effettuato. Evitiamo di spendere centinaia o migliaia di euro in sofisticate e bellissime apparecchiature - in grado di riprodurre la musica al meglio - per poi collegarle con un cavo a caso.

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Non importa di quale impianto si disponga, un sistema audio compatto, un sistema Home Cinema o un HiFi vero e proprio: un cavo per altoparlanti è necessario. Qualunque amplificazione si colleghi agli altoparlanti, il cavo usato avrà una grande influenza sul modo in cui il sistema suona. Riteniamo che circa il 70-80% dei proprietari di HiFi e sistemi Home Cinema, anche se dotati di ottimi apparecchi, non si avvicini a sperimentare il vero potenziale del proprio sistema. Tutto a causa dell’utilizzo di cavi per altoparlanti di scarsa qualità.

Il problema è che, mentre anche i cavi di collegamento casse più economici “funzionano” nel senso che trasmettono un segnale elettrico, un cavo per altoparlanti di qualità non si limiterà a funzionare ma avrà un enorme impatto su tutto ciò che suona.

Lo scopo di un classico cavo per diffusori è di trasportare la corrente elettrica dall’amplificatore agli altoparlanti. Ma quello che un cavo audio deve fare davvero è portare un segnale audio estremamente complesso ed è qui che il design e la qualità dei materiali utilizzati cominciano davvero a essere determinanti.

Cavi schermati per altoparlanti

A cosa serve la schermatura di un cavo di potenza per altoparlanti? Serve davvero? Probabilmente si. Anzi, i migliori cavi di potenza sono sempre schermati. Ad esempio, Chord, produce cavi schermati per altoparlanti dal 2004. Ma perché schermare il cavo, e quando nasce questa soluzione? Già prima degli anni 2000 i cavi di interconnessione, quelli cioè che vengono usati fra i vari componenti dell’impianto (lettore CD, steamer, radio, amplificatore, preamplificatore, giradischi…), venivano schermati contro i disturbi in alta frequenza e la schermatura si dimostrava efficace.

Usare un cavo schermato per ascoltare una registrazione del quartetto d’archi citato prima, a parità di “qualità” dell’impianto, potrebbe essere un’esperienza onirica, dove parte di quella meravigliosa complessità e timbrica originale riesce ad essere riprodotta.

L’utilizzo di cavi schermati per altoparlanti non solo migliora (ovvero, restituisce più correttamente l’originale!) il timbro, rispetta il ritmo (è meglio definito), ed esalta (non modifica) le dinamiche musicali. La messa in scena sonora viene altresì migliorata. Non esiste quasi cavo High End che non sia schermato, mentre vi sono molti cavi di bassa qualità non schermati.

Cavi diversi, diversa posizione degli altoparlanti

Cambiare i cavi degli altoparlanti significa, probabilmente, cambiare la posizione dei diffusori. Questo, purtroppo, non viene mai detto.

L’obiettivo di ogni cavo per altoparlanti (o interconnessione) è avere il minor impatto possibile sulle caratteristiche tonali del resto del sistema; in altre parole, si cerca la neutralità. In una certa misura però, nel mondo reale, quasi tutti i cavi per altoparlanti hanno una loro caratteristica tonale e questa potrebbe, a valle, influenzare la posizione dei vostri altoparlanti.

Materiali dei cavi per altoparlanti

Spesso il cavo di base utilizzato con gli altoparlanti è costruito con un filo di rame con isolamento in PVC. Ci sono, tuttavia, conduttori migliori e materiali isolanti migliori. Cavi di qualità superiore utilizzano espressamente rame privo di ossigeno, superiore al rame standard. Cavi per altoparlanti che utilizzino conduttori in rame senza ossigeno dovrebbero avere un isolamento in polietilene anziché in PVC. Il polietilene, in termini di misurazione dielettrica, è molto meglio del PVC ed è ideale se abbinato a conduttori di rame privi di ossigeno.

Un conduttore ancora migliore è il rame argentato. Questo è particolarmente adatto a trasportare informazioni musicali in modo accurato su un’ampia gamma di frequenze. Viene anche utilizzato a volte argento puro, oppure anche oro, ma sono esempi assolutamente estremi.

Lunghezza del cavo di potenza per altoparlanti

La lunghezza ideale del cavo per gli altoparlanti di un sistema è esattamente quella necessaria per installare comodamente il cavo. In caso di dubbio è bene, prima dell’acquisto, misurare la lunghezza vera utilizzando una corda o un filo esattamente come se fosse il cavo finale. Se il cavo alla fine è un po’ troppo lungo non è davvero un problema, troppo breve tuttavia può essere imbarazzante e costoso, quindi meglio misurare due volte… ed installare una sola volta!

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