L'USB è l’acronimo di Universal Serial Bus ed è uno degli standard più diffusi per la connessione di dispositivi elettronici. Inizialmente pensato per lo scambio di informazioni, lo standard USB si è evoluto nel tempo fino a diventare l’interfaccia predominante per computer, smartphone, tablet e altri dispositivi. I cavi USB vengono utilizzati anche per il caricamento dei dispositivi e per il trasferimento dei dati.
Standard USB
Esistono diverse tipologie di standard USB, che si distinguono per la velocità di trasferimento e la capacità di gestione dell'energia. Le prese USB sono anche conosciute come “standard” e sono usate per connettere il computer a una miriade di periferiche.
Tipologie USB
Ecco una panoramica delle diverse tipologie USB:
| Tipologia USB | Compatibilità | Video | Alimentazione | Velocità trasferimento dati |
|---|---|---|---|---|
| USB 1.1 (Full Speed) | No | No | 12 Mbps | |
| USB 2.0 (Hi-Speed) | USB 1.1 | No | Host alla periferica | 480 Mbps |
| USB 3.0 (SuperSpeed) | USB 1.1, USB 2.0 | Si | Host alla periferica | 5 Gbps |
| USB 3.1 (SuperSpeed) | USB 1.1, USB 2.0, USB 3.0 | Si | Bidirezionale | 10 Gbps |
Evoluzione degli Standard USB
Quattro anni dopo il lancio sul mercato della USB (versione 1.0) si giunge alla creazione di una nuova versione, arrivano così, nei primi mesi del 2000 le USB 2.0, chiamate USB high speed. La USB 2.0 nel tempo ha ricevuto molti aggiornamenti che ne hanno migliorato la funzionalità tramite l’ECN (Engeenering Change Notice, documenti che autorizzano e registrano i cambiamenti fatti a un prodotto o a un progetto in fase di sviluppo).
Dopo questi e molti altri aggiornamenti alla fine, nel 2007, arriva USB 3.0, novità introdotta da Intel che ne fece una prima dimostrazione all’interno dell’Intel Developer Forum. I primi prodotti commerciali basati su USB 3.0 sono arrivati sul mercato soltanto a partire dal 2009 - 2010. La versione 3.0 ha mantenuto la compatibilità con le vecchie periferiche. Infatti, nonostante i nuovi connettori siano dotati di più piedini, buona parte degli stessi combacia con i connettori USB 2.0. La nuova tipologia di USB viene da subito definita come SuperSpeed, ovvero un bus che fornisce una quarta modalità di trasferimento a 4,8 Gbit al secondo che corrispondono a circa 600 MB/s, quindi fino a 10 volte superiore rispetto alle USB 2.0.
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USB 3.1 è - come suggerisce il nome - l’evoluzione del 3.0 da cui le specifiche prendono origine per arrivare a miglioramenti come la velocità di trasferimento fino a 10 Gbps, quasi il doppio della tecnologia 3.0. Interessanti sono i campi di applicazione dell’USB 3.1 che in sostanza permette di avere periferiche ancora più veloci. Subito infatti, le schede madri sono state dotate di USB 3.1 e moltissimi altri dispositivi sono stati presto aggiornati.
Rilasciato ufficialmente nel 2019, lo standard USB 4.0 rappresenta l'ultima evoluzione dello standard, offrendo una velocità sorprendente fino a 40 Gbps. USB 4 è progettato per trasferire fino a 100 Watt di potenza ai dispositivi collegati, permettendo di usare anche schede grafiche esterne, di alimentare 2 monitor 4k o un singolo 5k. Da un punto di vista della versatilità, i dispositivi USB 4 saranno retrocompatibili con quelli USB fino alla versione 2.0.
Tipologie di Connettori USB
Quando si parla di USB, è facile fare confusione tra lo standard e la tipologia di connettore. Lo standard USB definisce le regole della comunicazione, come la velocità di trasferimento dati e la potenza erogata.
Esistono diverse tipologie di connettori USB, tra cui i più comuni sono USB-A, USB-B e USB-C.
- USB-A: è il connettore più diffuso ed utilizzato, caratterizzato da una forma rettangolare. Il Type-A è il modello più comunemente utilizzato ed impiegato nei collegamenti di periferiche, come tastiere e mouse. Presenta una forma rettangolare ed è stato, per anni, il modello standard per il collegamento tra dispositivi.
- USB-B: è un tipo di connettore USB piatto e quasi quadrato, solitamente utilizzato per collegare dispositivi periferici come stampanti, scanner e alcuni dischi rigidi esterni a computer o laptop. Meno comune rispetto al tipo A, è comunque ampiamente utilizzato per collegare dispositivi di grandi dimensioni, come scanner, stampanti e alcune tipologie di hard disk esterni.
- USB-C: conosciuto anche con USB Type-C è connettore a 24 pin che sostituisce i precedenti connettori USB. È l'evoluzione dei precedenti modelli, caratterizzata da un design reversibile e compatto. Supporta velocità di trasferimento assai elevate, ricarica rapida e la connessione di vari dispositivi, come smartphone, tablet e laptop. Questa tipologia di cavo consente di trasmettere dati, audio e video, può trasferire file, collegare altoparlanti o persino funzionare come uscita video per un monitor. Può caricare sia dispositivi piccoli come smartphone che laptop più potenti. È caratterizzato da un’elevata velocità in quanto supporta gli standard USB più recenti, come l’USB4, che è molto veloce per trasferire dati. L’USB-C, inoltre, è molto piccolo e sottile, perfetto per i dispositivi moderni.
Differenze tra USB-A e USB-C
- Forma:
- USB-A: il connettore USB-A è di forma rettangolare ed è più grande rispetto al tipo C.
- USB-C: il connettore USB-C è di forma ovale e simmetrica, il che significa che può essere inserito in entrambi i versi.
- Velocità di trasferimento dati: la velocità di trasferimento dati varia a seconda della versione dello standard USB.
- Potenza erogata: la potenza erogata dai connettori USB-A varia a seconda della versione dello standard USB.
- Reversibilità: il connettore USB-C è reversibile, il che significa che può essere inserito in entrambi i versi.
La scelta tra USB-A e USB-C dipende dalle tue esigenze. Se hai bisogno di un connettore compatibile con la maggior parte dei dispositivi in commercio, USB-A è la scelta più sicura.
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Cavi USB-C: Caratteristiche e Utilizzi
Nonostante i cavi con interfaccia USB-C siano ormai molto diffusi e sia facilissimo trovarne uno, non è altrettanto facile capire quale scegliere. Le caratteristiche da prendere in esame sono numerose e bisogna analizzarle tutte attentamente prima di giungere ad una decisione.
La prima cosa da considerare è la lunghezza: per esempio, un mouse non avrà bisogno di un cavo tanto lungo quanto quello di un visore VR. Il secondo fattore riguarda i materiali e la resistenza alle torsioni, con quelli rivestiti in nylon generalmente più resistenti di quelli rivestiti in gomma. Inoltre, vanno tenute in seria considerazione la velocità di trasferimento dei dati ed il supporto alla ricarica rapida. Infine, è fondamentale stabilire quale uso dovrete farne: che interfacce hanno i dispositivi che dovete connettere, se verrà utilizzato solo per ricaricarli e trasferire dati o per trasmettere in uscita audio e video.
Tipologie di Cavi USB-C
Ecco alcune tipologie di cavi USB-C:
- Cavo da USB-C a USB-C: Supporta il trasferimento dati ad una velocità di 480 Mbps ed è in grado di ricaricare i propri dispositivi a 100 Watt.
- Cavo da USB-C a USB-A: Ha connettori che garantiscono una velocità di trasferimento dati di 5 Gbps ed è certificato da USB-IF.
- Cavo USB-C lunghi con amplificatore: Consente di effettuare il trasferimento a 5 Gbps e ricaricare rapidamente i dispositivi collegati.
- Cavo USB-C per dispositivi Apple: Conforme alle linee guida che devono rispettare gli accessori Apple.
- Cavo USB-C per l’output video: Tramite esso è possibile riprodurre filmati in risoluzione 4K a 30 Hz (o 2K a 60 Hz) senza utilizzare software aggiuntivi.
- Cavo USB-C per l’output audio: Grazie al chip DAC integrato, non sarà necessario avere un telefono compatibile, ma sarà il cavo stesso ad effettuare la conversione del segnale audio da digitale ad analogico e a garantire una riproduzione stereo Hi-Fi.
- Cavo USB-C con connettori multipli: Integra i connettori USB-C, Lightning e micro USB, per collegare smartphone più recenti, iPhone o dispositivi un po’ più datati.
Consigli Utili sui Cavi USB
Nel corso di questa guida abbiamo analizzato molti aspetti dello standard USB scoprendo come si tratti di una tecnologia in costante evoluzione e che ha visto passi da gigante in prestazioni e velocità. Oggi difficilmente si potrebbe pensare a svolgere anche le più banali mansioni della vita quotidiana senza la tecnologia USB. Ecco quindi alcuni consigli utili che rispondono alle problematiche più comuni.
Come Prolungare un Cavo USB?
Il modo più semplice per estendere un cavo USB è usare una prolunga. Chiaramente prima di comprare una prolunga USB è bene saper riconoscere il tipo di USB che si necessita di prolungare.
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In base alle tipologie sopra descritte bisogna riconoscere se l’attacco necessario è di tipo A - B - C e tenere conto che il limite massimo della lunghezza consigliata per una prolunga è di 5 metri, soprattutto per le connessioni a bassa velocità. Per USB 3.0 si possono superare tranquillamente i 3 metri, ma in caso vi fosse la necessità di collegare dispositivi più distanti allora sarà necessario ricorrere a un HUB o ripetitori di segnale USB da posizionare a ogni 3 - 5 metri di collegamento, in ogni caso allungare un cavo USB oltre i 25 metri non consigliabile.
Come Smaltire Correttamente i Cavi USB?
Allo stesso modo altra domanda frequente è dove buttare un cavo USB? Lo smaltimento dei rifiuti è sempre questione delicata. In particolare, il cavo USB può essere considerato un cavo elettrico come gli altri e quindi si tratta di un rifiuto di natura elettronica.
In Italia i rifiuti elettronici rientrano in una categoria specifica, la RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). In Italia ci sono 2 modi per disfarsi correttamente di questa tipologia di rifiuti:
- Recarsi nell’isola ecologica comunale (ne sono presenti 3600 in tutta Italia)
- Consegnare cavi o altri rifiuti elettrici e/o dispositivi usati presso i negozianti i quali sono obbligati a ritirarli in base al decreto ministeriale 65/2010.
Dunque, è necessario rispettare questa forma di raccolta differenziata, ma come noto non c’è una regola generale fissa che vada bene per tutti i luoghi (molte variazioni dipendono anche dalla legge regionale specifica).
Ecco i comportamenti da evitare:
- Disfarsi dei RAEE nei sacchi neri dell’indifferenziata
- Ammassare RAEE in qualche luogo della casa e abbandonarli
- Mischiare i cavi con altri rifiuti
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