USB Type-C è l'ultimo arrivato nella famiglia USB, portando con sé numerosi vantaggi e nuove funzionalità. Un vantaggio considerevole del connettore USB-C rispetto ai connettori A e B è che è reversibile. Ciò significa che si può inserire da entrambi i lati e quindi non serve più cercare il verso giusto per il collegamento ai diversi dispositivi.
Piacevolmente compatte sono anche le dimensioni: con 8,4 x 2,4 mm non supera le misure di un attuale connettore micro-USB.
Insieme al connettore USB-C, è stato rilasciato lo standard USB 3.1, la versione più aggiornata della tecnologia USB. Per la prima volta è possibile all'istante trasferire dati, trasmettere segnali audio e video, alimentare e ricaricare verso e dal dispositivo host (bidirezionale).
Caratteristiche Principali dell'USB Type-C
- Reversibilità: Inserimento facile da entrambi i lati.
- Dimensioni compatte: Simile a un connettore micro-USB.
- Trasferimento dati veloce: Supporta USB 3.1 con velocità fino a 5 Gbit/s.
- Power Delivery: Ricarica più veloce e maggiore potenza.
- Modalità Alternate: Supporta DisplayPort, HDMI e MHL.
USB Type-C e Power Delivery
La tecnologia di ricarica Power Delivery 2.0 rende possibile una ricarica più veloce e una maggiore potenza. Le specifiche USB 3.1 impongono differenti profili capaci di erogare potenze differenti: il profilo 1 fornisce 10 Watt con 5 Volt e 2 Ampere, la potenza ideale per dispositivi mobili di piccole dimensioni; gli altri profili comprendono rispettivamente 18 W, 36 W, 60 W e 100 W.
La performance raggiunta dipende comunque da variabili come il dispositivo sfruttato, la versione USB, il cavo e l'interfaccia impiegata. Il profilo adeguato verrà riconosciuto automaticamente e impostato tra l'host, il cavo e la periferica, fornendo protezione contro il sovraccarico.
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La direzione dell'erogazione è bidirezionale: sia l'host che la periferica possono fornire alimentazione. In aggiunta, le specifiche ottimizzano la gestione energetica tra più periferiche. L'alimentazione e la veicolazione dei dati avviene in due canali completamente separati all'interno del cavo.
USB Type-C e Modalità Alternate
Finora dati e segnali tra computer e monitor erano trasmessi attraverso gli ingressi HDMI, DisplayPort e DVI. Grazie all'interfaccia USB Type-C ciò non è più necessario: grazie alla cosidetta modalità Alternate è possibile inviare, oltre al trasferimento USB 2.0 e USB 3.1 anche segnali DisplayPort, HDMI, MHL e flussi audio/video ad alta risoluzione.
Anche se il monitor non dispone di un ingresso USB-C è possibile interfacciarsi con le tipologie di connessione preesistenti tramite convertitori o semplici adattatori, in tal caso non tutte le funzionalità saranno disponibili.
Compatibilità e Standard
Un ingresso universale può comunque comportare effetti indesiderati. Infatti, la presenza di un connettore USB Type-C non implica il supporto automatico di tutte le funzionalità potenzialmente disponibili, per esempio esistono cavi USB che operano con le specifiche USB 2.0 o USB 3.0.
Un altro protocollo utilizzato nel mondo di Apple è Thunderbolt 3 che utilizza l'interfaccia USB-C e che raggiunge una velocità di trasferimento massima pari a 40 Gbit/. Per il collegamento di due Thunderbolt 3 è necessario l'impiego di un cavo con uno specifico chip.
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I monitor EIZO muniti di ingresso USB-C supportano lo standard USB 3.1 SuperSpeed con una velocità di trasferimento fino a 5 Gbit/s.
Scegliere il Cavo USB-C Giusto
Lo standard USB-C è stato approvato quindi ormai possiamo stare tranquilli tanto i cavi sono tutti uguali, no? No! Il fatto che entrino tutti nella porta del nostro smartphone, computer, hard disk o accessorio che sia non significa che sia il cavo giusto per lui.
Un cavo non adatto ad esempio potrebbe rallentare (e di tantissimo) il trasferimento dati così come potrebbe rallentare invece la ricarica facendo passare meno corrente oppure l’opposto, potremmo spendere tanto per un cavo super veloce sia in termini di dati che di ricarica quando poi il nostro dispositivo è comunque lento di suo.
La cosa più importante per scegliere un cavo è proprio questa, conoscere le caratteristiche del proprio dispositivo per il quale si sta comprando il cavo in modo da evitare di prenderne uno che lo rallenti o di spendere troppo senza reale motivo.
A noi serve la velocità di ricarica o il trasferimento dati? Nel primo caso ad esempio gli smartphone si ricaricano a velocità che vanno dai 15W agli oltre 100W così come i PC portatili, che di solito partono da 45W con i modelli più grandi e potenti che riescono ad assorbire anche 100 o 120W se non di più. Basta vedere quanto indicato sul proprio alimentatore o comunque nelle specifiche del dispositivo.
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In altri casi, come quando andiamo a collegare al PC un hard disk esterno, ci interessano poco i watt ma molto di più la velocità di trasferimento dati. Ci sono infine determinate occasioni, come l’utilizzo di un grande monitor 8K esterno, che richiedono entrambi questi due fattori.
Parametri Fondamentali:
- Velocità di Trasferimento Dati: Indicata dal livello di USB (USB 4, USB 3.2, USB 2.0).
- Velocità di Ricarica: Supportata dallo standard Power Delivery (PD).
Affinché la comunicazione avvenga alla velocità prevista sono necessarie due condizioni: innanzitutto le porte connesse tra loro devono supportare entrambe il livello USB richiesto; e poi il cavo deve supportare quel livello di comunicazione.
Tabella Comparativa dei Profili di Potenza USB Power Delivery
| Profilo | Potenza (W) | Voltaggio (V) | Corrente (A) | Utilizzo Tipico |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 10 | 5 | 2 | Dispositivi mobili piccoli |
| - | 18 | - | - | - |
| - | 36 | - | - | - |
| - | 60 | - | - | - |
| - | 100 | - | - | - |
In quanto a corrente trasportata, quindi alimentazione e velocità di ricarica, possiamo dire che in teoria tutte le USB-C fino alla USB 3 dovrebbero arrivare ad un massimo di 20 volt x 5 ampere, cioè 100W.
La cosa più importante per scegliere un cavo è proprio questa, conoscere le caratteristiche del proprio dispositivo per il quale si sta comprando il cavo in modo da evitare di prenderne uno che lo rallenti o di spendere troppo senza reale motivo.
Monitor EIZO con connessione USB-C consentono la ricarica di notebook, con capacità di ricarica diverse a seconda del modello.
Grazie alla sua flessibilità, il connettore USB-C è destinato a diventare lo standard di riferimento, con un utilizzo sempre più crescente anche nei monitor e nelle altre periferiche per ufficio.
Grazie ad un unico cavo è possibile ampliare il desktop con un monitor esterno, parallelamente ricaricare il notebook e inviare dati ad un hard disk esterno.
In tal modo utilizzando la modalità DisplayPort Alternate i segnali video e audio possono essere trasportati ad un monitor esterno, mentre parallelamente il laptop o il tablet vengono ricaricati con un unico cavo.
Dopo molti anni di connessione proprietaria Lightning, con il modello 15 anche l'iPhone è passato all'USB-C.
Le porte USB-C, invece, si attestano come minimo tra i 7,5 e 15 W (precisamente 1,5A o 3A su 5V). A supporto di una ricarica più veloce arriva lo standard Power Delivery, che è in grado di spingere la ricarica a livelli molto più alti. In pratica gli apparecchi, alimentatore e device si mettono d'accordo tra loro e contrattano i livelli di tensione e corrente migliori, tenendo anche conto dei vincoli dettati dal cavo.
Infatti, anche in questo caso, non tutti i cavi sono adatti a tutte le velocità di ricarica: alcuni arrivano a 60W, altri a 100W, altri sono in grado di supportare il massimo livello di ricarica previsto oggi da Power Delivery, ovverosia i 240 Watt.
La connessione per poter sfruttare Power Delivery è generalmente USB-C da entrambi i lati, sia sull'alimentatore che sul device, salvo rari casi, come i MacBook Pro che hanno reintrodotto il connettore MagSafe lato PC.
Gli smartphone generalmente sono in grado di ricaricare, se tutta la catena alimentatore e cavo è corretta, tra i 20 e i 30 Watt; alcuni modelli salgono fino a 45 o 65W; per quello che riguarda tablet e soprattutto PC, si viaggia tra i 60 e i 100.
Come dicevamo, il cavo giusto deve supportare le velocità di trasferimento dati e di ricarica dei propri device. E così si scopre come i cavi più veloci, che sono tutt'altro che dei semplici "fili" di rame ma contengono anche dei microchip, cosa che fa salire un po' i prezzi.
Via via che passa il tempo e si adottano apparecchi navitamente USB-C, il connettore "vecchio", quello denominato USB-A, serve sempre meno. Ma a volte capita, per esempio, di dover collegare lo smartphone USB-C a un PC con solo porte USB-A disponibili. Nessun problema a trovare cavi adatti, a patto di accettare i limiti della USB-A.
Oramai si sarà capito: avere un connettore USB-C da entrambi i lati significa poco per quello che riguarda le prestazioni di un cavo.
Purtroppo non esistono modi facili per riconoscere "da fuori" le prestazioni di un cavo USB-C, se non leggendone le specifiche in fase di acquisto (e ricordandosele nel tempo). Può capitare di partire per un viaggio con un cavo USB-C apparentemente valido e scoprire che solo trasferire le foto e le riprese dalla fotocamera al PC è una procedura lunga, mentre a casa, con un altro cavo, ci si metteva un attimo. Per questo è bene sapere cosa si sta comprando.
Se invece si cerca un cavo finalizzato solo alla ricarica, non serve spendere di più per la velocità di trasferimento dati.
Chi poi non vuole compromessi, può sempre andare su un cavo che si colloca al top della gamma USB-C: si tratta di un USB 4 Gen 3, capace quindi di arrivare a 40 Gbps, e Power Delivery 3.1, quindi fino al massimo di 240 W.
I modelli conformi alle specifiche USB 3.1 Gen 2 sono in grado di trasferire dati fino a 10 gigabit al secondo, garantendo una velocità di trasferimento estremamente elevata.
I vantaggi in termini di flessibilità e dimensioni sono davvero incredibili: piccolo e compatto, il sistema USB C, consente di collegare dispositivi di ultimissima generazione in modo pratico e sicuro.
L’aspetto più innovativo e caratterizzante delle prese USB tipo C è sicuramente determinato dall’incredibile capacità di trasferire dati a velocità molto rapide.
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