Chi lo Osserva Dimagrisce: Significato e Approfondimenti

L'espressione "chi lo osserva dimagrisce" può essere interpretata in diversi modi, spesso legati a condizioni mediche e disturbi alimentari. Questo articolo esplora il significato di questa frase, analizzando la sarcopenia, i disturbi dell'alimentazione e i percorsi per un dimagrimento sano e sostenibile.

Sarcopenia: La Perdita di Massa Muscolare

La sarcopenia è una sindrome caratterizzata dalla perdita di massa e forza muscolare scheletrica associata all’invecchiamento. Con l’avanzare dell’età è normale perdere massa muscolare, ma la sarcopenia è una condizione che si discosta dalla norma. Nel corso degli anni i ricercatori hanno creduto che il deterioramento fosse inevitabile.

Le persone con sarcopenia spesso presentano sintomi come debolezza, perdita di resistenza, perdita di equilibrio e scarsa capacità di svolgere le attività quotidiane fisiche. Una delle cause comuni di sarcopenia è una scarsa attività fisica durante il giorno. La sarcopenia è un disturbo diffuso tra chi si sottopone alle terapie oncologiche. L’importanza di valutare lo stato di salute dei muscoli sta nel fatto che la sarcopenia causa astenia, debolezza e stanchezza, debilitando il corpo e riducendo la tolleranza alle terapie.

Diagnosi e Valutazione della Sarcopenia

La diagnosi di sarcopenia è di competenza medica e va eseguita da un medico specialista, idealmente un nutrizionista specializzato in oncologia in grado di fare una valutazione a 360° dello stato nutrizionale. La valutazione dello stato nutrizionale in grado di esplicitare una diagnosi di sarcopenia, prevede l’impiego di alcuni parametri specifici:

  • Quantità Muscolare: In questo caso viene impiegato la BIA (Bioempedenzometria). Si tratta di una tecnica di misurazione corporea che stima la quantità di massa grassa e di massa magra. Attualmente la valutazione con BIA e in particolare l’utilizzo di un indicatore (l’angolo di fase) può dare informazioni importanti sulla sarcopenia e sul rischio di tossicità delle terapie oncologiche. Per questa ragione la BIA è considerato un esame di prima scelta nel percorso diagnostico terapeutico nutrizionale di chi sta affrontando le terapie oncologiche. Un’altra tecnica ampiamente utilizzata è la DXA - assorbimetria a raggi X a doppia energia.
  • Qualità muscolare: La qualità muscolare si riferisce ai cambiamenti nella struttura e composizione muscolare.
  • Forza Muscolare: Per questa misurazione si ricorre alla dinamometria (o Handgrip strenght), ovvero la valutazione della forza muscolare. Quest’ultima si misura attraverso la forza di presa della mano.

Peso Corporeo e Sarcopenia

La ragione è molto semplice. Il nostro peso corporeo è determinato dalla somma della massa grassa (grasso) + massa magra (muscoli) + liquidi. Quando c’è una situazione di sarcopenia il peso corporeo diminuisce perchè si riduce la massa magra cioè la massa muscolare. Questo è strettamente correlato alla presenza delle cellule tumorali. La perdita della massa magra, infatti, è causata da un lato dalla malnutrizione, dall’altro dalla presenza di sostanze infiammatorie. Contemporaneamente alla perdita di massa muscolare si può verificare una riduzione del grasso. Ma non sempre è così. Ad esempio ci sono situazioni in cui il grasso aumenta o è molto elevato, ma la massa muscolare tende a ridursi progressivamente. Questo si osserva soprattutto nelle persone sovrappeso o obese. In questi casi è difficile che improvvissamente si perda massa grassa.

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Dunque deperimento muscolare e sarcopenia possono verificarsi anche in persone in sovrappeso e obese. Per questo è fondamentale non cadere nel tranello che chi è sovrappeso o obeso debba dimagrire. E’ più importante invece che mantenga il suo peso per non perdere massa muscolare.

Per contrastare la sarcopenia, la perdita progressiva di massa e funzione muscolare, vanno considerati due fattori chiave che possono influenzare in modo significativo questa condizione: la mancanza di attività fisica e una dieta carente. Nel paziente oncologico, in fase di malattia può essere complcato riuscire a compensare la perdita di massa muscolare poichè ci sono sostanze prodotte dall’organismo che influenzano il metabolismo in modo negativo. Un modo efficace per contrastare la sarcopenia è l’allenamento con i pesi, noto anche come resistenza.

Ricorda che non tutte le proteine sono uguali. La qualità delle proteine consumate è cruciale per garantire l’apporto di aminoacidi essenziali per la crescita muscolare. L’amminoacido leucina svolge un ruolo significativo nella stimolazione della crescita muscolare. Gli integratori a base di sieroproteine del latte sono ricchi di leucina. Integrare la dieta con vitamina D e acidi grassi polinsaturi a lunga catena (n-3) può anche contribuire positivamente alla salute muscolare. Non dimenticare che l’integrazione va sempre valutata insieme al nutrizonista.

Disturbi dell'Alimentazione

I disturbi dell'alimentazione sono al giorno d'oggi molto frequenti. Le stime spesso si riferiscono a disturbi più riconoscibili, ma accanto a questi sono numerose le persone, in maggioranza le donne, che hanno con il cibo un rapporto estremamente conflittuale. Ultimamente si stanno osservando questi disturbi anche nella popolazione maschile, ma il fenomeno è ancora oscuro e se ne parla poco, in genere quando qualche fatto di cronaca mette sotto i riflettori il mercato oscuro delle sostanze dopanti nelle palestre.

I disturbi dell'alimentazione si manifestano sotto forma di modificazioni del peso, che può essere eccessivo (obesità), eccessivamente ridotto (anoressia) o fluttuante, e sotto forma di preoccupazioni eccessive rispetto al peso e alla forma del corpo che possono portare ad assumere comportamenti alimentari disordinati e pericolosi per la salute. Questi disturbi sono un sintomo di un malessere sociale a livello dell'identità e delle relazioni.

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Tipi di Disturbi Alimentari

È possibile operare una distinzione tra i vari tipi di disturbi dell'alimentazione: l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e i disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati.

  • Anoressia Nervosa: Questo disturbo si caratterizza per il rifiuto di mantenere il proprio peso corporeo al di sopra o ai livelli minimi rispetto a quanto previsto in relazione all'altezza, o anche l'impossibilità di raggiungere il peso previsto (se nel periodo di crescita dell'altezza). Per soddisfare questo criterio il peso deve essere del 15 per cento inferiore a quello previsto. È presente un'estrema paura di ingrassare o prendere peso anche in una situazione di sottopeso. La persona vive in modo alterato la forma e il peso del proprio corpo, legando a queste caratteristiche la valutazione del sé. Inoltre non ammette la gravità della situazione in caso di sottopeso. È inoltre presente amenorrea (mancanza del ciclo mestruale per almeno 3 mesi).
  • Bulimia Nervosa: Accanto alle abbuffate sono presenti comportamenti (condotte) per limitare l'aumento di peso come digiuni o condotte di eliminazione (vomito auto-indotto, uso di lassativi o diuretici, eccessivo esercizio fisico). Le abbuffate e le condotte di compensazione devono essere presenti per tre mesi, con una media di due volte a settimana. Come per l'anoressia nervosa l'autostima è eccessivamente influenzata dal peso e dalla forma del corpo.
  • Disturbi dell'Alimentazione Non Altrimenti Specificati: In questa categoria rientrano i disturbi dell'alimentazione che non soddisfano i criteri suddetti per anoressia nervosa e bulimia nervosa.

Diffusione e Disturbi Correlati

Secondo il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disordini Mentali (DSM), l'anoressia nervosa colpisce tra lo 0,5 e l'uno per cento delle donne in tarda adolescenza o nella prima età adulta. Per quanto riguarda la bulimia nervosa la percentuale sale dall'uno al 3 per cento. Anche in questo caso si parla prevalentemente di donne in tarda adolescenza e prima età adulta. I disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati sono rilevabili nel 2-5 per cento delle giovani donne. Spesso i disturbi dell'alimentazione si associano con la depressione e i disturbi d'ansia. L'abuso di sostanze è frequente nelle pazienti bulimiche ma non in quelle anoressiche, laddove il disturbo ossessivo-compulsivo è molto più comune nelle pazienti anoressiche rispetto alle bulimiche.

Spesso l'anoressia nervosa inizia con il semplice desiderio di perdere qualche chilo di troppo. In diversi casi si tratta di ragazze che nell'infanzia hanno presentato un sovrappeso. In questi casi l'iniziativa viene approvata dalla famiglia e non sono rari i casi di madre e figlia che iniziano insieme una dieta. Altre volte è possibile individuare dei chiari fattori scatenanti come una perdita, un lutto, un conflitto familiare, una nascita.

Complicazioni dell'Anoressia

Le problematiche dipendono dell'entità del dimagrimento e dalla durata. Innanzi tutto affinché venga fatta una diagnosi di anoressia nervosa è necessario che il peso corporeo non superi l'85 per cento del peso previsto per l'altezza. In queste situazioni diminuisce il pannicolo adiposo (accumulo di grasso sottocutaneo), le palpebre diventano secche e i capelli fragili. È possibile un'ipertricosi reattiva (un aumento della peluria). L'amenorrea (assenza di mestruazione) può essere primaria in caso di soggetti molto giovani che non abbiano avuto il menarca o, più spesso, secondaria, dovuta al "disinnesco" dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. L'anoressia può comportare una poliuria dovuta ad una riduzione dell'ormone antidiuretico a cui si associa una riduzione della sensibilità renale. Possono verificarsi anemia ipocromica e iposideremica. A causa delle carenze nutrizionali e del basso livello di estrogeni è possibile che si verifichi un'osteoporosi che sembra essere recuperabile con la ripresa ponderale. È frequente un'ipotonia e ipotrofia muscolare.

Trattamenti per l'Anoressia

La maggior parte delle volte è necessario stabilire con l'anoressica e la sua famiglia un "contratto" terapeutico. I metodi coercitivi hanno di solito scarso successo, mentre ciò che risulta fondamentale è la motivazione del paziente associata ad un coinvolgimento familiare. Il caso dell'anoressia è, comunque, particolare. Spesso, in realtà, in quei casi in cui la consunzione sia arrivata a limiti quasi incompatibili con le funzioni vitali, è necessario un ricovero o un'ospedalizzazione. In particolare l'ospedalizzazione è necessaria in casi di perdita della coscienza o della vigilanza, dimagrimento estremamente rapido, prostrazione e affaticamento lamentato dalla stessa paziente. Il contratto in genere prevede l'impegno da parte della paziente ad un recupero progressivo del peso. A questo sarà associata una terapia individuale, di gruppo o familiare.

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Dimagrire in Modo Sano: Un Approccio Olistico

Dimagrire non è solo una questione di peso. È una scelta di Benessere, di cura per il proprio corpo e di prevenzione per la Salute. Il Metodo Figurella promuove un dimagrimento che fa bene, basato su costanza, Movimento Regolare e Adeguato e Alimentazione Equilibrata. Perché dimagrire non significa privarsi, ma scegliere uno Stile di Vita sano che rispetti il proprio corpo e migliori la qualità della vita.

Benefici del Dimagrimento Sano

  • Miglioramento fisico: Più energia, meno affaticamento.
  • Prevenzione delle malattie: Riduzione del rischio di diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari.
  • Benessere psicologico: Miglioramento dell’umore e dell’autostima.

Come Dimagrire in Modo Sano

  1. Non partire dalla dieta: Inizia con una rivoluzione del tuo stile di vita.
  2. Movimento: Il fondamento di un dimagrimento sano. L’Attività Fisica Adeguata riduce il rischio di malattie croniche, migliora l’umore e aiuta a mantenere il peso raggiunto.
  3. Alimentazione Equilibrata: Carboidrati, proteine, grassi e micronutrienti devono essere bilanciati per supportare un dimagrimento sano.
  4. Costanza: Il segreto di ogni percorso di Benessere.

Errori Comuni nel Dimagrimento

  • Diete estreme: Causano più danni che benefici: perdita di muscoli, stanchezza cronica e un effetto yo-yo che vanifica ogni sforzo.
  • Pesarsi troppo di frequente: Contribuisce a dare una visione distorta dei risultati ottenuti, causando a volte l’abbandono del percorso per effetto della delusione.
  • Stress: Può ostacolare il dimagrimento.

Digiuno Intermittente: Pro e Contro

Il digiuno intermittente può essere utile per molte persone ma non per tutti. Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione. Bambini e adolescenti, anziani, donne in gravidanza, persone che devono affrontare patologie importanti, chi ha avuto problemi del comportamento alimentare, o semplicemente persone più sensibili alla modifica dei propri ritmi circadiani, dovrebbero evitare questa tipologia di dieta.

Schema 16/8: Si digiuna per sedici ore al giorno e si mangia durante un periodo di otto ore.

Schema 5/2: Due giorni di digiuno e cinque giorni normali.

È importante non esagerare con la durata. Un digiuno troppo prolungato può avere anche effetti negativi: rallenta il metabolismo, mette in allarme l'organismo e può portare a disturbi del comportamento alimentare.

Anoressia: Un'Analisi Approfondita

La parola “anoressia” deriva dalla parola greca órexis, ovvero ‘appetito’, unita al prefisso dell’alfa privativa. Significa appunto “assenza o marcata riduzione dell’appetito”. L’aggettivo “nervosa” si riferisce alla natura psicologica del disturbo per distinguerlo dalle situazioni di dimagrimento e mancanza di appetito dovute a malattie fisiche.

Caratteristiche Psicologiche dell'Anoressia

  • Controllo della fame: Strettamente legato all’autostima.
  • Conta calorica: Ossessione nel contare le calorie degli alimenti ingeriti.
  • Perfezionismo: Tendenza ad essere intelligenti, ordinate, precise al limite del perfezionismo, tendenzialmente compulsive.

Sintomi e Comportamenti Tipici

  • Riduzione dell’apporto calorico giornaliero: Con diete ferree.
  • Eccessiva attenzione: Verso le proprie forme o peso corporeo.
  • Controllo sul corpo: Il controllo sul corpo e sull’alimentazione diventano la preoccupazione principale.

Trattamenti per l'Anoressia

Il trattamento ambulatoriale potrebbe essere considerato il trattamento più appropriato ma è determinante che sia effettuato da un’equipe che possa affrontare ogni aspetto della malattia: psicologici, internistici, nutrizionali e di sostegno della famiglia. Il trattamento ambulatoriale inoltre dovrebbe includere sempre i trattamenti psicologici raccomandati dalle linee guida internazionali che hanno un’evidenza derivata da studi clinici, come la Terapia Cognitiva e Comportamentale per i Disturbi dell’Alimentazione o il Trattamento Basato sulla Famiglia.

Se stai leggendo questo articolo significa che ti stai rendendo conto che alcuni meccanismi patologici riguardanti il cibo e l’aspetto fisico ti stanno ingabbiando. Prendi in considerazione il fatto che prima inizi a renderti conto di esserti ingabbiata/o in eccessive preoccupazioni, più velocemente riuscirai a contrastare gli angosciosi sintomi di questo disturbo.

Puoi imparare a gestire la paura di quei cibi così temuti, come dolci e carboidrati, cominciando a chiederti se quei cibi sono realmente così pericolosi e rendendoti conto che la mente spesso commette l’errore di “ingigantire” le cose. Con il tempo potresti imparare a capire e a dimostrare alla tua testa che quei cibi possono essere assunti con equilibrio e consapevolezza.

Tabella Riepilogativa dei Disturbi Alimentari

Disturbo Caratteristiche Principali Prevalenza
Anoressia Nervosa Rifiuto di mantenere il peso corporeo, paura di ingrassare, alterazione della percezione del corpo. 0.5-1% nelle giovani donne
Bulimia Nervosa Abbuffate seguite da comportamenti compensatori, autostima influenzata dal peso e dalla forma del corpo. 1-3% nelle giovani donne
Disturbi Alimentari NAS Disturbi che non soddisfano i criteri per anoressia o bulimia. 2-5% nelle giovani donne

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