Quando una persona sta dimagrendo senza motivo apparente, cioè senza fare nulla per volerlo, anzi apparentemente mangiando come prima, si spaventa. In realtà perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattia.
Clinicamente si approfondisce quando il dimagrimento (calo ponderale) involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi. È importante identificare tempestivamente queste situazioni, che potrebbero essere la conseguenza di una malattia severa o cronica (ed è stato osservato che, soprattutto negli anziani, è associata a peggiori condizioni di salute generale).
In linea generale il peso corporeo raggiunge un massimo intorno alla sesta decade di vita, si mantiene stabile fino agli 80 anni, per poi calare gradualmente.
Cause del dimagrimento eccessivo
Le cause della perdita di peso non intenzionale sono diverse e possono essere di origine psicosociale o di natura organica. Spesso l’identificazione della causa è facile, mentre in alcuni casi è necessario andare a indagare più a fondo per capire dove risieda l’origine di questo disturbo.
Cause psicosociali
- Depressione: la depressione influenza la sfera dell’alimentazione sia in plus che in minus. Può infatti portare da un lato ad un aumento dell’assunzione di cibo ma anche, al contrario, alla diminuzione dell’introito alimentare. Questa evenienza si verifica in genere in associazione all’anedonia, una condizione patologica in cui la persona depressa risulta incapace di trovare piacevoli le attività e le situazioni che normalmente lo sono, come ad esempio il pasto.
- Forte stress e ansia: Anche periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre il dimagrimento.
- Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento.
Cause organiche
- Demenza: con il termine demenza si intende qualsiasi causa di deterioramento organico della funzione del cervello che provoca difetti multipli delle funzioni cognitive. Esempi di demenza possono essere la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza fronto-temporale.
- Mancata autonomia: in ambito clinico, soprattutto geriatrico, vengono spesso utilizzato dei semplici questionari al fine di valutare il livello di autonomia di una persona nello svolgere le diverse attività della vita quotidiana. Si tratta di strumenti utili che permettono di avere una valutazione oggettiva del livello di autonomia del paziente; i più utilizzati sono lo ADL (Activities of Daily Living) che prende in considerazione attività semplici del vivere quotidiano, come ad esempio vestirsi, mangiare, salire le scale, curare la propria igiene personale, e lo IADL (Instrumental Activities of Daily Living) in cui si valutano attività strumentali come il rispondere al telefono, la gestione del denaro, l’andare in bicicletta e il fare autonomamente la spesa. Com’è facilmente intuibile il procurarsi il proprio cibo, cucinare ed alimentarsi rientrano all’interno delle attività che vengono considerate quando si cerca di definire l’autonomia di una persona.
- Ipertiroidismo: Una delle cause comuni del calo ponderale di un paziente è l’ipertiroidismo, una condizione per la quale la ghiandola tiroidea produce eccessive quantità di ormoni tiroidei, accelerando il metabolismo e portando a una perdita di peso non intenzionale.
- Malattie gastrointestinali come la celiachia, l’infiammazione intestinale cronica o la sindrome dell’intestino irritabile, la cirrosi epatica, ulcere gastroduodenali, possono causare malassorbimento di nutrienti, portando a una perdita di peso.
- Malattie cardiovascolari come l’insufficienza cardiaca congestizia, possono portare a una perdita di peso dovuta a una riduzione della capacità del cuore di pompare sangue in modo efficiente.
Tumori e perdita di peso
La perdita di peso non intenzionale può essere un sintomo conseguente a diverse forme di tumore. Alcuni tumori sono noti per causare una riduzione importante del peso corporeo, spesso dovuta a diversi meccanismi patologici.
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- Tumori del tratto gastrointestinale, come quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon possono influenzare direttamente la capacità del corpo di assorbire nutrienti, portando a una perdita di peso significativa.
- Il linfoma e altri tipi di tumori del sistema linfatico possono causare perdita di peso attraverso vari meccanismi, tra cui l’infiammazione sistemica e l’alterazione del metabolismo.
Una perdita di peso improvvisa nell’uomo e nella donna non significa necessariamente avere un tumore in corso, e non tutti i tumori inducono in fase iniziale una perdita di peso. Altra cosa è invece la perdita di peso in una persona in cura per un tumore diagnosticato, che si verifica spesso, anche in relazione ad alcuni farmaci chemioterapici. Per questo è molto importante stabilire un percorso nutrizionale di supporto durante i trattamenti oncologici.
La letteratura ha sottolineato negli ultimi anni una probabilità di ricevere una diagnosi di tumore in persone che hanno registrato un calo ponderale significativo rispetto a gruppi di persone che non hanno osservato dimagrimento nel periodo precedente la diagnosi. Alcuni studi di coorte dimostrano una probabilità da 1,6 a 12,5 volte maggiore di essere portatori di un tumore fra chi ha vissuto un calo ponderale significativo rispetto ai pazienti che non lo presentano.
La perdita di peso è un segno predittivo di neoplasia anche dopo aver aggiustato per la presenza di altri sintomi; il calo ponderale è addirittura il secondo più importante predittore di tumore dopo: rettorragia nel tumore del colon retto, emottisi nel cancro del polmone; dolore costale nel mieloma; ittero nel cancro del pancreas; ematuria nei tumori delle vie urinarie.
Quando allarmarsi
Per capire se la perdita di peso possa rappresentare motivo di preoccupazione e debba essere quindi oggetto di analisi approfondite, è necessario definirne l’entità, l’arco di tempo nel quale si è verificata ed eventuali segni e sintomi d’accompagnamento, suggestivi della presenza di una neoplasia. In generale il calo ponderale è un sintomo che tende ad essere sottovalutato dal paziente e dai suoi familiari per lungo tempo.
Il calo ponderale può essere spia di una condizione da indagare quando tra i 6 e i 12 mesi si ha un dimagrimento di 5 kg o più oppure del 5% o più rispetto al proprio peso corporeo.
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E’ importante poi spiegare ai pazienti che una perdita di peso non volontaria non è normale e dovrebbe indurre a segnalarla al medico. Allo stesso tempo è bene rassicurarli del fatto che la maggior parte delle persone con calo ponderale non ha un tumore, anche se la possibilità esiste, soprattutto negli over 60 e che è comunque meglio effettuare ulteriori esami.
Conseguenze di una perdita di peso troppo rapida
Quando l'obiettivo è il dimagrimento, e la perdita di peso si può raggiungere in breve tempo, non solo si commettono errori per la propria salute, come confermato da diversi specialisti, ma si verificano conseguenze tangibili per il proprio corpo. Una perdita di peso repentina nelle prime due settimane, è piuttosto comune: ad andarsene sono soprattutto liquidi in eccesso, ma trascorso questo lasso di tempo potrebbe essere rischioso ridurre calorie e quantità.
Quando si perde peso troppo velocemente si potrebbe avvertire senso di stordimento, debolezza, vertigini, che può portare persino allo svenimento. La perdita di peso rapida e involontaria può portare, inoltre, a un senso di instabilità, debolezza e vertigini che possono persino portare allo svenimento.
Una dieta inadeguata dal punto di vista nutrizionale, sbilanciata e carente, comporta la mancata assunzione di nutrienti, come grassi, proteine, carboidrati, vitamine e minerali. Le diete drastiche e nutrizionalmente insufficienti possono causare carenze di grassi, proteine, carboidrati, vitamine e minerali.
Un altro effetto collaterale della perdita di peso repentina potrebbe essere data dalla formazione di calcoli biliari, ossia piccoli depositi duri di colesterolo o bilirubina che si formano nella cistifellea. Altre volte, la nausea è un sintomo di un altro effetto collaterale della rapida perdita di peso: i calcoli biliari.
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I muscoli sono un'importante fonte di forza e sono responsabili di un significativo consumo calorico. Quando perdi peso nelle tempistiche raccomandate dagli esperti, si perde grasso anziché muscoli. Tuttavia la perdita troppo repentina di peso comporta una perdita muscolare.
Un altro sintomo del perdere peso troppo velocemente è l'indebolimento osseo.
Perdere peso troppo velocemente può essere un segno che si stiano eliminando nutrienti essenziali, o che il regime dietetico che si sta seguendo, è troppo drastico. E nessuna di queste condizioni è sostenibile a lungo termine. Quando l'apporto calorico è improvvisamente limitato in maniera eccessiva, si scatenano squilibri ormonali che aumentano il senso di fame.
Come affrontare il dimagrimento
Ai fini di una corretta diagnosi è importante innanzitutto accertarsi che la perdita di peso sia involontaria: il soggetto non deve cioè seguire nessun tipo di regime alimentare restrittivo e non deve aver cambiato le proprie abitudini alimentari rispetto al passato (ad esempio non deve aver recentemente escluso una categoria di alimenti dalla propria dieta). È poi utile indagare la sfera dell’appetito: se nonostante la perdita di peso il soggetto ha fame e si nutre normalmente potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di diabete.
La valutazione di una perdita di peso involontaria richiede una serie di esami specifici e analisi del sangue per escludere o identificare le cause sottostanti. L’elettroforesi proteica e il metabolismo del ferro sono importanti per valutare lo stato nutrizionale e rilevare eventuali carenze proteiche. Esami epatici, come le transaminasi, valutano la funzionalità del fegato, mentre la proteina C-reattiva (PCR) e la velocità di eritrosedimentazione (VES) sono marcatori di infiammazione che possono suggerire condizioni infiammatorie o autoimmuni. Gli ormoni tiroidei (TSH, FT-3, F-T4) sono importanti per escludere disturbi tiroidei, comuni cause di alterazioni del peso corporeo. I marker tumorali, come il CEA, Alfa Feto Proteina, CA19-9, CA 125 sono utili per escludere segni indiretti o sospetti di presenza di neoplasia.
La scelta di questi esami è mirata a coprire un ampio spettro di eventuali cause di perdita di peso involontaria; come ad esempio malattie infiammatorie, disfunzioni renali, carenze nutrizionali, problemi epatici, disturbi tiroidei, malattie tumorali.
Supporto nutrizionale
Un regime alimentare dietetico volto al dimagrimento va sempre seguito sotto osservazione medica da parte di uno specialista che fornirà le indicazioni in merito a cibi, calorie, e nutrienti da assumere a seconda del soggetto interessato, e monitorerà l'andamento del percorso di dimagrimento con controlli periodici al fine di accertare lo stato di salute del paziente.
Se non ci sono disturbi clinici che portano al non riuscire a perdere peso, gli elementi per dimagrire sono una sana alimentazione e buona attività fisica. Il rischio di fare danni è però alto.
Se l’alimentazione naturale è ancora possibile, è certamente consigliata l’elaborazione di un piano dietetico personalizzato nel contesto di un programma di counseling nutrizionale, il più possibile rispondente alle preferenze del paziente. Se le quantità di alimenti assunte sono insufficienti a soddisfare i fabbisogni nutrizionali del paziente a causa dell’anoressia o delle conseguenze gastro-intestinali delle terapie, l’alimentazione naturale va integrata con prodotti specifici denominati supplementi nutrizionali orali.