Perdere peso e tonificare fianchi e giro vita sono un desiderio comune, e il mercato offre diversi prodotti specifici come fasce addominali e pantacollant dimagranti. Ma le cinture magnetiche per dimagrire funzionano davvero?
Di Cosa Si Tratta?
Una cintura lombare bio energetica auto-riscaldante è realizzata in materiale elastico di alta qualità, filato di Tormalina, Germanio ed un cuore magnetico, con chiusura a strappo, semplice e comoda da indossare.
- Tormalina: Riflette i raggi infrarossi lontani (FIR) benefici per la salute delle cellule.
- Germanio: Aumenta l'apporto di ossigeno alle cellule, stimola il metabolismo e la vitalità.
- Cuore magnetico: I magneti promuovono il flusso sanguigno e il metabolismo locale, rilasciando energia e generando calore.
Basta mettere la cintura intorno alla vita lungo la zona lombare per percepire immediatamente il suo effetto auto-riscaldante sui muscoli.
Come Funziona una Fascia Dimagrante?
La reclame dei produttori si basa sull’assunto che il materiale elastico della fascia, unito al lavoro di contrazione o di vibrazione (a seconda dei modelli), aumenti la temperatura corporea nella zona interessata, innalzando così il tasso metabolico e di conseguenza bruciando i grassi.
Ogni modello, grazie alla possibilità di regolarne la circonferenza, può essere applicata anche in altre zone del corpo, come nella zona lombare dove il massaggio ed il calore sviluppato agevola a rilassare la muscolatura della schiena, ma anche su glutei e cosce, per ottenere un dimagrimento localizzato anche in altre parti del corpo ritenute critiche e difficili da snellire e tonificare.
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Tipi di Fasce Dimagranti
- Cintura vibrante: Funziona come vibromassaggiatore.
- Dual shaper: Fascia dimagrante con elettrostimolatori per stimolare la muscolatura addominale.
- Vibro sauna: Come la cintura vibrante ma con la possibilità di regolare la temperatura per agevolare il riscaldamento della zona trattata.
La Fascia Dimagrante Funziona Davvero?
Innanzitutto, è importante riflettere sul fatto che da più parti si sente dire che il sudore è un segnale di dimagrimento. Ma perdere liquidi corrisponde davvero a dimagrire e a perdere grassi? La risposta potrebbe essere sì, ma sarebbe una risposta esatta a metà, vediamo perché.
Perdere Liquidi
Occorre ricordare che il nostro corpo è composto in massima parte di acqua, i nostri tessuti ne contengono in grande quantità (circa il 60-70%). Perdere liquidi favorisce, è vero, una diminuzione di peso corporeo, ma a danno unicamente dei tessuti muscolari che si disidratano; quindi quella che noi riduciamo con la disidratazione è unicamente massa magra.
Magnetoterapia: Funziona Davvero?
La Magnetoterapia sarebbe quella pratica medica che sostiene di sfruttare l’energia di campi magnetici per curare diverse malattie, in particolare quelle legate ai dolori ed ai problemi ossei ed articolari.
Esporre le persone a campi magnetici (a bassa o ad alta frequenza, e con intensità molto variabile, dai 100 ai 10.000 Gauss), migliorerebbe lo stato di salute e diminuirebbe i dolori.
Questi campi magnetici possono derivare da varie fonti, apparecchiature elettriche, enormi calamite ma anche piccole calamite che possono essere contenute in indumenti o piastrine, in particolare nell’uso di magneti a contatto con la pelle, si parla di magnetoterapia statica quando i campi magnetici si creano grazie a campi elettrici o radio, si parla di elettromagnetoterapia.
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L’uso di magneti a scopo medico è molto antico ma ebbe un eccezionale impulso attorno al 1800, quando si diffuse la conoscenza del magnetismo al quale si affidarono proprietà praticamente miracolose. Ma i magneti non dimostrarono mai di curare alcuna malattia e quindi i “macchinari” diventarono una delle attrazioni tipiche di saltimbanchi e ciarlatani.
L’idea dei magneti curativi non scomparì mai del tutto, arrivando sino ai giorni nostri. Già negli anni ’60 e ’70 molti enti sanitari provarono a capire se nei poteri quasi magici del magnetismo ci fossero anche reali poteri medici, si provò così la magnetoterapia in qualsiasi malattia, soprattutto in quelle senza cura, anche perché, dai primi esperimenti, i pazienti parlavano di sollievo dai sintomi o miglioramento.
Tipi di Dispositivi Magnetici
I dispositivi che usano l’energia magnetica a scopo medico si distinguono in due grossi gruppi.
- Magnetoterapia statica: Piccoli magneti inseriti in tessuti, suole da scarpe, polsini, magliette o fasce.
- Macchinari elettromagnetici: Più voluminosi, inviano impulsi che creano campi magnetici nelle zone da trattare.
La pratica è così diffusa che non è difficile trovare macchinari di magnetoterapia in molti centri (specialmente centri di salute, di benessere o centri sportivi), con trattamenti che spesso prevedono diversi cicli (dai costi vari ma non bassi) ed è frequente anche l’offerta di questi macchinari per l’uso a domicilio.
Molte delle affermazioni di chi vende o propone trattamenti con macchinari magnetici, sono piene di linguaggio pseudoscientifico, esoterico, si parla d “campo energetico”, “aura”, di “disintossicazione”, “massaggio cellulare”, poco di serio dunque.
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Gli effetti sulla salute dei campi magnetici furono studiati intensivamente quando si svilupparono i primi macchinari diagnostici che sfruttano proprio questa energia (la risonanza magnetica, ad esempio) e si notò che il magnetismo non ha particolari effetti sull’organismo, soprattutto perché le intensità energetiche abitualmente utilizzate non possono averne, qualcuno ha stimato che, per avere un qualsiasi effetto evidente sul corpo umano, un magnete dovrebbe avere un’intensità tale da riuscire a deformare una barra di acciaio e se consideriamo che le calamite inserite in suole o tessuti con presunte proprietà curative hanno un’intensità magnetica che non riuscirebbe ad attraversare nemmeno l’epidermide, possiamo farci un’idea della loro utilità.
Proprio i valori di potenza sono quindi il limite principale della magnetoterapia. L’elettromagnetoterapia (quella utilizzata da alcuni macchinari) riesce a sviluppare intensità maggiori ma comunque spesso insufficienti ad avere un’azione sulle strutture dell’organismo. Sicuramente può riuscire però ad ottenere un surriscaldamento della parte trattata che, in certe condizioni (edemi, danni vascolari, muscolo-tendinei) può dare sollievo o velocizzare il recupero.
In questo caso però è bene ricordare che il meccanismo d’azione non è “esclusivo” degli apparecchi magnetici ma è lo stesso che usano altre apparecchiature e, in ultima analisi, lo stesso ottenuto con una buona terapia manuale (anzi probabilmente una terapia manuale dà più effetti drenanti e stimolanti sul metabolismo di qualunque magneto-terapia)
Qualcuno ha allora ipotizzato effetti sul flusso sanguigno (il sangue contiene ferro) ma, anche in questo caso, non vi è alcuna evidenza di effetto né le normali intensità utilizzate mostrano di poterne avere (immaginate gli effetti dannosi se una risonanza magnetica condizionasse il nostro flusso sanguigno).
Il mercato però è pieno di piccoli oggetti (indumenti, piastrine, cerotti, bracciali, fasce ed altro) venduti per i dolori che dicono di sfruttare gli effetti del magnetismo statico, si può dire che sufficiente sicurezza che il loro effetto è nullo (anche se sicuramente qualcuno ne avrà sperimentato l’effetto placebo).
Si trovano anche nelle farmacie e nei supermercati, promettono la rapida risoluzione di problemi dolorosi ma, con tutta evidenza, non ci riescono e, forse per questo, i produttori ricorrono a testimonial (sportivi famosi, personaggi noti) per vendere il loro prodotto anziché puntare sulla ricerca.
Alcuni studi sembrano mostrare un effetto positivo dei campi magnetici sulla riparazione delle ferite e sulla rigenerazione dei tessuti (cosa che potrebbe tornare utile in alcuni traumi anche sportivi, ad esempio) e persino sulle ulcere ma non c’è evidenza che questo tipo di effetto sia diverso da quello dovuto al calore sviluppato da normali apparecchiature elettriche, con un effetto blando e poco costante.
Se cerchiamo di concentrarci su quanto abbiamo a disposizione, non si potrà fare a meno di notare che il “successo” di questi trattamenti è fondamentalmente aneddotico: il passaparola, qualche esperienza personale ed ecco che, senza motivi plausibili, una vera e propria “arte magica” diventa medicina.
Ovviamente chi propone questa pratica ne parla in maniera entusiastica, ne spiega benefici e grandi risultati e ne fa intenderne i buoni effetti, ancora più preoccupante quando a tessere le lodi di una tecnica che si può chiamare pseudoscientifica, sono medici ed operatori sanitari del servizio pubblico.
Sono citati alcune volte degli studi(1) ed anche esperimenti su animali (2) che dimostrerebbero effetti(3) dei campi magnetici su vari (4) parametri (c’è evidenza che vi sia un beneficio sul dolore di alcune tipologie di artrosi) ma si tratta quasi sempre di studi che mostrano diversi limiti spesso traendo conclusioni soggettive (intervistando i soggetti studiati) e non oggettive (parametri cliniici strumentali) o con pochissimi soggetti, inoltre molte volte la magnetoterapia è associata ad altre terapie a scopo “rinforzante” ma, anche in questo senso, non ci sono molte evidenze di funzionamento.
Sorprendono anche alcuni argomenti (5) di sanitari che usano e propongono la magnetoterapia: “non ha dimostrato di funzionare ma non è stato nemmeno dimostrato che non funzioni, visto che però sappiamo che non fa male perché non usarla?“. OK, se la mettiamo così consigliamo anche un p’ò d’acqua santa ed una preghiera… ma spero che non sia solo una mia opinione che la medicina basata sulle evidenze debba basarsi almeno su qualche straccio di prova oggettiva di efficacia.
Sono idee che, evidentemente, non tengono conto né del metodo scientifico né della logica e comuni a tutte le false medicine. Per questo oggi la magnetoterapia è considerata a tutti gli effetti una medicina alternativa senza basi scientifiche.
Gli studi scientifici (più validi) sul tema però non lasciano molti dubbi. La magnetoterapia non ha effetti sul dolore (6) né su malattie come la spondilite anchilosante (7) o l’artrite reumatoide (8). Nessun effetto nemmeno su altri disturbi come l’incontinenza (9) urinaria, i dolori da tunnel carpale (10) o plantari (11) o sull’osteoartrite (12) .
Interessante notare che anche in riviste scientifiche “alternative”, sono comparsi (13) studi che mostrano l’inefficacia di questi strumenti. Persino il NCCIH (National Centre for Complementary and Integrative Health, l’agenzia governativa americana per le medicine alternative) si è espresso (14) chiaramente: “Non è stata mai provata l’efficacia dei magneti in nessuna condizione di salute […] l’evidenza scientifica non supporta l’uso di magneti per il controllo del dolore“.
Nessuna evidenza di efficacia nemmeno (15) per alcuni sintomi della menopausa.
Si può ragionevolmente concludere quindi che salvo rare e ben specifiche condizioni, l’applicazione di magneti non ha alcuna evidenza scientifica di efficacia e non ha mai provato in maniera sufficientemente certa di avere effetti benefici.
C’è sicuramente un buon giro d’affari attorno ai magneti curativi, che sembrano attirare come poche altre terapie per il dolore. In realtà, molto del loro successo è dovuto al fatto che la maggioranza dei disturbi osseo-articolari e dolorosi, oltre alla terapia sintomatica (analgesici, anti infiammatori) ed al riposo o alla riabilitazione non ha molte alternative, chi soffre di questi disturbi è spesso uno sportivo che ha quindi tutto l’interesse ad una ripresa rapida e completa, cosa praticamente impossibile, ecco che interviene la promessa del miracolo, i magneti, se si aggiunge che anche molti professionisti sanitari prescrivono trattamenti su base magnetica il gioco è fatto.
L’unico problema che hanno è che nel 90% dei casi NON FUNZIONANO.
Per questo motivo in molti stati ed anche in Italia, sono state tante le richieste di ritiro di prodotti (soprattutto per pubblicità ingannevole) e multate aziende che promettevano effetti sulla salute mai realizzabili. Non bisogna però confondere questa pratica con altre proposte nello stesso tipo di disturbi, ad esempio le stimolazioni elettriche o quelle termiche, che hanno altri meccanismi d’azione.
Ultimo spiraglio di efficacia la magnetoterapia l’ha dimostrata nel campo dell’accelerazione del consolidamento di fratture e di qualche altro settore:
I campi elettromagnetici pulsati (detti C.E.M.P o PEMFs - pulsed electromagnetic fields.) emessi da qualche apparecchiatura (più costosa e più potente) hanno dimostrato una certa efficacia nell’accelerare la formazione di callo osseo riparativo dopo una frattura, nel diminuire la risposta infiammatoria, ne ridurre i sintomi della sindrome post.-menopausale. (16,17,18,19,20,21)
Bisogna ricordare però che il tipo di campo usato in questo caso è quasi sempre emesso da un elettromagnete, comandato da una centralina che ne modula il campo, l’intensità, ed il tipo di emissione. Sembrano essere questi parametri a determinare l’effetto finale sul tessuto biologico bersaglio.
Fasce Addominali Dimagranti: Alternative Efficaci
Le fasce dimagranti addominali sono tra gli accessori fitness più cercati da chi vuole snellire il punto vita, sudare di più durante l'allenamento o migliorare la postura. Scegliere una fascia addominale dimagrante dipende dal vostro obiettivo: se volete aumentare la sudorazione, migliorare la postura o semplicemente dare una spinta in più al vostro allenamento.
L'importante è non aspettarsi risultati miracolosi: nessuna fascia sostituisce una buona alimentazione e un'attività fisica costante.
Caratteristiche da Considerare
- Materiale: Il neoprene è il materiale più usato perché trattiene il calore e favorisce la sudorazione.
- Vestibilità: Una buona fascia deve aderire bene al corpo senza stringere troppo.
- Comfort: È importante che abbia bordi morbidi, materiali traspiranti e una superficie interna antiscivolo.
- Supporto: Molte persone scelgono la fascia addominale non solo per "dimagrire", ma anche per il supporto che offre alla zona lombare.
Modelli Popolari su Amazon
- Fascia addominale di Mezzuno: Aiuta ad aumentare il sudore, permettendo così di bruciare le calorie ma anche di eliminare le tossine e migliorare la circolazione.
- Cintura dimagrante di Hually: Realizzata in neoprene privo di lattice e pensata sia per bruciare calorie ed eliminare le tossine attraverso il classico effetto sauna, sia come supporto lombare per migliorare la postura.
- Fascia dimagrante di Kindax: Pensata per offrire un supporto eccellente per la schiena, migliorando così la postura, ma anche per intensificare il dimagrimento di pancia e fianchi quando si fa esercizio.
Esercizi per l'Ernia del Disco
I migliori esercizi per curare l’ernia del disco non sono esercizi per il mal di schiena, o quantomeno non solo, ma rappresentano delle posture e dei movimenti in grado di preservare lo stato di salute della colonna vertebrale, in particolare per l’ernia del disco L5 - S1.
Esercizi Consigliati
- Flessione del busto da seduti: Sedersi su una sedia, piegare il busto in avanti e toccare le caviglie con le mani.
- Flessione del busto da terra: Sedersi a terra a gambe unite e piegarsi in avanti toccando i piedi con le mani.
- Ginocchia al petto: Stendersi a terra con la pancia in su e portare le gambe flesse al petto, aiutandosi con le braccia.
- Posizione del bambino: Iniziare in ginocchio, portare il busto indietro finché il fondo schiena non sia a contatto con i talloni e distendere le braccia in avanti.
- Ponte per i glutei: Stendersi a pancia in su con le gambe piegate e alzare il bacino senza agevolarsi con le mani.
Gli esercizi di ginnastica posturale per ernia del disco andrebbero eseguiti quotidianamente, per una quindicina di minuti al giorno, tenendo conto degli sforzi progressivi che si possono attuare.
Sport Consigliati per l'Ernia del Disco
È consigliabile del movimento che consenta a muscoli ed articolazioni di essere attivi, riducendo la rigidità del rachide, in particolare se c’è un fastidio o un dolore, affinché questo venga alleviato facendo esercizi specifici e mirati a trattare la patologia di base, cosicché non diventi cronica.
Una delle attività indicate è la ginnastica in acqua, la quale viene fatta in un ambiente adeguato per alleviare le tensioni muscolari, per la temperatura (che dovrebbe essere intorno ai 33-35° C) e soprattutto perché in piscina il corpo lavora “a scarico”, cioè alleggerito dal suo peso e quindi in grado di praticare più facilmente esercizi a livello articolare.
Esercizi da Evitare con l’Ernia al Disco
Dopo aver recuperato da un’ernia del disco, si consiglia di consultare un fisioterapista per analizzare la forma fisica. Stando agli studi del chiropratico Dr. Eben Davis, il sollevamento pesi può provocare ulteriori problemi ad un’ernia del disco.
Quando ci si impegna in un esercizio cardiovascolare, come camminare, utilizzare la macchina o andare in bicicletta, si dovrebbe iniziare con solo cinque o dieci minuti di attività, secondo la Mayo Clinic.
Fisioterapia per Ernia Discale
Sovente la fisioterapia ha un ruolo chiave nel trattamento del dolore dovuto ad un’ernia del disco. I suoi metodi danno sollievo immediato al dolore, ma svolgono anche un compito di prevenzione per recidive o altri problemi connessi.
Trattamenti Passivi
I trattamenti passivi distendono il corpo e includono osteopatia, massaggi del tessuto profondo, terapie di freddo e caldo, stimolazione elettrica (TENS) e idrokinesiterapia.
- Terapia di caldo e freddo: Alternare le terapie per incrementare il flusso sanguigno e diminuire le infiammazioni.
- Idrokinesiterapia: Utilizzare le proprietà fisiche dell’acqua per fare del movimento.
- TENS: Utilizzare la corrente elettrica per stimolare il tessuto sottostante e ridurre il dolore.
- Trazione: Ridurre le conseguenze della gravità sulla colonna vertebrale.
Trattamenti Attivi
I trattamenti attivi contribuiscono a migliorare la flessibilità, la postura, la forza, la stabilità e il movimento delle articolazioni.
- Stabilità del baricentro: Utilizzare i muscoli addominali in sinergia con i muscoli della schiena.
- Flessibilità: Eseguire tecniche giuste di stretching e flessibilità del corpo.
Esercizi per l'Ernia Lombare
In caso di ernia discale la corsa non è consigliata per evitare che i ripetuti impatti sul terreno provochino ulteriori insulti al disco in sofferenza. Per la stessa ragione talvolta è sconsigliata persino la bicicletta. È invece consentita la cyclette visto che pedalando sul posto non si rischia di incappare in qualche buca.
Spesso l’attività acquatica è considerata l’attività fisica più idonea anche se è preferibile associarla comunque ad esercizi di tonificazione e di allungamento specifici fuori dall’acqua.
La Back School
La Back School, letteralmente tradotta “Scuola della schiena”, è nata per insegnare tutto quello che occorre per prevenire e curare il mal di schiena e la cervicalgia; non è semplicemente ginnastica per il mal di schiena, ma un’autentica scuola.
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