Cisti Renali: Dieta, Consigli e Alimenti da Evitare

Le malattie renali sono poco conosciute e spesso anche sottovalutate, eppure sono abbastanza comuni: si calcola che ne soffra circa il 10% della popolazione. Secondo le ultime stime fornite dalla Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche a sua insaputa, di una malattia cronica renale. Le malattie croniche renali sono patologie che, nella loro evoluzione progressiva, portano alla condizione irreversibile di insufficienza renale, cioè all’incapacità delle reni di svolgere la funzione di ‘filtro’, depurando l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.

I reni sono piccoli ma importantissimi organi a forma di fagiolo, situati su entrambi i lati della colonna vertebrale, che svolgono diverse funzioni essenziali per la sopravvivenza. Quando i reni non funzionano correttamente, i rifiuti, compresi i prodotti di scarto del cibo, si accumulano nel sangue.

Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto di organo. Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata.

Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. La dieta rimane comunque la prima forma di prevenzione per evitare patologie renali gravi, oltre a divenire fondamentale in caso di disturbi già presenti. L’intervento del dietista in una terapia nutrizionale non deve essere visto in senso punitivo, ma deve essere accolto con positività.

L'Importanza della Dieta per la Salute Renale

Un regime alimentare a base di frutta e verdura sembra dare una grossa mano ai reni nell’attività di espulsione delle tossine. È possibile che mangiare più frutta e verdura renda più facile per i reni liberare il corpo dalle tossine, secondo la dottoressa Michal Melamed, professore associato dell’Albert Einstein College of Medicine. Oltre a questi alimenti, è bene scegliere cibi poveri di sodio, poco calorici e ricchi di antiossidanti. Vanno bene cereali, pane, pasta, mais, biscotti integrali e non. Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua ogni giorno è una sana abitudine che chiunque dovrebbe adottare normalmente. Nel caso della prevenzione dei disturbi renali è fondamentale.

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La dieta deve essere seguita da un esperto e deve mirare a ridurre il sodio (sale) e l’assunzione di fosforo e proteine. L’alimentazione ideale per prevenire disturbi renali è povera di proteine e prevede l’assunzione di poco fosforo. Vanno ridotti, quindi, gli alimenti altamente proteici come carne, uova, pesce, formaggi, salumi e legumi. Meglio preferire un’alimentazione povera di sodio, quindi ridurre il consumo di sale è fondamentale, perché trattiene i liquidi e sottopone i reni ad uno stress maggiore.

Un altro alimento che sembra vietato dalle diete ipoproteiche è la carne. Ma va chiarito che la carne è solo uno dei tanti alimenti che contengono proteine, che in realtà sono presenti quasi ovunque; quindi, non la si deve eliminare ma semplicemente ridurre, per fornire comunque al nostro corpo gli amminoacidi essenziali derivati dalle proteine nobili.

L’obiettivo del dietista è innanzitutto quello di educare il paziente a mangiare correttamente, facendo le scelte nutrizionali più salutari, permettendo comunque di non rinunciare al piacere del mangiare bene insieme. Nella terapia nutrizionale vanno limitati i cibi che affaticherebbero di più i reni e in questo possono aiutare molto i prodotti aproteici. Gli alimenti aproteici come pasta, pane e altri prodotti da forno aiutano il paziente perché sono una fonte di energia “pulita”, ovvero forniscono un adeguato apporto calorico aiutando a ridurre la quantità di proteine che si mangiamo durante la giornata, senza andare a ridurre le porzioni.

Nutrienti Critici e Insufficienza Renale

Il rene funziona come un filtro: elimina le sostanze di rifiuto presenti nel sangue (urea, acido urico, creatinina, potassio, fosforo) attraverso le urine; quando il rene non funziona bene, queste sostanze, se assunte in dosi eccessive, non riescono ad essere completamente eliminate e possono quindi accumularsi nell’organismo causando alcuni problemi (iperazotemia, iperfosforemia, iperpotassiemia, …) ed essere dannose.

I nutrienti critici per l’insufficienza renale sono: le proteine, il fosforo, il sodio e il potassio. È importante sottolineare che non esiste una dieta uguale per tutti i pazienti con Malattia renale cronica. Ogni paziente è a sé. Per esempio, non è necessario ridurre i quantitativi di frutta e verdura a maggiore contenuto di potassio, o bollire sempre la verdura se i valori di potassio nel sangue sono buoni. Se invece si ha il potassio alto va fatta più attenzione, ma è una questione di misura.

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I propri cibi preferiti, anche se ad alto contenuto di potassio, possono tranquillamente essere consumati in una dieta povera in potassio. Le banane, per esempio, vengono spesso classificate come alimento vietato, mentre le mele sono sempre concesse. In realtà, metà banana contiene quasi la stessa quantità di potassio di una mela. Se si amano le banane si possono consumare, facendo attenzione alle porzioni, o bilanciandone il consumo nel corso della giornata prediligendo poi altri cibi più poveri in potassio.

I legumi (ceci, lenticchie, fagioli, piselli, cicerchie, fave, lupini, soia) vengono spesso tolti dal menù dei pazienti con malattie renali perché ritenuti eccessivamente ricchi di fosforo e potassio e poveri di proteine nobili. In realtà questi valori si riferiscono ai legumi secchi e non cotti. La cottura riduce drasticamente il contenuto di fosforo e potassio, soprattutto la bollitura o la doppia bollitura. Il fosforo contenuto nei legumi viene assorbito poco dal nostro organismo. Va bene consumare anche i legumi già cotti, basta solo sciacquarli per rimuovere l’eccesso di sale. Per non eccedere nel quantitativo proteico, bisogna considerare i legumi come secondo piatto e quindi al posto di carne, pesce, formaggi e uova accompagnati da pane, pasta o altri cereali, meglio se aproteici.

Alimenti Consigliati e da Evitare

Per capire come proteggere i reni, è importante conoscere i fattori che li mettono in difficoltà. Anche una dieta apparentemente “sana” può nascondere insidie, soprattutto se non si presta attenzione agli alimenti che si consumano e alla loro quantità. Sebbene il cibo sia una grande risorsa per la nostra salute, non tutti gli alimenti fanno bene ai reni.

Alimenti da Evitare

  • Alimenti ricchi di sale: come anticipato, il sodio trattiene liquidi e può causare ipertensione, aumentando lo stress sui reni.
  • Alimenti ricchi di potassio: anche se il potassio è un minerale essenziale, un suo eccesso può risultare problematico per chi ha i reni danneggiati. Quando i reni non riescono a filtrarlo correttamente, può accumularsi nel sangue, con effetti negativi sul cuore e sui muscoli.
  • Alimenti ricchi di fosforo: il fosforo, presente in latticini, carni, pesce, legumi, frutta secca e bevande gassate, potrebbe accumularsi nel sangue se i reni non funzionano bene. Questo minerale in eccesso può, inoltre, indebolire le ossa e aumentare il rischio di problemi cardiovascolari.
  • Alimenti ricchi di ossalati: alcuni tipi di cibi come spinaci, barbabietole e cioccolato possono favorire la formazione di calcoli renali, soprattutto nei soggetti con predisposizione.
  • Proteine animali: carni, pesce e latticini generano più scarti metabolici rispetto alle proteine vegetali, affaticando i reni.

Alimenti Consigliati

  • Cavolfiori e verze: sono un tripudio di vitamine che svolgono un’azione antinfiammatoria, oltre ad essere ricchi di acqua e sali minerali.
  • Spigola: è un pesce prezioso perché contiene proteine “buone” e Omega 3, fondamentali contro le infiammazioni.
  • Rucola: è un’insalata molto saporita ricca di manganese, calcio e vitamina K.
  • Noci macadamia: anche se gran parte della frutta secca contiene dosi elevate di fosforo, le noci macadamia sono un’eccezione.
  • Bulgur: è un prodotto a base di grano integrale che costituisce un'alternativa adatta ai reni ad altri cereali integrali ad alto contenuto di fosforo e potassio.
  • Ananas: Molti frutti tropicali come arance, banane e kiwi sono molto ricchi di potassio. L'ananas, invece, è un'alternativa dolce e povera di potassio, indicata per chi ha problemi ai reni.
  • Mirtilli: sono ricchi di sostanze nutritive e una delle migliori fonti alimentari di antiossidanti.
  • Branzino: fornisce proteine di alta qualità e grassi sani chiamati omega-3. A differenza degli altri pesci, che sono ricchi di fosforo (specie i frutti di mare), il branzino ne contiene quantità limitate.

Frutta Consigliata e da Evitare in Caso di Insufficienza Renale

Se si soffre di una Malattia Renale Cronica è importante seguire accuratamente le indicazioni del Nefrologo in materia di alimentazione e dieta. Una dieta “personalizzata” può aiutarti a mantenere i reni “in buona salute” più a lungo e non li sovraccarica di un'eccessiva quantità di “scorie” da smaltire. Seguire una “dieta amica” dei reni vuol dire innanzitutto proteggerli da danni ulteriori, favorire il loro lavoro, limitare cibi e liquidi che potrebbero contribuire a far accumulare scorie minerali nell'organismo. Al tempo stesso è indispensabile assicurarsi il giusto apporto di proteine, vitamine, minerali e calorie.

Ridurre l'assunzione di potassio Il potassio è un importante minerale che aiuta i nervi e i muscoli a funzionare correttamente, ma quando si soffre di una Malattia Renale Cronica negli stadi avanzati, il corpo non riesce ad eliminare l'eccesso di potassio e questo accumulo può causare gravi problemi cardiaci. Il potassio si trova in molti frutti e verdure, come banane, frutta secca, patate, uva, avocado e meloni.

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Laddove il Nefrologo dovesse consigliare espressamente di limitare l'assunzione di potassio nella dieta, sarà opportuno eliminare o limitare drasticamente la frutta contenente potassio e optare per frutti a basso contenuto di questo minerale come:

  • Mele e succo di mela: che sono un'ottima fonte di pectina, una fibra solubile che abbassa i livelli di glucosio e colesterolo, ma anche di vitamina C. Inoltre la buccia è ricca di quercitina, un prezioso antiossidante;
  • Mirtilli rossi e succo di mirtillo: sono una fonte a basso contenuto calorico di fibre e vitamina C, nonché di importanti sostanze antiossidanti;
  • Fragole e lamponi: ricchissimi di vitamine, antiossidanti e fibre, con proprietà anti-infiammatorie;
  • Prugne.

In genere viene consigliato di assumere una porzione di frutta fresca al giorno e un'altra porzione di frutta cotta. Per ridurre l'apporto di potassio può essere utile anche utilizzare la frutta in scatola, senza liquido, oppure frutta congelata.

Sodio negli Alimenti: Top 10

Il sodio è presente in molti alimenti e in grandi quantità. Ecco i dieci alimenti che contengono più sodio:

  1. Salsa di soia: (sodio: 5,72/100 grammi prodotto) Il contenuto di sale e glutammato non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio.
  2. Minestrone liofilizzato: (sodio: 5,6/100 grammi prodotto) I prodotti liofilizzati risultano spesso addizionati in sale al fine di garantire una maggiore sapidità al palato del consumatore.
  3. Prosciutto crudo di Parma: (sodio: 2,57/100 grammi prodotto) In ragione del suo contenuto di sale, necessario al fine di evitare contaminazioni batteriche, il Prosciutto crudo di Parma va consumato con parsimonia.
  4. Caviale: (sodio: 2,2/100 grammi di prodotto) Oggi il caviale di maggiore qualità è considerato proprio quello meno salato.
  5. Salmone affumicato: (sodio: 1,88/100 grammi di prodotto) Il salmone affumicato è ormai da anni un alimento presente in molti pranzi e cene, anche in Italia.
  6. Salame Brianza: (sodio: 1,8/100 grammi di prodotto) Viene prodotto con carni suine provenienti da allevamenti della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Piemonte.
  7. Pecorino: Il sale ha funzione di salatura, selezione della flora batterica e conservazione dell'umidità in superficie.
  8. Salame Felino: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Come accade per tutti i salami, anche il Felino riceve un trattamento di salagione e speziatura.
  9. Salame Napoli: (sodio: 1,69/100 grammi di prodotto) Cento grammi di prodotto garantiscono una quantità di sodio pari al 60 per cento di quello massimo indicato dalle istituzioni sanitarie.
  10. Prosciutto crudo disossato: (sodio: 2,4/100 grammi di prodotto) Il prosciutto crudo è in assoluto il salume col maggior contenuto di sale.

Il Rene Policistico

Il rene policistico è una patologia ereditaria autosomica. La PKD (Polycystik Kidney Disease) può colpire uno solo (rene policistico monolaterale) o entrambi i reni (rene policistico bilaterale). È la forma più grave, spesso fatale nei primi mesi di vita, e comporta lo sviluppo di cisti nei dotti collettori. Viene diagnosticato in età adulta, intorno ai 40-50 anni e si registra in 1 caso ogni 1.000 abitanti. Dipende da mutazioni del gene PKD1 (85%) o del gene PKD2 (15%).

L’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) ha inserito il rene policistico autosomico dominante tra le malattie rare. Oltre all’insufficienza renale, può causare diverticolite del colon, aneurismi intracranici e ictus. Quando compaiono uno o più di questi sintomi, è sempre consigliato rivolgersi al medico per approfondimenti. L’esame effettuato più di frequente è l’ecografia all’addome.

Curare l’alimentazione migliorare sicuramente la qualità della vita dei pazienti e rallenta il ricordo a terapie invasive come la dialisi. Secondo uno studio italiano pubblicato sul Journal of Nephrology, l’idratazione e la gestione dell’assunzione dell’acqua hanno un ruolo strategico nella terapia alimentare, soprattutto nella fase iniziale della malattia. Come orientarsi? Puntando su una dieta ricca di frutta e verdura, un bilanciamento dell’acqua assunta giornalmente e una limitazione del sodio e delle proteine animali.

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