Le cisti ovariche sono piccole sacche piene di liquido che si formano all’interno o sulla superficie delle ovaie, due strutture delle dimensioni e a forma di mandorla collocate simmetricamente rispetto all’utero.
Le cisti ovariche sono un disturbo che interessa un’alta percentuale di donne e nella maggior parte dei casi sintomi e complicazioni sono minimi o addirittura nulli, ma soprattutto non si tratta di un’evenienza pericolosa, scomparendo senza alcuna cura nel giro di pochi mesi.
Tipi di Cisti Ovariche
Esistono diversi tipi di cisti ovariche, tra cui:
- Cisti follicolari: A metà circa del ciclo mestruale l’ipofisi rilascia un’ondata di ormone luteinizzante (LH) che segnala al follicolo di rilasciare l’ovulo in esso contenuto e può quindi diventare una cisti funzionale, ossia formatasi durante il normale funzionamento del ciclo mestruale. La cisti follicolare si sviluppa se l’ipofisi non rilascia l’ondata di ormone LH e, di conseguenza, il follicolo non scoppia o comunque non rilascia l’ovulo. Anziché funzionare come dovrebbe, cresce e si trasforma in cisti.
- Cisti luteali: La cisti luteale si forma se l’apertura del follicolo attraverso cui fuoriesce l’ovulo si richiude e i fluidi si accumulano all’interno del follicolo stesso, facendo sì che il corpo luteo si dilati fino a formare una cisti. Le cisti di questo tipo di solito scompaiono da sole entro alcune settimane, ma in rari casi possono raggiungere dimensioni notevoli (anche 10 cm di diametro) e diventare potenzialmente pericolose; se piena di sangue la cisti può rompersi, causando emorragie interne e dolore acuto che tende a scomparire entro qualche giorno dalla rottura. Raramente può arrivare a causare torsione dell’ovaio, una complicazione in grado di interrompere il flusso di sangue alla ghiandola.
- Cisti dermoidi: Le cisti di questo tipo derivano dalle stesse cellule usate per la produzione dell’ovulo, cellule speciali perché in grado di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula dell’organismo. Proprio a causa di questa potenzialità si tratta di cisti in grado di contenere tessuti dello stesso tipo di quelli dei capelli, della pelle o dei denti.
- Endometriomi: Le cisti di questo tipo sono una conseguenza dell’endometriosi, una patologia in cui le cellule uterine si sviluppano fuori dall’utero.
- Cistoadenomi: Le cisti di questo tipo si sviluppano a partire dalle cellule che rivestono la parte esterna delle ovaie; in alcuni casi possono raggiungere i 30 cm di diametro e andare così a premere sugli organi adiacenti, causando difficoltà digestive e urgenza di minzione.
- Cisti tecali.
- Cisti da sindrome dell’ovaio policistico: Nella sindrome dell’ovaio policistico si verifica un ingrandimento delle ovaie, che si ricoprono di tante piccole cisti (microcisti).
Sintomi delle Cisti Ovariche
Il sintomo caratteristico legato alla rottura è in genere un dolore improvviso e acuto su un lato del basso addome (il lato in cui è presente la cisti), anche se può essere del tutto asintomatica.
Uno dei sintomi più comuni associati alle cisti ovariche è il dolore addominale o pelvico. Questo dolore può essere acuto o sordo e può variare in intensità. Spesso, il dolore è localizzato al lato dell’ovaio coinvolto e può peggiorare durante i rapporti sessuali, l’esercizio fisico o durante il ciclo mestruale.
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Un altro sintomo comune delle cisti ovariche è il cambiamento del ciclo mestruale. Le donne con cisti ovariche possono notare irregolarità nelle loro mestruazioni, come cicli più lunghi o più corti del solito, mestruazioni abbondanti o spotting tra i cicli. I sintomi associati alle cisti ovariche possono variare da donna a donna.
La presenza di cisti ovariche aumenta il rischio di torsione ovarica; una cisti di diametro superiore ai 4 cm è associata a un rischio pari al 17% dei casi. si torce (una cisti di grosse dimensioni può causare la dislocazione dell’ovaio dalla propria posizione pelvica abituale.
Diagnosi delle Cisti Ovariche
La diagnosi delle cisti ovariche può essere fatta attraverso una serie di esami e test. Il primo passo è solitamente un esame pelvico, durante il quale il medico palpa l’addome alla ricerca di masse o anomalie.
Un esame ecografico pelvico è uno dei metodi più comuni per diagnosticare le cisti ovariche. Durante questa procedura, un tecnico medico utilizza un dispositivo chiamato trasduttore per generare immagini degli organi pelvici. Queste immagini possono aiutare a determinare la dimensione, la forma e la posizione della ciste ovarica.
Altri esami che possono essere utilizzati per la diagnosi delle cisti ovariche includono la risonanza magnetica (MRI) del bacino e la tomografia computerizzata (CT). Questi test forniscono immagini dettagliate degli organi interni e possono aiutare a determinare se una ciste è solida o piena di liquido.
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- Test di gravidanza.
- Marker tumorali.
- Laparoscopia. Usando il laparoscopio (uno tubicino sottile con una fonte luminosa a un’estremità, inserito nell’addome attraverso una piccola incisione) il medico può vedere le ovaie ed eventualmente rimuovere la cisti.
Trattamento delle Cisti Ovariche
La maggior parte delle cisti ovariche scompare da sola entro pochi mesi senza alcun trattamento.
Il trattamento delle cisti ovariche dipende dalle specifiche circostanze e dalla gravità dei sintomi. In molti casi, il consiglio del medico può essere quello di aspettare e monitorare la situazione con regolari controlli.
Possono essere prescritti antidolorifici in caso di dolore ed eventualmente la pillola anticoncezionale (o contraccettivi ormonali analoghi, come cerotto o anello vaginale) per ridurre il rischio di sviluppare altre cisti durante i cicli mestruali successivi.
In alcuni casi, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere la cisti ovarica. Questo può essere fatto in modo minimamente invasivo utilizzando tecniche laparoscopiche o con un’operazione più tradizionale a cielo aperto.
- Laparoscopia: La maggior parte delle cisti vengono rimosse attraverso questo approccio, che prevede solo piccole incisioni addominali e l’utilizzo del laparoscopio, uno strumento che permette al chirurgo di vedere e intervenire senza la necessità di tagli più invasivi.
- Laparotomia: Quando la cisti è particolarmente grande o esiste la possibilità che sia di natura tumorale può non esserci scelta e il chirurgo si troverà a dover procedere attraverso una classica incisione addominale di dimensioni maggiori.
A seguito dell’intervento è normale accusare un po’ di dolore per qualche giorno, nel caso di laparotomia sarà poi consigliata una convalescenza un po’ più lunga e attenta.
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Quando sia necessario rimuovere entrambe le ovaie in donne in età fertile questo purtroppo sarà causa di menopausa e impossibilità di gravidanza, impossibile anche attraverso tecniche di fecondazione assistita.
In caso di cisti ovarica dopo la menopausa il medico probabilmente ne consiglierà la rimozione chirurgica. Il cancro ovarico è raro, ma le donne tra i 50 e i 70 anni hanno un rischio maggiore.
Prevenzione delle Cisti Ovariche
La prima cosa da fare è mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato. Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare cisti ovariche.
L’esercizio fisico regolare è un’altra strategia importante per prevenire le cisti ovariche. L’attività fisica aiuta a mantenere un peso sano, a ridurre lo stress e a regolare gli ormoni.
È inoltre consigliabile evitare l’uso eccessivo di farmaci come contraccettivi orali o terapie ormonali sostitutive, a meno che non siano prescritti dal medico per motivi specifici.
Infine, è importante fare regolarmente controlli ginecologici e seguire le indicazioni del medico.
Cisti Ovariche e Perdita di Peso
Per guarire da queste cisti può essere utile dimagrire magari 3-4 kg? In linea generale, se il sovrappeso è lieve (solo 3-4 chili in eccesso) non è solo utile dimagrire, ma è più facile arrivare all'obiettivo senza troppi sacrifici. Specie alla sua giovane età.
La esorto, dunque, a consultare un dietologo che potrà pianificare la sua dieta personalizzata in base al suo stato nutrizionale, non senza un’accurata visita accompagnata dalle misure del caso (anamnesi clinica, alimentare e ponderale, antropometria, impedenziometria, plicometria, metabolismo basale, calcolo BMI).
Quanto alla soluzione del problema delle microcisti ovariche, la questione è più complessa; tuttavia senz'altro perdere peso può aiutare a riequilibrare lo scompenso ormonale, ma solo il suo ginecologo potrà poi eventualmente rivalutare la situazione.
Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS)
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS - Polycystic Ovary Syndrome), anche nota come sindrome di Stein-Leventhal o anovulazione iperandrogenica cronica, è un disturbo endocrino che si manifesta attraverso un insieme di sintomi in donne in età fertile.
La PCOS comporta squilibri endocrini, alterazioni nel ciclo mestruale e nell’equilibrio ormonale, con possibili effetti sulla fertilità e su aspetti estetici come la crescita di peli e l’acne, squilibri metabolici con ripercussioni sul peso corporeo.
La causa risiede in un problema ormonale che interessa le ovaie ma che si riflette, poi, anche su altre parti del corpo.
Tipicamente si associa a un aumento di volume delle ovaie accompagnato dalla formazione di tante piccole cisti sulla loro superficie esterna, a irregolarità mestruali e a un aumento del livello di ormoni androgeni, come l'androstenedione e il testosterone.
L'aumento di peso, così come l'insulino- resistenza e la sindrome metabolica, sono condizioni statisticamente frequenti nelle donne affette da sindrome dell'ovaio policistico. Queste condizioni, infatti, sono interconnesse. Questo fa sì che lo zucchero presente nel sangue non riesca a entrare nelle cellule e si accumuli sotto forma di grasso.
L'organismo corre ai ripari aumentando la produzione di insulina, ma questo non fa altro che accrescere l'accumulo di adipe. Non solo.
I sintomi di sindrome dell'ovaio policistico iniziano tipicamente alla pubertà e peggiorano con il tempo.
Secondo una revisione sistematica pubblicata su Annals of Internal Medicine e condotta da un team di ricercatori britannici, dell'Università di Oxford, le donne che soffrono della sindrome dell'ovaio policistico traggono giovamento dalla perdita di peso. Gli autori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i risultati di 29 studi, che avevano incluso oltre 1.500 donne.
Cercare di seguire un'alimentazione più bilanciata ed equilibrata, limitando i cibi più grassi e calorici, come fritti, formaggi e carni grasse, snack ipercalorici (tipo patatine e dolciumi), insaccati, alcolici. Muoversi il più possibile nella vita di tutti i giorni, sfruttando ogni occasione per camminare e alzarsi.
Dieta per la PCOS
La dieta per l'ovaio policistico, in presenza di insulino-resistenza e di sovrappeso/obesità, deve seguire alcuni principi fondamentali:
- Apporto energetico idoneo alla moderazione del grasso corporeo. Si tratta di una dieta ipocalorica finalizzata al dimagrimento, ovvero al riequilibrio tra massa magra (FFM) e massa grassa (FM). Le calorie complessive dovrebbero attestarsi attorno al 70% di quelle necessarie al mantenimento del peso, determinando un calo approssimativo compreso tra i 2,5 ed i 3,5kg al mese. Meglio non eccedere con la restrizione energetica per evitare deplezioni nutrizionali o inutili stress psicologici.
- Garantire un apporto in colesterolo MAI superiore ai 300mg/die.
- Prediligere gli acidi grassi polinsaturi, con adeguato apporto di omega-6 ed omega-3, al fine di migliorare una condizione fisica potenzialmente a rischio verso altre complicanze metaboliche, anche su base infiammatoria.
- Le fibre devono essere assunte ALMENO in quantità di 30g/die, poiché oltre a preservare la funzionalità intestinale, faciliteranno la moderazione dell'indice glicemico dei pasti.
- Tutte le vitamine ed i sali minerali devono rientrare nelle razioni raccomandate.
- La ripartizione dei pasti deve prevedere almeno 5 pasti al giorno (meglio 6), accortezza che garantisce un carico glicemico moderato; per lo stesso motivo, anche le porzioni vanno stabilite con cura.
- Scelta di cibi a basso indice glicemico ed associazione di tutte le maggiori fonti di carboidrati a buone quantità di fibra alimentare.
- Meglio NON dissociare i macronutrienti per garantire un assorbimento lento dei nutrienti (ulteriore moderazione dell'indice glicemico).
- Prediligere fonti di carboidrati integrali ed in forma naturale; ridurre quelli raffinati o lavorati.
Per facilitare il percorso di dimagrimento e ripristino della sensibilità insulinica, si consiglia di iniziare un protocollo di attività fisica caratterizzato da: attività aerobica (camminata veloce, corsa, ciclismo, nuoto, canottaggio, canoa, ecc.) per almeno 4 sessioni la settimana, e attività anaerobica (rinforzo muscolare) per almeno 2 sessioni la settimana (esercizi a corpo libero e/o con sovraccarichi/macchine isocinetiche).
Myo-Inositolo e PCOS
Una molecola promettente è il myo-inositolo. L’assunzione di myo-inositolo, assieme alle terapie standard stimolanti l’ovulazione, ha restituito negli studi clinici una migliore risposta terapeutica.
Si è osservato che il myo-inositolo migliora la propria azione se somministrato assieme a molecole che hanno un effetto sinergico. Nello specifico, il glucomannano ha dimostrato avere importanti azioni metaboliche. Si presenta come una polvere altamente viscosa che disciolta in un bicchiere d’acqua diviene una gelatina.
Il glucomannano, inoltre, rallenta l’assorbimento degli zuccheri riducendo il picco glicemico post-prandiale. La sua efficacia sul lungo termine è dimostrata nei pazienti diabetici ove si osserva anche il calo dei livelli di glicemia basale e LDL sierici.
L’integrazione di myo-inositolo, d-chiro-inositolo e glucomannano migliora l’outcome delle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico.
Tabella Riassuntiva: Cisti Ovariche e PCOS
| Condizione | Descrizione | Sintomi Comuni | Trattamento |
|---|---|---|---|
| Cisti Ovariche | Sacche piene di liquido che si formano sulle ovaie | Dolore pelvico, irregolarità mestruali, gonfiore | Monitoraggio, farmaci, chirurgia |
| PCOS | Disturbo endocrino con squilibri ormonali e cisti ovariche | Irregolarità mestruali, iperandrogenismo, obesità | Modifiche dello stile di vita, farmaci, integratori |