Il mercato delle bibite dietetiche ha visto una notevole espansione negli ultimi decenni. Questo è stato incoraggiato dalla tendenza di grandi aziende come Coca-Cola e Pepsi ad assecondare la crescente richiesta di bibite alternative a basso (o nullo) contenuto di zuccheri e calorie. Con l'aumento della domanda di bevande light a base di edulcoranti, sono cresciuti anche gli studi che ne rivelano i potenziali rischi e gli effetti negativi, paragonabili a quelli delle bevande zuccherate.
Rischi Potenziali delle Bibite Dietetiche
Gli studi hanno evidenziato diversi potenziali rischi associati al consumo di bibite dietetiche, tra cui:
- Danni ai denti
- Maggiore rischio di sviluppare sovrappeso e obesità
- Diabete di tipo 2
- Problemi metabolici
- Alterazioni del microbiota intestinale
- Rischio cardiovascolare
- Parto prematuro
Sebbene non sia ancora del tutto chiaro in che modo le bibite dietetiche svolgano la loro azione nociva sulla salute, l’Efsa e l’Oms hanno messo in guardia contro l’utilizzo degli edulcoranti per perdere peso e prevenire malattie croniche non trasmissibili.
Oltre a sucralosio, aspartame, saccarina, acesulfame-K, neotame, advantame, stevia, monk fruit, la lista dei dolcificanti incriminati si è progressivamente ampliata, fino a includere, nell’ultima revisione, anche l’allulosio. Tutte queste sostanze sono accusate innanzitutto di avere un effetto diseducativo perché, con la promessa delle ‘zero calorie’, attirano i consumatori verso cibi dal gusto troppo dolce, spesso di scarsa qualità, poveri dal punto di vista nutrizionale e ascrivibili nella categoria del junk food.
Gli esperti di nutrizione, inoltre, hanno notato che spesso i consumatori di bevande dietetiche sono proprio coloro che eccedono con i cibi ipercalorici e attivano un meccanismo compensatorio che rischia di legittimarli a mangiare di più. A questo si aggiunge la capacità di questi additivi di alterare il microbiota e il metabolismo degli zuccheri, denunciata già nel 2014 da uno studio pubblicato su Nature e da poco confermata da uno studio del Weizmann Institute of Science, in Israele, pubblicato sulla rivista Cell.
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“Sebbene sostanzialmente innocui nell’ambito di un consumo occasionale e nelle dosi consentite dalla normativa vigente - spiega Laura Rossi, ricercatrice e nutrizionista del CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione - questi edulcoranti possono avere effetti collaterali in presenza di alcune specifiche condizioni di salute, motivo per cui il loro utilizzo andrebbe limitato o evitato del tutto”.
Condizioni di Salute e Controindicazioni
Ci sono alcune condizioni di salute in cui l'uso di edulcoranti dovrebbe essere limitato o evitato:
- Intestino irritabile (Ibs).
- Emicrania o mal di testa cronici.
- Diabete o pre-diabete. Il diabete è l’unica condizione nella quale il ricorso ai sostituti dello zucchero può essere considerato parte di un percorso dietetico-terapeutico, dal momento che la disponibilità di alcuni prodotti che li contengono (per esempio marmellate e biscotti), consente di aumentare la varietà e la qualità della dieta dei pazienti. «Tuttavia - spiega Rossi - il ricorso alle bibite edulcorate non è comunque da ritenersi indispensabile neppure in questo caso. Anzi, invece che incentivare la riduzione o l’eliminazione dello zucchero, mantiene l’abitudine al sapore dolce rendendo più difficile mangiare in modo sano».
- Fenilchetonuria (Pku). Questa rara malattia ereditaria è causata da un’alterazione del gene necessario a produrre l’enzima che scompone la fenilalanina (il principale costituente dell’aspartame) e quindi provoca un accumulo nell’organismo di questa sostanza.
- Bruciore di stomaco e reflusso. Quest’ultima controindicazione non è in realtà correlata con l’uso di dolcificanti in sé, quanto piuttosto con la presenza di gas in queste bibite. Le bevande gassate gonfiano lo stomaco, aumentano la produzione di succhi gastrici e irritano la mucosa gastrica a causa della presenza di acido citrico.
“Il consumo dei sostitutivi acalorici dello zucchero - aggiunge Rossi - è comunque sconsigliato nei bambini fino al terzo anno di età, nonché durante gravidanza e allattamento ed è vincolato all’attenta lettura dell’etichetta e delle eventuali controindicazioni riportate”.
Consumo Moderato e Alternativo
Al di fuori di queste condizioni specifiche, gli esperti concordano sul fatto che un consumo occasionale di bevande contenenti edulcoranti acalorici al posto di quelle zuccherate non sia dannoso, ma anzi possa essere una scelta valida per ridurre l’assunzione di carboidrati e calorie. “Tuttavia - prosegue Rossi - anche negli individui in salute, il loro consumo frequente può causare problemi, soprattutto se alla dose nelle bibite si aggiunge quella contenuta in altri prodotti a cui si ricorre abitualmente per ridurre l’apporto energetico della dieta”.
Questo è per esempio il caso delle caramelle “senza zucchero”, dolcificate con polialcoli (sorbitolo, xilitolo, e maltitolo). In questo caso i rischi aumentano a causa dell’effetto ‘accumulo’ determinato dall’esposizione cronica alla stessa sostanza edulcorante.
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Abitualmente torna di moda la questione dolcificanti artificiali: forse anche tu ti sei chiesto se fanno male o se fanno ingrassare anche più dello zucchero. Barrette proteiche, proteine in polvere, prodotti “dietetici”, bibite 0 kcal, alimenti light,… sono, nella maggior parte dei casi, presenti nella dieta di chi frequenta la palestra e, soprattutto, di chi vuole dimagrire o stare attento a non assumere troppi zuccheri e calorie. Ma è sicuro consumarli anche ogni giorno?
Sono sostanze che sono più dolci del classico zucchero da cucina (saccarosio) da 300 fino a 13’000 volte. Cosa significa? Utilizzandoli, a parità di percezione del gusto dolce, è sufficiente una quantità molto minore rispetto a quella di saccarosio.
La maggior parte dei dolcificanti artificiali non viene metabolizzata dall’organismo ed è, per questo motivo, che solitamente sono considerati sicuri. La FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito una quantità giornaliera limite accettabile per ciascun dolcificante espressa in mg/kg peso corporeo ed è un valore che è solitamente settato ad 1/100 rispetto alla quantità a cui non si osservano effetti avversi.
Dolcificanti Artificiali e Ingrassamento: Verità o Mito?
Se i dolcificanti artificiali sono acalorici o hanno poche calorie, possono far ingrassare? E come se effettivamente non contribuiscono all’eccesso energetico? Sono stati proposti diversi meccanismi che correlano il loro consumo e l’ingrassamento.
Un altro meccanismo vede, invece, come i dolcificanti artificiali abbiano un ruolo attivo a livello gastrointestinale e metabolico. I recettori del gusto non sono presenti sono nel cavo orale ma anche (scoperta relativamente recente) nell’intestino, dove fanno da mediatori per la secrezione dell’ormone GLP-1 (glucagon-like peptide 1). Conosci il detto “Siamo quello che mangiamo“? Bene, ma non solo: sei anche quello che mangiano i tuoi batteri intestinali.
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Una volta che i macronutrienti vengono scissi, prima di venir assorbiti ed entrare nel circolo portale o linfatico, devono superare anche il microbioma intestinale che deve essere in salute per poter essere un alleato vantaggioso per l’uomo.
Cadere preda di facili giudizi o pregiudizi è sempre facile. Non conviene bere litri e litri di coca cola zero al giorno, anche se non ha calorie e allo stesso modo non conviene neanche privarsi dei dolcificanti artificiali. Se da una parte sono utili per ridurre l’apporto di zuccheri e l’intake energetico, dall’altra un loro abuso non fa bene alla salute.
Come quasi sempre in nutrizione, la chiave sta nella moderazione e non nell’eliminazione o l’eccesso!
La Diet Coke o Coca Cola Light è una bevanda a zero calorie e senza zucchero. Ma ha anche zero rischi e davvero non fa ingrassare? La Coca Cola Zero e altre bevande considerate “light” spopolano già da anni, facendo sentire meno “in colpa” e illudendo che non facciano ingrassare e che siano meno dannose per la salute delle rispettive bibite contenenti zucchero.
Dovremmo cercare di evitare il più possibile di assumere bevande gassate, che contengano o meno zuccheri. L’aspartame contenuto in queste bevande, anche se sotto i limiti consentiti dalla legge, fa in realtà ingrassare in maniera indiretta.
Uno studio dell’Università dell’Illinois ha scoperto che ingerire dolcificanti artificiali “può influenzare i livelli di glucosio nel sangue e di insulina nei test di tolleranza al glucosio”. I risultati suggeriscono che, nonostante non abbiano calorie, i dolcificanti artificiali possono avere effetti metabolici che imitano il consumo effettivo di zucchero.
Quindi i messaggeri di insulina sono pronti a trasportare tutte quelle calorie per immagazzinare i grassi e quando le calorie non arrivano, vi è come una “chiamata” a fare scorta. “Il messaggio più importante da portare a casa è che il gusto dolce di per sé può avere un impatto sul metabolismo dei carboidrati e sul controllo del glucosio.
In uno studio condotto presso il Medical College of Wisconsin e la Marquette University, quando i dolcificanti artificiali (aspartame e acesulfame potassio) sono stati somministrati a colture cellulari umane e sperimentati su modelli animali, i ricercatori hanno visto significativi “cambiamenti metabolici a livello genetico che potrebbero portare a diabete e obesità“, ha dichiarato il biologo Dr.
“I dolcificanti artificiali sembrano contribuire ai disordini metabolici alterando l’attività di alcuni geni responsabili della scomposizione delle macromolecole come i grassi e le proteine. Le bevande dietetiche non sono migliori di quelle zuccherate. Bevande a zero calorie: ne bastano due al giorno per aumentare il rischio di ictus.
All’interno del corpo l’aspartame si trasforma in formaldeide, sostanza collegata al cancro in alcuni esperimenti su animali. “Il metanolo è una sostanza che, trasformandosi nell’organismo in formaldeide e acido formico, risulta altamente tossica, determinando anche, in dosi molto elevate, problemi di vista e cecità.
Dato che, nonostante l’FDA e l’EFSA lo considerino sicuro, la faccenda sembra essere ancora controversa.
Controversie legate al marchio Coca Cola
A partire dagli anni 2000, alcune critiche parecchio significative hanno tentato di indebolire il marchio Coca-cola. Le controversie sono state sollevate in merito a varie questioni, tra le quali: impatto salutistico, impatto ambientale e pratiche commerciali. Le accuse di cui si fa menzione sono riassumibili in:
- Possibili effetti negativi sulla salute
- Impoverimento ambientale
- Possibile impegno monopolistico delle pratiche commerciali
- Protocolli lavorativi discutibili (accusa di coinvolgimento con organizzazioni paramilitari in soppressione dei sindacati)
- Strategia di marketing poco corretta
- Violazione dei diritti di proprietà individuale
Caratteristiche Nutrizionali della Coca Cola
La coca-cola è una bibita dolce ricca di acqua e zuccheri (monosaccaridi o disaccaridi) e quasi priva di qualunque altro nutriente. Se gradita, la porzione media di coca cola dovrebbe comunque limitarsi a 150-250ml/die; questo perché gli zuccheri in essa contenuti tendono ad elevare l'apporto energetico totale, inoltre - se si vuole rispettare il tetto massimo di un 10-12% delle calorie quotidiane fornite dai glucidi semplici - l'assunzione di zuccheri attraverso la coca-cola impone una conseguente limitazione dell'apporto di glucidi semplici da frutta, latte e verdura.
Limitando questi ultimi alimenti, si tende a ridurre significativamente l'apporto di fibre, vitamine, sali minerali e altre molecole utili, invece assenti nella coca cola (che per questo motivo, dal punto di vista nutrizionale, potrebbe essere definita un alimento "inutile" o che apporta calorie vuote). La coca cola è una bevanda zuccherata da escludere nella dieta contro il diabete, il sovrappeso e l'ipertrigliceridemia. Ciò nonostante, le versioni "light" edulcorate con additivi artificiali acalorici possono essere utilizzate anche da queste categorie di soggetti, ma sempre con opportuna moderazione.
La coca cola è un prodotto sconsigliabile nell'alimentazione dei bambini, prima di tutto a causa della significativa dose di stimolanti; del resto, la versione senza caffeina non possiede questo inconveniente ma contiene pur sempre notevoli percentuali di glucidi solubili (nutrienti energetici particolarmente soggetti ad abuso in questa fascia di età). Inoltre, come vedremo di seguito, la coca cola è caldamente sconsigliata ai soggetti dalla dentatura debole o con compromissioni dello smalto.
Certe persone credono che la coca cola faciliti la digestione; in realtà, molto spesso avviene il contrario. La coca cola ha un pH acido, pertanto un eventuale effetto pro-digestivo si potrebbe manifestare nei soggetti affetti da ipocloridria. Tuttavia, la statistica rivela che i casi più diffusi di disturbi digestivi interessano l'ipercloridria, ovvero l'eccesso di acido cloridrico (favorito dalla presenza di caffeina nella dieta). Tale eccesso, percepito dal tubo digerente, rallenta il passaggio del cibo dallo stomaco al duodeno e richiede la cospicua liberazione di molecole tampone da parte della mucosa duodenale.
La lunga permanenza del bolo acido nello stomaco favorisce anche l'irritazione della mucosa stessa, che spesso (nel lungo termine) si traduce in "gastrite" e aumento delle probabilità di reflusso gastro esofageo ed ernia iatale. Inoltre, la presenza di anidride carbonica nella bevanda favorisce un aumento della pressione intra-addominale per rigonfiamento dello stomaco; tale circostanza, in seguito alle ben note eruttazioni, lascia un gradevole senso di liberazione e apparente svuotamento dello stomaco.
In realtà, la distensione delle pareti gastriche rappresenta un ulteriore stimolo al rilascio di succhi acidi, senza contare che - a lungo andare - aumenta la capacità gastrica richiedendo maggiori quantità di cibo per l'insorgenza del senso di sazietà.
Possibili Effetti Nocivi della Coca Cola sulla Salute
Attualmente, alcuni studi americani hanno evidenziato che "la soda e le bevande zuccherate sono la principale fonte di calorie in eccesso nella dieta americana". Per questo motivo, la maggior parte dei nutrizionisti afferma che la coca cola e le altre bevande analcoliche dolci possano essere nocive (SE consumate in esubero). E' stato poi messo in evidenza che i consumatori ordinari di bevande gassate zuccherate vantano una minor assunzione di minerali e vitamine come: calcio, magnesio, acido ascorbico (vit. C), riboflavina (vit. B2) e retinolo equivalenti (vit. A).
La coca cola ha anche suscitato non poche perplessità per l'elevata concentrazione di caffeina, probabile agente responsabile di dipendenza fisica alla bevanda. E' stata inoltre dimostrata una correlazione nel lungo termine tra donne consumatrici abituali di coca cola e insorgenza di osteoporosi, ma lo stesso risultato non ha coinvolto il sesso maschile.
Un altro aspetto parecchio controverso interessa la salute del cavo orale. Dal 1940 si sono registrati molti tentativi di azione legale contro la coca cola per il presunto effetto negativo sullo smalto dei denti, secondario all'elevata acidità (ma anche, teoricamente, all'elevato apporto di zuccheri e all'appicicosità della bevanda); tuttavia, nel corso di vari approfondimenti, la coca-cola non si è dimostrata più nociva di altre bevande gassate o succhi di frutta.
Va poi specificato che la coca cola possiede un elevatissimo contenuto di fruttosio o di sciroppi che ne sono ricchi (di mais o di canna da zucchero). Un particolare episodio avvenuto nel febbraio del 2010 in Nuova Zelanda ha complicato ulteriormente l'immagine della coca cola.
Qui, il decesso di Natasha Harris è stato imputato (dal medico legale) al consumo eccessivo di questa bevanda; egli dichiarò: "were it not for the consumption of very large quantities of Coke by Natasha Harris, it is unlikely that she would have died when she died and how she died", in pratica: "se Natasha Harris non avesse consumato quantità così elevate di coca cola, è improbabile che sarebbe morta in questo modo e così precocemente". La ragazza è stata colpita da ipopotassemia ed ha avuto un ingrossamento-ingrasamento del fegato (steatosi grassa) dovuto (sempre secondo il patologo Dr Dan Mornin) agli zuccheri in eccesso della dieta.
Il convivente di Natasha, Christopher Hodgkinson, dichiarò che il consumo giornaliero della vittima si aggirava intorno alle 4 bottiglie da 2,25l di coca-cola e precludeva qualunque altra bevanda. Si tratta ovviamente di un caso limite, dato che anche l'acqua, se assunta in quantitativi simili (superiori agli 8-10 litri al giorno), in determinate circostanze può rivelarsi addirittura letale.
Le Bevande Zero Calorie e i Dolcificanti Artificiali
Le bevande zero calorie stanno acquisendo una crescente popolarità tra i professionisti del fitness e di chi vuole perdere peso o controllarlo. In questi prodotti, lo zucchero viene sostituito da dolcificanti artificiali che rendono la bibita priva di contenuto calorico.
Se ti è capitato di bere una bibita zero calorie almeno una volta, avrai notato il gusto molto dolce, questo perché i dolcificanti artificiali sono additivi alimentare con un alto potere dolcificante, molto più dello zucchero. Osservando l’etichetta della bottiglia puoi trovare queste molecole sotto diversi nomi come: aspartame, ciclamato, acesulfame k, sucralosio e saccarina.
Sono sicuri?
Uno studio del 2017 nominato Food and Chemical Toxicology condotta da Le Donne et al, ha analizzato nella popolazione italiana il consumo medio giornaliero di dolcificanti artificiali concludendo che siamo ben al di sotto dei valori limite raccomandati dall’EFSA.
Consumare una bevanda zero al posto di una zuccherata aiuta a restare nel deficit calorico previsto dalla dieta, contribuendo alla perdita di peso. Anni fa si credeva che le bibite zero stimolassero l’insulina facendo ingrassare, ma non è quest’ultima a provocare l’aumento di peso, bensì le calorie. Quindi, se anche fosse vero che le bibite zero stimolassero l’insulina, non sarebbero le colpevoli dell’aumento di peso, avendo zero calorie.
Bevute nelle dosi raccomandate, le bibite zero non sono rischiose per la salute, ma ci sono studi che evidenziano come in realtà il nostro cervello non viene davvero ingannato. Anche se il gusto è dolce, non viene associato a un apporto nutrizionale e, di conseguenza, si avverta una gratificazione solo a metà che spinge a cercare altri alimenti dolci e, quindi, a mangiare di più. Pertanto, tra le controindicazioni può esserci la dipendenza dal gusto dolce di tali bevande e il possibile stimolo all’appetito che porta a ricercare ulteriore cibo.
Ci sono sempre molti dubbi su quali bevande zero bere e su come utilizzarle durante la giornata. No, non contengono calorie, quindi non fanno ingrassare direttamente. Sì, chi è a dieta può berla. Sì, può berlo.