Colite Linfocitica: La Dieta Consigliata per Alleviare i Sintomi

La colite linfocitica è una malattia infiammatoria cronica intestinale che si manifesta con episodi di diarrea acquosa e dolore alla pancia. Insieme alla colite collagenosa, la colite linfocitica è un tipo di colite microscopica. Sebbene i sintomi si riscontrino principalmente negli adulti, la colite linfocitica può manifestarsi anche in bambini e adolescenti.

I soggetti maggiormente colpiti sono gli over 65 e le donne in menopausa. La colite linfocitica provoca gonfiore dei tessuti dando origine a dolori crampiformi all’addome. In alcuni soggetti le infezioni batteriche e virali possono scatenare i primi sintomi.

Una ricerca scientifica ha dimostrato che i fumatori sono soggetti più a rischio di sviluppare la malattia infiammatoria linfocitica. La ricerca condotta con meta-analisi ha rilevato un rischio significativamente più elevato di comparsa di colite linfocitica microscopica tra i fumatori rispetto ai non fumatori. La colite linfocitica e la celiachia condividono molte manifestazioni cliniche.

Cosa fare per la colite?

Adottare una dieta adeguata e uno stile di vita sano può aiutare a alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita di chi soffre di colite. Per alleviare la sintomatologia, soprattutto in caso di comparsa di fenomeni diarroici, è consigliato ricorrere a cure naturali specifiche per la colite.

  • IBS o sindrome dell’Intestino Irritabile: è necessario ridurre i FODMAP (gli alimenti fermentabili), privilegiare le fibre solubili e gestire lo stress.
  • Colite ulcerosa: nei periodi di riacutizzazione è consigliata una dieta povera di fibre e residui, mentre nelle fasi di remissione è essenziale un adeguato apporto proteico per recuperare peso e massa muscolare.
  • Colite infettiva: in questo caso è fondamentale mantenere una buona idratazione e reintegrare gli elettroliti, evitando latticini freschi e cibi irritanti.
  • Colite ischemica: per questo tipo di colite è importante controllare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo attraverso una dieta equilibrata.
  • Colite microscopica: per questa patologia è meglio evitare farmaci scatenanti che possono portare a effetti indesiderati e reazioni inverse.

Alimenti da Evitare e da Limitare

I cibi che peggiorano i fenomeni diarroici sono invece da evitare. Tra gli alimenti da limitare o evitare, in quanto, di solito, peggiorano i sintomi della malattia infiammatoria cronica intestinale, abbiamo:

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  • Alcolici e superalcolici
  • Bibite gassate
  • Cacao e cioccolato
  • Caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina (si può invece consumare il caffè decaffeinato e il tè deteinato)
  • Carni grasse
  • Curry, noce moscata, pepe, peperoncino
  • Formaggi fermentati e grassi
  • Fritture
  • Insaccati
  • Lardo, strutto
  • Pasticceria elaborata
  • Spezie

È opportuno limitare inoltre il consumo di verdure e alimenti ricchi di fibre, soprattutto nella malattia di Crohn:

  • Asparagi
  • Barbabietola
  • Cavolfiore
  • Cavolo
  • Cipolla
  • Fagioli
  • Pomodori
  • Porro
  • Rabarbaro
  • Spinaci

Inoltre:

  • Frutta (se ne deve fare un uso moderato, preferendo gli agrumi e le banane; ci si ricordi poi che la frutta deve essere sbucciata; unica eccezione è l’ananas, preferibilmente assunto come succo: la bromelina in esso contenuto ha effetto anti-infiammatorio)
  • Latte e latticini (eliminarli o moderarne drasticamente il consumo)
  • Pane fresco integrale e no
  • Pesci grassi, crostacei e molluschi
  • Uova

Per quanto riguarda le fibre, generalmente, in caso di colite ulcerosa, si tende a consigliarne un uso moderato, preferendo quelle medicate morbide (psyllium). Molto dipende dallo stadio clinico di malattia. Nella malattia di Crohn le fibre sono sconsigliate in ogni caso.

È importante tenere presente che gli alimenti “sconsigliati” non sono gli stessi per tutti i soggetti. Limitare il consumo di fibre, poiché frutta, verdure e alimenti integrali possono peggiorare l’infiammazione e, nel Crohn, soprattutto se del tipo stenosante, rischiare sub-occlusioni.

Cibi Consentiti

Tra gli alimenti consigliati ricordiamo:

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  • Avena, orzo (con moderazione nel morbo di Crohn, ma vietati in quello di tipo stenosante)
  • Carni bianche o rosse magre, preferibilmente cucinate tramite cottura ai ferri o cottura al vapore
  • Formaggi a pasta cotta, cioè quelli in cui la temperatura di cottura è superiore a quella di formazione della cagliata, mentre quelli a pasta cruda non subiscono nessun trattamento termico
  • Pane tostato, cracker, fette biscottate, grissini
  • Pesci magri lessi
  • Prosciutto sgrassato (sia crudo che cotto)
  • Verdure a foglia morbida nelle fasi quiescenti di malattia: carote, insalata (lattuga morbida, gallinella), zucchine lesse (con moderazione nel Crohn)
  • Yogurt magro e alimenti probiotici in genere (quando non vi sia intolleranza al lattosio)

La preferenza va poi a piatti semplici e non elaborati; da evitare grassi in eccesso e fritture. Può essere utile bere un po’ più del normale, per compensare episodi diarroici. I liquidi introdotti non devono essere né troppo caldi né troppo freddi.

Si ricorda inoltre di evitare eccessi alimentari e si consiglia di consumare piccoli pasti, ripartendoli nel corso della giornata. È importante masticare i cibi lentamente e accuratamente, perché ciò favorisce il processo digestivo.

Consigli Aggiuntivi

  • Cucinare in modo semplice, con tempi di cottura brevi e senza aggiunta di grassi. In generale vanno preferiti i metodi di cottura al vapore, la pentola a pressione, il cotto al vapore ed i bolliti.
  • Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana e mantenere la costanza dell'allenamento (minimo 150 minuti, ottimali 300, a settimana).
  • Leggere attentamente le etichette alimentari. I prodotti confezionati possono nascondere i FODMAPs e quindi è importante leggere attentamente l’elenco degli ingredienti riportato sull’etichetta.

Dieta "idrica" durante la fase acuta

Durante la fase acuta della patologia (colica), le raccomandazioni dietetiche cambiano! Si consiglia di prediligere una dieta “idrica”, cioè volta principalmente a garantire il reintegro dei liquidi e dei sali minerali persi.

Alimenti consentiti durante la fase acuta

  • Pane, pasta, riso, crackers, etc. derivati da qualsiasi varietà di cereali.
  • Pesce (fresco o surgelato).
  • Carne (scegliere tagli magli e senza grasso visibile): manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale e cavallo.
  • Formaggi stagionati come il Grana Padano DOP, che non contiene lattosio e può essere un ottimo sostituto di un secondo piatto a base di carne o uova. Questo formaggio può anche essere consumato giornalmente grattugiato (un cucchiaio, 10 grammi) per insaporire i primi piatti o i passati di verdura al posto del sale. Il Grana Padano DOP è un concentrato di latte, ma meno grasso di quello intero con cui è fatto perché parzialmente decremato durante la lavorazione.
  • Frutta. Consumare circa 2-3 frutti di medie dimensioni al giorno, a seconda della tollerabilità, preferibilmente con la buccia (se commestibile e ben lavata).
  • Verdure. Le fibre permettono una buona contrazione dell’intestino (peristalsi), favorendo quindi il transito intestinale.

È importante ribadire che alcuni alimenti possono influenzare negativamente i sintomi della colite, perciò bisogna fare attenzione a quel che si mangia: in generale, si può dire che una dieta bilanciata (equilibrata) e ricca di fibre può alleviare i sintomi e i disturbi della patologia.

In particolare, le fibre solubili danno un concreto aiuto indiretto all'intestino promuovendo la crescita di flora protettiva (azione probiotica), oltre che regolare la funzione intestinale e ridurre la micro-infiammazione correlata all'intestino irritabile. Inoltre, studi recenti hanno dimostrato i benefici nell’uso di probiotici e prebiotici in persone affette da Sindrome dell’intestino irritabile.

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I probiotici sono microrganismi viventi (Lattobacilli e Bifidobatteri) che possono portare ad una riduzione della produzione di gas e quindi ad un miglioramento dei sintomi gastrointestinali (es: dolore addominale). I prebiotici e simbiotici (prebiotico+probiotico) sono invece utili sia nella prevenzione (favoriscono la salute dell’intestino), che nel trattamento della malattia: un’assunzione costante aiuta a ritrovare la regolarità e l'equilibrio della flora intestinale. La loro dose giornaliera però deve essere valutata correttamente perché una quantità eccessiva potrebbe provocare l'insorgenza o l'aggravarsi della sintomatologia.

La Dieta a Basso Contenuto di FODMAPs

Uno dei problemi è che non esistono singoli alimenti che causano i sintomi. Ci sono invece ampie categorie di cibi che bisogna evitare se una persona desidera migliorare i propri disturbi.

La sigla FODMAPs è l’acronimo inglese di Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides And Polyols. Questi sono dei nutrienti contenuti in numerosi cibi che costituiscono la nostra alimentazione quotidiana. Negli ultimi anni alcuni ricercatori australiani hanno studiato e dimostrato che un’alimentazione priva di FODMAPs favorisce (fino al 75% dei casi) una regressione del gonfiore e del dolore addominale, un miglioramento nella consistenza delle feci e, conseguentemente, una riduzione dei livelli di stress.

In particolare, i polyols sono un gruppo di carboidrati a bassa digeribilità usati come dolcificanti artificiali al posto dello zucchero e sono chiamati anche alcol di zucchero. Essi non sono né zuccheri né alcol, hanno un sapore dolce e hanno il vantaggio di essere scarsamente calorici, non rovinano i denti, e contribuiscono a perdere peso nelle diete e ad abbassare la glicemia. I più noti sono: eritritolo, maltilolo, isomaltolo, lattilolo, mannitolo, sorbitolo e xilitolo.

È così che molti pazienti in determinate ore del giorno (spesso la sera e dopo i pasti) vedono la propria pancia gonfiarsi come un pallone.

Le Fasi della Dieta a Basso Contenuto di FODMAPs

  1. Fase di eliminazione: vengono esclusi numerosi cibi di uso comune, provocando non solo una gestione più complicata dell’alimentazione dentro e fuori casa, ma nel lungo periodo anche possibili carenze nutrizionali (ad esempio di calcio e ferro).
  2. Fase di reintroduzione graduale: ad uno ad uno, degli alimenti contenenti FODMAPs in accordo con il Gastroenterologo, monitorando il loro effetto ed eliminandoli nuovamente se ricompaiono i sintomi.

L’obiettivo della prima fase è determinare la regressione dei sintomi mentre lo scopo della seconda fase è trovare il giusto equilibrio tra un buon controllo dei sintomi e un’alimentazione più varia. È possibile iniziare la fase di reintroduzione soltanto dopo aver raggiunto una situazione di benessere tramite l’esclusione dei cibi ad alto contenuto di FODMAPs.

Durante la fase di reintroduzione è fondamentale continuare a seguire la dieta a basso contenuto di FODMAPs e testare un solo alimento per volta. Ogni alimento deve essere testato per tre giorni consecutivi, in quantità crescente.

La quantità è molto importante perché si correla alla comparsa dei sintomi, ovvero alcuni alimenti sono tollerati solo in piccole quantità.

Data la recente comparsa della dieta a basso contenuto di FODMAPs, non esiste un protocollo definito per la fase di reintroduzione, di conseguenza l’ordine di reintroduzione degli alimenti dovrebbe essere concordato con il Gastroenterologo, tenendo conto delle proprie abitudini alimentari.

Alcuni studi consigliano di cominciare a testare quegli alimenti che contengono un solo tipo di FODMAPs, poiché la tolleranza alle classi di zuccheri potrebbe variare.

Successivamente si passerà a testare combinazioni di alimenti ad alto contenuto di FODMAPs.

La tabella consiglia delle razioni che possono fungere da guida durante la reintroduzione, ma la quantità da sperimentare dovrebbe essere adattata alla persona, ai suoi alimenti di utilizzo quotidiano e alle quantità normalmente introdotte. Ad esempio, è inutile testare il lattosio con 200 g di yogurt se la persona non è abituata a mangiarne mai più di un vasetto (125 g) alla volta.

La Piramide Alimentare per la Colite

La piramide alimentare è la rappresentazione grafica della dieta mediterranea, che costituisce un modello di sana alimentazione per tutti.

PIETANZE

  • CARNE: possono essere consumate carni bianche e rosse, preferendone le parti magre. Evitare le carni grasse come hot dog, salsicce, pancetta, selvaggina, ecc. Frequenza di consumo: carne rossa 1 volta a settimana, carne bianca 3-4 volte.
  • PESCE: preferire il pesce magro (merluzzo, sogliola, nasello, palombo, trota, orata, branzino, platessa, ecc.) o il pesce azzurro fresco (sarde, sgombro, alici), evitare crostacei e molluschi. La frequenza di consumo è almeno 2-3 volte alla settimana.
  • FORMAGGI: limitarne il consumo a 1-2 volte alla settimana, evitando quelli stagionati/erborinati(es. pecorino, gorgonzola, taleggio,...), e preferendo quelli freschi privi di lattosio (ricotta, mozzarella). È possibile consumare il parmigiano o il grana sulla pasta o in modica quantità.
  • UOVA: consumare massimo 1-2 uova alla settimana, preferibilmente non fritte.
  • AFFETTATO MAGRO: prosciutto crudo o cotto (senza lattosio) sgrassati, bresaola, fesa di tacchino, speck sgrassato. Evitare altri salumi o insaccati.

FRUTTA E VERDURA

Preferire quelle di stagione, nelle qualità consentite. Frutta: 2-3 porzioni al giorno, per un massimo di 240g.

CEREALI E DERIVATI

Si intendono pane, pasta e prodotti da forno (crackers, grissini, fette biscottate) a base delle farine consentite, riso, patate, polenta, ecc. È importante che ne siano presenti 1-2 porzioni a tutti i pasti principali. Si consiglia di evitare le varietà integrali (es: riso integrale), tranne in caso di stitichezza persistente.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

L’olio evo è da preferire come condimento, mentre è bene evitare burro, margarina, strutto e panna. È preferibile utilizzare l’olio a crudo, nella quantità media di 3-4 cucchiai al giorno. Si può condire anche con erbe aromatiche, succo di limone, aceto.

Si suggerisce di frazionare l’alimentazione giornaliera in 3 pasti principali e 1-2 spuntini.

Bevande

È importante idratarsi correttamente durante la giornata. Sarebbe bene bere 1,5-2 litri di acqua al giorno, non eccessivamente fredda. È possibile introdurre liquidi anche sotto forma di the deteinato, tisane o camomilla, prestando attenzione ad evitare il the alla pesca o le tisane di frutti non idonei.

Consumare con moderazione: the, caffè (massimo 1-2 tazzine al giorno), vino bianco o rosso (massimo 1-2 bicchieri al giorno, preferibilmente ai pasti), succhi di frutta consentita o spremute d’arancia. Sono da evitare bibite gassate, birra, superalcolici, caffè d’orzo e cicoria.

Tabella Riassuntiva Alimenti Consigliati e Sconsigliati

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti Sconsigliati
Carni Carni bianche magre (pollo, tacchino), carni rosse magre Carni grasse, insaccati, selvaggina
Pesce Pesce magro (merluzzo, sogliola), pesce azzurro fresco (sarde, sgombro) Crostacei, molluschi
Formaggi Formaggi freschi senza lattosio (ricotta, mozzarella), Grana Padano DOP Formaggi stagionati/erborinati (pecorino, gorgonzola)
Verdure Carote, insalata (lattuga), zucchine lesse Asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci
Frutta Agrumi, banane, ananas (succo) Da consumare con moderazione; evitare eccessi di fruttosio
Bevande Acqua (1,5-2 litri al giorno), tè deteinato, tisane, camomilla Bibite gassate, birra, superalcolici, caffè d’orzo, cicoria
Altri Avena, orzo (con moderazione), pane tostato, cracker, fette biscottate, grissini, yogurt magro (senza lattosio) Alcolici, cacao, cioccolato, caffè, tè (con caffeina), fritture, lardo, strutto, pasticceria elaborata, spezie

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